Ore 15:30 Wall Street mista dopo inflazione Usa. A Milano giù Stm
Il Ftse Mib riagguanta la parità nell’ultima parte della seduta e chiude a 38.655 punti (+0,1%), trainato dal rally di Nexi (+9%) nel giorno dei conti 2024 con oltre 700 milioni di utili e 600 milioni tra dividendi e buyback. Completano il podio del Ftse Mib, a debita distanza, Hera (+1,7%) e Ferrari (+1,2%). In coda Saipem (-2%), Stm (-1,8%) ed Eni (-1,6%). Spread in aumento a 108 punti.
Recuperano anche le altre borse europee, positive al termine di una giornata caratterizzata da volatilità e incertezza legata ai dazi, con un botta e risposta tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’omologo francese, Emmanuel Macron, che ha promesso «dazi reciproci» in caso di nuove tariffe in arrivo dagli Usa.
Wall Street apre debole dopo il dato dell’inflazione pce (2,5% su base annuale a gennaio) con il Dow Jones poco mosso, l’S&P 500 in rialzo dello 0,1% e il Nasdaq in calo dello 0,4% alle 15:30. All'avvio dei mercati americani il Ftse Mib procede in calo dello 0,2%, a quota 38.547 punti.
A Piazza Affari la migliore è Nexi, che guadagna il 7,3%. Staccate le altre blue chip: Hera, al secondo posto, cresce dell’1,5% mentre Moncler, che completa il podio, dell’1%. In coda Stm (-2,6%), Saipem (-2,1%) ed Eni (-2%).
Miste le altre borse europee con Londra che guadagna lo 0,2% e Madrid lo 0,4%, mentre Francoforte cede lo 0,5% e Parigi lo 0,4%.
L’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (pce) degli Stati Uniti è aumentato dello 0,3% su base mensile a gennaio 2025, allo stesso ritmo di dicembre e in linea con le aspettative. I prezzi dei beni sono aumentati dello 0,5%, dopo un aumento dello 0,1% a dicembre e i prezzi dei servizi sono aumentati a un più lento 0,2%, dopo un guadagno dello 0,4% nel mese precedente.
L’indice pce core, che esclude i prezzi volatili di cibo ed energia, è aumentato dello 0,3%, leggermente al di sopra del guadagno dello 0,2% registrato nel mese precedente, e in linea anche con le previsioni. Su base annua, l'inflazione pce generale è scesa al 2,5% dal 2,6%, segnando il suo primo rallentamento in quattro mesi. Analogamente, l'inflazione pce core è scesa al 2,6% da un 2,9% rivisto al rialzo.
L’indice Ftse Mib vira al ribasso (-0,19% a 38.548 punti alle 14:05), appesantito da Saipem, Pirelli, Popolare di Sondrio e Mps. Lo spread Btp/Bund resta inchiodato a 107,9 punti base dopo che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha detto che i Paesi dell'Unione Europea possono rispondere individualmente alla politica dei dazi varata dall'amministrazione Usa, anziché fare unicamente affidamento a una risposta comune della Ue. Il presidente Usa, Donald Trump, ha detto che intende imporre tariffe reciproche del 25% su auto e altre importazioni dall'Ue. L’euro resta debole dopo che in Germania i prezzi al consumo a febbraio su base mensile hanno registrato un +0,4%, in aumento rispetto al precedente -0,2%, comunque in linea con le stime degli economisti. Invece, sono risultati invariati su base annua al 2,8%, secondo i dati preliminari pubblicati dall'ufficio federale di statistica.
Mentre gli altri indici europei restano in leggero calo, il Ftse Mib si tiene aggrappato all’area a 38.598 punti base, sostenuto sempre dalla corsa di Nexi (+10,5%), segue a distanza Hera (+1,36%). Sale ancora il dollaro (l’euro vale 1,040, -0,76%) in attesa del dato sull’inflazione in Germania e dopo le parole di Donald Trump, come asset rifugio in un momento di risk off che è tornato a farsi vedere. «La sensazione è che se Trump applicherà i dazi, come sta promettendo, e non li dovesse rinviare, il mercato vivrà una fase di tensione che potrà durare anche qualche settimana, con un aumento progressivo dell’avversione al rischio e con una pressione al rialzo del dollaro, del franco svizzero e in parte anche dello yen», avverte Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.
L’indice Ftse Mib viaggia sulla parità a 38.624 punti alle 12:10 e regge all’urto dei dazi di Trump, in attesa dell’avvio di Wall Street (futures positivi), grazie a Nexi (+9,5%), Stellantis (+1,03%), Hera (+1,58%) e Campari (+0,66%). Lo spread Btp/Bund staziona a quota 107,6 punti base dopo che a febbraio l'inflazione in Italia è aumentata dello 0,2% su gennaio e dell’1,7% su febbraio 2024, dal +1,5% del mese precedente, secondo la stima preliminare diffusa dall'Istat. L'inflazione, dunque, ha accelerato riportandosi sullo stesso livello di ottobre 2023. Tale evoluzione ha risentito principalmente della dinamica dei prezzi degli energetici, tornata positiva (+0,6% da -0,7% di gennaio) e, in particolare, di quella della componente regolamentata (+31,5% da +27,5%).
I mercati azionari europei restano in ribasso con la spada di Damocle dei dazi dell’amministrazione Trump sulla testa (quelli sulle importazioni da Messico e Canada entreranno in vigore martedì 4 marzo, data in cui dovrebbe scattare anche un aumento di 10% sulle importazioni cinesi), ma non è sell-off. Francoforte perde lo 0,40%, Parigi lo 0,39, Londra lo 0,06% e Milano solo lo 0,09% a 38.587 punti alle 10:35 con la volata di Nexi (+9,65%) post conti 2024 e la promessa di distribuire agli azionisti 600 milioni di euro. Giù di un punto percentuale Stm, Popolare di Sondrio e Prysmian. L’euro arretra ancora di più, -0,79% a 1,040 dollari.
A gennaio l'avanzo del commercio estero italiano con i Paesi extra Ue si è ridotto a 252 milioni di euro rispetto ai 3,031 miliardi dell'anno prima, con le importazioni in forte crescita. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l'export è cresciuto del 2,7% su anno e l'import del 17,9%, da +4,2% e +7,7% rispettivamente di dicembre, quando il surplus aveva superato 7,8 miliardi. Il deficit energetico, pari a 4,577 miliardi, è di poco superiore rispetto a un anno prima. Lo spread Btp/Bund rispetto all’apertura sale a 107,7 punti base.
Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,60%, il Cac40 lo 0,64%, il Ftse100 lo 0,22% e il Ftse Mib lo 0,57% a 38.400 punti (lo spread Btp/Bund scende a 105,4 punti base). Di fronte alla politica economica della nuova amministrazione Usa: Donald Trump ha annunciato che dal 4 marzo Canada e Messico dovranno fare i conti con dazi del 25%, mentre alla Cina verrà inflitta un'ulteriore sovrattassa del 10%, «l'Europa dovrà fare da sola e spenderà di più» ma soprattutto deve reagire in maniera «ferma e proporzionata», ha detto il commissario Ue per gli Affari economici Valdis Dombrovskis in un'intervista. Secondo Dombrovskis, i dazi annunciati dal presidente Usa sono «ingiustificati» e potrebbero tradursi in una diminuzione di 7% della crescita globale.
I prezzi del petrolio calano (Wti -0,90% a 69,72 dollari al barile e Brent -0,77% a 73 dollari al barile) con Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, chiamato dal presidente Usa a firmare l'accordo sulle terre rare che agli occhi di Trump «risarcirà» gli Stati Uniti degli aiuti forniti a Kiev. L’euro flette dello 0,84% a 1,039 dollari anche se a sorpresa le vendite al dettaglio in Germania sono aumentate dello 0,2% a livello mensile a gennaio dal -0,9% (dato rivisto) del mese precedente. Gli economisti si aspettavano una lettura invariata. Su base annua, sono aumentate del 2,9%, rispetto all'incremento del 2% rivisto in precedenza.
Mentre i prezzi delle importazioni tedesche sono cresciuti del 3,1% su base annua a gennaio, dopo un incremento del 2% nel mese precedente. L’ultima lettura, che ha superato la crescita prevista dagli economisti del 2,7%, rappresenta il più consistente incremento annuale dal febbraio 2023. Su base mensile, invece, sono saliti dell'1,1%, contro il +0,4% precedente e il consenso degli economisti a +0,7% mese su mese. Quanto al pil finale della Francia del quarto trimetsre del 2024 ha registrato un -0,1% trimestre su trimestre (+0,6% anno su anno).
Sul listino milanese cala dello 0,29% a 9,55 euro Banco Bpm che ritiene di poter raggiungere i programmi futuri legati al piano di consolidamento di Anima (+0,07% a 6,905 euro) anche con una percentuale di possesso del capitale dell'asset manager, al termine dell'opa, pari ad almeno il 45% piu` un'azione. L’assemblea, in agenda alle 10, dovra` deliberare sulle modifiche dell'opa su Anima. Deutsche Bank deteneva il 5,18% di Banco Bpm al 19 febbraio, secondo l'ultimo aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti. Invece, Goldman Sachs ha ridotto la partecipazione su Anima al 2,339% da 4,73%.
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Si riunisce anche l’assemblea straordinaria di Diasorin (-0,30% a 100,5 euro) sul potenziamento del sistema di voto maggiorato. Quanto a Mps (-0,43% a 6,98 euro) Caltagirone ha aumentato la sua quota nella banca portandola dal 5% all'8%.
Corre Nexi con un +5,43% a 4,894 euro dopo aver chiuso il 2024 con ricavi pari a 3,514 miliardi di euro, +5,1% anno su anno, un ebitda a 1,83 miliardi, +7,1%, e un utile di pertinenza del gruppo normalizzato pari a 731 milioni. Li ha pubblicati alla vigilia Prysmian e cade ancora dello 0,95% a 56,58 euro. Sotto pressione pure Stm (-2,4% a 23,57 euro) dopo il crollo di Nvidia sul Nasdaq.
Invece, Eni (-1% a 13,93 euro) punta a una remunerazione agli azionisti sempre più attrattiva e ha indicato nel piano strategico 2025-2028 un payout complessivo, tra dividendi e buyback, tra il 35% e il 40% del cash flow from operations sopra la precedente forchetta di 30-35%.
Giù dell’1% a 12,14 euro anche Stellantis che avvierà nel mese di aprile la realizzazione, nello stabilimento di Mirafiori, della linea per la nuova Fiat 500 ibrida, la cui produzione è prevista a partire da novembre.
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Restando in casa Agnelli Elkann, la Juventus (-0,44% a 2,81 euro) ha previsto per l'esercizio 2024/2025 un risultato operativo nel range del break-even e in miglioramento rilevante rispetto all'anno precedente dopo aver chiuso il primo semestre al 31 dicembre con un utile operativo di 31,4 milioni da -82,7 milioni.
Meglio, tra i titoli minori, Dovalue (+2,34% a 1,75 euro) che ha confermato gli obiettivi per il 2026 fissati nel piano industriale; per l'anno in corso vede ricavi lordi nella forchetta 600-615 milioni e un ebitda ex Nri a 210-220 milioni. In rialzo anche Bf Group (+0,67% a 4,5 euro) con l'Algeria che ha approvato giovedì 27 febbraio un contratto di concessione per un progetto da 420 milioni di dollari della società italiana per la produzione di cereali, nell'ambito del piano del Paese nordafricano per incrementare la produzione nazionale. Infine, al termine del periodo di adesione all'opa, Lake Bidco ha raggiunto il 98,78% del capitale di Mittel 8stabile a 1,745 euro), secondo i risultati provvisori dell'offerta.
Si preannuncia un venerdì nero per le borse europee. Il future sull’Eurostoxx50 perde l’1,22% dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato che dal 4 marzo Canada e Messico dovranno fare i conti con dazi del 25%, mentre alla Cina verrà inflitta un'ulteriore sovrattassa del 10%. La prossima è l’Europa. Un’escalation della guerra commerciale che preoccupa anche l'Italia. La risposta, ha sottolineato il vicepremier, Antonio Tajani, sarà a livello europeo», non senza insistere, però, sul dialogo alla ricerca delle «soluzioni migliori» per salvare un rapporto transatlantico che non può scivolare nel caos.
I futures statunitensi sono deboli (-0,05% quello sul Dow Jones e +0,04% quello sull’S&P500) dopo che i titoli tecnologici sono affondati a seguito dell’ondata di vendite su Nvidia (-8,4%), nonostante i risultati migliori del previsto, poiché gli investitori si sono concentrati sulle preoccupazioni riguardanti i suoi margini di profitto. Nel frattempo, gli investitori sono cauti in attesa del rapporto chiave sull’inflazione Pce a gennaio negli Stati Uniti previsto più tardi nella giornata (precedente: +2,6% anno su anno), che potrebbe influenzare le prospettive sui tassi di interesse della Federal Reserve. In attesa, il dollaro si rafforza sull’euro che vale 1,038 (-0,95%).
Alle 8 sono in agenda le vendite al dettaglio a gennaio della Germania (precedente: -1,6% mese su mese, +1,8% anno su anno) e i prezzi import a gennaio (precedente: +2% anno su anno), alle 9:55 il tasso di disoccupazione a febbraio (precedente: 6,2%), mentre alle 8:45 è previsto il dato sul pil del quarto trimestre finale della Francia (preliminare: -0,1% trimestre su trimestre) per poi passare alle 10 alla bilancia commerciale extra Ue a gennaio dell’Italia (precedente: 7,8 miliardi di euro) e alle 11 all’inflazione a febbraio preliminare (precedente: +0,6% mese su mese, +1,5% anno su anno). Nel pomeriggio, alle 14, arriva anche l’inflazione a febbraio preliminare della Germania (precedente: -0,2% mese su mese, +2,3% anno su anno). Infine, dagli Stati Uniti alle 14:30 sono in agenda i redditi delle famiglie a gennaio (precedente: +0,4% mese su mese), la spesa per consumi a gennaio (precedente: +0,7% mese su mese) e alle 15:45 l’indice Napm Chicago a febbraio (precedente: 39,5 punti).
È tempo anche dei giudizi delle agenzie di rating sui debiti sovrani. Moody's e Dbrs si esprimono sul debito dei Paesi Bassi, S&P e Fitch su quello della Germania e sempre loro su quello del Regno Unito. Per l’Italia si parte il 4 aprile con Fitch (BBB, outlook positivo) per poi passare all’11 aprile con S&P Global (BBB, stabile), al 18 aprile con Dbrs (BBB, positivo) e al 23 maggio con Moody's (Baa3, stabile).
Sul listino milanese attenzione a Banco Bpm che ritiene di poter raggiungere i programmi futuri legati al piano di consolidamento di Anima anche con una percentuale di possesso del capitale dell'asset manager, al termine dell'opa, pari ad almeno il 45% piu` un'azione. L’assemblea, in agenda alle 10, dovra` deliberare sulle modifiche dell'opa su Anima. Deutsche Bank deteneva il 5,18% di Banco Bpm al 19 febbraio, secondo l'ultimo aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti. Invece, Goldman Sachs ha ridotto la partecipazione su Anima al 2,339% da 4,73%.
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Invece, Eni punta a una remunerazione agli azionisti sempre più attrattiva e ha indicato nel piano strategico 2025-2028 un payout complessivo, tra dividendi e buyback, tra il 35% e il 40% del cash flow from operations sopra la precedente forchetta di 30-35%.
Quanto a Stellantis avvierà nel mese di aprile la realizzazione, nello stabilimento di Mirafiori, della linea per la nuova Fiat 500 ibrida, la cui produzione è prevista a partire da novembre.
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Tra i titoli minori, Dovalue ha confermato gli obiettivi per il 2026 fissati nel piano industriale; per l'anno in corso vede ricavi lordi nella forchetta 600-615 milioni e un ebitda ex Nri a 210-220 milioni. Mentre Bf Group l'Algeria ha approvato giovedì 27 febbraio un contratto di concessione per un progetto da 420 milioni di dollari della società italiana per la produzione di cereali, nell'ambito del piano del Paese nordafricano per incrementare la produzione nazionale. Infine, al termine del periodo di adesione all'opa, Lake Bidco ha raggiunto il 98,78% del capitale di Mittel, secondo i risultati provvisori dell'offerta. (riproduzione riservata)