L’atteggiamento meno da falco rispetto allo scorso anno di Jerome Powell al simposio di Jackson Hole sono in parte piaciute ai mercati. Chiudono in rialzo le borse europee con il Ftse Mib che segna un +0,5%, seguito anche dal Dax (+0,08%), il Ftse 100 (+0,08%) e il Cac 40 (+0,2%). Dopo aver virato al ribasso, Wall Street torna in positivo con il Dow Jones che sale dello 0,5%, l’S&P dello 0,3% e il Nasdaq dello 0,16%. Resta invece sotto pressione l’euro sul dollaro sotto quota 1,08 a 1,0787.
Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha avvertito che gli aumenti passati dei tassi di interesse non hanno ancora rallentato completamente l'economia americana, un argomento che gioca a favore di un mantenimento dei tassi attuali, anche se una crescita più forte e sostenuta potrebbe richiedere tassi più elevati per frenare l'inflazione. «Alle prossime riunioni siamo in una posizione tale da procedere con cautela», ha detto Powell nel suo discorso al simposio annuale di Jackson Hole. Comunque si è detto pronto ad alzare ancora i tassi, «se necessario», per raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%. I mercati azionari europei non fanno una piega e restano in rialzo. Francoforte guadagna lo 0,29%, Parigi lo 0,41%, Londra lo 0,11% e Milano lo 0,66% a 28.256 punti, grazie alla buona impostazione di Iveco, le banche e alcune utilities. Anche Wall Street resta in territorio positivo (+0,45% il Dow Jones e +0,46% l’S&P500) alle 16:10. Lo spread Btp/Bund scambia a quota 166,8 punti base (il rendimento del Btp sale al 4,10%, stabile al 4,235% quello del Treasury Usa 10 anni) e l’euro riconquista quota 1,08 dollari (-0,01%).
Le borse europee restano in rialzo ma si allontanano dai massimi di giornata. Alle 15:30 il Ftse Mib segna un rialzo dello 0,88%, seguito dal Cac 40 che sale dello 0,65%, il Ftse 100 dello 0,46% e il Dax dello 0,5%. Wall Street apre in rialzo in attesa delle parole del presidente della Fed, Jerome Powell: +0,5% il Dow Jones, +0,4% l’S&P, +0,6% il Nasdaq. Volatile il valutario con l’euro che torna sotto pressione contro il dollaro a quota 1,080. Sul listino azionario positivi i titoli finanziari con Generali +1,22%, Mediobanca +0,63%, Unicredit +1,82%, Intesa +0,67%. Bene anche Tim (+0,59%) e gli industriali con Stellantis a +1,75%, Iveco +4,49% e Pirelli +0,78%. Nel comparto energetico, infine, Eni avanza dello 0,57%.
Il Ftse Mib resta il migliore del Vecchio continente e alle 14:30 segna un +1,17% risalendo ben sopra quota 28 mila punti a 28.401. Lo segue anche il Cac 40 (+0,9%), il Ftse 100 (+0,73%), Dax (+0,7%). In rialzo anche i future di Wall Street (+0,44% quello sul Dow Jones, +0,4% quello sull’S&P). Gli occhi sono tutti puntati su Jackson Hole e in attesa i rendimenti dei titoli di Stato salgono con il Btp decennale al 4,22% e il Bund pari scadenza al 2,55% con lo spread in rialzo 167 punti. L’euro recupera leggermente terreno sul dollaro a quota 1,0813.
Le borse europee allungano il passo (Dax +0,46%, Cac40 +0,72%, Ftse100 +0,48% e Ftse Mib +1% a 28.362 punti grazie alle banche, al recupero di Iveco e alle utilities), sostenute dai titoli minerari e da quelli dell’energia spinti dalla crescita dei prezzi delle materie prime (gas naturale europeo +7,78% a 34,42 euro a megawattora e Brent +1,19% a 84,35 dollari al barile). In attesa dei discorsi dei presidenti delle principali banche centrali al simposio di Jackson Hole negli Stati Uniti, fondamentali per valutare la traiettoria dei tassi di interesse, anche i futures di Wall Street salgono (+0,30% quello sul Dow Jones e +0,26% quello sull’S&P500). Il rendimento del Treasury Usa sale al 4,248% e quello del Btp 10 anni al 4,215% con lo spread Btp/Bund a 166,7 punti base dopo che il Tesoro ha collocato in asta la terza tranche del Btp short term scadenza 29/09/2025 per 2,75 miliardi con un rendimento lordo in calo di 6 punti base al 3,63%. La richiesta è stata pari a 4,317 miliardi per un rapporto di copertura di 1,57.
I mercati azionari europei restano in leggero rialzo (Dax +0,17%, Cac40 +0,55%, Ftse100 +0,34% e Ftse Mib +0,69% a 28.264 punti alle 10:35, sostenuto da Iveco, che recupera un +3,8%, ma anche da Saipem, Prysmian, Unicredit e i titoli del risparmio gestito) anche se il clima di fiducia delle imprese tedesche si è ulteriormente deteriorato ad agosto. L'istituto Ifo ha, infatti, comunicato che l'indice del clima aziendale è sceso a 85,7 dagli 87,4 punti di luglio e contro una previsione degli economisti di 86,7.
Inoltre, l’indicatore relativo alle condizioni attuali si è attestato a 89 punti, mentre quello sulle aspettative è a 82,6 punti. «Il sentiment dei manager tedeschi si è ulteriormente oscurato. Si tratta del quarto calo consecutivo dell'indice. Le valutazioni sulla situazione attuale sono scese al livello più basso dall'agosto del 2020. Inoltre, le aziende sono sempre più pessimiste sui mesi a venire. L'economia tedesca non è ancora fuori pericolo», commenta Clemens Fuest presidente dell'istituto Ifo. Pubblicato prima dell’apertura, il Pil del secondo trimestre del 2023 della Germania è rimasto stabile dopo un incremento dello 0,1% nei primi tre mesi dell'anno. Su base annua, l'economia tedesca si è contratta dello 0,2%, confermando la lettura preliminare. I dati sono in linea al consenso degli economisti. Dopo questi dati, l’euro ha accelerato al ribasso sul dollaro, scambia a 1,077 (-0,27%), mentre lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 165,8 punti base.
Le borse europee sono deboli in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,26%, il Cac40 lo 0,03%, il Ftse100 sale ma solo dello 0,18% come il Ftse Mib che quota a 28.122 punti. Riflettori tutti puntati sul discorso che il presidente della Fed, Jerome Powell, terrà al simposio di Jackson Hole alle 16:05 ora italiana (alle 21 l’intervento della presidente della Bce, Christine Lagarde).
In attesa, il membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, Joachim Nagel, ha affermato di non essere convinto che l'inflazione sia sotto controllo a sufficienza per una pausa nell'aumento dei tassi di interesse, con la decisione che dipenderà da dati macro delle prossime settimane. «È ancora troppo presto per pensare a una pausa», ha detto giovedì 24 agosto il capo della Bundesbank a Bloomberg TV a Jackson Hole, aggiungendo che la Bce aspetterà ulteriori dati prima di prendere una decisione. «Non dovremmo dimenticare che l'inflazione si attesta ancora intorno al 5%. Un livello ancora troppo alto. Il nostro obiettivo è il 2%. Quindi c'è ancora strada da fare». Anche se l'attività economica sta rallentando, l'inflazione core rimane persistente e il mercato del lavoro è «davvero piuttosto buono», ha detto. Commenti che arrivano prima della riunione della Bce di metà settembre, in cui i responsabili della politica monetaria dovranno decidere se sospendere il rialzo dei tassi o prolungare una storica campagna di stretta monetaria. La Bce ha, infatti, alzato i tassi di interesse il mese scorso per la nona volta in circa un anno, cercando di riportare l'inflazione al suo obiettivo del 2%.
Il rendimento del Btp 10 anni sale al 4,19% con lo spread con il Bund a 165,30 punti base. Il Tesoro mette in asta fino a 2,75 miliardi di euro della riapertura - la terza - del Btp short 29 settembre 2025 cedola 3,6%, assegnato a fine luglio al tasso lordo di 3,69%. In serata a mercato chiuso comunicherà i dettagli dell'asta a medio e lungo termine di mercoledì 30 agosto, in cui dovrebbero essere riproposti i benchmark Btp a cinque e sette anni insieme al Ccteu. Quanto al collocamento di Bot di martedì 29 agosto, saranno piazzati 5,5 miliardi tra titoli semestrali e a 12 mesi, vita residua tre mesi.
Sul listino milanese si registra qualche acquisto in più su Poste Italiane (+0,65% a 10,12 euro) e Tenaris (+0,66% a 15,16 euro). Ma anche su Eni (+0,45% a 15,19 euro), perché la vendita di una quota tra il 10% e il 15% di Plenitude ha subìto un'accelerazione e potrebbe chiudersi entro fine anno, forse già in autunno. Più defilata Ferrari (+0,11% a 286 euro) anche se Jefferies ha alzato il target price da 250 a 375 euro, ribadendo il giudizio hold. Invece, su Leonardo (-0,04% a 12,99 euro) è intervenuta AlphaValue-Baader Europe, alzando il target price a 14,60 euro (rating add), e su Generali (+0,49% a 18,60 euro) Berenberg, portando il prezzo obiettivo da 23,5 a 24,40 euro (rating buy). Pochi i segno meno tra cui Campari (-0,34% a 11,76 euro) e Interpump (-0,31% a 44,38 euro).
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,16% il future sull’Eurostoxx) in scia a quelle asiatiche e a Wall Street. Tutti gli occhi sono puntati sul discorso che il presidente della Fed, Jerome Powell, terrà al simposio di Jackson Hole alle 16:05 ora italiana (alle 21 l’intervento della presidente della Bce, Christine Lagarde). Due sono le domande degli investitori: la Fed alzerà i tassi di altri 25 punti base a settembre, più avanti nel corso dell’anno, o non lo farà affatto? E gli attuali tassi di interesse elevati rimarranno in vigore per molto tempo o la Fed potrebbe fare marcia indietro e tagliare i tassi nel 2024, supponendo che le pressioni sui prezzi continuino a ritirarsi?
Storicamente, il simposio di Jackson Hole è stato trattato dal mercato come una mini-riunione del Fomc, offrendo alla Fed una piattaforma per fornire indicazioni avanzate sulla politica monetaria in vista della successiva riunione di settembre, sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. Come noto, la Fed ha alzato i tassi di interesse a luglio, lasciando aperta anche la possibilità di una pausa a settembre. Da allora, sono, però, arrivati dati economici che rafforzano l'idea che l'economia sia ancora in crescita, osserva Tognoli. Il modello GDPNow della Fed di Atlanta prevede una crescita economica del 5,8% nel terzo trimestre del 2023, «un numero che è ben al di sopra delle aspettative dell'inizio di quest'anno, ma che probabilmente scenderà con l'avanzare del trimestre. Tuttavia, ciò suggerisce un'economia che sta accelerando piuttosto che rallentare, mettendo in difficoltà la Fed nel contenere le pressioni sui prezzi», spiega l’esperto di Cfo Sim, il quale ritiene improbabile che da Powell arrivino nuove linee guida sulla politica monetaria di breve termine.
«Difficile capire se Powell userà toni più morbidi rispetto allo scorso anno, alla luce degli ultimi dati che indicano un’accelerazione dell’economia e una forte occupazione», dice Tognoli. «Sicuramente non mancherà di riaffermare l'impegno della banca centrale a raggiungere il suo obiettivo di inflazione del 2%. Questo potrebbe comportare il mantenimento di un approccio cauto alla politica monetaria, prolungando così un atteggiamento restrittivo: non tassi più alti rispetto a quelli attuali, ma elevati più a lungo. Ma non ci sentiamo di escludere del tutto che Powell non possa lasciare la porta aperta a tassi più elevati degli attuali». È molto probabile, inoltre, che il presidente delle Fed manterrà la forte enfasi sulla dipendenza dai dati, che potrebbe implicare che “ogni incontro è in diretta”. Gli investitori danno all’85% probabile che la Fed non alzi ancora i tassi a settembre.
In attesa dell’intervento di Powell, il cross euro-dollaro è sceso sotto la soglia di 1,08 per la prima volta dal 13 giugno a 1,078 (-0,19%). Attenzione anche ai dati macro. Già pubblicato il Pil del secondo trimestre del 2023 della Germania, rimasto stabile dopo un incremento dello 0,1% nei primi tre mesi dell'anno. Su base annua, l'economia tedesca si è contratta dello 0,2%, confermando la lettura preliminare. I dati sono in linea al consenso degli economisti. Alle 10 è previsto l’indice Ifo a luglio, un indicatore della fiducia delle imprese in Germania, (precedente: 87,3 punti; consenso: 86,7 punti) e alle 16 dagli Stati Uniti arriverà l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan ad agosto finale (precedente: 71,2 punti; consenso: 71,2 punti).
Sul listino milanese occhio a Eni, perché la vendita di una quota tra il 10% e il 15% di Plenitude ha subìto un'accelerazione e potrebbe chiudersi entro fine anno, forse già in autunno, a Ferrari dopo che Jefferies ha alzato il target price da 250 a 375 euro, ribadendo il giudizio hold. Invece, su Leonardo è intervenuta AlphaValue-Baader Europe, alzando il target price a 14,60 euro (rating add), e su Generali Berenberg, portando il prezzo obiettivo da 23,5 a 24,40 euro (rating buy). (riproduzione riservata)