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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo (-0,57%). In controtendenza Erg e Hera, pesanti Iveco, StM e Unicredit

24 agosto 2023, 07:53 Ultimo aggiornamento: 19:39

In Europa sale solo Londra. Pesante il Nasdaq nonostante i conti di Nvidia. I mercati aspettano Jackson Hole. Lo spread Btp/Bund fermo a 166, mentre si complica lo scenario per la Bce. In serata il Tesoro comunicherà i dettagli dell'asta di Bot semestrali in agenda martedì prossimo. Euro in calo sul dollaro | VIDEO | Ftse Mib future: spunti operativi per giovedì 24 agosto | Il calendario macro di oggi | Unicredit teme il rischio Germania

L’effetto dei conti di Nvidia non è riuscito a sostenere le borse che su entrambe le sponde dell’Atlantico scivolano sotto la parità. Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,57% restando appena sulla soglia dei 28 mila punti. In rosso anche il Dax (-0,64%) e il Cac 40 (-0,36%), mentre il Ftse 100 resiste a quota +0,22%. In rosso anche Wall Street, dove il Nasdaq scende di oltre l’un percento.

I fari adesso sono tutti puntati su Jackson Hole e sulle parole dei due presidenti di Fed e Bce. Con gli attuali pronostici, per i mercati le parole di Powell dovrebbero essere un test più facile e meno drammatico rispetto allo scorso anno, quando il presidente avvertì che gli aumenti dei tassi avrebbero pesato su famiglie e imprese e Wall Street scese a picco. Ieri i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa si sono mossi al rialzo: il rendimento a 10 anni è salito di circa 2 punti base al 4,215%, dopo aver toccato lunedì il massimo degli ultimi 16 anni. Il rendimento a 30 anni è salito di meno di un punto base al 4,288%. All’estremità più breve della curva, il rendimento a due anni è rimasto sulla soglia del 5%.

Nel Vecchio continente il rendimento del Btp decennale si attesta al 4,18% in chiusura dei listini e il Bund pari scadenza al 2,52% con lo spread fermo a quota 166 punti. Sul valutario l’euro resta sotto pressione sul dollaro a quota 1,082. 

Ore 15:30 Il Ftse Mib scivola sotto la parità dopo l’apertura di Wall Street

L’apertura contrastata di Wall Street (-0,05% il Dow Jones, +0,2% l’S&P, +0,3%) trascina sotto la parità alcune borse europee con il Ftse Mib che segna un -0,05%, il Cac 40 un -0,04% e il Dax che scivola dello 0,14%, resta in rialzo solo il Ftse 100 (+0,25%). Gli occhi restano tutti puntati su Jackson Hole che si apre oggi e che domani ospiterà il presidente della Fed, Jerome Powell, e della Bce, Christine Lagarde. Secondo gli analisti però i due vertici non sorprenderanno i mercati e si atterranno alla retorica della decisione dipendente dai dati senza sbilanciarsi sui prossimi meeting. 

Ore 14:00 Il Ftse Mib sui minimi di seduta. Pesanti Iveco, Unicredit e Mps

Scivolano sui minimi di giornata gli indici europei, con l’attenzione che si posta dal settore tech all’avvio del simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, con l’intervento di Jerome Powell atteso per domani pomeriggio. Dopo un avvio con rialzi vicini al punto percentuale, gli indici europei hanno frenato, con Milano che sale dello 0,23%, Parigi dello 0,16%, Francoforte dello 0,10%, Londra dello 0,22%. Contrastati i future di Wall Street nonostante i conti brillanti Nvdia. 

Con gli occhi puntati al simposio dei banchieri centrali proseguono in calo i rendimenti obbligazionari con il Btp decennale al 4,17%, il Bund pari scadenza al 2,52% e lo spread a 166 punti. Oltreoceano salgono invece i rendimenti dei Treasury, con il decennale al 4,2%. 

Ore 11:30 Il Ftse Mib resta in rialzo con Stm ed Enel. Il Btp 10 anni rende il 4,1%

Si confermano in rialzo i mercati azionari del Vecchio Continente, sempre sull’onda dei titoli tecnologici galvanizzati dai conti record del colosso dei chip Nvidia. il Dax avanza dello 0,57%, il Cac40 dello 0,58%, il Ftse100 dello 0,42% e il Ftse Mib dello 0,62% a 28.408 punti anche se Mps ha invertito il trend e ora perde lo 0,67%, insieme a Iveco (-2,06%) e Cnh Industrtial (-0,12%). Restano in evidenza Enel (+1,27%) e Stm (+1,33%).

Si complica lo scenario per la Bce

Lo spread Btp/Bund scambia a 165,40 punti base (cala al 4,1% il rendimento del Btp 10 anni) dopo che i dati deludenti di ieri, 23 agosto, dalla zona euro - la fiducia dei consumatori ma soprattutto i Pmi, in primis quello tedesco - hanno complicato lo scenario per le future decisioni di Francoforte. I trader hanno ridimensionato le scommesse su un aumento dei tassi di interesse da un quarto di punto a settembre, scese a circa il 40% rispetto a una probabilità di oltre il 50% prezzata solo martedì. In questo clima, in serata il Tesoro comunicherà i dettagli dell'asta di Bot semestrali in agenda martedì prossimo, mentre domani metterà a disposizione fino a 2,75 miliardi di euro di Btp short.

Ore 09:05 Ftse Mib sopra 28.500 con Stm e Mps. Spread a 163

Borse europee in rialzo grazie alla spinta dei titoli tecnologici dopo che il colosso dei chip, Nvidia, ha registrato una trimestrale record. Il Dax avanza dello 0,88%, il Cac40 dell’1,25%, il Ftse100 dello 0,85% e il Ftse Mib dell’1,03% a 28.524 punti con lo spread Btp/Bund a 163,5 punti base. L’euro vira al ribasso sul dollaro, scende dello 0,04% a 1,085 dopo che l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere francesi ad agosto è sceso a 96 punti (consenso a 99 punti) da 100 del mese precedente. Si tratta del dato più basso da aprile 2021. Un peggioramento che si spiega con il deterioramento dello scenario nell'industria manifatturiera e nei servizi.

A Milano bene Stm, Enel, Mps, Mediobanca e Unicredit

Sul listino milanese, le buone notizie arrivate da Nvidia mettono le ali ai titoli del settore dei chip: Stm (+2,33% a 44,61 euro) ed Eles (+3,13% a 1,815 euro). Invece, Eni passa di mano a quota 14,14 euro (+0,51%) con il governo del Kazakistan che, secondo Bloomberg, avvierà un processo arbitrale contro il colosso oil italiano, Shell, Exxon Mobil e TotalEnergies sulle presunte spese non autorizzate nel campo petrolifero di Kashagan. Il Kazakistan rimane aperto ai negoziati, ma ha rifiutato le richieste di far cadere le accuse a favore di impegni di investimento. Meglio Enel (+1,35% a 6,145 euro) con la controllata Enel Green Power che ha proposto alle comunità locali della Toscana e ai sindacati investimenti per 3 miliardi di euro a fronte di una proroga di 15 anni delle concessioni per l'energia termoelettrica. Quanto a Mediobanca, in crescita dello 0,93% a 11,96 euro, la Delfin a quanto pare ha chiesto cinque consiglieri nel board, un presidente condiviso e un impegno a rivedere la governance della banca come condizione per arrivare all'assemblea per il rinnovo del cda a ottobre con una lista condivisa. Condizioni per ora respinte dall’istituto di Piazzetta Cuccia, disponibile a lasciare al principale azionista al massimo tre-quattro rappresentanti in cambio di un impegno scritto a non votare altre liste e non avviare campagne attiviste. Acquisti, tra le altre banche, anche su Mps (+1,88% a 2,604 euro) e Unicredit (+0,82% a 22,1 euro) che, come riporta Mf-Milano Finanza, ha ridotto il rischio Germania sul fronte immobiliare. Mentre Berlino fa i conti con il crollo dell'edilizia residenziale Hvb, la controllata tedesca di piazza Gae Aulenti ha tagliato di oltre mezzo miliardo l’esposizione verso il settore. Una mossa significativa non tanto per il valore dell’importo (la riduzione per ora è stata inferiore al 2%), ma perché rappresenta un importante inversione di tendenza per il gruppo.

Ore 08:15 Europa attesa in rialzo grazie a Nvidia. Il rendimento del T-bond va sotto il 4,2%

Le borse europee sono attese positive (+0,75% il future sull’Eurostoxx50) sulla scia della trimestrale record del colosso statunitense dei chip per l’intelligenza artificiale, Nvidia (future sul Dow Jones +0,09% e sull’S&P500 +0,66%). Inoltre, da oggi a sabato gli occhi sono tutti puntati sul simposio annuale di Jackson Hole. In particolare, domani è in programma l'intervento del presidente della Fed, Jerome Powell, che può dare una direzione ai mercati. In attesa, Thomas Barkin, presidente della Fed di Richmond, ha avvertito che bisogna essere aperti alla possibilità che l'economia americana stia riaccelerando anziché rallentare.

Parte il simposio di Jackson Hole, finisce il vertice dei leader Brics 

Tuttavia, ieri, 23 agosto, i Pmi hanno mostrato come il settore privato negli Stati Uniti si sia avvicinato al punto di stagnazione questo mese con l'indebolirsi della domanda (il Pmi composito di agosto è risultato più debole delle aspettative a 50,4 punti contro 52 stimato, così come peggiore delle stime è risultata la fiducia dei consumatori a -16 punti contro -14,3 atteso e -15,3 di luglio). Si conclude, invece, oggi 24 agosto a Johannesburg il vertice dei leader Brics che valutano i criteri di allargamento a nuovi membri con Cina e Russia, intenzionate a rafforzare il blocco nel bel mezzo del conflitto in Ucraina e della crescente rivalità Pechino-Washington.

Importanti dati macro americani

Serie di dati macro Usa importanti per i mercati in uscita alle 14:30 gli ordini di beni durevoli di luglio (stima -4% mese su mese contro +4,6% mese su mese di giugno) e le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione (stima 244mila contro 239mila della scorsa settimana). Prima, alle 8:45, è prevista la fiducia delle imprese manifatturiere francesi ad agosto (precedente: 100 punti; consenso: 99 punti). Il 23 agosto anche il Pmi servizi e composito dell’Eurozona di agosto sono risultati peggiori delle aspettative e ai minimi dallo scorso novembre (48,3 punti contro 50,5 stimato e 47 punti contro 48,5 stimato rispettivamente), ma il Pmi manifatturiero è risultato migliore (43,7 punti contro 42,6 stimato). 

Rendimento del T-bond sotto il 4,2%

In attesa di questi dati macro, l’euro sale dello 0,13% a 1,080 dollari e il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,193%, ma resta a ridosso dei massimi degli ultimi 20 anni. «Riteniamo che una buona parte di questo rialzo dei rendimenti sia dovuto a un aggiornamento delle aspettative di consenso sulla politica della Fed», commenta Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Da tempo eravamo convinti che il mercato fosse troppo ottimista sull’approccio della Fed volto a stroncare l'inflazione. La nostra valutazione è che la resilienza della crescita economica stia spingendo gli investitori ad accettare che la Fed manterrà il suo tasso di riferimento più alto per un periodo più lungo, cosa che si riflette evidentemente nei rendimenti a lungo termine. Questo significa che non riteniamo che il balzo del rendimento dei titoli a 10 anni sia un segnale che la Fed riprenderà un'altra fase di rialzi dei tassi. L'aumento dei tassi a lungo termine non è stato, infatti, accompagnato da un parallelo aumento dei tassi a breve termine».

Prezzi del petrolio ancora in calo

Tra le materie prime, il prezzo del petrolio Wti scende ancora dello 0,25% a 78,69 dollari al barile e quello del Brent dello 0,18% a 83,06 dollari al barile. Oltre ai timori sui tassi di interesse statunitensi, che potrebbero rimanere più alti ancora a lungo, persistono le preoccupazioni sulla crescita economica cinese, che potrebbe rallentare ulteriormente. Essendo la Cina il principale importatore di greggio, questo può danneggiare di più la domanda di oro nero. Sale, viceversa, il prezzo dell’oro (+0,10% a 1.950 dollari l’oncia. 

A Milano occhio a Eni, Enel, Unicredit e Mediobanca

Sul listino milanese attenzione a Eni in quanto il governo del Kazakistan, secondo Bloomberg, avvierà un processo arbitrale contro il colosso oil italiano, Shell, Exxon Mobil e TotalEnergies sulle presunte spese non autorizzate nel campo petrolifero di Kashagan. Il Kazakistan rimane aperto ai negoziati, ma ha rifiutato le richieste di far cadere le accuse a favore di impegni di investimento. Da monitorare anche Enel con la controllata Enel Green Power che ha proposto alle comunità locali della Toscana e ai sindacati investimenti per 3 miliardi di euro a fronte di una proroga di 15 anni delle concessioni per l'energia termoelettrica e Mediobanca con la Delfin che a quanto pare ha chiesto cinque consiglieri nel board, un presidente condiviso e un impegno a rivedere la governance della banca come condizione per arrivare all'assemblea per il rinnovo del cda a ottobre con una lista condivisa. Condizioni per ora respinte dall’istituto di Piazzetta Cuccia, disponibile a lasciare al principale azionista al massimo tre-quattro rappresentanti in cambio di un impegno scritto a non votare altre liste e non avviare campagne attiviste. Infine, Unicredit, come riporta Mf-Milano Finanza, ha ridotto il rischio Germania sul fronte immobiliare. Mentre Berlino fa i conti con il crollo dell'edilizia residenziale Hvb, la controllata tedesca di piazza Gae Aulenti ha tagliato di oltre mezzo miliardo l’esposizione verso il settore. Una mossa significativa non tanto per il valore dell’importo (la riduzione per ora è stata inferiore al 2%), ma perché rappresenta un importante inversione di tendenza per il gruppo.

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