Il Ftse Mib archivia la sessione a +0,5%, insieme al Dax (+0,5%), il Ftse 100 (+0,7%) e il Cac 40 (+0,8%). A Piazza Affari, ancora vendite nel settore del lusso: Brunello Cucinelli -0,71%, Ferrari -0,76%, Salvatore Ferragamo -2,24%, Moncler -0,26%. Denaro anche sui titoli del settore petrolifero, in scia agli aumenti sul greggio. Si segnalano Tenaris (+2,67%) ed Eni (+0,82%). Acquisti diffusi, invece, nel settore bancario: Bper +2,04%, Unicredit +1,05%, Intesa Sanpaolo +1,2%, Mediobanca +0,7%, Banco Bpm +0,54%. Mps è in controtendenza e chiude a -0,63%. Nel resto del listino, Gvs (+4,76%), Cementir (+3,13%) e Fincantieri (+3,46%) salgono in scia alle previsioni degli analisti sui risultati trimestrali e semestrali. In particolare, Equita Sim si aspetta un trend solido da Gvs, mentre Mediobanca stima un portafoglio ordini di 2,3 mld euro per Fincantieri, in crescita del 49% su base annua. Infine, nel segmento Star, focus su Dovalue, che archivia la sessione a +4,22% a seguito dell'annuncio della prossima fase del programma doTransformation, che dà grande risalto all'’applicazione dell’Ai a modelli di previsione del rimborso dei crediti deteriorati.
Sul valutario il dollaro torna a rafforzarsi sull’euro (cross sotto 1,113) dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa sono risultate al di sotto delle attese. Lo Spread tra Btp e Bund risale a 163 punti.
Le borse del vecchio continente (+0,5% il Ftse Mib, +0,6% il Dax, +0,9% il Ftse 100, +0,8% il Cac 40) accelerano al rialzo dopo Wall Street che però apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,4%, l’S&P 500 cede lo 0,1% e il Nasdaq quasi lo 0,5%. Sulle borse Usa tengono banco le trimestrali di Testa e di Netflix ma gli occhi degli investitori sono puntati sui dati macro. Dopo i dati sulle richiesta di disoccupazione, a luglio l’indice sull’attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia si è attestato a -13,5 punti dai -13,7 punti di giugno. Il dato ha deluso il consenso, che si aspettava un recupero a -9,7 punti. L’euro scivola a quota 1,11 sul dollaro, mentre in campo obbligazionario lo spread Btp/Bund scende a quota 161 punti.
Si mantengono in territorio positivo le borse europee (+0,21% il Dax, +0,38% il Cac40, +0,64% il Ftse100 e +0,23% a 28.778 punti il Ftse Mib alle 15:00, sostenuto dai titoli oil, da Bper tra le banche e da Generali e Poste) anche se i futures di Wall Street sono deboli (-0,01% quello sul Dow Jones e -0,32% quello sull’S&P500). Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 3,81% (al 4,081% quello del Btp 10 anni) e il dollaro torna a rafforzarsi sull’euro (cross euro/dollaro a 1,1177, -0,14%) dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 228.000, in calo di 9.000 unità e al di sotto del consenso degli economisti a 240.000 unità. Invece, l'indice sull'attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia è risultato pari a luglio a -13,5 punti dai -13,7 punti di giugno, deludendo il consenso degli economisti che si aspettavano un recupero a -9,7 punti.
Il Ftse Mib di Piazza Affari si conferma in rialzo (+0,29% a 28.796 punti alle 13:45 grazie a una manciata di titoli: Bper Banca, Poste, Tenaris, Unicredit e Terna) come gli altri indici europei (+0,25% il Dax, +0,38% il Cac40, +0,80% il Ftse100) al giro di boa con i futures di Wall Street che anticipano un avvio contrastato (+0,11% quello sul Dow Jones e -0,16% quello sull’S&P500). Mentre il dollaro perde terreno nei confronti dell’euro, che vale 1,12081 (+0,14%), in attesa dei dati macro Usa.
Sempre in campo valutario, la lira tura flette dello 0,6% nei confronti del dollaro dopo che la Banca centrale turca ha deciso di alzare i tassi di interesse dal 15% al 17,5%. Gli indicatori più recenti indicano la prosecuzione di un trend negativo sul fronte dell'inflazione, ha puntualizzato la Central Bank of the Republic of Turkey, secondo cui le normative fiscali e il deterioramento del comportamento dei prezzi eserciteranno ulteriori pressioni sui prezzi al consumo.
Le borse europee cambiano marcia e accelerano al rialzo (+0,26% il Dax, +0,43% il Cac40, +0,76% il Ftse100 e +0,38% a 28.818 punti il Ftse Mib alle 10:35, sostenuto dai titoli finanziaria come Generali, Poste, Unicredit, Bper, Intesa Sanpaolo ma anche da Saipem e Tenaris), nonostante alcuni dati positivi provenienti dalla Germania, con l'aumento delle tensioni geopolitiche e le relazioni deludenti del settore tecnologico Usa che pesano sul sentiment del mercato. «Lo Stoxx-50 ha superato il limite inferiore del suo range di breve termine, vicino a 4.350 punti, guidato al ribasso dalle azioni del settore tecnologico dopo che gli investitori hanno assistito ai risultati di Tesla e Netflix inferiori alle aspettative», afferma Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades.
L’euro avanza dello 0,10% a 1,12037 dollari dopo che la fiducia delle imprese manifatturieri francesi si è attestata a 100 punti a luglio, come a giugno (dato rivisto al ribasso da 101 punti). La lettura è in linea al consenso degli economisti. Gli investitori sono già concentrati sulla riunione della Federal Reserve della prossima settimana e sulla decisione sui tassi. «Nonostante il rallentamento dell'inflazione statunitense e i dati deludenti sull'occupazione, che per la prima volta in 15 mesi non hanno raggiunto la stima del consenso, un rialzo dei tassi di 25 punti base rimane prezzato nel valore del biglietto verde», afferma Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. Ciò che gli investitori vogliono davvero sapere è cosa farà la Fed dopo. Il rialzo di luglio sarà l'ultimo di questo ciclo o potrebbero essercene altri nel corso dell'anno? «Gli operatori valutari presteranno molta attenzione al messaggio del presidente della Fed, Jerome Powell, in cerca di indicazioni sulle intenzioni della banca centrale. Fino ad allora, è probabile che il dollaro rimanga relativamente stabile rispetto alle altre principali valute», conclude Evangelista.
I mercati azionari europei sono deboli in avvio di seduta (-0,22% il Dax, -0,25% il Cac40, +0,25% il Ftse100 e -0,02% a 28.707 punti il Ftse Mib con lo spread stabile a 167 punti base) anche se Wall Street ha chiuso l’ottava seduta consecutiva al rialzo (la serie più lunga da 4 anni), sui massimi da 15 mesi, mentre Milano avvicina il nuovo massimo di periodo a 29mila punti. Ora il future sul Dow Jones segna un -0,05% e quello sull’S&P500 un -0,24%.
«Un’euforia che non è stata frenata neanche dai risultati di Goldman Sachs che ha chiuso uno dei peggiori trimestri di sempre per la banca americana con un calo dei profitti che sfiora il 60%, e peggio delle attese», afferma Stefano Barini di Integrae Sim. Hanno poi deluso gli outlook di Tesla e Netflix. «Ma a parte situazioni specifiche sinora i risultati sono stati in larga parte migliori delle previsioni da parte dei titoli bancari. Il contesto di tassi crescenti aiuta chi di mestiere lavora nel campo dell’intermediazione e anche le preoccupazioni sulle banche regionali sembra un ricordo lontano con l’indice settoriale +8% nell’ultimo mese», aggiunge Barini, ricordando che la prossima settimana sono attese nuove norme da parte dei regolatori Usa per spingere la capitalizzazione delle banche statunitensi che dovrebbero mitigare i rischi di una nuova Silicon Valley Bank. Tornando alla stagione delle trimestrali, in attesa dei dati delle big tech, le stime del consenso vedono i profitti dell’S&P 500 in calo del 9% su base annua rispetto al -12% dell’Europa. Tutto questo in vista dell’ultimo rialzo dei tassi da parte della Fed. «Non dimentichiamo, però, che le banche centrali hanno altri strumenti per tenere a freno la liquidità dei mercati come l’azione sui propri attivi per cui ci vorrà tempo per ricreare le condizioni monetarie pre-pandemia. Il rally è sempre a rischio», conclude Barini.
Sul listino milanese tra le banche si mettono in mostra Bper (+1,23% a 2,97 euro), Intesa Sanpaolo (+0,86% a 2,51 euro) e la Banca Popolare di Sondrio (+0,83% a 4,118 euro) che vede risultati del primo semestre del 2023 oltre le previsioni del piano industriale. Mentre ci sarebbe un testa a testa in DoValue (-0,72% a 4,12 euro) per raccogliere l’eredità di Andrea Mangoni, l’ex ceo della società ora passato alla guida di Mundys (la ex Atlantia). In pole position per il ruolo di prossimo amministratore delegato della società di gestione dei crediti deteriorati, secondo quanto risulta a Mf-Milano Finanza, ci sarebbero due donne: Manuela Franchi, attuale direttore generale da aprile 2020 e ceo ad interim dal 29 aprile dopo l’uscita di Mangoni, e Marina Natale, ex numero uno della concorrente Amco. Acquisti anche su Eni (+0,49% a 13,496 euro) visto che, come riportato da Mf-Milano Finanza, il governo kazako vuole accelerare lo sviluppo del maxi-giacimento di Kashagan, anche se pende una maxi-multa. Quanto a Cover 50 è stata concordata con Consob una proroga al 28 luglio del periodo di adesione all’opa promossa da Fine Mito in caso di mancato raggiungimento di una partecipazione superiore al 90% del capitale della società. Infine, si ricorda che oggi, 20 luglio, è il primo di due giorni di sospensione dalle negoziazioni per Autogrill prima della revoca dalle quotazioni.
Le borse europee sono attese in calo in avvio di seduta (-0,27% il future sull’Eurostoxx50) in linea con i futures di Wall Street (-0,02% quello sul Dow Jones e -0,16% quello sull’S&P500) dopo che il colosso Usa di Elon Musk, Tesla, nel secondo trimestre del 2023 è tornato a mettere a segno una crescita degli utili e ha battuto le attese a livello di fatturato (4,93 miliardi di dollari rispetto alle stime di 24,48 miliardi), ma i margini di profitto sono calati e soprattutto l’outlook ha deluso tanto che il titolo al dopo mercato ha ceduto circa il 4%. Anche Netflix ha perso il 7% nel dopo mercato dopo aver detto di aspettarsi per il terzo trimestre ricavi pari a 8,52 miliardi, circa 150 in meno di quel che si aspettavano gli analisti.
I mercati guardano già alle riunione di Fed e Bce della prossima settimana. Secondo Yannis Stournaras, banchiere centrale greco e consigliere della Bce, la stretta monetaria da un quarto di punto prevista al meeting del 27 luglio sarà sufficiente. Un ulteriore rialzo dei tassi potrebbe, invece, danneggiare l'economia della zona euro. Guardando ai prezzi sui mercati dei derivati, segnala Reuters, gli operatori si aspettano che i tassi raggiungano un picco di circa il 3,91% a dicembre dall'attuale 3,50%, in calo rispetto al 4% della scorsa settimana, stante anche il rallentamento dell'inflazione - a livello generale e core - certificato dalla lettura finale Eurostat di giugno diffusa il 19 luglio. Stando all'ultimo sondaggio Reuters, è unanime il consenso tra gli economisti riguardo alla stretta di luglio, mentre sono 40 su 75 - in decisa crescita rispetto al poll del mese scorso - quelli che vedono un altro incremento di pari entità a settembre. Mentre il 26 luglio la Fed aumenterà i tassi di 25 punti base, l’ultimo aumento dell'attuale ciclo di inasprimento.
L’euro sale nei confronti del dollaro dello 0,14% a 1,12084 in attesa di alcuni dati macro importanti. Pubblicato prima dell’apertura il dato sui prezzi alla produzione a giugno in Germania: l’indice è calato dello 0,3% rispetto al mese precedente. Le previsioni degli economisti stimavano un calo dello 0,4%. Sull'anno i prezzi alla produzione sono risultati stabili con un +0,1% (+1% a maggio). Alle 08:45 è atteso l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a luglio degli Stati Uniti (precedente: 101 punti; consenso: 100 punti), alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: -12.000 richieste a 237.000) e l’indice Fed Filadelfia di luglio (precedente: -13,7 punti; consenso: -9,7 punti), alle 16 il superindice di giugno (precedente: -0,7% mese su mese; consenso: -0,5% mese su mese) e le vendite di case esistenti a giugno (precedente: 4,3 milioni di unità; consenso: 4,23 milioni). Alla stessa ora è previsto l’indice sulla fiducia dei consumatori a luglio preliminare dell’Eurozona (precedente: -16,1 punti; consenso: -16 punti).
Leggi anche:
Poco mosse le materie prime: Wti +0,05% a 75,33 dollari al barile e Brent +0,06% a 79,51 dollari al barile; oro a 1.984 dollari l’oncia (+0,18%). Sul listino milanese attenzione a Eni visto che, come riportato da Mf-Milano Finanza, il governo kazako vuole accelerare lo sviluppo del maxi-giacimento di Kashagan, anche se pende una maxi-multa. Tra le banche occhio alla Banca Popolare di Sondrio che vede risultati del primo semestre del 2023 oltre le previsioni del piano industriale. Mentre ci sarebbe un testa a testa in DoValue per raccogliere l’eredità di Andrea Mangoni, l’ex ceo della società ora passato alla guida di Mundys (la ex Atlantia). In pole position per il ruolo di prossimo amministratore delegato della società di gestione dei crediti deteriorati, secondo quanto risulta a Mf-Milano Finanza, ci sarebbero due donne: Manuela Franchi, attuale direttore generale da aprile 2020 e ceo ad interim dal 29 aprile dopo l’uscita di Mangoni, e Marina Natale, ex numero uno della concorrente Amco. Quanto a Cover 50 è stata concordata con Consob una proroga al 28 luglio del periodo di adesione all’opa promossa da Fine Mito in caso di mancato raggiungimento di una partecipazione superiore al 90% del capitale della società. Infine, si ricorda che oggi, 20 luglio, è il primo di due giorni di sospensione dalle negoziazioni per Autogrill prima della revoca dalle quotazioni. (riproduzione riservata)