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Mercati europei in calo, oro tocca nuovo record

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Borse oggi in diretta | Ftse Mib chiude in rosso (-1,3%). In controtendeza salgono Leonardo, Diasorin e Inwit

di Raffaele Crocitti e Francesca Gerosa
19 gennaio 2026, 07:39 Ultimo aggiornamento: 18:07

In calo anche gli altri listini europei. Le tensioni geopolitiche spingono al rialzo l’oro e l’argento. Stabile il petrolio. Spread Btp/Bund a 59 punti | IL VIDEO

  • Ore 16:00 Ftse Mib in calo, resistono alle vendite Leonardo e Inwit. Nuovi massimi per l’oro
  • Ore 14:30 Ftse Mib pesante, resistono alle vendite Leonardo e Mps. Il petrolio storna
  • Ore 13:45 Ftse Mib in profondo rosso, sell-off su Amplifon e Stm. Spread fermo a 62
  • Ore 11:50 Il Ftse Mib va sotto 45.000 con le banche. Morgan Stanley: i dazi Usa per la Groenlandia impattano poco sull'Europa
  • Ore 10:15 Il Ftse Mib accelera al ribasso con auto e lusso, pesa la guerra dei dazi. Wall Street chiusa per festività
  • Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo per la guerra dei dazi, male le banche, Stellantis e Stm. Wall Street chiusa per festività
  • Ore 07:40 Europa attesa in profondo rosso con i dazi di Trump a otto paesi europei per la Groenlandia, cadono dollaro e bitcoin

Il Ftse Mib chiude la seduta a 45.196 punti, in calo dell’1,32%. Fra le blue chip si registra il crollo di Amplifon (-6,2%) e le cadute di Stmicroelectronics (-4,73%), Cucinelli (-3,45%) e Ferrari (-2,53%).

In controtendenza si sono mossi invece i titoli della difesa e telecomunicazioni. Da segnalare Leonardo che cresce dell’1,66%, Diasorin (+1,23%), Inwit (+1,15%) e Tim (+1%).

Spread Btp-Bund a 59 punti base.

Chiusono in rosso anche gli altri maggiori listini europei: Parigi cede l’1,8%, Francoforte l’1,2% e Londra lo 0,44%.

Per quanto riguarda le materie prime, i timori geopolitici riguardanti la Groenlandia fanno crescere l’oro a 4.677 dollari l’oncia, mentre l’argento arriva a 94 dollari. Il petrolio Wti resta stabile a 59,4 dollari al barile. Il brent a 64.

Kaspar Hense, BlueBay Senior Portfolio Manager, Investment Grade di Rbc BlueBay commenta così le tensioni tra Europa e Usa: «Se la disputa sulla Groenlandia dovesse continuare a intensificarsi, è del tutto possibile che gli investitori europei inizino a vendere titoli di Stato statunitensi. Allo stesso tempo, ciò potrebbe comportare un aumento delle esigenze di finanziamento per l’Europa, ad esempio perché sarà necessario investire ancora di più nella difesa. Questa offerta aggiuntiva potrebbe essere assorbita dagli investitori europei. La disputa potrebbe esercitare pressioni sui tassi di interesse a livello globale e avere ripercussioni anche negli Stati Uniti. In teoria, l’Ue avrebbe anche la possibilità di indirizzare gli investitori verso i titoli di Stato europei attraverso la regolamentazione. Tuttavia, non mi aspetto che questa opzione venga presa in considerazione nei negoziati sulla Groenlandia».

Ore 16:00 Ftse Mib in calo, resistono alle vendite Leonardo e Inwit. Nuovi massimi per l’oro

Alle ore 16:00 il Ftse Mib è in ribasso dell’1,17%, a 45.263 punti.

A Piazza Affari pesano i tonfi di Amplifon e Stmicroelectronics, in calo rispettivamente del 5,1% e del 4,8%. Da segnalare anche le performance negative di Cucinelli (-3%) e Lottomatica (-2,3%).

I migliori titoli sono invece Leonardo (+1,9%) e Inwit (+1,15%). La seduta borsistica riflette le tensioni attorno alla Groenlandia, mentre sale l’attesa per il forum di Davos, a cui Trump interverrà nella giornata di mercoledì 21.

In Europa in rosso anche Parigi (-1,63%), Londra (-0,35%) e Francoforte (-1,1%).

Wall Street chiusa per il Martin Luther King Day.

A tenere banco è sicuramente la geopolitica con un occhio di riguardo particolare verso ciò che gravita attorno alla Groenlandia.

Secondo Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, gli acquisti di franco svizzero nella giornata odierna riflettono le incertezze degli investitori sulle scelte dell’amministrazione Trump, così come, lato commodity, l’oro, bene rifugio per eccellenza, tocca nuovi massimi a 4.671 dollari l’oncia.

Trump ha introdotto nuovi dazi al 10% in relazione alla questione groenlandese che entreranno in vigore il 1° febbraio e colpiranno Danimarca, Francia, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Olanda, Germania e Finlandia, con incremento al 25% dal 1° giugno.

Secondo Diodovich, le nuove tariffe danneggeranno particolarmente il settore auto e in generale l’industria sul fronte della domanda estera, con ripercussioni ancor peggiori in caso di escalation. 

Utility, healthcare e telecomunicazioni saranno i settori «vincitori», in particolare nello scenario base/escalation.

Ore 14.30 Ftse Mib pesante, resistono alle vendite Leonardo e Mps

A Piazza affari l’indice Ftse Mib resta in rosso dell’1,19% a 45.256 punti alle 14:35 con Mps, Inwit, Hera, Snam e Leonardo uniche blue chip positive, in linea con gli altri indici europei e con Wall Street chiusa mentre la guerra commerciale si è riaccesa a causa della Groenlandia. I mercati statunitensi sono chiusi in occasione del Martin Luther King Jr. Day.

L’Ue mantiene aperto il dialogo con gli Usa

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha detto che l'Unione Europea è pronta a sostenere i colloqui con gli Stati Uniti, e che la base di questi colloqui dovrebbe sempre essere il principio di «sovranità e integrità territoriale» per quanto concerne le rivendicazioni del presidente statunitense, Donald Trump, in merito all’isola artica.

Merz ha aggiunto che esiste un’intesa ampia tra i leader europei sul fatto che «ulteriori minacce tariffarie non rafforzeranno le relazioni transatlantiche, ma le indeboliranno» e danneggerebbero le economie di entrambe le parti.

Il petrolio storna

I prezzi del greggio sia Brent sia Wti scendono dello 0,5% circa, invertendo i guadagni visti nella seduta precedente, mentre i disordini civili in Iran si sono attenuati, riducendo la possibilità di un attacco statunitense che potrebbe interrompere le forniture del principale produttore mediorientale.

Il produttore di petrolio kazako Tengizchevroil, guidato da Chevron, ha avvisato di aver temporaneamente interrotto la produzione a titolo precauzionale nei giacimenti di Tengiz e Korolev a causa di un problema ai sistemi di distribuzione dell'energia elettrica.

Ore 13:45 Ftse Mib in profondo rosso, sell-off su Amplifon e Stm. Spread fermo a 62

Non scemano le vendite sulle borse europee (Dax -1,25%, Cac40 -1,44%, Ftse100 -0,46% e Ftse Mib -1,34% a 45.187 punti alle 13:45 con Amplifon e Stm che perdono oltre il 4%, in calo del 2% circa anche Campari, Ferrari, Moncler e Brunello Cucinelli, azioni di società più esposte ai dazi Usa) senza la bussola di Wall Street, chiusa per festività, mentre sono in corso intense consultazioni tra i leader europei per non far precipitare la situazione e impegnarsi con gli Stati Uniti per evitare i dazi, «perché danneggerebbero le imprese e i cittadini su entrambe le sponde dell'Atlantico», come ha detto un portavoce della Commissione Europea. «Se i dazi saranno applicati l'Ue ha strumenti a sua disposizione per rispondere», ha aggiunto precisando che in certe situazioni «la leadership si esprime con la responsabilità».

Lo spread Btp/Bund resta intorno alla soglia di 62 punti base dopo che il Fondo Monetario Internazionale ha ritoccato al ribasso per 0,1 punti percentuali la crescita economica prevista per l'Italia per quest'anno a +0,7%, mentre ha alzato in misura analoga la stima al 2027, anch'essa a +0,7%. Questo dopo il +0,5% stimato per il 2025. Il Fmi ha rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali la crescita globale di quest'anno a +3,3%, lo stesso valore del 2025, mentre ha confermato per il 2027 l'attesa di un +3,2%.

Ore 11:50 Il Ftse Mib va sotto 45.000 con le banche. Morgan Stanley: i dazi Usa per la Groenlandia impattano poco sull'Europa

I mercati azionari europei, orfani di Wall Street chiusi per festività, restano in rosso. Francoforte perde l’1,41%, Londra lo 0,6%, Parigi l’1,6% e Milano l’1,83% a 44.963 punti alle 11:50 con tutte le banche sotto pressione insieme ad Amplifon, Moncler, Saipem, Stm e Ferrari che perdono oltre due punti percentuali. Morgan Stanley ha fatto i conti su cosa significhino per l'Europa i dazi imposti da Trump per la Groenlandia: il risultato principale è che l'impatto sui titoli dell’area dovrebbe rimanere idiosincratico piuttosto che di ampia portata.

Mentre i leader dell'Ue valutano come rispondere alle minacce statunitensi, gli analisti della banca americana hanno stimato che solo il 2,2% dei ricavi dell'indice Msci Europe sia direttamente esposto alle nuove tariffe.

Il 10% del peso dell'indice proviene da aziende con vendite significative a rischio, mentre quasi la metà di tale esposizione rientra nell'ambito dell'Ieepa, su cui la Corte Suprema degli Stati Uniti potrebbe pronunciarsi già martedì. Quindi Morgan Stanley conferma il suo sovrappeso sui titoli della difesa europea (Leonardo +2,88%), sostenendo che l'episodio rafforza la determinazione dell'Europa a incrementare la spesa per la sicurezza.

Il dollaro continua ad arretrare nei confronti dell’euro che vale 1,1624, +0,38%. L'inflazione annua nell'area euro è scesa all'1,9% a dicembre, dal 2,1% del mese precedente, secondo i dati definitivi di Eurostat. La lettura definitiva è inferiore alla stima flash del 2%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2%, in linea con la stima preliminare. Escludendo energia, cibo, alcol e tabacco, il tasso di inflazione annuo si è attestato al 2,3%, in linea con la lettura iniziale e in calo rispetto al 2,4% del mese precedente. Su base mensile, i prezzi al consumo core sono aumentati dello 0,3%, confermando la stima preliminare.

Ore 10:15 Il Ftse Mib accelera al ribasso con auto e lusso, pesa la guerra dei dazi. Wall Street chiusa per festività

Con Wall Street chiusa per festività e la guerra dei dazi tornata in primo piano le borse europee cadono (Dax -1%, Cac40 -1,41%, Ftse100 -0,36% e Ftse Mib -1,50% a 45.112 punti alle 10:15). Sotto pressione i titoli delle società del settore automobilistico (Stellantis -1,5%, Ferrari -2%) e del lusso (Moncler -1,7%, Brunello Cucinelli -2,33% e Ferragamo -1,58%) in quanto più esposte alle ultime minacce tariffarie del presidente americano, Donald Trump. Male anche le banche mentre sono scemate le speculazioni di m&a su Mps (-0,65%).

Il presidente degli Stati Uniti, ha chiesto alla Danimarca il permesso di assumere il controllo della Groenlandia e ha annunciato che imporrà dazi del 10% dal primo febbraio su beni provenienti da Regno Unito, Norvegia e da sei paesi dell’Ue che hanno inviato truppe nell’isola artica per un’esercitazione militare. I dazi salirebbero al 25% dal 1° giugno e rimarrebbero in vigore fino al raggiungimento di un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia.

Invesco: Geopolitica al centro nella settimana di Davos, chi semina dazi raccoglie volatilità

In risposta, l’Ue sta valutando contromisure per un valore di 93 miliardi di euro e possibili restrizioni all’accesso delle aziende americane al mercato unico, con l’obiettivo di aumentare la leva negoziale in vista dei colloqui di Davos. «La crisi segna un punto di svolta nelle relazioni transatlantiche, con i governi europei che si preparano a una risposta unitaria, rafforzando potenzialmente la coesione in materia di politica commerciale», afferma Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. «Molto dipenderà ora dal momento in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti emetterà la sentenza relativa all’Ieepa, che potrebbe arrivare nei prossimi giorni e limitare la capacità del presidente di collegare dazi commerciali ad altre politiche in maniera indiscriminata».

Il potenziale contraccolpo sulle esportazioni determina un aumento di volatilità sui mercati, proprio alle porte di una stagione degli utili aziendali che sta iniziando in maniera convincente, avverte Simoncelli.

Focus anche sulla Corte Suprema sul caso Cook

Sul fronte della politica interna, il rischio di interferenza alla Fed, con perdita di indipendenza della banca centrale, rimane l’espressione principale di politiche economiche populiste. «Per i mercati azionari una maggior volatilità sui Treasury Usa (il 10 anni rende il 4,25%; il Btp stessa scadenza il 3,42% con lo spread con il Bund poco mosso a 62 punti base, ndr) sarebbe un elemento critico per la sostenibilità della tendenza positiva», aggiunge Simoncelli. «La sentenza della Corte Suprema sul caso Cook porterà ulteriori elementi sull’effettivo rischio di interferenza in politica monetaria, i tribunali hanno finora bloccato la rimozione di Cook, affermando che il presidente può licenziare un membro del board solo “per giusta causa” legata al comportamento durante il mandato». Intanto, sondaggi e quote indicano la probabilità che la Camera dei Rappresentanti passi a maggioranza democratica nelle elezioni di mid-term oltre il 70%, ed affiorano i primi dissensi all’interno del partito Repubblicano.

Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo per la guerra dei dazi, male le banche, Stellantis e Stm. Wall Street chiusa per festività

Borse europee sotto pressione in avvio di seduta (Dax -1,26%, Cac40 -1,66%, Ftse100 -0,47% e Ftse Mib -1,5% a 45.108 punti) con Wall Street chiusa per festività (Martin Luther King Jr. Day) e dopo che Donald Trump ha minacciato nuovi dazi. Il presidente americano ha annunciato dal 1° febbraio dazi al 10% per tutti i Paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) che «si sono recati in Groenlandia per motivi sconosciuti», non l’Italia. L’Europa potrebbe colpire gli Stati Uniti con 93 miliardi di euro di dazi dal 6 febbraio o usare lo strumento anti-coercizione, mai impiegato.

Attenzione anche al Canada

La mossa di Trump sulla Groenlandia non piace al Congresso americano. I democratici hanno assicurato che faranno di tutto per fermare il numero uno della Casa Bianca. Ci sono malumori anche fra i repubblicani. Mentre gioca la sua partita per l'Artico, Trump è tornato a puntare al Canada: si è lamentato della debolezza del Paese nel difendere il confine al nord e, pur senza parlare di una possibile acquisizione, ha parlato dell'ipotesi di stringere un accordo con Ottawa per rafforzare la sicurezza al nord del Paese.

Conto alla rovescia per la Fed

Il dollaro cade nei confronti di euro e yen in attesa alle 11 dell’inflazione finale a dicembre dell’Eurozona e alle 16 del super indice a ottobre, mentre inizia la settimana che precede il meeting della Fed, in programma per il 27-28 gennaio.

La battaglia di Trump con la Fed approderà alla Corte Suprema mercoledì 21 gennaio. I giudici esamineranno il ricorso presentato dalla consigliera Lisa Cook in risposta al tentativo della Casa bianca di rimuoverla dal board. Mentre il presidente, Jerome Powell (il suo mandato scade a maggio), è stato citato in giudizio dal Dipartimento di Giustizia in relazione a testimonianze precedenti riguardanti lavori di ristrutturazione negli uffici dell'istituto centrale. L’ad di JP Morgan, Jamie Dimon, ha confermato sabato 17 gennaio di non essere stato chiamato a presiedere la banca centrale americana, poche ore dopo che Trump ha smentito la notizia secondo cui avrebbe offerto a Dimon il posto.

Gennaio anticipa l’andamento di tutto l’anno?

Con l’inizio del nuovo anno torna puntuale una delle domande preferite dagli operatori di mercato: gennaio può davvero anticipare l’andamento dei mesi successivi? «L’idea, diventata popolare grazie allo Stock Trader’s Almanac, si basa su due regole stagionali spesso citate. La prima è il January Barometer: se le azioni salgono a gennaio, è probabile che l’intero anno chiuda in positivo, e viceversa», spiega Antonio Tognoli, responsabile macro economia di Cfo Sim.

«La seconda è ancora più rapida e stringata: l’indicatore dei First Five Days, che concentra la previsione nella prima settimana di contrattazioni. In altre parole: come va gennaio, così va l’anno? Nel 2025 la teoria ha funzionato», afferma Tognoli. «L’S&P 500 ha aperto l’anno con un +0,6% nei primi cinque giorni e ha poi chiuso gennaio con un +2,7%. Da lì, il mercato ha proseguito sulla stessa traiettoria: l’indice ha messo a segno un rendimento di prezzo a doppia cifra e ha concluso il 2025 a +16,4%. Anche il 2022 è un esempio da manuale, ma al ribasso: l’S&P 500 è sceso dell’1,9% nei primi cinque giorni e del -5,3% a gennaio. Più avanti nell’anno, l’indice è entrato in un bear market ciclico e alla fine ha chiuso con un rendimento di prezzo annuo del -19,4%».

A Milano male le banche, Generali, Banca Generali, Stellantis, Ferrari, Stm, Saipem. Leonardo e Ferretti contro corrente

Sul listino milanese Leonardo sale del 2,30% a 60,38 euro perché la divisione statunitense Drs vuole partecipare al progetto di Golden Dome per la difesa statunitense, come ha detto l'ad, Roberto Cingolani, in una intervista pubblicata sabato da Milano Finanza. Cingolani ha anche dichiarato che nel prossimo piano industriale il gruppo della difesa continuerà a focalizzarsi sull'offerta di prodotti e servizi per la guerra ibrida.

Nel frattempo, le autorità indonesiane hanno dichiarato domenica 18 gennaio di aver localizzato i resti di un aereo di sorveglianza della pesca scomparso nella provincia di Sulawesi Meridionale. Si tratta di un Atr 42-500, un velivolo prodotto dal costruttore Atr che è partecipato da Leonardo.

Mentre Saipem (-1,6% a 2,69 euro) ha reso noto il 16 gennaio che il consigliere di amministrazione, Roberto Diacetti, ha rassegnato le dimissioni per dare seguito a nuovi progetti professionali. Le dimissioni saranno efficaci al termine del cda del 10 marzo sul bilancio 2025. Diacetti, consigliere non esecutivo e indipendente, riveste le cariche di presidente del Comitato parti correlate e di membro del Comitato sostenibilità scenari e governance di Saipem.

Invece nel settore bancario, tutto in rosso, Mps passa di mano a quota 8,74 euro (-0,83%) e Mediobanca a 16,64 euro (-3%) dopo che il gruppo Caltagirone ha respisto le ricostruzioni di uno scontro con l'ad, Luigi Lovaglio, e ha precisato che è in corso un confronto interno al board dell'istituto senese sui temi relativi al piano industriale richiesto dalla Bce e la lista del cda in vista del rinnovo.

I top manager di Monte dei Paschi e i consulenti, Deloitte e Mckinsey, si sono riuniti a Roma nel fine settimana per confrontarsi sulla futura strategia per l'istituto senese e per Mediobanca. Un tema di riflessione avrebbe riguardato la possibilità di mantenere la banca milanese quotata, in alternativa al progetto di delisting e fusione.

Ma cinque eredi di Leonardo del Vecchio, su un totale di otto, stanno premendo sul board di Delfin per cedere le partecipazioni finanziarie della holding di famiglia, secondo La Repubblica. Si tratta del 2,7% di Unicredit (-1,45% a 71,58 euro), del 17,8% di Monte dei Paschi, del 10% di Generali (-0,72% a 34,69 euro) e del 23% della francese Covivio.

Tra l’altro si segnala che Barclays ha alzato il target price di Unicredit da 71,6 a 79 euro (rating overweight), di Credem (-1% a 15,28 euro) da 14,8 a 15,7 euro (underweight), di Bper (-1% a 12,03 euro) da 12,5 a 13,7 euro (overweight), di Mps da 8,2 a 9,2 euro (equalweight) e di Banco Bpm (-1,37% a 12,57 euro) da 14,7 a 15,5 euro (overweight).

Viceversa, ha tagliato il target price di Mediobanca da 17,5 a 17,1 euro (underweight). Mentre Kepler Cheuvreux ha tagliato da buy a hold (target price ritoccato da 59 a 60 euro) il rating su Banca Generali (-3,18% a 56,4 euro) e Deutsche Bank sempre da buy a hold (target price rivisto da 10 a 10,3) il giudizio su Italgas (-0,29% a 10,14 euro).

Nel settore auto attenzione a Stellantis (-2,15% a 8,207 euro) di cui Berenberg ha rivisto il target price da 9,5 a 10 euro (rating buy confermato) e a Ferrari (-1,80% a 294,7 euro) su cui lo stesso broker ha confermato il prezzo obiettivo a 381 e il rating buy. «Una comunicazione non ottimale da parte di Ferrari ha determinato una brusca revisione al ribasso delle aspettative per il 2026, ma offre anche una base più «pulita» in vista del 2026, con le stime di mercato che riflettono in modo più appropriato un anno caratterizzato da transizioni di modello, venti contrari sul fronte dei cambi e una graduale accelerazione delle consegne della F80», si legge nel report di Berenberg. Anche Stellantis rimane un buy, «ci aspettiamo, infatti, un miglioramento strutturale degli utili dal 2026 in avanti grazie al portafoglio prodotti rinnovato negli Stati Uniti e all’allentamento delle normative sulle emissioni».

Vendite su Stm (-3,44% a 23,47 euro) anche se Micron Technology ha firmato una lettera di intenti per l'acquisizione del sito di produzione P5 di Powerchip a Tongluo, nella contea di Miaoli, a Taiwan, per 1,8 miliardi di dollari in contanti.

Meglio Ferretti (+0,71% a 3,66 euro) dopo che Kkcg Maritime, che fa capo al gruppo di investimento europeo Kkcg, ha lanciato un'opa parziale volontaria sul produttore di yacht a 3,5 euro per azione con l'obiettivo di portare la sua partecipazione dal 14,5% al 29,9% del capitale.

Ore 07:40 Europa attesa in profondo rosso con i dazi di Trump a otto paesi europei per la Groenlandia, cadono dollaro e bitcoin

Borse europee attese in profondo rosso (-1,21% il futures sull’Eurostoxx50) con Wall Street chiusa per festività (Martin Luther King Jr. Day) e dopo che Donald Trump ha alzato il tiro sulla questione Groenlandia e minacciato nuovi dazi. Il presidente americano ha annunciato dal 1° febbraio dazi al 10% per tutti i Paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) che «si sono recati in Groenlandia per motivi sconosciuti», non l’Italia. La tariffa, ha precisato su Truth, «sarà aumentata al 25% dal 1° giugno. Questa tariffa sarà dovuta e pagabile fino a quando non sarà raggiunto un accordo per l'acquisto completo e totale della Groenlandia», ritenuta molto importante per la sicurezza nazionale.

Trump: Cina e Russia vogliono la Groenlandia

In realtà, secondo Trump, «per la sopravvivenza del nostro pianeta» perché Cina e Russia vogliono la Groenlandia «e non c'è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo». Il presidente Usa ha sottolineato che l'isola dispone attualmente di «due slitte trainate da cani come protezione, una delle quali è stata aggiunta di recente. Solo gli Stati Uniti d'America, sotto la guida del presidente Donald J. Trump, possono partecipare a questo gioco, e con grande successo», ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca.

I Paesi Ue valutano dazi per 93 miliardi

In risposta a queste minacce le capitali dell'Ue stanno valutando l'imposizione di dazi per 93 miliardi di euro sugli Stati Uniti o la restrizione dell'accesso delle aziende americane al mercato interno, secondo il Financial Times. Il tutto in vista dell’incontro con il presidente degli Stati Uniti al World Economic Forum di Davos di questa settimana. Si sta cercando, comunque, di trovare un compromesso che eviti una profonda rottura nell'alleanza militare occidentale.

Macron vuole l'attivazione dello strumento anti-coercizione

In gioco c'è la credibilità dell'Europa ma trovare una quadra non sarà facile poiché, tra i 27, esistono posizioni molto diverse. Il presidente francese, Emmanuel Macron, intende chiedere l'attivazione dello strumento anti-coercizione, ovvero «l'opzione nucleare», mai usata prima d'ora contro nessuna nazione. Prevede restrizioni su import/export di beni e servizi, limitazioni agli investimenti diretti esteri e ai diritti di proprietà intellettuale, restrizioni all'accesso agli appalti pubblici Ue e all'immissione sul mercato di prodotti regolamentati. Tutte misure che possono essere attuate rapidamente. Mentre la premier italiana Giorgia Meloni, ha evocato, dopo aver parlato con Trump, la possibilità di incomprensioni fra gli Usa e gli alleati europei e ha ribadito la necessità del dialogo. 

Il dollaro e il bitcoin cadono

Il dollaro cade sia nei confronti dell’euro che vale 1,17 (+0,41%), siaa nei confronti dello yen (-0,14% a 157,86), mentre gli investitori, innervositi dalle ultime minacce tariffarie del presidente degli Stati Uniti contro l’Europa per la Groenlandia, si riversano nelle valute rifugio come lo yen e il franco svizzero. «In genere si penserebbe che la minaccia di dazi porti a un euro più debole», ha affermato Khoon Goh, responsabile della ricerca per l’Asia di Anz. «Ma, come abbiamo visto anche l’anno scorso, quando sono stati introdotti i dazi del Liberation Day, l’impatto sui mercati valutari è stato in realtà una debolezza del dollaro ogni volta che aumentava l’incertezza politica proveniente dagli Stati Uniti».

Tuttavia, i guadagni dello yen sono stati limitati dall’ipotesi che elezioni anticipate in Giappone aumentino le aspettative di un maggior stimolo fiscale, penalizzando a sua volta la valuta giapponese e i titoli obbligazionari. «Sebbene si possa sostenere che i dazi minaccino l’Europa, in realtà è il dollaro a sopportarne il peso maggiore, perché credo che i mercati stiano incorporando un aumento del premio per il rischio politico sul dollaro statunitense», ha aggiunto Goh.

Anche le criptovalute, spesso utilizzate come indicatore del sentiment di rischio, sono vendute con il bitcoin in calo del 2,8% a 92.409 dollari, mentre l’ether cade del 3,5% a 3.195 dollari. In Asia i dati diffusi il 19 gennaio hanno mostrato che l’economia cinese è cresciuta del 5% nel 2025, centrando l’obiettivo del governo. Invece le le vendite al dettaglio in Cina hanno segnato un rialzo di appena lo 0,9% annuo, meno dell'1,3% di novembre e dell'1,2% stimato: si tratta del dato più debole da dicembre del 2022, nel pieno dell'ultima ondata di pandemia di Covid 19. Quanto alla produzione industriale è salita del 5,2%, più del 4,8% di novembre e del 5% atteso: è il tasso più ampio da settembre del 2025. Lo yuan onshore è salito a un nuovo massimo di 32 mesi a 6,9680 per dollaro.

A Milano occhio a Leonardo, Stellantis, Ferrari, Saipem, Stm, Mps, Mediobanca, Unicredit e Generali

Sul listino milanese attenzione a Leonardo perché la divisione statunitense Drs vuole partecipare al progetto di Golden Dome per la difesa statunitense, come ha detto l'ad, Roberto Cingolani, in una intervista pubblicata sabato da Milano Finanza. Cingolani ha anche dichiarato che nel prossimo piano industriale il gruppo della difesa continuerà a focalizzarsi sull'offerta di prodotti e servizi per la guerra ibrida.

Nel frattempo, le autorità indonesiane hanno dichiarato domenica 18 gennaio di aver localizzato i resti di un aereo di sorveglianza della pesca scomparso nella provincia di Sulawesi Meridionale. Si tratta di un Atr 42-500, un velivolo prodotto dal costruttore Atr che è partecipato da Leonardo.

Mentre Saipem ha reso noto il 16 gennaio che il consigliere di amministrazione, Roberto Diacetti, ha rassegnato le dimissioni per dare seguito a nuovi progetti professionali. Le dimissioni saranno efficaci al termine del cda del 10 marzo sul bilancio 2025. Diacetti, consigliere non esecutivo e indipendente, riveste le cariche di presidente del Comitato parti correlate e di membro del Comitato sostenibilità scenari e governance di Saipem.

Invece nel settore bancario sono da monitorare Mps e Mediobanca dopo che il gruppo Caltagirone ha respisto le ricostruzioni di uno scontro con l'ad, Luigi Lovaglio, e ha precisato che è in corso un confronto interno al board dell'istituto senese sui temi relativi al piano industriale richiesto dalla Bce e la lista del cda in vista del rinnovo.

I top manager di Monte dei Paschi e i consulenti, Deloitte e Mckinsey, si sono riuniti a Roma nel fine settimana per confrontarsi sulla futura strategia per l'istituto senese e per Mediobanca. Un tema di riflessione avrebbe riguardato la possibilità di mantenere la banca milanese quotata, in alternativa al progetto di delisting e fusione.

Ma cinque eredi di Leonardo del Vecchio, su un totale di otto, stanno premendo sul board di Delfin per cedere le partecipazioni finanziarie della holding di famiglia, secondo La Repubblica. Si tratta del 2,7% di Unicredit, del 17,8% di Monte dei Paschi, del 10% di Generali e del 23% della francese Covivio.

Tra l’altro si segnala che Barclays ha alzato il target price di Unicredit da 71,6 a 79 euro (rating overweight), di Credem da 14,8 a 15,7 euro (underweight), di Bper da 12,5 a 13,7 euro (overweight), di Mps da 8,2 a 9,2 euro (equalweight) e di Banco Bpm da 14,7 a 15,5 euro (overweight). Viceversa, ha tagliato il target price di Mediobanca da 17,5 a 17,1 euro (underweight). Mentre Kepler Cheuvreux ha tagliato da buy a hold (target price ritoccato da 59 a 60 euro) il rating su Banca Generali.

Nel settore auto attenzione a Stellantis di cui Berenberg ha rivisto il target price da 9,5 a 10 euro (rating buy confermato) e a Ferrari su cui lo stesso broker ha confermato il prezzo obiettivo a 381 e il rating buy. «Una comunicazione non ottimale da parte di Ferrari ha determinato una brusca revisione al ribasso delle aspettative per il 2026, ma offre anche una base più «pulita» in vista del 2026, con le stime di mercato che riflettono in modo più appropriato un anno caratterizzato da transizioni di modello, venti contrari sul fronte dei cambi e una graduale accelerazione delle consegne della F80», si legge nel report di Berenberg. Anche Stellantis rimane un buy, «ci aspettiamo, infatti, un miglioramento strutturale degli utili dal 2026 in avanti grazie al portafoglio prodotti rinnovato negli Stati Uniti e all’allentamento delle normative sulle emissioni».

Infine, occhio a Stm con Micron Technology che ha firmato una lettera di intenti per l'acquisizione del sito di produzione P5 di Powerchip a Tongluo, nella contea di Miaoli, a Taiwan, per 1,8 miliardi di dollari in contanti e ad Abc Company che havviato un progetto di acquisizione congiunta della maggioranza di Alpi Tensotend e di Csc Allestimenti finalizzato alla creazione di un unico polo integrato nel settore delle tensostrutture e degli allestimenti.

(riproduzione riservata)



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