L'indice Ftse Mib chiude la seduta a quota 28.706 punti (+0,34%) grazie soprattutto al progresso di Banca Mediolanum (+2,18%) e di Leonardo (+2,16%). Subito dietro DiaSorin (+2%), mentre hanno guadagnato oltre un punto percentuale Tenaris, Saipem, Pirelli, Nexi, Intesa Sanpaolo e FinecoBank. Contro corrente solo una manciata di azioni come Ferrari (-1,06%) e Moncler (-1,41%).
In rialzo anche gli altri indici europei: il Dax ha segnato sul finale un +0,35%, il Cac40 un +0,38% e il Ftse100 un +0,64% mentre gli indici di Wall Street proseguono la seduta in crescita (+1,09% il Dow Jones e +0,51% l’S&P500) in scia ai conti oltre le attese di Morgan Stanley e di Bank of America, che allontano lo spettro del fallimento di Silicon Valley Bank, e agli ultimi dati macro: le scorte delle aziende negli Stati Uniti a maggio sono aumentate in linea con le attese degli analisti. In particolare, sono salite dello 0,2% a 2.545,8 miliardi di dollari rispetto al mese precedente. Mentre le vendite sono leggermente salite dello 0,2% rispetto al mese precedente quando si era registrato un rialzo dello 0,1%, passando a 1,882,1 miliardi di dollari. Rispetto ad un anno prima sono scese dell'1,8%.
In campo obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno toccato il livello più basso dalla fine di giugno, in quanto i recenti dati economici e le osservazioni dei funzionari della Bce hanno suggerito che il ciclo di inasprimento potrebbe essere presto terminato. Il rendimento del Btp 10 anni è sceso al 3,994% e lo spread si è attestato in chiusura a 165 punti base nella settimana che precede le riunioni di Fed e Bce.
Si rafforzano le borse del Vecchio Continente anche se Wall Street è contrastata. Il Dax guadagna lo 0,14%, il Cac40 lo 0,27%, il Ftse100 lo 0,42% e il Ftse Mib lo 0,25% a 28.681 punti alle 16:35 grazie alla spinta di Banca Mediolanum, Mps, DiaSorin, Pirelli e Leonardo. I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno toccato il livello più basso dalla fine di giugno, in quanto i recenti dati economici e le osservazioni dei funzionari della Banca Centrale Europea hanno suggerito che il ciclo di inasprimento potrebbe essere presto terminato.
Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a 10 anni, il parametro di riferimento per l'area dell'euro, è sceso di 11 punti base al 2,343%, il livello più basso dal 29 giugno, segnala l’agenzia Reuters. Mentre il rendimento tedesco a due anni è calato di 10 punti base al 3,151%, il minimo dal 27 giugno. Le scommesse del mercato sul tasso terminale della Bce sono rimaste stabili intorno al 4%, ma alcuni economisti hanno sostenuto che la Bce potrebbe rivedere le sue previsioni di inflazione a settembre. La maggior parte degli esperti si aspetta un aumento dei tassi di 25 punti base alla riunione della Bce della prossima settimana. I mercati monetari prevedono circa il 95% di possibilità di un aumento di 25 punti base la prossima settimana, mentre c'è solo il 70% di possibilità di un ulteriore aumento dei tassi a settembre.
Nel frattempo, i commenti di Klaas Knot, funzionario della Bce, sono sembrati piuttosto dovish, in quanto hanno mantenuto facoltativo un rialzo dei tassi a settembre. Knot, presidente della banca centrale olandese, ha dichiarato a Bloomberg TV che i tassi aumenteranno questo mese, ma che qualsiasi cosa vada oltre luglio non è «assolutamente una certezza». Commento arrivato dopo che lunedì il collega Joachim Nagel si era detto cauto riguardo a un'ulteriore stretta a settembre, affermando che «vedremo cosa ci diranno i dati». Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni è sceso al 3,998%, il minimo dal 29 giugno. L'ultima volta era sceso di 17 punti base al 4,003%. Anche i segnali di rallentamento della crescita dell'Eurozona hanno contribuito al rally delle obbligazioni e al calo dei rendimenti. Lunedì la Bundesbank ha dichiarato che quest'anno l'economia tedesca potrebbe subire una contrazione maggiore rispetto a quanto previsto solo poche settimane fa.
I mercati azionari europei viaggiano in ordine sparso (Dax -0,05%, +0,042% il Cac40, +0,25% il Ftse100 e +0,12% il Ftse Mib a 28.643 punti alle 15:45 con Banca Mediolanum, Mps e Leonardo che fanno la parte del leone) in scia a Wall Street che ha aperto in calo dopo i conti di Morgan Stanley e BofA e i dati macro Usa. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono salite dello 0,2% su base mensile a giugno, al di sotto delle attese degli economisti che si aspettavano un aumento pari allo 0,5% mese su mese. Anche la produzione industriale negli Usa ha rallentato a -0,5% su base mensile a giugno, al di sotto del consenso degli economisti a -0,1% mese su mese. Sempre a giugno, il tasso di utilizzo degli impianti è sceso di 0,5 punti al 78,9%, al di sotto del consenso a 79,5%. Dopo questi dati macro e in attesa delle mosse di Fed e Bce della prossima settimana, l’euro resta in rialzo sul dollaro, ma sotto i massimi di giornata a 1,1235 (+0,08%). Il rendimento del Treasury Usa scende al 3,76% e quello del Btp 10 anni al 4,016% (spread con il Bund in netto calo a 162 punti base).
Le borse europee si confermano deboli in attesa dei dati macro Usa. Il Dax scende dello 0,13%, il Cac40 dello 0,04%, il Ftse100 dello 0,01% e il Ftse Mib dello 0,03% a 28.601 punti alle 14:00, sostenuto da Banca Mediolanum, Nexi, DiaSorin, Leonardo, Tenaris e Pirelli. Mentre il future sull’indice Dow Jones segna un -0,05% e quello sull’S&P500 un -0,08% anche se Morgan Stanley ha superato le attese. La banca americana ha riportato un utile per azione di 1,24 dollari, in calo rispetto agli 1,39 dollari per azione dell'anno precedente, ma gli analisti si aspettavano un eps di 1,17 dollari per azione. Il fatturato è stato pari a 13,46 miliardi rispetto ai 13,13 miliardi di un anno fa. Gli analisti si aspettavano 13,04 miliardi. Come annunciato in precedenza, la banca ha dichiarato un dividendo trimestrale di 0,85 dollari per azione, in aumento rispetto al dividendo del trimestre precedente di 0,775 dollari per azione. Inoltre, ha ri-autorizzato un piano pluriennale di riacquisto di azioni fino a 20 miliardi di dollari. Il rendimento del Treasury Usa a dieci anni scende al 3,75%, quello del Btp 10 anni al 4,016% con lo spread con il Bund in calo a 165 punti base. L’euro resta in rialzo sul dollaro a 1,125 (+0,25%).
I mercati azionari europei trovano la forza di reagire e virano al rialzo. Il Dax guadagna lo 0,10%, il Cac40 lo 0,15%, il Ftse100 lo 0,22% e il Ftse Mib lo 0,10% a 28.638 punti grazie al recupero delle banche dopo che il quotidiano spagnolo El Confidencial ha riportato che gli stress test condotti dall’autorità bancaria Eba di recente sono andati molto bene. I risultati degli esami saranno pubblicati alla fine del mese di luglio. In evidenza anche alcuni industriali come Pirelli (+1,27%), Leonardo (+1,04%) e Iveco (+1,31%).
I prezzi dell'oro sembrano ben sostenuti al di sopra del livello di 1.950 dollari (+0,44% a 1.964 dollari l’oncia) e hanno addirittura toccato il massimo a un mese durante le prime contrattazioni. «Il metallo prezioso sta beneficiando dell'indebolimento del dollaro Usa, che continua a perdere terreno nei confronti delle altre principali valute, mentre le aspettative del mercato si spostano sempre più verso l'idea che il rialzo dei tassi di luglio di 25 punti base sia l'ultimo dell'attuale ciclo», sostiene Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «L'indebolimento del biglietto verde e il calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro sostengono il prezzo dell'oro che non rende; tuttavia, questa storia potrebbe ancora riservare colpi di scena. Nel tardo pomeriggio di oggi verranno pubblicate le vendite al dettaglio e la produzione industriale degli Stati Uniti. Gli investitori li seguiranno con attenzione perché una sorpresa al rialzo potrebbe evidenziare ancora una volta la resistenza dell'economia americana e dare alla Fed spunti di riflessione in vista della riunione di questo mese».
Mercati azionari europei ancora alle prese con la sindrome cinese. Il Dax cede lo 0,09%, il Cac40 lo 0,13%, il Ftse100 lo 0,01% e il Ftse Mib lo 0,50% a 28.579 punti. «I dati macro economici della Cina hanno deluso le attese e gettato un’ombra sulla ripresa economica. A raffreddare l’animo rialzista degli operatori il passo incerto dell’economia cinese nel secondo trimestre a causa di una domanda più debole», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim.
Dato a cui ha fatto seguito l’annuncio di Richemont, il secondo gruppo del lusso al mondo, che la debolezza sul mercato americano ha pesato sulla crescita delle vendite organiche del primo trimestre. Il titolo è arrivato a perdere sino al 10%, trascinando al ribasso i titoli del settore. «Un mix di fattori che ha spinto verso il basso i listini europei, che sono i più esposti al mercato cinese e dove la spinta dell’industria del lusso dovrebbe dare un contributo importante per tenere il Vecchio continente fuori dalla recessione», continua Barini, osservando che, invece, Wall Street è rimasta indenne dal flusso di notizie registrando anche un nuovo calo della volatilità e continuando a scommettere sulla fine della politica monetaria restrittiva. In questa prospettiva molta attenzione ai dati macro in uscita in Usa.
Intanto, l'inflazione nella zona euro potrebbe scendere più rapidamente del previsto, secondo quanto ha detto il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, in India per il G20, a Bloomberg Tv. In campo obbligazionario, lo spread Btp/Bund scende a quota 169,2 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in leggero calo al 4,103%. Stamani la Germania offre 6 miliardi di euro del nuovo Schatz settembre 2025.
Sul listino milanese Enel che, come riportato da Mf-Milano, si è pre-qualificato nella gara d’appalto per la costruzione della centrale elettrica Noor Midelt II, in Marocco, un complesso da 400 Mw, perde lo 0,11% a 6,22 euro. Debole anche A2A (-0,36% a 1,655 euro) perché in occasione del cda sulla semestrale fissato il prossimo 28 luglio, l'attuale presidente, Marco Patuano, potrebbe rassegnare le dimissioni, una mossa legata alla sua recente nomina al vertice della spagnola Cellnex. In pole position per succedergli ci sarebbe Roberto Tasca, l'ex assessore al Bilancio del Comune di Milano che già siede nel board della multiutility. Meglio, tra le banche, Unicredit (+0,64% a 22,16 euro) che prevede di tagliare ulteriori 500 milioni di euro di costi nel tentativo di bilanciare l'inflazione più elevata delle attese, secondo quanto riportato da Bloomberg. Infine, Eni perde lo 0,60% a 13,21 euro dopo che Hsbc ha tagliato il rating da buy a hold, fissando un nuovo target price a 14,2 euro, e Recordati lo 0,07% a 42,98 euro anche se il colosso svizzero della farmaceutica Novartis ha alzato le previsioni e ha annunciato un piano di buyback da 15 miliardi di dollari.
Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (+0,05% il future sull’Eurostoxx50) dopo che il 17 luglio sono state azzoppate dal rallentamento della crescita economica in Cina. Questo non ha frenato Wall Street che ha toccato nuovi massimi. (Nasdaq +0,9% a 14.244 punti, valore che non vedeva dall’aprile del 2022). In attesa dei dati del secondo trimestre del 2023 di Morgan Stanley e Bank of America, il future sul Dow Jones segna un -0,01% e quello sull’S&P500 a un -0,06%.
Non solo trimestrali. Anche l’agenda macro è ricca, ma arriva solo da un fronte: gli Usa. Alle 14:30 le vendite al dettaglio a giugno negli Stati Uniti (precedente: +0,3% mese su mese; consenso: +0,5% mese su mese), alle 14:55 l’indice settimanale Redbook (precedente: -0,4% anno su anno), alle 15:15 la produzione industriale a giugno (precedente: -0,2% mese su mese; consenso: -0,1% mese su mese), alle 16 le scorte delle imprese a giugno (precedente: +0,2% mese su mese; consenso: +0,1% mese su mese) per chiudere con l’indice Nahb a luglio (precedente: 55 punti; consenso: 55 punti).
Pubblicata il 17 luglio, «l’inflazione dell’Italia anno su anno di giugno, pari al 6,4%, è risultata in linea con le stime e in calo rispetto al 7,6% di maggio. La stessa è risultata più elevata rispetto a quella dell’area euro: 5,5%», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, ricordando che la scorsa settimana sia le azioni sia le obbligazioni hanno messo a segno performance positive grazie soprattutto alla brusca decelerazione dell'inflazione americana (sia nei prezzi al consumo che alla produzione). «A un anno esatto dal picco dell'inflazione, l'indice dei prezzi al consumo Usa è stato ridotto di oltre due terzi consolidando la disinflazione come tema chiave per l'economia e i mercati in questo anno», conclude Tognoli.
In attesa dei dati macro e la settimana precedente ai meeting di Fed e Bce, l’euro si rafforza ancora sul dollaro a 1,125 (+0,20%). Invece, tra le materie prime salgono sia i prezzi del petrolio (Wti +0,26% a 74,27 dollari al barile e Brent +0,18% a 78,64 dollari al barile) sia quello dell’oro (+0,32% a 1.962 dollari l’oncia).
Sul listino milanese attenzione a Enel che, come riportato da Mf-Milano, si è pre-qualificato nella gara d’appalto per la costruzione della centrale elettrica Noor Midelt II, in Marocco, un complesso da 400 Mw, a Unicredit che prevede di tagliare ulteriori 500 milioni di euro di costi nel tentativo di bilanciare l'inflazione più elevata delle attese, secondo quanto riportato da Bloomberg, e ad A2A perché in occasione del cda sulla semestrale fissato il prossimo 28 luglio, l'attuale presidente, Marco Patuano, potrebbe rassegnare le dimissioni, una mossa legata alla sua recente nomina al vertice della spagnola Cellnex. In pole position per succedergli ci sarebbe Roberto Tasca, l'ex assessore al Bilancio del Comune di Milano che già siede nel board della multiutility. Infine, occhio anche a Eni perché Hsbc ha tagliato il rating da buy a hold, fissando un nuovo target price a 14,2 euro. (riproduzione riservata)