Il Ftse Mib chiude a un soffio dai 36.000 punti, a quota 35.980, limitando le perdite allo 0,2%. Tra le blue chip brillano i titoli legati all’energie e le utilities con Saipem – la migliore del paniere – che guadagna il 2,2%, Enel in rialzo dell’1,1% e A2a dello 0,8%. Bene anche Poste Italiane (+1,2%). In coda Moncler, che cede il 2,5%, insieme alle banche con Banco Bpm (-1,6%) e Banca Popolare di Sondrio (-1,6%). Debole pure Iveco che perde il 2%. Spread Btp/Bund in calo a 117 punti.
«La Bce ha tagliato i tassi di 25 punti base, affermando che le prospettive di un’ulteriore disinflazione sono migliorate mentre quelle di crescita sono peggiorate a causa delle tensioni commerciali, dell’incertezza e del calo della fiducia dei consumatori», commenta Karsten Junius, chief economist di J. Safra Sarasin. «Inoltre, la maggiore volatilità dei mercati e gli spread creditizi, nonché l’andamento dell’euro,hanno determinato un inasprimento effettivo delle condizioni di finanziamento, che la Bce riuscirà a compensare solo in misura marginale con il taglio dei tassi odierno».
Deboli anche le altre borse europee mentre Wall Street, dopo un paio d’ore di scambi, procede senza una direzione precisa.
Wall Street apre la seduta incerta con il Dow Jones che perde l’1,2%, lo S&P 500 guadagna lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,1%. In Europa i principali indici restano sotto la parità dopo la decisione della Bce di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso di deposito al 2,25%.
«La sorpresa più grande è stata che la Bce ha cambiato il modo di descrivere la sua politica: non si parla più di ‘restrittiva’, ma nemmeno di ‘neutrale’», osserva Lale Akoner, global market analyst di Etoro. «Ciò suggerisce che i tagli dei tassi potrebbero continuare, in un contesto di maggiore incertezza politica dovuta alle decisioni sui dazi degli Stati Uniti e al loro impatto sulla crescita europea. Vista la mancanza di certezze, è probabile che la Bce adotti un approccio più dipendente dai dati, simile alla posizione della Fed. Ci sono, infatti, forze contrastanti in gioco: se i dazi rappresentano un rischio negativo per la crescita, l'aumento della spesa europea per la difesa e le infrastrutture potrebbe fornire una certa compensazione».
Il Ftse Mib intanto si allontana dai 36.000 punti, scendendo a quota 35.890 (-0,5%). Tra le blue chip crescono le utilities, con Enel che guida il gruppo in rialzo dell’1,7%, mentre calano banche e titoli industriali.
I mercati azionari europei restano in rosso (Dax -0,44%, Cac40 -0,74%, Ftse100 -0,58% e Ftse Mib -0,23% a 35.983 punti alle 15:00) dopo la mossa doverosa da parte della Bce (tassi tagliati di 25 punti base) in quanto a trainare la debole crescita europea è solamente il settore dei servizi, mentre soffre il comparto industriale e manifatturiero, spiega David Pascucci, analista dei mercati per XTB, che si aspetta ulteriori tagli dei tassi nel prossimo futuro, la condizione ideale prevede dei tassi compresi tra 1,5% e 2% nel lungo termine. L’approccio data-dependent della Bce è al momento il migliore rispetto alle altre banche centrali come Fec e BoE che risultano particolarmente più ottimiste rispetto al futuro, mentre Fracoforte adotta un approccio più prudente e lungimirante.
«Con questi tagli potremmo vedere anche dei benefici a lungo termine sulle obbligazioni europee, con possibili cali dei rendimenti e un rientro dell’allarme lanciato sul comparto obbligazionario a inizio gennaio e ad inizio marzo», precisa Pascucci. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,66% e lo spread con il Bund a 118,17 punti base.
Invece il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,28% dopo i dati macro Usa. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a 215.000 unità, -9.000 rispetto al dato della settimana precedente. Mentre i nuovi cantieri avviati hanno registrato una diminuzione dell'11,4% a 1,324 milioni di unità, dopo la crescita del 9,8% di febbraio (dato rivisto da +11,2%) e rispetto ai 1,42 milioni attesi dagli economisti.
I permessi edilizi rilasciati dalle autorità competenti hanno registrato, nello stesso periodo, un incremento dell'1,6% a 1,482 milioni di unità, dopo il -1% registrato il mese precedente e contro attese per 1,450 milioni. Inoltre, è peggiorata molto più delle attese l'attività del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia (Stati Uniti). Ad aprile l'indice relativo all'attività manifatturiera del distretto Fed di Philadelphia (Philly Fed) si è portato a -26,4 punti dai +12,5 di marzo. Il dato è peggiore delle attese degli economisti che indicavano un livello di +2,2 punti.
Come ampiamente previsto dagli economisti la Bce ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base al 2,25%, al minimo dal 2022. È la settima volta in un anno che lo fa. L’euro, dopo il rally recente, resta in calo dello 0,31% a 1,1361 dollari. Lo spread Btp/Bund è inchiodato a quota 119,2 punti base.
A Piazza affari l’indice Ftse Mib riduce le perdite (-0,33% a 35.949 punti alle 14:20) grazie ai progressi di Enel, Inwit e Poste. Alla luce della guerra commerciale e del calo del prezzo del petrolio, gli economisti si aspettavano un taglio dei tassi. «Seguiranno altre due mosse entro l'autunno», prevedono gli economisti di Commerzbank.
Si avvicina il verdetto della Bce sui tassi. E l’indice Ftse Mib di Piazza Affari perde lo 0,53% a 35.875 punti con solo Enel, FinecoBank, Nexi, Poste, Inwit, Italgas e Pirelli in territorio positivo. Simon Wiersma, Investment Manager di Ing, si aspetta un taglio dei tassi di interesse da parte della Bce di 25 punti base al 2,25%, il settimo consecutivo. «La crescita nell'Eurozona sta rallentando e la decelerazione dell'inflazione lascia a Francoforte il margine per aprire ulteriormente il rubinetto del denaro. Prevediamo una riduzione del tasso di policy all'1,75% entro la fine dell'anno», ha concluso l'esperto.
Intanto i futures sui prezzi del greggio si avvicinano ai massimi da due settimane dopo l'imposizione da parte degli Stati Uniti di nuove sanzioni per limitare le esportazioni di petrolio iraniano, che alimenta i timori per l'offerta. I futures sul Brent salgono dell’1% a 66,56 dollari al barile e quelli sul Wti dell’1,33% a 63,30 dollari al barile,
Con i futures Usa contrastati (-1,2% quello sul Dow Jones e +0,50% quello sull’S&P500) in seguito alle dichiarazioni di Donald Trump, tornato ad attaccare il presidente della Fed, Jerome Powell: «È troppo lento nell'abbassare i tassi di interesse», le borse europee restano in rosso al giro di boa.
Francoforte perde lo 0,54%, Parigi lo 0,59%, Londra lo 0,66% e Milano lo 0,51% a 35.883 punti alle 12:55 con Banca Mediolanum, Buzzi e Moncler che perdono oltre due punti percentuali. Tra i titoli che viaggiano contro corrente spicca il +0,85% di Enel. In attesa dell’esito della riunione della Bce, il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,72% e quello del Treasury Usa 10 anni torna al 4,3%.
Le borse europee restano in rosso, anche Milano (-0,35% a 35.943 punti alle 11:40) con Tenaris, Recordati, Iveco, Banca Mediolanum e Azimut i più venduti. Contiene le perdite (-0,35%) Mps mentre è in corso l’assemblea degli azionisti che in sede straordinaria dovrà deliberare sull’aumento di capitale a servizio dell'offerta pubblica volontaria su Mediobanca (+0,19%).
Tra le materie prime, l'oro è inarrestabile, è salito fino a 3.357,78 dollari l'oncia, stabilendo un nuovo record, poiché la persistente incertezza sulla politica commerciale statunitense ha continuato a sostenere la domanda di beni rifugio, unitamente a un dollaro generalmente più debole, spiega Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.
Martedì il presidente statunitense, Donald Trump, ha chiesto un'indagine sui potenziali dazi su tutte le importazioni di minerali essenziali, una mossa che segnala una posizione più ferma sul commercio e potrebbe influenzare le relazioni con i principali fornitori, tra cui la Cina. «Questo sviluppo compensa, almeno in parte, il miglioramento nel sentiment del mercato derivante dalla recente esclusione di alcuni prodotti tecnologici dai dazi reciproci e dall'indicazione di possibili esenzioni per i ricambi auto. A rafforzare lo slancio rialzista, le principali banche rimangono positive sulle prospettive dell'oro, citando i continui afflussi negli Etf garantiti dall'oro e gli acquisti sostenuti da parte delle banche centrali», conclude Berlinzani.
L’indice Ftse Mib si porta in territorio negativo (-0,20% a 35.995 punti alle 10:20 con Banca Mediolanum, Moncler, Tim e Campari che perdono oltre un punto percentuale) dopo che Stefano Menghinello, direttore del dipartimento per le statistiche economico, ambientali e conti nazionali di Istat, ha avvertito che l'eventuale perdurare dell'incertezza e un aumento delle tensioni commerciali potrebbero avere sulla crescita del pil italiano un impatto negativo di 2 decimi di punto nel 2025 e di tre decimi nel 2026.
In audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica 2025, Menghinello ha spiegato che si tratta di una «valutazione parziale e soggetta alla difficoltà di ipotizzare non solo l'evoluzione delle principali variabili esogene ma anche la risposta di politica economica e commerciale da parte di governi e banche centrali». L’euro storna nei confronti del dollaro a 1,1370 (-0,23%) in attesa dell’esito della riunione della Bce (scontato un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base).
Borse europee caute in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,41%, il Cac40 un -0,19%, il Ftse100 un -0,52% e il Ftse Mib un +0,08% a 36.096 punti nel giorno in cui la Bce dovrebbe tagliare i tassi di interesse per la settima volta nel giro di un anno nel tentativo di infondere nuova linfa all'economia della zona euro, colpita dai dazi americani. Inoltre, è probabile che la presidente, Christine Lagarde, ribadisca che l'incertezza è troppo elevata e che sarà necessario procedere in base all'andamento dei dati macroeconomici. Grande attenzione verrà dedicata anche a qualsiasi riferimento all'euro che si è notevolmente apprezzato (il 17 aprile storna dello 0,25% a 1,1368 dollari) in un contesto di forte volatilità.
Lo spread Btp/Bund resta sotto 120 a 118,23 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,70%. Il 16 aprile il Tesoro ha collocato un'emissione in due tranche da complessivi 11 miliardi di euro: un nuovo Btp a sette anni da 8 miliardi e un indicizzato a 30 anni da 3 miliardi, raccogliendo ordini totali per oltre 103 miliardi. Stamani la Francia piazza fino a 12 miliardi di Oat a tasso fisso 2028, 2031 e 2032 insieme a un massimo di 2 miliardi degli indicizzati 2034, 2036, 2039 e 2053.
Lato macro, hanno frenato i prezzi alla produzione in Germania a marzo: -0,2%, rispetto al +0,5% del mese precedente. Le stime degli economisti erano per una discesa più contenuta: -0,4%. Anche su base mensile, i prezzi hanno registrato una variazione negativa dello 0,7% dopo il -0,1% di febbraio, a fronte del calo dello 0,1% stimato dagli esperti.
Sul listino milanese Eni, pronta al divorzio da Gazprom «nel più breve tempo possibile», si limita a un +0,21% a 12,2 euro. Il colosso oil, come riporta MF-Milano Finanza, ha confermato la volontà di interrompere ogni rapporto con quello russo del gas, al quale lo legano ancora i contratti di fornitura a lungo termine con clausole take-or-pay, quelle che vincolano a comprare annualmente un quantitativo minimo di gas o, in caso di mancato acquisto, a pagarne comunque il prezzo corrispondente.
Invece, Mps (+0,73% a 6,66 euro), Banca Generali (-0,42% a 47,14 euro), Banca Ifis (-0,29% a 20,28 euro) e Geox riuniscono le rispettive assemblee. Nel caso del Monte anche quella straordinaria per deliberare sull’aumento di capitale a servizio dell'offerta pubblica volontaria su Mediobanca (+0,06% a 15,67 euro).
Leggi anche:
Inoltre si segnala che Rbc ha abbassato il target price di Stellantis (-0,24% a 8,209 euro) da 12 a 9 euro (rating sector perform). Lo stesso ha fatto Jefferies, ma è un taglio più consistente da 14 a 9 euro (rating hold).
Conti poi per Moncler (-2,83% a 53,52 euro) che ha chiuso il primo trimestre del 2025 con ricavi in lieve aumento, sostenuti dalla crescita nel canale diretto sia per il marchio Moncler sia per Stone Island. Rbc ha, però, limato il target price da 65 a 64 euro (rating sector perform). Mentre Brunello Cucinelli (-2% a 95,38 euro) ha archiviato il primo trimestre con ricavi in crescita a doppia cifra e ha confermato l'obiettivo di chiudere il 2025 e il 2026 con un aumento del fatturato di circa il 10%.
Leggi anche:
Risentono delle vendite sul gruppo francese Hermes (-3,23% a Parigi) che ha chiuso il primo trimestre del 2025 con ricavi in crescita del 9% a 4,1 miliardi di euro (+7% a cambi costanti), con tutte le aree geografiche che hanno messo a segno un aumento.
Nel settore dei semiconduttori meglio Stm (+0,41% a 18,12 euro) che beneficia dei conti del colosso Tsmc (Taiwan Semiconductor Manufacturing) che ha chiuso il primo trimestre del 2025 con risultati in crescita. L'utile netto è salito del 60% a 361,56 miliardi di dollari di Taiwan (circa 9,8 miliardi di euro), superando le attese degli analisti a 351,65 miliardi. I ricavi sono cresciuti del 42% a 839,25 miliardi di dollari di Taiwan (22,8 miliardi di euro), leggermente sopra la guidance.
L'azienda taiwanese, che produce chip per Apple e Nvidia, è nel mirino delle ambizioni commerciali del presidente Trump che la scorsa settimana ha concesso esenzioni tariffarie per alcuni prodotti tecnologici, compresi i chip, ma ha affermato che presto potrebbero dover affrontare tariffe separate, creando maggior incertezza per l'azienda e i suoi principali clienti.
Infine, Mfe (-2,97% a 3,072 euro l’azione di classe A) ha proposto un aumento dell'8% del dividendo annuale e ha svalutato la partecipazione in ProSiebenSat.
Borse europee attese in leggero calo (-0,31% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. Pesano ancora le dichiarazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, il quale ha chiarito che l'istituto centrale americano aspetterà altri dati per decifrare lo stato dell'economia prima di modificare i tassi d'interesse. Powell ha poi ribadito che la Fed potrebbe dover affrontare uno scenario di inflazione in rialzo e crescita debole.
I futures statunitensi salgono (+0,78% quello sul Dow Jones e +0,91%) dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che durante l’incontro con la delegazione commerciale giapponese a Washington, mercoledì, sono stati compiuti «grandi progressi», mentre le due nazioni hanno avviato colloqui per risolvere le tensioni legate alla recente ondata di dazi statunitensi. I colloqui segnano l’inizio di negoziazioni formali per raggiungere un accordo commerciale bilaterale, in un contesto di crescente preoccupazione per le ricadute economiche derivanti dai dazi Usa. Inoltre, secondo un rapporto pubblicato da Bloomberg mercoledì, la Cina sarebbe disponibile ad avviare colloqui commerciali con l’amministrazione Trump, ma ha chiesto alla Casa Bianca di mostrare maggior rispetto.
Mentre la visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca è stata preceduta martedì da un incontro tra la premier e Ursula von der Leyen in cui la Commissione Ue ha rimarcato che la competenza del negoziato commerciale con gli Usa spetta a Bruxelles. Donald Trump stesso, almeno sulla carta, intende trattare con l'Unione Europea in qualità di interlocutore unico. Meloni, che al presidente Usa dovrebbe proporre dazi a zero sull'industria, ipotesi che Trump ha già scartato, riceve venerdì a Roma il vice JD Vance. Questi ultimi sviluppi hanno attenuato in parte le preoccupazioni, anche se gli investitori restano comunque cauti.
Soprattutto nel giorno della riunione della Bce (14:15 l’annuncio sui tassi). Dopo la riunione di marzo, sembrava che la Banca Centrale Europea fosse pronta a prendersi una pausa per monitorare l’andamento delle variabili macroeconomiche e capire come pianificare la strategia monetaria. Tuttavia, dal celebre Liberation Day del 2 aprile, il mondo è totalmente cambiato, obbligando Francoforte a essere flessibile e a rivedere le proprie scelte. Le forti tensioni commerciali e il marcato apprezzamento dell’euro (-0,30% a 1,1362 dollari il 17 aprile) hanno inevitabilmente aumentato le aspettative per un nuovo taglio dei tassi d’interesse, secondo Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, che si attende un taglio da 25 punti base portando il tasso sui depositi al 2,25%.
Una mossa per stabilizzare i mercati soprattutto valutari e impedire un eccessivo apprezzamento dell’euro che amplificherebbe i danni dei dazi sull’economia europea. «Crediamo, inoltre, che i toni della comunicazione della presidente, Christine Lagarde (alle 14:45 la conferenza stampa, ndr) possano essere molto cauti, mantenendo il posizionamento che vigila sui dati macro, in modo da lasciare aperte molte possibilità anche quella di ulteriori tagli di interesse in caso di peggioramento del contesto economico», precisa Diodovich. In caso di assenza di pressioni inflazionistiche e con l’amministrazione Trump rigida nel mantenere i dazi, «la Bce potrebbe ridurre il costo del denaro di 100 punti base nel corso dell’anno», conclude l’esperto di IG Italia.
Lato macro, alle 8 sono attesi i prezzi alla produzione a marzo in Germania (precedente: -0,2% mese su mese, +0,7% anno su anno). Alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: +4.000 unità a 223.000), i nuovi cantieri residenziali a marzo (precedente: 1,501 miliardi di unità), le licenze edilizie a marzo (precedente: 1,459 milioni di unità) e l’indice Fed Filadelfia ad aprile (precedente: 12,5 punti).
Tra le materie prime, i prezzi del petrolio salgono (Wti +1,6% a 63,48 dollari al barile e Brent +1,3% a 66,71 dollari al barile) con Israele che aveva pianificato di colpire i siti nucleari iraniani già a maggio, ma nelle ultime settimane è stato fermato da Trump, che preferisce negoziare un accordo con Teheran per limitare il suo programma nucleare, secondo il New York Times. Anche l’oro sale dello 0,15% a 3.331 dollari l’oncia dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 3.357 dollari con le restrizioni statunitensi sulle vendite di chip alla Cina e la continua incertezza sui dazi che ha aumentato la domanda di beni rifugio del metallo. «Manteniamo la nostra posizione rialzista sull'oro, anche se sembra possibile un ripiegamento verso i 3.050 dollari l'oncia dopo il recente e rapido rally», hanno detto gli analisti di Anz.
Sul listino milanese attenzione a Eni, pronta al divorzio da Gazprom «nel più breve tempo possibile». Il colosso oil, come riporta MF-Milano Finanza, ha confermato la volontà di interrompere ogni rapporto con quello russo del gas, al quale lo legano ancora i contratti di fornitura a lungo termine con clausole take-or-pay, quelle che vincolano a comprare annualmente un quantitativo minimo di gas o, in caso di mancato acquisto, a pagarne comunque il prezzo corrispondente.
Invece, Mps, Banca Generali, Banca Ifis e Geox riuniscono le rispettive assemblee. Nel caso del Monte anche quella straordinaria per deliberare sull’aumento di capitale a servizio dell'offerta pubblica volontaria su Mediobanca.
Leggi anche:
Inoltre si segnala che Rbc ha abbassato il target price di Stellantis da 12 a 9 euro (rating sector perform). Lo stesso ha fatto Jefferies, ma è un taglio più consistente da 14 a 9 euro (rating hold).
Conti poi per Moncler che ha chiuso il primo trimestre del 2025 con ricavi in lieve aumento, sostenuti dalla crescita nel canale diretto sia per il marchio Moncler sia per Stone Island. Rbc ha, però, limato il target price da 65 a 64 euro (rating sector perform). Mentre Brunello Cucinelli ha archiviato il primo trimestre con ricavi in crescita a doppia cifra e ha confermato l'obiettivo di chiudere il 2025 e il 2026 con un aumento del fatturato di circa il 10%.
Leggi anche:
Infine, Mfe ha proposto un aumento dell'8% del dividendo annuale e ha svalutato la partecipazione in ProSiebenSat.
(riproduzione riservata)