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Milano in rialzo, spread in aumento e euro stabile

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in leggero rialzo (+0,3%) spinto dalle banche. Sul podio Mps, Mediobanca e Banco Bpm

di Francesca Colelli e Francesca Gerosa
12 settembre 2025, 08:36 Ultimo aggiornamento: 18:02

In coda al listino Stellantis, Recordati e Diasorin. Lo spread Btp/Bund si attesta a 83 punti base. Terminano le contrattazioni appena sotto la parità le altre borse europee. Sale il prezzo del petrolio | IL VIDEO | Francia a rischio downgrade: cosa aspettarsi da Fitch, Moody’s e S&P secondo Societe Generale

  • Ore 15:30 Ftse Mib appena sopra la parità, listini Usa contrastati
  • Ore 14:45 Futures Usa in leggero calo, a Piazza Affari Moncler vira al rialzo
  • Ore 13:15 Ftse Mib apatico, il testamento di Armani non accende i titoli del lusso in tutta Europa
  • Ore 12:00 Il Ftse Mib si stabilizza grazie alla coppia Mps e Mediobanca, il petrolio vira al rialzo con i rischi geopolitici
  • Ore 10:35  Il Ftse Mib vira al ribasso con Stellantis e Ferrari, l’oro scatta sopra 3.650 dollari
  • Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Nexi, Avio ko. Lo spread scende a 82 in attesa del giudizio di Fitch sulla Francia
  • Ore 08:30 Europa attesa poco mossa. La Francia al test di Fitch: bocciatura in arrivo?

Il Ftse Mib chiude la seduta in rialzo dello 0,3%, spinto dalle banche. In cima alla classifica, ci sono Mps con un balzo del 3,5%, Mediobanca che registra un +3,4% e Banco Bpm con un +2,1%. In coda al listino, Stellantis (-1,9%), Recordati (-1,3%) e Diasorin (-1,2%). Lo spread si attesta a 83 punti base.

Terminano le contrattazioni appena sotto la parità le altre borse europee, con il Ftse 100 in calo dello 0,11%, il Cac 40 dello 0,06% e il Dax dello 0,03%. Salgono i futures sul Brent che registrano un +1,7% a 67,9.

Nel frattempo, negli Usa l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso da 58,2 punti in agosto a 55,4 a settembre. La fiducia dei consumatori è diminuita soprattutto tra le famiglie a basso e medio reddito, principalmente a causa della disoccupazione e dell'inflazione. Gli intervistati prevedono un tasso di inflazione del 4,8% nel prossimo anno.

Ore 15:30 Ftse Mib appena sopra la parità, listini Usa contrastati

All’avvio dei mercati americani, il Ftse Mib viaggia appena sopra la parità (+0,18%). Tra le blue chip in evidenza Mediobanca (+2,1%), Mps (+2%), Prysmian e Banco Bpm (1,6%). In calo Stellantis (-1,9%) e Diasorin (-1%). 

Dopo l’annuncio da parte della Russia di aver messo in pausa i negoziati con l’Ucraina, il prezzo del petrolio sale, con i futures sul Brent +1,6% a 67,46 dollari al barile.

I listini azionari statunitensi trattano contrastati, con il Dow Jones che perde lo 0,13%, l’S&P 500 che cala dello 0,02% e il Nasdaq che avanza dello 0,10%. Oggi faro sull’indice di fiducia della famiglie a settembre dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione.

Ore 14:45 Futures Usa in leggero calo, a Piazza Affari Moncler vira al rialzo

Con i futures statunitensi in leggero calo (-0,19% quello sul Dow Jones e -0,05% quello sull’S&P500 alle 14:45), Milano resta dimessa sulla parità a quota 42.433 punti, nonostante i progressi del 2% di Mps e Mediobanca. Nel settore del lusso Moncler ha virato al rialzo (+1,08%). Acquisti anche su Tenaris (+1,05%). Euro debole a 1,1710 dollari e spread Btp/Bund in risalita a 83,4 punti base.

I prezzi del petrolio tornano a infiammarsi (futures sul Brent +2% a 67,72 dollari al barile) dopo che la Russia ha annunciato che i negoziati con l’Ucraina sono stati messi in pausa e ha accusato i Paesi europei di ostacolare il processo di pace al quale Mosca sarebbe rimasta aperta. Le due parti rimangono molto distanti su come mettere in atto un possibile accordo di pace. Intanto il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l'ambasciatore russo in merito all'incursione con droni avvenuta questa settimana nello spazio aereo polacco.

Ore 13:15 Ftse Mib apatico, il testamento di Armani non accende i titoli del lusso in tutta Europa

Seduta spenta per le borse europee (Dax -0,25%, Cac40 -0,39% e Ftse Mib -0,07% a 42.403 punti alle 13:15), eccetto per Londra, in rialzo dello 0,38%. Il testamento di Giorgio Armani ha acceso i riflettori sulle azioni europee del settore del lusso che, però, non brillano, anzi viaggiano tutte in rosso.

Dal documento è emersa la richiesta da parte dello stilista di vendere il 15% della casa di moda, passati dodici mesi e comunque entro diciotto mesi dalla data di apertura della successione, in via prioritaria a un gruppo tra Lvmh (-0,30% a Parigi), EssilorLuxottica (-1,05%) o L'Oreal (-1,04%).

In alternativa, potrebbe essere quotata in borsa entro 3 o 5 anni con la Fondazione al 30% del capitale. Anche sul listino milanese Moncler perde lo 0,20%, Brunello Cucinelli l'1,24% e Ferragamo il 5,10% dopo aver reso noto che il cfo, Pierre La Tour, ha deciso di lasciare l’incarico con efficacia dal 26 settembre.

La carica sarà assunta ad interim da Paolo La Morgia che, dopo essere entrato nel gruppo 15 anni fa, attualmente ricopre la posizione di Group Planning & Control Director e Group Risk & Internal Control Director. «La nomina di Pierre La Tour, a marzo 2024, era nel contesto del progetto guidato dal ceo dimissionario, Marco Gobbetti, e in questo senso l’annuncio non sorprende», commenta Intermonte.

«La sostituzione ad interim con La Morgia, pur rassicurando pienamente dal punto di vista delle competenze, rappresenta un ulteriore elemento di incertezza per il gruppo che è ancora alla ricerca di un ceo. La nomina del nuovo top management team è un elemento importante per poter riconsiderare l’equity story di Ferragamo, titolo su cui manteniamo il rating neutral e il target price a 5,50 euro», aggiunge la sim.

Più pesante nel comparto auto Stellantis, in calo del 2,98%, dopo che la cinese Byd, in riferimento alle affermazioni che Antonio Filosa, ceo di Stellantis, ha rilasciato durante la Kepler Cheuvreux Autumn Conference 2025 - dichiarando che «in Germania Leapmotor ha venduto più di Byd» - ha smentito l'affermazione, riportando i dati di vendita da gennaio ad agosto 2025 nel mercato tedesco.

Con 8.610 immatricolazioni nei primi 8 mesi dell'anno, la società di Shenzhen si impone davanti Leapmotor che ha immatricolato 3.536 unità. Inoltre, nei segmenti Bev e Phev, sempre nello stesso periodo, Byd ha immatricolato rispettivamente 5.852 e 2.757 unità, superando le 3.088 unità di Leapmotor nel segmento Bev e le 448 unità nel segmento Phev. 

Ore 12:00 Il Ftse Mib si stabilizza grazie alla coppia Mps e Mediobanca, il petrolio vira al rialzo con i rischi geopolitici

Piazza Affari si stabilizza a quota 42.412 punti (-0,05% alle 12:00) grazie alla coppia Mps (+2,18%) e Mediobanca (+2,16%). Viceversa, Stellantis, Ferrari e Brunello Cucinelli sono i titoli più venduti. Lo spread Btp/Bund scende a 81,50 punti base all’indomani della riunione della Bce che non ha toccato i tassi di interesse come ampiamente previsto dagli economisti.

Olli Rehn (Bce) teme un euro più forte

Ma il governatore della banca centrale finlandese, Olli Rehn, ha detto stamani che la Banca Centrale Europea deve prestare attenzione ai rischi al ribasso per l'inflazione derivanti da costi dell'energia più bassi e da un euro più forte (cross euro/dollaro a 1,1723, -0,08%). «Dobbiamo evitare una situazione in cui ci discostiamo troppo al di sotto o al di sopra del nostro obiettivo», ha dichiarato.

Il petrolio torna a salire

I prezzi del greggio virano al rialzo con il rischio di un’interruzione dell'offerta per via dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina. Il futures sul Brent sale dello 0,53% a 66,72 dollari al barile, mentre quello sul Wti dello 0,50% a 62,65 dollari al barile.

L’11 settembre un attacco con drone al porto russo nord-occidentale di Primorsk, uno dei più grandi terminali di esportazione di petrolio e carburante del Paese, ha dato fuoco a una nave e a una stazione di pompaggio. Sul fronte dell'offerta, il maggior operatore portuale privato dell'India, Adani Group, ha vietato alle petroliere sanzionate dai Paesi occidentali di entrare nei propri porti, secondo Reuters, limitando potenzialmente le forniture di greggio russo. L'India è il maggior acquirente di greggio russo via mare, trasportato per lo più da petroliere oggetto di sanzioni da parte dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.

Ore 10:35 Il Ftse Mib vira al ribasso con Stellantis e Ferrari, l’oro scatta sopra 3.650 dollari

In linea con gli altri indici europei e con i futures statunitensi negativi (-0,15% quello sul Dow Jones e -0,14% quello sull’S&P500 alle 10:35), anche il Ftse Mib di Milano vira al ribasso (-0,22% a 42.339 punti). Pesano Stellantis (-2,14%), Ferrari (-1%), Saipem (-0,84%) e Campari (-0,95%). Invece, Avio si è ripresa (+5,37%).

L’euro resta stabile a 1,1730 dollari (-0,02%) dopo che il tasso d'inflazione annuale della Francia, armonizzato per il confronto con gli altri Paesi della zona euro, è sceso allo 0,8% ad agosto dallo 0,9% di luglio, in linea con la lettura preliminare e con le attese degli economisti. Mentre in Spagna i prezzi consumo ad agosto su base mensile sono rimasti a 0%, in aumento rispetto al precedente -0,3% e in linea con le stime degli esperti. Tra le materie prime si segnala l’oro, scattato sopra 3.650 dollari l’oncia (+0,22%).

Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Nexi, Avio ko. Lo spread scende a 82 in attesa del giudizio di Fitch sulla Francia

Partenza positiva, ma senza sprint, per le borse europee con il Dax in aumento dello 0,25%, il Cac40 dello 0,04%, il Ftse100 dello 0,21% e il Ftse Mib dello 0,10% a 42.472 punti. Un trend che riflette un clima costruttivo, sostenuto dalla chiusura record di S&P 500 e Nasdaq nella seduta dell’11 settembre e dalla buona performance dei listini asiatici, trainati dai tecnologici. In Europa, gli operatori guardano agli sviluppi politici e macroeconomici. In Francia, il nuovo primo ministro Lecornu ha ricevuto aperture da Marine Le Pen, pronta a collaborare se abbandonerà l'impostazione macroniana. Invece, nel Regno Unito, il governo Starmer è stato criticato per la gestione della vicenda legata alla rimozione dell'ambasciatore Mandelson.

Pochi i dati macro in agenda, mentre la Banca di Russia dovrebbe confermare i tassi al 5,75%. I futures statunitensi scambiano poco sotto la parità. Il rendimento del Treasury Usa decennale sale al 4,041%, quello degli Oat francesi a 10 anni al 3,46% e quello del Btp a 10 anni al 3,504% (spread con il Bund stabile a 82 punti base) in attesa del giudizio di Fitch su Parigi. In campo valutario, l’euro sale a 1,1744 dollari (+0,10%) e lo yen passa di mano a 147,326 contro il biglietto verde.

A Milano spicca Nexi, bene Mediobanca, Prysmian ed Equita. Stellantis storna. Ferragamo e Avio ko

Sul listino milanese Mediobanca spunta un +0,75% a 21,44 euro dopo che S&P ha posto sotto osservazione con implicazioni negative la propria valutazione di BBB+ sul merito di credito di Piazzetta Cuccia. La decisione fa seguito all'acquisizione del controllo dell'istituto da parte di Mps (+0,64% a 8,135 euro).

Tra gli altri temi bancari, secondo Il Messaggero, un pool di istituti composto da Intesa Sanpaolo (+0,16%), Unicredit (+0,02%), Banco Bpm (+0,28%), Bper (+0,19%) e Mps lavora alla cartolarizzazione di un portafoglio crediti da 5,2 miliardi di euro per supportare la ristrutturazione di Banca Progetto. L'operazione prevede la creazione di uno special purpose vehicle e dovrebbe ridurre il rischio potenziale a livello di settore.

Storna Stellantis (-1,3% a 8,038 euro). L’aumento dei ricavi grazie a nuovi modelli, ha detto il nuovo ceo, Antonio Filosa, sarà un pilastro fondamentale della strategia futura del gruppo e un modo per ripristinare la generazione di cassa.

Nel settore del lusso Ferragamo perde il 2,74% a 4,542 euro perché ha lasciato l'incarico il cfo, Pierre La Tour, la cui carica passa ad interim a Paolo La Morgia. Meglio Prysmian (+1,94% a 80,78 euro) di cui Citi ha alzato il target price da 79 a 91 euro (rating buy).

«Il titolo Prysmian ha continuato a salire nell’ultimo mese, sovraperformando l’indice Stoxx 600 Industrial Goods di circa il 4%. I dazi Usa possono sostenere la redditività del gruppo nel breve termine. Questi includono dazi su fili di rame e alluminio, così come su altri derivati. I dati più recenti supportano questa tesi», si legge nella nota di Citi. «I prezzi sembrano essersi mantenuti solidi ad agosto nonostante il forte calo delle quotazioni del rame al Comex. Ciò significa che i margini di agosto e, soprattutto, di settembre dovrebbero essere robusti. Prevediamo, inoltre, un supporto ulteriore ai volumi grazie ai guadagni di quota di mercato rispetto agli importatori. Aumentiamo le nostre stime di utile per azione rettificato 2025/2026 dell’8%/7% e il nostro target price a 91 euro. Vediamo anche un potenziale upside del 5% rispetto al consenso sull’ebitda 2025. Nonostante il buon andamento dell’azione, riteniamo ci sia ancora un’ulteriore spazio di rialzo e ribadiamo buy», conclude Citi. SXNP

In netto calo Avio (-3,11% a 34,3 euro) dopo che il cda ha proposto all’assemblea straordinaria degli azionisti del 23 ottobre un aumento di capitale di importo massimo di 400 milioni di euro. Mezzi freschi per costruire un nuovo impianto negli Stati Uniti che, operativo entro il 2028, produrrà motori a propellente solido. L’ebitda adjusted è balzato del +36,7% nel primo semestre. Nei prossimi 10 anni crescerà a un tasso annuo di oltre il 15%.

Infine si segnala che Equita, in rialzo dell’1,95% a 5,24 euro, ha archiviato il miglior semestre dalla quotazione, con un incremento del 33% dei ricavi e un utile netto consolidato in crescita del 51% a 12 milioni di euro. Il management ha evidenziato le performance positive in tutte le aree di business, con l’area Global Markets in aumento del 52%, l’Investment Banking in crescita del 12% e l’Alternative Asset Management in progresso del 13%. Segnali incoraggianti anche sul fronte delle attività di M&A con anche una graduale ripresa delle Ipo. C’è la possibilità di un dividendo più generoso per l'esercizio 2025.

Ore 08:30 Europa attesa poco mossa. La Francia al test di Fitch: bocciatura in arrivo?

Borse europee attese poco mosse (+0,07% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta all’indomani della riunione della Bce che è stata di fatto interlocutoria, con i tassi mantenuti invariati, come ampiamente atteso dal consenso, e pochi spunti significativi. I rischi sulla crescita sono passati da «al ribasso» a «bilanciati», mentre le stime per l’inflazione al 2027 sono state leggermente riviste al ribasso. 

Pochi spunti significativi dalla Bce

Durante la conferenza stampa, la presidente, Christine Lagarde, ha lasciato intendere che, al momento, il tasso sui depositi al 2% (pari al target dell’inflazione) appare adeguato e tale potrebbe rimanere per qualche tempo, salvo poi il consueto richiamo all’approccio «data dependent».

«L'altro dato atteso della giornata, quello sull'inflazione americana di agosto, è risultato in linea con le attese, confermando come al momento non vi siano indizi di impatti dei dazi dell’amministrazione Trump. Tuttavia, è più realistico pensare che gli effetti potrebbero emergere nei prossimi trimestri, quando le aziende statunitensi avranno esaurito le scorte ricostituite questa estate, come segnalato a luglio dall'allargamento del deficit commerciale relativo ai soli beni di oltre 100 miliardi di dollari, prima del varo finale delle aliquote e dopo la fase intermedia con dazi al 10%», sottolinea Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte.

In sintesi, «le indicazioni della Bce sono che i tassi rimarranno invariati almeno fino a fine anno, in assenza di rischi al ribasso sulla crescita, di pressioni inflattive e con un cambio che continua a stazionare in trading range. Dagli Usa, le indicazioni sono di un’assenza di spinte inflattive derivanti dai dazi, mentre si nota un rallentamento del mercato del lavoro. In prospettiva, l'ipotesi di 2-3 tagli da parte della Fed entro fine anno, già prezzata già dal mercato, appare verosimile, mentre la Bce rimarrà ferma, ma potrebbe valutare un ulteriore taglio se il cambio euro-dollaro minacciasse la rottura al rialzo della soglia di 1,20, per via delle penalizzazioni che ne deriverebbero sull'export», prevede Cesarano.

Nessuna sorpresa dall’inflazione in Germania

L’euro è poco mosso a 1,1728 dollari (-0,04%) dopo che l'inflazione tedesca è salita al 2,1% ad agosto, confermando i dati preliminari. I prezzi al consumo tedeschi, armonizzati per il confronto con gli altri Stati membri dell'Unione europea, erano aumentati dell'1,8% su base annua a luglio. Invece, nel Regno Unito la produzione industriale a luglio ha registrato un calo dello 0,9% su base mensile rispetto al precedente +0,7% e la bilancia commerciale nello stesso mese è risultata pari a -22,24 miliardi di sterline, in calo rispetto al dato precedente di -22,16 miliardi (la previsione degli economisti era -21,6 miliardi). Alle 09 è previsto il dato sull’inflazione armonizzata finale ad agosto in Spagna, mentre alle 16 dagli Usa arriva l’indice sulla fiducia del Michigan preliminare di settembre.

La Francia al test di Fitch: bocciatura in arrivo?

Invece in serata, dopo la chiusura di Wall Street, è atteso il verdetto di Fitch sul rating sovrano di Parigi. Confermato a marzo, l'attuale giudizio dell'agenzia è di AA con un outlook negativo contro BBB e outlook positivo dell'Italia. Alcuni analisti ritengono improbabile una bocciatura del rating francese in un momento politicamente delicato come quello attuale, considerati gli sviluppi degli ultimi giorni di cui sembra prematuro valutare le conseguenze. Altri, viceversa, ritengono l'ipotesi di un downgrade probabile, anche in ragione del declassamento varato a metà giugno sul rating sovrano del Belgio a A+ con un outlook stabile. In agenda il 28 novembre la valutazione di S&P (AA- con un outlook negativo).

Petrolio giù nonostante le preoccupazioni geopolitiche

I prezzi del petrolio calano (il futures Wti scende dello 0,88% a 61,8 dollari al barile e il Brent dello 0,80% a 65,84 dollari al barile), segnando la seconda giornata consecutiva di flessioni dopo le previsioni dell’Agenzia internazionale dell’energia che stima un surplus ancora più ampio per il prossimo anno. Il ribasso prevale sulle preoccupazioni geopolitiche, che restano comunque presenti sullo sfondo. La Polonia ha schierato 40.000 militari sui confini russo e bielorusso; la Nato ha rafforzato la difesa sul fronte orientale dopo lo sconfinamento dei droni russi nei suoi cieli.

Varsavia ha chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza Onu, che si terrà oggi, 12 settembre. Secondo il presidente polacco, Karol Nawrocki, l'episodio dei droni è il tentativo di Mosca di testare la reazione di Varsavia e degli alleati atlantici. Sull’altro fronte caldo, in Medio Oriente Benjamin Netanyahu ha ribadito che non esisterà uno Stato palestinese e ha varato un nuovo disegno di legge per l'espansione dei territori occupati in Cisgiordania. Questa la risposta, per lo meno indiretta, del premier israeliano alla decisione del parlamento europeo, che ha adottato a maggioranza una risoluzione dedicata alla crisi di Gaza. Il testo invita i Paesi Ue a considerare il riconoscimento dello Stato di Palestina.

A Milano occhio a Mediobanca, Mps, Stellantis, Ferragamo, Prysmian e Avio

Sul listino milanese attenzione a Mediobanca dopo che S&P ha posto sotto osservazione con implicazioni negative la propria valutazione di BBB+ sul merito di credito di Piazzetta Cuccia. La decisione fa seguito all'acquisizione del controllo dell'istituto da parte di Mps .

Tra gli altri temi bancari, secondo Il Messaggero, un pool di istituti composto da Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper e Mps lavora alla cartolarizzazione di un portafoglio crediti da 5,2 miliardi di euro per supportare la ristrutturazione di Banca Progetto. L'operazione prevede la creazione di uno special purpose vehicle e dovrebbe ridurre il rischio potenziale a livello di settore.

Quanto a Stellantis, l’aumento dei ricavi grazie a nuovi modelli, ha detto il nuovo ceo, Antonio Filosa, sarà un pilastro fondamentale della strategia futura del gruppo e un modo per ripristinare la generazione di cassa.

Nel settore del lusso è da monitorare Ferragamo perché ha lasciato l'incarico il cfo, Pierre La Tour, la cui carica passa ad interim a Paolo La Morgia. Attenzione poi a Prysmian di cui Citi ha alzato il target price da 79 a 91 euro (rating buy).

«Il titolo Prysmian ha continuato a salire nell’ultimo mese, sovraperformando l’indice Stoxx 600 Industrial Goods di circa il 4%. I dazi Usa possono sostenere la redditività del gruppo nel breve termine. Questi includono dazi su fili di rame e alluminio, così come su altri derivati. I dati più recenti supportano questa tesi», si legge nella nota di Citi. «I prezzi sembrano essersi mantenuti solidi ad agosto nonostante il forte calo delle quotazioni del rame al Comex. Ciò significa che i margini di agosto e, soprattutto, di settembre dovrebbero essere robusti. Prevediamo, inoltre, un supporto ulteriore ai volumi grazie ai guadagni di quota di mercato rispetto agli importatori. Aumentiamo le nostre stime di utile per azione rettificato 2025/2026 dell’8%/7% e il nostro target price a 91 euro. Vediamo anche un potenziale upside del 5% rispetto al consenso sull’ebitda 2025. Nonostante il buon andamento dell’azione, riteniamo ci sia ancora un’ulteriore spazio di rialzo e ribadiamo buy», conclude Citi. SXNP

Mentre il cda di Avio ha proposto all’assemblea straordinaria degli azionisti del 23 ottobre un aumento di capitale di importo massimo di 400 milioni di euro. Mezzi freschi per costruire un nuovo impianto negli Stati Uniti che, operativo entro il 2028, produrrà motori a propellente solido. L’ebitda adjusted è balzato del +36,7% nel primo semestre. Nei prossimi 10 anni crescerà a un tasso annuo di oltre il 15%.

Infine si segnala che Equita ha archiviato il miglior semestre dalla quotazione, con un incremento del 33% dei ricavi e un utile netto consolidato in crescita del 51% a 12 milioni di euro. Il management ha evidenziato le performance positive in tutte le aree di business, con l’area Global Markets in aumento del 52%, l’Investment Banking in crescita del 12% e l’Alternative Asset Management in progresso del 13%. Segnali incoraggianti anche sul fronte delle attività di M&A con anche una graduale ripresa delle Ipo. C’è la possibilità di un dividendo più generoso per l'esercizio 2025.

(riproduzione riservata)



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