Il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1,6%, a quota 34.343 punti, registrando la migliore performance tra le borse europee. Il listino beneficia della corsa di Leonardo (+4,3%) e di Azimut (+4,1%). In rialzo, nel paniere delle blue chip, anche Azimut (+3,5%) e Fineco (+3,3%). In calo i titoli del lusso, con Brunello Cucinelli e Moncler che cedono rispettivamente lo 0,3% e l’1,2%. In lieve ribasso anche Erg (-0,1%). Fuori dal listino principale crolla Tinexta (-12,8%), mentre corre El.En (+16%). Spread Btp/Bund a 127 punti.
Chiudono positivi anche i principali listini europei: Parigi guadagna l’1,2%, Francoforte l’1,3% e Londra lo 0,8%. In rialzo anche l’Eurostoxx 60 (+1%). Wall Street viaggia positiva con il Dow Jones che cresce di circa lo 0,8% e l’S&P 500 dello 0,2%. Sulla parità il Nasdaq.
Wall Street inizia la settimana in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones guadagna lo 0,4%, l’S&P 500 e il Nasdaq lo 0,3%. In Europa i listini proseguono sopra la parità: il Ftse Mib cresce dell’1,4%, il Cac 40 dell’1,3%, il Dax dell’1,6%. A Piazza Affari la migliore è Leonardo (+4,1%), seguita da Azimut (+3,7%), Stm (+3,5%) e Prysmian (+3,2%). In calo, tra le blue chip, solo Moncler (-1,3%) ed Erg (-0,2%). Spread Btp/Bund a 126,5 punti.
Tra i titoli in evidenza, il crollo di Tinexta, -13% (qui le spiegazioni degli analisti e le prospettive per il gruppo).
Tra i titoli midcap, Valsoia guadagna lo 0,83% dopo la pubblicazione dei conti dei nove mesi, positivi grazie al gelato vegetale e alle vendite all’estero.
Con i mercati statunitensi che dovrebbero aprire la seduta in rialzo (+0,44% il future sul Dow Jones e +0,38% quello sull’S&P500), le borse europee salgono spedite (Dax +1,57%, Cac40 +1,38%, Ftse100 +0,79% e Ftse Mib +1,59% a 34.355 punti alle 14:45 con Leonardo, Stm, Prysmian, Azimut, Bper in evidenza). Lo spread Btp/Bund quota a 126,5 punti base e l’euro scende ulteriormente dell’1,42% a 1,064 dollari.
«La netta vittoria di Trump, priva di suspense, amplifica le reazioni di mercato: azionario, bitcoin, dollaro, settore bancario, small cap e Tesla registrano consistenti rialzi, mentre i tassi di interesse subiscono forti pressioni», osserva Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di Gam (Italia) Sgr. «I sondaggi non avevano previsto il voto popolare a favore di Trump, il cui secondo mandato potrebbe generare incertezze sia sull’evoluzione della globalizzazione sia in ambito geopolitico. È probabile un mix di protezionismo e deregolamentazione, che andrebbe a impattare il commercio internazionale a favore delle imprese domestiche».
«L’introduzione di nuovi dazi inciderebbe soprattutto su Cina, Messico e Unione Europea, con Germania e Italia particolarmente colpite. Tuttavia, ciò che viene dichiarato in campagna elettorale può differire dalle decisioni prese una volta al potere, lasciando spazio a possibili negoziazioni commerciali. Trump ha, inoltre promesso, riduzioni fiscali per le società, deregolamentazione in settori come energia, banche e difesa, oltre a stimoli fiscali e misure per contenere l’immigrazione. Il programma così come descritto potrebbe essere inflazionistico; inoltre, ulteriori stimoli fiscali in un’economia già solida appaiono controproducenti».
Rispetto alla sua prima vittoria del 2016, nota De Palma, il contesto attuale è molto diverso. All’insediamento, lo Standard & Poor’s proveniva da un anno con guadagni del 9,5%, dopo aver chiuso il 2015 in negativo, e l’indice era scambiato 17 volte gli utili attesi. Il rendimento dei Treasury a 10 anni era al 2,5%, e i Fed funds allo 0,75%. Oggi, l’azionario ha raggiunto massimi storici con valutazioni elevate, il p/e è a 23, il decennale rende il 4,3% e i Fed funds sono al 4,5%.
«L’amministrazione repubblicana sarà favorevole al mercato azionario, ma una parte del movimento è già avvenuto. È probabile una maggior dispersione delle performance a livello settoriale: i finanziari beneficeranno della deregulation e di tassi più elevati, la tecnologia manterrà una tendenza positiva, e l’energia tradizionale riceverà sostegno grazie a sgravi fiscali e semplificazioni burocratiche. Restano incertezze», continua l’Head of Multi Asset Team di Gam (Italia) Sgr, «sulle rinnovabili per le molteplici dichiarazioni in campagna elettorale. Saranno da valutare però le azioni concrete a gennaio dopo l’insediamento. La prevista riduzione delle aliquote fiscali dal 21% al 15% sarà vantaggiosa per le imprese manifatturiere operanti negli Stati Uniti, con un impatto positivo soprattutto per le società di piccole dimensioni. Tuttavia, una recrudescenza inflattiva legata ai dazi potrebbe spingere la Fed a mantenere una politica restrittiva, penalizzando le aziende a bassa capitalizzazione che dipendono dal debito a tasso variabile. Quindi, viste le valutazioni più a buon mercato, continuiamo a vedere con favore le small cap ma seguiamo con attenzione l’evoluzione».
Restano in rialzo i mercati azionari europei al giro di boa. Il Dax sale dell’1,34%, il Cac40 dell’1,15%, il Ftse100 dello 0,77% e il Ftse Mib dell’1,33% a 34.267 punti con i titoli delle società di risparmio gestito, le banche, Stm, Pirelli, Leonardo e Prysmian.
«Se gli Stati Uniti brindano, l’Europa si interroga. Nel Vecchio Continente prevale un senso di cautela: pesano sia le incertezze legate a una divergenza nelle politiche monetarie, con una Bce orientata verso una linea più espansiva, che si riflette sui titoli bancari, sia il timore di possibili tensioni con gli Stati Uniti. A queste nubi, Pechino non ha portato chiarezza; anzi, sembra averle addensate ulteriormente», sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro. «Infatti, dall’altra parte del mondo, la Cina ha tentato di rassicurare i mercati annunciando un pacchetto da 1,4 trilioni di dollari per sostenere l’economia interna, puntando principalmente alla riduzione del debito locale e alla crisi immobiliare. Tuttavia, il piano ha deluso molti investitori, che si aspettavano misure più incisive per stimolare i consumi e la crescita economica. Pechino appare, invece, orientata verso una prudenza strategica, come se stesse rafforzando le difese in vista di possibili tensioni commerciali con Washington, lasciando aperta la possibilità di ulteriori stimoli futuri. La reazione del mercato è stata improntata alla delusione: lo yuan si è indebolito e i settori europei del lusso e dell’automobile hanno subito una contrazione in risposta».
Invece, sul mercato obbligazionario, c’è calma piatta con volumi decisamente inferiori alla media per via della chiusura delle piazze obbligazionarie Usa per festività e per un'agenda macro relativamente asciutta. Domenica il consigliere austriaco della Bce, Robert Holzmann, ha detto che per come stanno le cose attualmente non ci sono motivi per cui la Banca Centrale Europea non debba tagliare i tassi a dicembre pur avvertendo che la decisione non sarà automatica. Come accaduto all'Italia all'indomani della promozione da parte delle agenzie di rating, anche i titoli di Stato spagnoli non beneficiano particolarmente del miglioramento dell'outlook da parte di Fitch a positivo di venerdì scorso, un movimento che invece si è visto prima della decisione, sottolinea Reuters. Focus allora sulle aste di metà mese: domani il Bot annuale e mercoledì il nuovo Btp ottobre 2027, cedola 2,7%. Il rendimento del Btp decennale vale 3,62% in calo di cinque punti rispetto alla chiusura di venerdì e lo spread con il Bund è poco mosso sotto 130 punti base (127,6 punti base).
I mercati azionari europei salgono spediti ancora in scia all’effetto Donald Trump (futures statunitensi positivi: +0,33% quello sul Dow Jones e +0,32% quello sull’S&P500). Francoforte guadagna l’1,1%, Parigi l’1,08%, Londra lo 0,66% e Milano lo 0,96% a 34.140 punti alle 10:55 grazie a Unipol, Stm e Prysmian che guadagnano oltre due punti percentuali. Il dollaro continua a salire (cross euro/dollaro -1,13% a 1,067), in assenza di dati macro in agenda, con l'indice del dollaro - che misura la sua performance rispetto a un paniere di valute principali - vicino ai massimi plurimensili raggiunti mercoledì scorso.
«Nonostante il recente taglio di 25 punti base dei tassi di interesse da parte della Fed, il biglietto verde sta beneficiando delle speculazioni di mercato secondo cui le politiche statunitensi in arrivo potrebbero innescare pressioni inflazionistiche, alterando potenzialmente la futura traiettoria dei tassi della Fed», sottolinea Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Il presidente eletto, Donald Trump, ha annunciato piani per un'agenda commerciale protezionistica, che prevede tariffe significative sulle importazioni. Se attuate», spiega Evangelista, «queste misure potrebbero far salire i prezzi al consumo, limitando potenzialmente le opzioni della Fed per futuri tagli dei tassi. In questo contesto, i mercati finanziari stanno reagendo scaricando i titoli di Stato, spingendo al rialzo i rendimenti. Questo spostamento crea anche una maggior domanda per il dollaro, in quanto gli investitori cercano un vantaggio in termini di rendimento, rafforzando ulteriormente la posizione del biglietto verde. Di conseguenza, il dollaro ha guadagnato slancio in tutte le principali coppie di valute, sostenuto dalle aspettative che i tassi di interesse statunitensi possano rimanere elevati per un periodo più lungo».
Borse europee in rialzo in avvio di seduta. Il Dax sale dello 0,91%, il Cac40 dello 0,69%, il Ftse100 dello 0,7% e il Ftse Mib dello 0,79% a 34.085 punti. Con la vittoria di Donald Trump che riporta l'attenzione sul percorso dell'inflazione negli Stati Uniti, i mercati in settimana guarderanno ai numeri sul Cpi di ottobre, in arrivo mercoledì, seguiti il giorno dopo da quelli sul Ppi. In base al consenso, i prezzi al consumo dovrebbero registrare un tendenziale al 2,6%, in modesto aumento rispetto al 2,4% di settembre quando avevano segnato il minimo dal 2021.
Invece, l’offerta sul primario dell’area euro scenderà leggermente in settimana a 21 miliardi dai 24,5 miliardi della scorsa, secondo i calcoli di Ifr. Ad attivarsi, tra gli altri, anche il Tesoro italiano che mercoledì proporrà fino a 8,25 miliardi su 4 Btp, incluso il nuovo 3 anni ottobre 2027. Il giorno prima saranno sul tavolo 9 miliardi di Bot a 12 mesi. Lo spread Btp/Bund sale a quota 129,5 punti base (il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,61%) mentre entrano nel vivo i lavori sulla manovra finanziaria. Il governo incontrerà sindacati e imprese sulla legge di bilancio, rispettivamente, stamani e mercoledì. Sempre oggi, alle 16, scade il termine per presentare gli emendamenti in commissione Bilancio alla Camera.
Sul listino milanese bene Stellantis che licenzierà fino a 400 lavoratori presso lo stabilimento di componenti per l'automotive a Detroit è stabile a quota 12,53 euro. Inoltre, la casa automobilistica e il partner cinese, Leapmotor, hanno abbandonato il progetto di produzione di un secondo modello di veicolo elettrico nello stabilimento della casa automobilistica europea in Polonia, secondo fonti citate da Reuters.
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Balza, invece, del 3% a 25,47 euro Leonardo dopo che i ministri britannici hanno dato il via libera al Global Combat Air Programme nel corso di una riunione tenutasi martedì, mettendo fine ai timori che il progetto potesse essere cancellato a causa dei tagli della spesa per la difesa da parte del nuovo governo laburista. Lo ha scritto venerdì il Financial Times citando diverse persone a conoscenza della decisione. Nelle prossime settimane è previsto un annuncio formale per il programma multimiliardario di jet da combattimento, al quale lavoreranno Leonardo, le britanniche Bae Systems e Rolls-Royce e la giapponese Mitsubishi Heavy Industries.
Quanto a Eni (+0,65% a 14,02 euro), Energy Infrastructure Partners ha aumentato dal 7,6% al 10% la sua quota di partecipazione in Eni Plenitude attraverso un aumento di capitale pari a circa 209 milioni di euro. L’investimento complessivo da parte del fondo sale così a circa 800 milioni. Inoltre, il colosso energetico italiano sarebbe disposto a vendere fino al 49% delle sue attività di cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica, ma l'entità precisa verrà definita nelle prossime settimane. I fondi Macquarie e Kkr sarebbero interessati, così come Snam e Vitol. Restando nel settore oil Morgan Stanley ha alzato il giudizio su Saipem (+1,46% a 2,35 euro) a overweight.
Rialzo frazionale per Recordati (+0,49% a 51,75 euro) che non teme un’eventuale guerra commerciale con gli Stati Uniti nel caso in cui la nuova amministrazione di Donald Trump dovesse decidere di mettere dei dazi sull'import di prodotti farmaceutici, perché la società opera soprattutto nel comparto malattie rare dove c'è una minor esposizione a dinamiche di questo tipo, secondo quanto ha sottolineato il cfo, Luigi La Corte, in un'intervista a Reuters.
Tra le banche, Mps spunta un +1,45% a 5,448 euro. Le condizioni per la cessione da parte del governo di un'ulteriore quota nella banca sono propizie. Comunque, il governo starebbe studiando alternative all'accelerated bookbuilding sul mercato. Il Tesoro sta cercando un nucleo di privati italiani disposti a formare un nocciolo duro che possa, un domani, stare in una banca formato public company.
E se Anima (-0,40% a 6,30 euro) ha nominato Goldman Sachs come advisor finanziario per avviare il processo di analisi e valutazione dell'opa volontaria lanciata da Banco Bpm (+1,58% a 6,82 euro) Vita, Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum (+0,86% a 11,76 euro), ha detto domenica a Il Corriere della Sera che un membro della famiglia Berlusconi entrerà nel cda della banca in rappresentanza dell'azionista Fininvest. Doris si è detto disponibile a sottoscrivere un nuovo patto parasociale con la holding della famiglia Berlusconi, quando ci saranno le condizioni. Intanto, Hsbc ha alzato il target price su Banca Mediolanum da 5,8 a 6,2 euro, su Banca Generali (+1,10% a 42,44 euro) da 41 a 42 euro, su Azimut (+1,92% a 22,87 euro) da 25,6 a 25,8 euro. Invece, nel caso di Anima ha tagliato la raccomandazione da buy a hold, pur alzando il target price da 5,8 a 6,2 euro.
Bene tra gli assicurativi Unipol (+1,88% a 11,41 euro), fresca di conti. In arrivo i risultati del terzo trimestre di A2A, DoValue, Newlat, Pharmanutra, Rcs e Valsoia. La riapertura dell'offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio promossa da Fnac Darty e Ruby Equity Investment Sarl sulle azioni ordinarie di Unieuro (+8,10% a 11,48 euro) si è conclusa venerdì con adesioni pari al 19,6% del capitale che, sommato al 71,5% già detenuto, porta i francesi al 91,1% del capitale della società italiana. Quindi, si sono verificati i presupposti per il delisting di Unieuro.
Nuovo contratto per Webuild, in crescita dello 0,83% a 2,68 euro. La joint venture Terra Verde, di cui il gruppo di costruzioni detiene il 33,5%, ha firmato una commessa da 1 miliardo di euro (1,07 miliardi di dollari) per un progetto ferroviario a Melbourne, in Australia. La firma del contratto arriva dopo che a luglio l'offerta della jv era risultata la migliore. Infine, Seco (+0,25% a 1,59 euro) e Nxp Semiconductors hanno rafforzato la loro collaborazione: la piattaforma software Clea di Seco sarà disponibile per tutti gli utilizzatori dei chip Nxp e integrata con la piattaforma di servizi EdgeLock 2Go di Nxp. La partnership di lunga data tra le due società «mira a combinare le funzionalità avanzate di Clea con le capacità computazionali di Nxp per offrire un ambiente di sviluppo ottimizzato per i dispositivi AI-powered specificamente dedicati ad applicazioni industriali e IoT», si legge nel comunicato.
Borse europee attese in rialzo in avvio di seduta (+0,46% il future sull’Eurostoxx50) dopo che venerdì Wall Street ha raggiunto nuovi massimi storici: Dow Jones ed S&P 500 hanno registrato la loro migliore settimana in un anno dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni. I futures statunitensi salgono (+0,18% quello sul Dow Jones e +0,25% quello sull’S&P500). Però oggi, 11 novembre, è chiuso per festività il mercato obbligazionario degli Stati Uniti.
Gli investitori analizzano anche il più recente pacchetto fiscale della Cina, che si è concentrato sull’alleggerimento del debito delle amministrazioni locali, senza prevedere nuovi stimoli per i consumi. I risultati sono apparsi piuttosto deludenti, dato l’elevato livello di aspettative soprattutto con la vittoria presidenziale di Trump che ha introdotto nuova incertezza sull’economia cinese. I dati macro cinesi rilasciati nel fine settimana hanno evidenziato l’urgenza di maggiori sforzi a favore della crescita. L’aumento dei prezzi al consumo è rimasto vicina allo zero e i prezzi alla produzione hanno continuato a scendere. Ubs ha abbassato la sua previsione di crescita per la Cina nel 2025 in seguito all’elezione di Trump, prevedendo una crescita intorno al 4% per il 2025 e un ritmo decisamente più basso nel 2026.
L’euro scende dello 0,80% a 1,071 dollari in assenza di dati macro. Alle 09:10 è atteso il discorso Elizabeth McCaul, membro del consiglio di vigilanza della Bce. Il bitcoin è salito per la prima volta oltre quota 81.000 dollari (+2,79% a 81.083 dollari), sostenuto dal favore del neo presidente americano verso gli asset digitali e dalla prospettiva di un Congresso con legislatori pro-cripto. Anche le criptovalute minori beneficiano del sentiment rialzista, inclusa Dogecoin, una moneta favorita dal pubblico dei meme e promossa dal sostenitore di Trump, Elon Musk. Il tycoon ha promesso durante la campagna elettorale di mettere gli Stati Uniti al centro dell'industria degli asset digitali, compreso creare una riserva strategica di bitcoin e nominare regolatori entusiasti degli asset digitali. I trader, in euforia, prestano poca attenzione a questioni come la rapidità di attuazione o se una riserva strategica sia una possibilità realistica. Finora il bitcoin ha guadagnato circa il 94% nel 2024, grazie soprattutto a una forte domanda di Etf dedicati negli Stati Uniti e ai tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. L'aumento del token supera i rendimenti di investimenti come azioni e oro.
Il prezzo del petrolio è poco mosso a causa delle prospettive deboli del principale importatore, la Cina, che continuano a gravare sul mercato. Il Brent ha scambiato sotto i 74 dollari al barile, dopo aver perso oltre il 2% venerdì, mentre il Wti si è avvicinato ai 70 dollari. I trader stanno valutando anche le implicazioni derivanti dall’elezione di Trump alla Casa Bianca e dalle tensioni tra Israele e Iran. Martedì l’Opec pubblicherà il suo rapporto sulla domanda e l’offerta di greggio, il giorno dopo l'Energy Information Administration degli Stati Uniti pubblicherà la sua previsione di breve termine, seguita dall'Agenzia Internazionale dell'Energia il giorno successivo. Nel suo ultimo aggiornamento, l’Opec ha ridotto le previsioni sulla domanda.
Sul listino milanese attenzione a Stellantis che licenzierà fino a 400 lavoratori presso lo stabilimento di componenti per l'automotive a Detroit. Inoltre, la casa automobilistica e il partner cinese, Leapmotor, hanno abbandonato il progetto di produzione di un secondo modello di veicolo elettrico nello stabilimento della casa automobilistica europea in Polonia, secondo fonti citate da Reuters.
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Occhio anche a Leonardo dopo che i ministri britannici hanno dato il via libera al Global Combat Air Programme nel corso di una riunione tenutasi martedì, mettendo fine ai timori che il progetto potesse essere cancellato a causa dei tagli della spesa per la difesa da parte del nuovo governo laburista. Lo ha scritto venerdì il Financial Times citando diverse persone a conoscenza della decisione. Nelle prossime settimane è previsto un annuncio formale per il programma multimiliardario di jet da combattimento, al quale lavoreranno Leonardo, le britanniche Bae Systems e Rolls-Royce e la giapponese Mitsubishi Heavy Industries.
Quanto a Eni, Energy Infrastructure Partners ha aumentato dal 7,6% al 10% la sua quota di partecipazione in Eni Plenitude attraverso un aumento di capitale pari a circa 209 milioni di euro. L’investimento complessivo da parte del fondo sale così a circa 800 milioni. Inoltre, il colosso energetico italiano sarebbe disposto a vendere fino al 49% delle sue attività di cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica, ma l'entità precisa verrà definita nelle prossime settimane. I fondi Macquarie e Kkr sarebbero interessati, così come Snam e Vitol. Restando nel settore oil Morgan Stanley ha alzato il giudizio su Saipem a overweight.
Invece, Recordati non teme un’eventuale guerra commerciale con gli Stati Uniti nel caso in cui la nuova amministrazione di Donald Trump dovesse decidere di mettere dei dazi sull'import di prodotti farmaceutici, perché la società opera soprattutto nel comparto malattie rare dove c'è una minore esposizione a dinamiche di questo tipo, secondo quanto ha sottolineato il cfo, Luigi La Corte, in un'intervista a Reuters.
Tra le banche, è da monitorare Mps. Le condizioni per la cessione da parte del governo di un'ulteriore quota nella banca sono propizie. Comunque, il governo starebbe studiando alternative all'accelerated bookbuilding sul mercato. Il Tesoro sta cercando un nucleo di privati italiani disposti a formare un nocciolo duro che possa, un domani, stare in una banca formato public company.
E se Anima ha nominato Goldman Sachs come advisor finanziario per avviare il processo di analisi e valutazione dell'opa volontaria lanciata da Banco Bpm Vita, Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, ha detto domenica a Il Corriere della Sera che un membro della famiglia Berlusconi entrerà nel cda della banca in rappresentanza dell'azionista Fininvest. Doris si è detto disponibile a sottoscrivere un nuovo patto parasociale con la holding della famiglia Berlusconi, quando ci saranno le condizioni. In arrivo i conti del terzo trimestre di A2A, DoValue, Newlat, Pharmanutra, Rcs e Valsoia.
La riapertura dell'offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio promossa da Fnac Darty e Ruby Equity Investment Sarl sulle azioni ordinarie di Unieuro si è conclusa venerdì con adesioni pari al 19,6% del capitale che, sommato al 71,5% già detenuto, porta i francesi al 91,1% del capitale della società italiana. Quindi, si sono verificati i presupposti per il delisting di Unieuro.
Nuovo contratto per Webuild. La joint venture Terra Verde, di cui il gruppo di costruzioni detiene il 33,5%, ha firmato una commessa da 1 miliardo di euro (1,07 miliardi di dollari) per un progetto ferroviario a Melbourne, in Australia. La firma del contratto arriva dopo che a luglio l'offerta della jv era risultata la migliore. Infine, Seco e Nxp Semiconductors hanno rafforzato la loro collaborazione: la piattaforma software Clea di Seco sarà disponibile per tutti gli utilizzatori dei chip Nxp e integrata con la piattaforma di servizi EdgeLock 2Go di Nxp. La partnership di lunga data tra le due società «mira a combinare le funzionalità avanzate di Clea con le capacità computazionali di Nxp per offrire un ambiente di sviluppo ottimizzato per i dispositivi AI-powered specificamente dedicati ad applicazioni industriali e IoT», si legge nel comunicato.
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