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Martedì difficile per le borse europee dopo le tensioni commerciali

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in rosso (-1,4%). Male Stellantins e Campari, sale Leonardo

11 marzo 2025, 08:04 Ultimo aggiornamento: 17:47

In netto calo anche le altre borse europee in scia a Wall Street. A pesare sono le parole di Donald Trump sui dazi e gli effetti sul settore auto per il Canada. In rialzo il rendimento del Btp 10 anni che sfiora il 4% | IL VIDEO | La difesa in portafoglio: ecco la azioni e gli Etf per investire sul riarmo dell’Europa

  • Ore 15:30 Piazza Affari in netto rosso dopo le parole di Trump su dazi e auto
  • Ore 14:35 Ftse Mib sotto 38.000 dopo l’avvio in rosso di Wall Street. Spread stabile a 111
  • Ore 14:05 Ftse Mib in ribasso con Recordati e Campari. L’euro balza a 1,09 dollari
  • Ore 13:10 Ftse Mib poco mosso, spicca solo Leonardo
  • Ore 11:30 Il Ftse Mib vira al rialzo con Eni e Prysmian, il Btp rende il 3,9% dopo Rehn (Bce)
  • Ore 10:15 Il Ftse Mib si porta sulla parità, pesano Mps e Pop Sondrio. Lo spread scende a 111
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Buzzi e Prysmian. L’indice della paura, il Vix, sale a 28 punti
  • Ore 08:00 Europa attesa in ripresa. Occhi sulla difesa e su Leonardo che sfida Starlink con il nuovo piano industriale 

Le parole di Donald Trump che si dice pronto a raddoppiare i dazi sul Canada scuotono le borse in tutto il mondo. Gli effetti non condizionano gli scambi solo a Wall Street dove il Dow Jones perde  l’1,2%, ma si ripercuotono in Europa. Milano riduce le perdite in chiusura (-1,4%) a 37.698 punti, seguita da Francoforte (-1,3%) e Parigi (-1,3%). In rialzo il rendimento del Btp 10 anni che sfiora il 4%. Spread Btp/Bund poco sotto i 112 punti. L’euro resta forte sul dollaro a 1,09. 

Tra i titoli peggiori Stellantis -4,9% e Basf -2,65% in Europa. In calo anche le francesi Air Liquide -2,59% e Pernod Ricard -2,45%. Perdono terreno anche Essilux -2,34% e Inditex -2,06%. A Milano oltre a Stellatins, scendono Campari (-3,7%), Recordati (-3,14%) e le banche. In rialzo invece Leonardo e A2a (rispettivamente +1,5% e +1,22%).

Ore 15:30 Piazza Affari in netto rosso dopo le parole di Trump su dazi e auto

Le borse europee peggiorano, in scia a Wall Street, dopo le parole di Donald Trump sui dazi e gli effetti sul settore auto per il Canada. Milano cede l’1,8%, male anche Londra (-0,9%), Parigi (-0,8%), Francoforte (-0,5%) e Madrid (-1%). In lieve rialzo i bond governativi: lo spread tra Btp e Bund si attesta a 111 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,98%. Sul mercato valutario l’euro resta forte a 1,09 sul dollaro. A Piazza Affari salgono Leonardo (+1,5%) e A2a (+1,13%), uniche in netto rialzo tra le bluechip. Vendite invece su Stellatins (-5,98%) dopo le parole del presidente americano seguita da Campari (-3,4%), Recordati (-3,14%). 

Ore 14:35 Ftse Mib sotto 38.000 dopo l’avvio in rosso di Wall Street. Spread stabile a 111

Con Wall Street che apre la seduta in rosso (-0,13% il Nasdaq e -0,37% il Dow Jones alle 14:35), Milano accelera al ribasso (-0,59% a 37.999 punti con le banche sotto pressione insieme a Campari e Stellantis). Gli investitori restano cauti dopo le dichiarazioni di Donald Trump. Il presidente statunitense nel weekend ha rifiutato di escludere che gli Stati Uniti possano entrare in recessione quest'anno, affermando che ci sarà un «periodo di transizione, perché quello che stiamo facendo è molto grande». In pratica, spiega Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, «Trump ha confermato che i rischi di una possibile recessione nel breve termine sono possibili, ma le azioni del governo sono necessarie per garantire un lungo periodo di prosperità». Lo spread Btp/Bund resat intorno a 111 punti base, ma il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,92%. Sul primario, l’Ue ha lanciato un nuovo decennale da 9 miliardi, con ordini per oltre 85 miliardi, mentre la Germania ha visto i tassi scendere nell’asta di Schatz.
 

Ore 14:05 Ftse Mib in ribasso con Recordati e Campari. L’euro balza a 1,09 dollari

Resta in ribasso dello 0,25% a 38.128 punti alle 14:05 l’indice Ftse Mib di Piazza Affari (pesano Campari e Recordati in calo di oltre due punti percentuali; di segno opposto A2A, Eni, Iveco, Prysmian, Nexi e Leonardo) con gli altri indici europei contrastati. L’euro balza dello 0,75% a 1,091 dollari dopo che negli Stati Uniti le vendite al dettaglio delle catene nazionali nella settimana all'8 marzo sono salite del 5,7% a livello annuale, secondo il Redbook Research Index, meno della settimana precedente (+6,6% anno su anno).

Larry Fink (BlackRock): la risposta al deficit non sono i tagli

A preoccupare gli investitori non è solo il rallentamento dell’economica americana ma anche il fatto che negli ultimi 24 anni il deficit Usa è passato da 8.000 a 36.000 miliardi. Per il presidente di BlackRock, Larry Fink, non si può «continuare a questo ritmo. E l'unico modo per farcela non è tagliare, perché i tagli distruggeranno l'economia. Dobbiamo far crescere l'economia. L'ho scritto in un editoriale del Wall Street Journal il giorno delle elezioni: dobbiamo incoraggiare sempre più il capitale privato», ha dichiarato Fink nel corso di un intervento alla CERAWeek di S&P Global, trasmesso anche da Cnbc. Quindi gli Stati Uniti dovrebbero spingere la crescita e insistere sugli investimenti privati. 

Ore 13:10 Ftse Mib poco mosso, spicca solo Leonardo

Al giro di boa con i futures statunitensi in rialzo l’indice Ftse Mib è poco mosso sopra quota 38.200 punti (+0,04% a 38.241 punti alle 13:10, spiccano solo Leonardo con un +4,35% dopo che la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito che è il momento di costruire la difesa europea, e Nexi con un +2,15% dopo un finanziamento da 2,9 miliardi). 

Tassi sui mutui in calo al 3,5%

Lo spread Btp/Bund è stabile a 110,8 mentre prosegue il trend discendente dei tassi di interesse sui mutui, che in 14 mesi sono calati dell’1,42% passando dal record del 4,92% di novembre 2023 al 3,5% di gennaio 2025.

«Il calo dei tassi di interesse sui mutui registrato da Banca d’Italia a gennaio è una buona notizia per le famiglie che hanno accesso un finanziamento per l’acquisto della prima casa, mentre si attende che sul mercato dei finanziamenti si rifletta l’ultimo taglio dei tassi deciso dalla Bce lo scorso 6 marzo», ha sottolineato il Codacons.

In termini di impatto sul costo dei mutui, ipotizzando un finanziamento da 125 mila euro a 25 anni, si tratta di un risparmio di circa 99 euro sulla rata mensile, pari a -1.188 euro annui. «Ci aspettiamo ora una ulteriore riduzione dei tassi applicati alle famiglie come conseguenza del taglio dello 0,25% deciso dalla Bce lo scorso 6 marzo», conclude il Codacons.

Ore 11:30 Il Ftse Mib vira al rialzo con Eni e Prysmian, il Btp rende il 3,9% dopo Rehn (Bce)

Volatilità ai massimi. L’indice Ftse Mib vira al rialzo (+0,37% a 38.367 punti alle 11:30 con Eni in rialzo dell’1,38% in scia al Brent oltre 70 dollari al barile e Prysmian in crescita del 2,16% grazie all’upgrade a buy di Ubs). Lo spread Btp/Bund cala a 110,6 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,92%. Il governatore della banca centrale finlandese, Olli Rehn, e membro della Bce ha detto che l’Europa deve adottare soluzioni comuni per potenziare la sicurezza nonostante gli ampi deficit pubblici, al fine di sostenere l'Ucraina e rafforzare la propria difesa. I ministri delle Finanze dell'Unione europea stanno discutendo di come finanziare la difesa e modificare le norme di bilancio Ue per dare più spazio alla spesa nazionale. Continuano così gli acquisti sui titoli della difesa come Leonardo (+2,9%).

Ore 10:15 Il Ftse Mib si porta sulla parità, pesano Mps e Pop Sondrio. Lo spread scende a 111

L’indice Ftse Mib si porta a ridosso della parità (+0,03% a 38.238 punti, frenato soprattutto da due banche: Mps -1,19% e la Popolare di Sondrio -1,37%; di segno opposto Prysmian, Stm ed Eni). Gli investitori restano preoccupati per l’impatto dei dazi dell’amministrazione Trump sull’economia del Vecchio Continente e su quella Usa.

«Si tratta di un fattore negativo e bisogna attendere per vedere quanto punitivi si riveleranno. Un'economia dell'Eurozona più forte sarebbe vantaggiosa per i suoi principali partner commerciali, compreso il Regno Unito», sottolinea Steven Bell, Chief Economist Emea di Columbia Threadneedle Investments. «Ma l'indebitamento aggiuntivo (l'aumento della spesa per le infrastrutture e la difesa richiede tempo e si potrebbe erroneamente pensare che il pil tedesco ne sarà poco influenzato nel breve periodo) si somma ai già consistenti disavanzi dei paesi sviluppati, favorendo le azioni rispetto alle obbligazioni».

Lo spread Btp/Bund scende a 111,17 punti base. L’Ue ha avviato il collocamento di un nuovo titolo con scadenza 12 dicembre 2035, da massimi 9 miliardi di euro, per il quale ha dato mandato il 10 marzo a un pool di banche. Le prime indicazioni di rendimento sono in area 67 punti base sul midswap.

Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Buzzi e Prysmian. L’indice della paura, il Vix, sale a 28 punti

Borse europee contrastate in avvio di seduta in seguito al sell-off della vigilia (Dax +0,6%, Cac40 +0,40%, Ftse100 -0,31% e Ftse Mib +0,13% a 38.274 punti) dopo che il presidente Usa, Donald Trump, non ha escluso l’eventualità di una recessione, parlando di periodo transitorio, mentre il Segretario al Tesoro, Bessent, lo ha categoricamente escluso. «In ogni caso l’avversione al rischio rimane importante, con l’indice Vix a 28 punti e il fear and greed a 15, in zona di estrema paura. E questa notte, i mercati asiatici sono crollati, in ragione dei medesimi timori di recessione negli Usa», sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.

Euro sempre sopra 1,08 dollari

I mercati si aspettano notizie relative alle decisioni sui dazi e sulle questioni geopolitiche, «in una sorta di precario equilibrio, ma in condizione di risk off prevalente. La correlazione prevalente diretta tra equity e dollaro ora sembra svanita. La discesa delle borse sta infatti rafforzando il biglietto verde, al contrario di quanto ci si aspetterebbe, ma solo parzialmente», precisa Berlinzani. L’euro al momento sale dello 0,57% a 1,089 dollari in assenza di dati macro rilevanti. Lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 112,7 punti base.

A Milano bene Buzzi, Prysmian, Leonardo, Danieli e Cellularline. In rosso Iveco, Saipem, Generali e Nexi

Sul listino milanese Generali con Francesco Gaetano Caltagirone che, con molta probabilità, punta a far eleggere dalla prossima assemblea della compagnia triestina fino a sei consiglieri di amministrazione, ma non intende proporre un nuovo candidato per il ruolo di ad, è stabile a quota 31,9 euro.

Mentre Commerzbank ha reso noto che Bank of America deteneva al 4 marzo una partecipazione del 10,16% dell'istituto tedesco tra diritti di voto e derivati. La banca tedesca è nel mirino di Unicredit (+0,17% a 51,68 euro), che a fine 2024 ha accumulato tra azioni e derivati una quota di quasi il 30% della banca guidata da Bettina Orlopp.

Restando nel comparto finanziario, Nexi, in calo dello 0,42% a 5,176 euro, ha annunciato annunciato la firma di un finanziamento da 2,9 miliardi. Inizialmente previsto come un rifinanziamento da 2 miliardi di operazioni in scadenza nel 2026, l’offerta ha ricevuto un notevole interesse da parte del mercato, essendo stata ampiamente sottoscritta. Questo ha consentito di aumentare l’importo del finanziamento a 2,9 miliardi che, in aggiunta alla liquidità già disponibile in bilancio, consente di coprire la maggior parte delle scadenze del debito fino al 2027. Il finanziamento estende la vita media del debito da circa 2,4 anni a circa 3,4 anni e consente ulteriore flessibilità nel diluire le scadenze del debito al 2030. Il finanziamento verrà utilizzato per rimborsare integralmente il term loan da 1 miliardo con scadenza al 2026 e il term loan da 0,9 miliardi con scadenza al 2027, in anticipo rispetto alle rispettive scadenze.

Meglio Leonardo, in rialzo dello 0,42% a 43,18 euro, anche se la Germania ha respinto l’uso di eurobond per finanziare la difesa comune europea. Il ministro delle Finanze tedesco, Jorg Kukies, si è detto «scettico» nei confronti degli eurobond criticando il fatto che «si raccoglie debito e lo si distribuisce a 27 progetti di approvvigionamento che sono disgiunti l’uno dall’altro». Il dibattito su come finanziare il massiccio aumento delle spese militari, già affrontato il 10 marzo in sede di Eurogruppo, sarà allargato oggi, 11 marzo, ai ministri dei 27 all'Ecofin.

L'Italia proporrà tramite il ministro Giorgetti uno schema di garanzie che potrebbero generare investimenti fino a 200 miliardi di euro nei settori della difesa e dell'aerospazio, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza della vicenda. Sul tavolo anche come modificare le regole fiscali dell'Unione per dare spazio a una maggior spesa nazionale. Intanto il colosso italiano della difesa riunisce il cda sul bilancio 2024 (preliminari pubblicati il 20 febbraio) e sull’aggiornamento del piano industriale. Anche Saipem (-0,76% a 1,963 euro) riunisce il cda sul bilancio 2024  (risultati preliminari pubblicati il 25 febbraio).

Mentre Iveco (-0,50% a 14,96 euro) ha annunciato la firma di un accordo vincolante con Ford sullo sviluppo congiunto per una nuova cabina per camion pesanti. Entrambe le aziende produrranno e assembleranno la cabina nei propri stabilimenti, personalizzando specifici concetti di design e vendendo i prodotti sotto i rispettivi marchi, Ford Trucks e Iveco.

E se su Buzzi (+2,15% a 49,38 euro) è intervenuta JP Morgan, alzando il target price da 46 a 55 euro (rating neutral), Prysmian (+3,34% a 54,46 euro) è stata promossa a buy da Ubs. Invece, Danieli (+0,96% a 31,6 euro) e Newcleo, l'innovatore sull'energia nucleare, hanno siglato un memorandum of understanding per studiare l'integrazione dei reattori veloci raffreddati a piombo (Lfr) di Newcleo con la tecnologia siderurgica di Danieli con l'obiettivo di andare avanti nell'unire la produzione di acciaio green con la produzione di energia nucleare.

Infine, Sanlorenzo spunta un +0,49% a 30,65 euro dopo aver chiuso il 2024 con un utile netto a 103,1 milioni di euro, in crescita dell'11,1% su base annua, superiore al massimo della forchetta della guidance 2024 (99-101 milioni) e Cellularline un +2,56% a 2,61 euro: ha archiviato il 2024 con ricavi consolidati a 164,3 milioni di euro (+3,5% anno su anno), un ebitda adjusted in crescita del 9,1% a 22,6 milioni, un utile netto adjusted a 8,6 milioni (+12,2%) e un indebitamento finanziario netto sceso a 22 milioni. La società si aspetta in un’evoluzione positiva di ricavi e marginalità nell'esercizio 2025.

Ore 08:00 Europa attesa in ripresa. Occhi sulla difesa e su Leonardo che sfida Starlink con il nuovo piano industriale 

Borse europee attese in ripresa in avvio di seduta (+0,58% il future sull’Eurostoxx50) in seguito alle vendite della vigilia per i timori di recessione negli Stati Uniti. Tanto che il Nasdaq ha perso il 4% e ha visto andare in fumo 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il tonfo è legato alle Magnifiche 7, spinte al ribasso da Tesla. Il colosso delle auto elettriche è caduto del 15%, il calo maggiore dal 2020. A pesare le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale non ha escluso un periodo di turbolenze economiche. «C’è sempre un periodo di transizione», ha detto a chi gli chiedeva del rischio recessione, «perché quello che stiamo facendo è molto grande, ci vuole tempo». Trump non ha nemmeno escluso un rialzo dell’inflazione a causa dei dazi. Intanto il Congresso Usa ha fissato per oggi, 11 marzo, la votazione per evitare un parziale shutdown. I futures statunitensi sono positivi: +0,28% quello sul Dow Jones e +0,22% quello sull’S&P500.

Numerosi indicatori macro si stanno avvicinando ai punti di flessione

«L'incertezza diffusa sui dazi, la politica di Washington e i rumorosi dati sulle attività alla fine hanno raggiunto il mercato, presentando venti contrari per il futuro. Il quadro è ulteriormente offuscato da dati sulle attività, più deboli, che si intersecano con crescenti aspettative di inflazione che non lasciano alla Fed molte opzioni», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Crediamo che in questa fase di mercato gli investitori debbano essere cauti, soprattutto alla luce di una serie di indicatori macro che si stanno avvicinando ai punti di flessione: i tassi di interesse sembrano iper venduti, i trend delle materie prime si stanno invertendo, lo slancio continua a sgonfiarsi, il declino del dollaro si è fermato e potrebbe rafforzarsi ulteriormente con i dazi che presto potrebbero diventare operativi e le criptovalute continuano a crollare». In realtà l’euro sale dello 0,32% a 1,086 dollari, in attesa dell’unico dato macro della giornata: alle 13:55 l’indice settimanale Redbook (precedente: +6,6% anno su anno), mentre il bitcoin perde il 2,54% a 80.235 dollari.

Il sentiment degli investitori sembra sbiadito con l'American Association of Individual Investors Sentiment Survey che mostra il rapporto più basso tra rialzisti e ribassisti da settembre 2022, appena prima dell'inizio dell'attuale mercato rialzista. «La rotazione sotto la superficie rimane comunque sana, con società le finanziarie e difensive che offrono performance relativamente più forti. I sani rendimenti relativi dell'Europa hanno attratto i dollari degli investitori, ma crediamo che i prezzi di mercato abbiano già incorporato buone notizie e i catalizzatori positivi potrebbero rallentare con la fine della stagione degli utili», prevede Tognoli. «Crediamo che l'inflazione e la difficile configurazione macro rimangono le aree di maggiore preoccupazione e probabilmente non vale la pena investire ulteriore denaro finché non vediamo come inizia a risolversi».

Rendimenti dei titoli di Stato in calo, non per il Btp

Oltre che sui timori di una recessione Usa, l'attenzione degli investitori resta focalizzata sull'aumento del debito dettato dalla prospettiva del riarmo in Europa che potrebbe rendere strutturalmente più elevati i rendimenti. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,195% e quello del Bund 10 anni al 2,82%, viceversa quello del Btp 10 anni sale al 3,90%. Il Tesoro offrirà in asta giovedì 13 marzo fino a 8,25 miliardi di Btp, fra cui il nuovo tre anni giugno 2028 con cedola del 2,65% e una nuova tranche del Btp green ottobre 2031. Più in dettaglio offrirà 4 miliardi del Btp a tre anni, 1,25 miliardi del 15 anni (con vita residua di otto anni) settembre 2033, 1,5 miliardi del 30 anni ottobre 2054 e 1,5 miliardi del Btp Green. La Germania si attiva in mattinata con un'asta regolare offrendo 4,5 miliardi di Schatz marzo 2027, cedola 2,20%, mentre la Spagna offre titoli a tre e nove mesi.

A Milano occhio a Generali, Unicredit, Nexi, Leonardo, Iveco, Buzzi, Danieli, Sanlorenzo e Cellularline


Sul listino milanese attenzione a Generali con Francesco Gaetano Caltagirone che, con molta probabilità, punta a far eleggere dalla prossima assemblea della compagnia triestina fino a sei consiglieri di amministrazione, ma non intende proporre un nuovo candidato per il ruolo di ad.

Mentre Commerzbank ha reso noto che Bank of America deteneva al 4 marzo una partecipazione del 10,16% dell'istituto tedesco tra diritti di voto e derivati. La banca tedesca è nel mirino di Unicredit, che a fine 2024 ha accumulato tra azioni e derivati una quota di quasi il 30% della banca guidata da Bettina Orlopp.

Restando nel comparto finanziario, Nexi ha annunciato annunciato la firma di un finanziamento da 2,9 miliardi. Inizialmente previsto come un rifinanziamento da 2 miliardi di operazioni in scadenza nel 2026, l’offerta ha ricevuto un notevole interesse da parte del mercato, essendo stata ampiamente sottoscritta. Questo ha consentito di aumentare l’importo del finanziamento a 2,9 miliardi che, in aggiunta alla liquidità già disponibile in bilancio, consente di coprire la maggior parte delle scadenze del debito fino al 2027. Il finanziamento estende la vita media del debito da circa 2,4 anni a circa 3,4 anni e consente ulteriore flessibilità nel diluire le scadenze del debito al 2030. Il finanziamento verrà utilizzato per rimborsare integralmente il term loan da 1 miliardo con scadenza al 2026 e il term loan da 0,9 miliardi con scadenza al 2027, in anticipo rispetto alle rispettive scadenze.

Attenzione anche a Leonardo dopo che la Germania ha respinto l’uso di eurobond per finanziare la difesa comune europea. Il ministro delle Finanze tedesco, Jorg Kukies, si è detto «scettico» nei confronti degli eurobond criticando il fatto che «si raccoglie debito e lo si distribuisce a 27 progetti di approvvigionamento che sono disgiunti l’uno dall’altro». Il dibattito su come finanziare il massiccio aumento delle spese militari, già affrontato il 10 marzo in sede di Eurogruppo, sarà allargato oggi, 11 marzo, ai ministri dei 27 all'Ecofin.

L'Italia proporrà tramite il ministro Giorgetti uno schema di garanzie che potrebbero generare investimenti fino a 200 miliardi di euro nei settori della difesa e dell'aerospazio, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza della vicenda. Sul tavolo anche come modificare le regole fiscali dell'Unione per dare spazio a una maggior spesa nazionale. Intanto il colosso italiano della difesa riunisce il cda sul bilancio 2024 (preliminari pubblicati il 20 febbraio) e sull’aggiornamento del piano industriale. Anche Saipem riunisce il cda sul bilancio 2024  (risultati preliminari pubblicati il 25 febbraio).

Mentre Iveco ha annunciato la firma di un accordo vincolante con Ford sullo sviluppo congiunto per una nuova cabina per camion pesanti. Entrambe le aziende produrranno e assembleranno la cabina nei propri stabilimenti, personalizzando specifici concetti di design e vendendo i prodotti sotto i rispettivi marchi, Ford Trucks e Iveco.

E se su Buzzi è intervenuta JP Morgan, alzando il target price da 46 a 55 euro (rating neutral), Danieli e Newcleo, l'innovatore sull'energia nucleare, hanno siglato un memorandum of understanding per studiare l'integrazione dei reattori veloci raffreddati a piombo (Lfr) di Newcleo con la tecnologia siderurgica di Danieli con l'obiettivo di andare avanti nell'unire la produzione di acciaio green con la produzione di energia nucleare.

Infine, occhio a Sanlorenzo che ha chiuso il 2024 con un utile netto a 103,1 milioni di euro, in crescita dell'11,1% su base annua, superiore al massimo della forchetta della guidance 2024 (99-101 milioni) e a Cellularline che ha archiviato il 2024 con ricavi consolidati a 164,3 milioni di euro (+3,5% anno su anno), un ebitda adjusted in crescita del 9,1% a 22,6 milioni, un utile netto adjusted a 8,6 milioni (+12,2%) e un indebitamento finanziario netto sceso a 22 milioni. La società si aspetta in un’evoluzione positiva di ricavi e marginalità nell'esercizio 2025. (riproduzione riservata)



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