Il Ftse Mib chiude a 34.315,96 punti, in rialzo dello 0,9%. Sul listino principale hanno terminato le contrattazioni in crescita Interpump, che ha guadagnato il 4,8%, Iveco (+3,9%), Tim (+3%) e DiaSorin (+3%). In ribasso, invece, Campari (-0,7%), Inwit (-0,3%), Enel (-0,14%) e Snam (-0,12%). Spread Btp/Bund a 138 punti alle 17:30.
Con Wall Street che ha aperto poco mossa – alle 15:30 il Dow Jones è piatto, l’S&P 500 in rialzo dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,2% – il Ftse Mib viaggia in rialzo dello 0,8% a 34.286,33 punti. Il listino milanese è trainato da Interpump, che guadagna il 3,95%, Iveco (+3,85%), DiaSorin (+2,86%) e Tim (+2,8%). In ribasso Campari (-0,4%) e Inwit (-0,1%). Lo spread btp/bund scende a 138 punti.
In attesa dell’avvio di Wall Street, l’indice Ftse Mib di Piazza Affari sale dello 0,76% a 34.268 punti alle 14:40 grazie ad alcune utilities, DiaSorin, Iveco e Recordati. Solo Campari stona con un -0,55%. Lo spread Btp/Bund scende a 140,73 punti base nella settimana della Bce. «A mio avviso un taglio dei tassi d’interesse già nella prossima riunione di giovedì 11 aprile non sarebbe affatto prematuro», afferma Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di Ubs WM Italy, Ubs Europe SE, Succursale Italia. Tuttavia, nelle minute dell’ultima riunione del Consiglio direttivo della Bce è stato sottolineato che sarebbe preferibile aspettare fino a giugno per poter raccogliere maggiori dati sulle dinamiche salariali.
«La rapidità dei tagli dei tassi d’interesse nel resto dell’anno dipenderà in larga misura dall’andamento economico ma, in generale, ci aspettiamo una certa cautela. Complessivamente stimiamo una riduzione di un punto percentuale nel corso di quest’anno e immaginiamo che per la fine del primo trimestre del 2025 i tassi saranno scesi al 2,5%», prevede Ramenghi. «A lungo termine, la diminuzione dei rendimenti potrebbe essere più importante. Dalla crisi finanziaria globale del 2008 si registra un continuo aumento dell’indebitamento pubblico, che in presenza di tassi d’interesse più elevati è diventato più oneroso. Proprio le politiche di gestione del debito e l’interazione di questa dinamica con le altre grandi tendenze in corso come il riarmo, l’invecchiamento della popolazione, la deglobalizzazione e la transizione energetica caratterizzeranno i prossimi anni. Sicuramente per affrontare queste sfide saranno necessari grandi investimenti e quindi occorrerà che i costi di finanziamento siano contenuti. Questa necessità potrebbe riportarci a uno scenario di repressione finanziaria, vale a dire rendimenti dei titoli di Stato della zona euro al di sotto dell’inflazione. Per queste ragioni penso che la finestra che il mercato obbligazionario attualmente offre in termini di rendimenti sia ancora da sfruttare, rendendoli duraturi con scadenze medio-lunghe e limitando la liquidità alle effettive necessità», ha previsto Ramenghi.
A parte Londra (+0,08%), gli altri mercati azionari europei salgono (Dax +0,59%, Cac40 +0,51%, Ftse Mib +0,54% a 34.193 punti alle 12:20 grazie a A2A, Iveco e Interpump che guadagnano tre punti percentuali), complice il morale degli investitori nella zona euro migliorato per il sesto mese consecutivo ad aprile, raggiungendo il livello più alto in oltre due anni. L'indice Sentix per la zona euro è passato a -5,9 punti ad aprile da -10,5 a marzo, il livello più alto da febbraio 2022, superando la stima di -8,5 degli economisti. Inoltre, l’indice delle aspettative è salito a 5 punti da -2,3 di marzo, il settimo mese consecutivo di miglioramento e il valore più alto da febbraio 2022. Anche l'indice sulla situazione attuale della zona euro è salito a -16,3 da -18,5 di marzo, il sesto aumento mensile consecutivo. Dopo questo dato e in attesa di quello dell'inflazione negli Stati Uniti, in agenda per il 9 aprile, il dollaro resta debole nei confronti dell’euro che vale 1,083 (+0,02%). La riunione di politica monetaria della Banca centrale europea giovedì sarà il secondo test chiave di questa settimana per le principali valute.
Borse europee contrastate. Il Dax avanza dello 0,52% e il Cac40 dello 0,38%. Invece, il Ftse100 arretra dello 0,2% e il Ftse Mib sale dello 0,38% a 34.141 punti grazie soprattutto a DiaSorin, Pirelli, Leonardo, Tim, Stellantis, Stm, Interpump, A2A e Unipol. I prezzi del petrolio stornano dell’1% (Brent a 90 dollari al barile), dopo il rally della scorsa settimana, anche se stamani un funzionario di Hamas ha dichiarato che non sono stati fatti passi in avanti in un nuovo round di colloqui al Cairo per il cessate il fuoco, a cui hanno partecipato anche delegazioni del Qatar, degli Stati Uniti e di Israele. Inoltre, la Russia ha accusato l'Ucraina di aver effettuato il 7 aprile tre attacchi contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia, sotto il controllo delle forze russe, e ha chiesto all'Occidente di rispondere, ma Kiev ha negato qualsiasi responsabilità. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), che ha esperti nel sito, ha detto che è la prima volta che l'impianto nucleare, il più grande d'Europa, viene colpito direttamente dal novembre 2022 e ha affermato che l'attacco ha messo in pericolo la sicurezza nucleare.
Questa settimana, al centro dell’attenzione di analisti e investitori, ci saranno i dati sull’inflazione Usa unitamente ai verbali dell’ultimo Fomc. «Ma ad aggiungersi, anche i dati relativi alla fiducia dei consumatori redatta dall’Università del Michigan, i prezzi alla produzione, nonché i prezzi delle esportazioni e delle importazioni, senza dimenticare i soliti commenti market movers dei diversi funzionari della Federal Reserve. A livello globale, a catturare l’interesse, saranno le decisioni sui tassi di interesse per la Bce, la Boc e la Rbnz tra le banche centrali più importanti», fa presente Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.
Le borse europee iniziano con un leggero rialzo la settimana della Bce (il primo taglio dei tassi da 25 punti base è atteso a giugno). Il Dax avanza dello 0,14%, il Cac40 dello 0,03%, il Ftse100 dello 0,03% e il Ftse Mib dello 0,17% a 34.067 punti con lo spread Btp/Bund stabile a 143,2 punti base. A preoccupare è l’indice della paura ovvero il Vix sull’S&P 500 che in una settimana ha fatto un balzo di oltre il 23%, il maggior rialzo in cinque sedute dal settembre del 2023. «Il secondo trimestre del 2024 si è quindi aperto all’insegna delle tensioni dopo cinque mesi di rally. Gli indici hanno fatto un primo passo indietro dai massimi storici con l’oro che si è posizionato sui top storici. Ma a innescare le preoccupazioni l’inflazione che in Usa rimane elevata e il mercato del lavoro particolarmente tonico con la disoccupazione ai minimi storici», spiega Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Solo i salari orari crescono meno dell’inflazione. Elementi che allontanano la possibilità di un intervento della Fed almeno sino a ottobre, e c’è chi mette in dubbio un taglio dei tassi di interesse nel corso del 2024. Oggi è difficile pensare che, diversamente da quello che ha dichiarato Jerome Powell, entro fine anno ci saranno tre tagli del costo del denaro. L’S&P 500 ha chiuso la peggiore settimana da ottobre scorso e potremmo essere solo all’inizio. Se il mercato dovesse iniziare a scontare zero interventi della Fed i listini statunitensi potrebbero correggere oltre il 10% dai livelli attuali», avverte Barini. Movimento che si propagherebbe nel resto del mondo, con l’Europa più fragile considerato che la Bce difficilmente di discosterà dalla politica della Fed nonostante l’Eurozona sia in stagnazione da almeno 1 anno. In questo contesto, suggerisce Barini, torneranno ad essere protagonisti i bond con le scadenze brevi e i beni rifugio. L’attenzione è ora rivolta al dato sull’indice dei prezzi al consumo a marzo in Usa in uscita mercoledì alle 14:30.
Sul listino milanese si mettono in mostra DiaSorin con un +3,17% a 85,94 euro: Ubs ha iniziato la copertura del titolo con un rating buy e Pirelli con un +1,39% a 5,85 euro. Jefferies ha riavviato la copertura dell’azione con un giudizio buy. Tra le banche, Unicredit segna un +0,24% a 34,98 euro dopo che Glass Lewis ha segnalato che la perdurante presenza in Russia espone la banca a rischi reputazionali e rende necessaria una disclosure puntuale e dettagliata agli azionisti dell'esposizione al paese. Il consulente in materia di governance ha anche preso di mira la proposta di aumento della retribuzione dell’ad Orcel, giudicando eccessivo l'incremento previsto per compensare il mutato metodo di calcolo del prezzo di conversione della componente in azioni.
Resta sorvegliata speciale Tim, in crescita dello 0,49% a 0,2267 euro. In un'intervista a la Repubblica sabato, Umberto Paolucci, candidato alla presidenza di Tim nella lista presentata dall'azionista di minoranza Merlyn Partners in alternativa a quella del board uscente, spera di convincere Vivendi, primo azionista del colosso tlc, »a darci fiducia, per realizzare insieme e d'intesa con le istituzioni il progetto TValue». Inoltre, Paolucci ha detto che i termini dell'accordo da 22 miliardi di euro per la vendita della rete fissa di Tim a Kkr devono essere migliorati. Merlyn Partners ha, intanto, avviato assieme ad Alessandro Barnaba e Stefano Siragusa una sollecitazione di deleghe di voto per l'assemblea del 23 aprile. In una lettera agli azionisti di TIm Merlyn ha sottolineato che il piano presentato dal cda uscente non è finanziariamente sostenibile e potrebbe far scattare un aumento di capitale in caso di ritardi prolungati nel completamento della vendita della rete.
Leggi anche:
Invece, Poste Italiane (stabile a 11,52 a euro) ha avviato l'iter per redigere il prospetto informativo dell'offerta pubblica di vendita e chiederne l'approvazione a Consob in modo da poter accelerare i tempi del collocamento di azioni da parte del Tesoro (detiene il 29,26% e Cdp il 35%) se la buona performance dei listini azionari vista nel primo trimestre proseguirà.
Poco mossa anche Moncler a 66,1 euro nonostante Barclays abbia alzato il target price da 60 a 67 euro. Per il resto, si segnala che Unipol (+0,44% a 7,98 euro) inizia l’opa totalitaria volontaria sulle azioni UnipolSai (-0,07% a 2,68 euro; termina il 26 aprile) e che inizia l’aumento di capitale di Yolo Group. Termina il 24 aprile. I diritti saranno negoziabili fino al 18 aprile.
Il future sull’Eurostoxx50, prima piatto, alle 08:15 spunta un +0,10% con la produzione industriale tedesca cresciuta più delle attese a febbraio. È migliorata del 2,1% su base mensile dopo il +1,3% mese su mese del mese precedente. La lettura ha battuto nettamente il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dello 0,2% mese su mese. Su base annua, la produzione industriale è scesa del 4,9%, contro il precedente calo del 5,3%. Inoltre, la bilancia commerciale della Germania, in termini destagionalizzati, ha registrato a febbraio un surplus di 21,4 miliardi di euro. Nel dettaglio, le esportazioni tedesche sono calate del 2% a livello mensile a 132,9 miliardi. viceversa, le importazioni sono cresciute del 3,2% a a 111,5 miliardi. Attiva sul primario proprio la Germania che offre 2 miliardi di Bubill scadenza 17 luglio 2024 e 2 miliardi di Bubill scadenza 15 gennaio 2025. Mentre la Francia offre seguenti i Btf: 3,1-3,5 miliardi scadenza 3 luglio 2024; 100-500 milioni scadenza 24 luglio 2024; 1,4-1,8 miliardi scadenza 16 ottobre 2024 e 1,2-1,6 miliardi scadenza 2 marzo /2025.
Il rendimento del Bund tedesco 10 anni scende al 2,39%, invece quello del Btp 10 anni sale al 3,83%. Due i principali driver della settimana: l’aggiornamento sull'inflazione Usa di marzo e il board della Bce (i mercati scontano quasi pienamente un primo taglio dei tassi da 25 punti base a giugno), rispettivamente mercoledì e giovedì, ma anche la presentazione del Def che il governo si appresta a varare domani, 9 aprile. La settimana passata, fonti a conoscenza del dossier avevano anticipato che l'esecutivo ha intenzione di tagliare le stime di crescita per quest'anno e il prossimo, rispettivamente, all'1% dall'1,2% stimato a settembre e all'1,2% dall'1,4%. Previsioni che per l'anno in corso restano, comunque, più ottimistiche di quelle di Banca d’Italia (0,8%), dell'Istat (0,7%) e della Commissione Ue che, secondo quanto dichiarato dal commissario all'Economia Gentiloni, confermerà a giugno lo 0,7% attualmente ipotizzato.
Le borse europee sono attese piatte in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un +0,01% nella settimana della Bce (giovedì 11 aprile), mentre i futures sugli indici statunitensi flettono di poco (-0,02% quello sul Dow Jones e -0,10% quello sull’S&P500). «La Bce è sulla buona strada per tagliare i tassi entro giugno nonostante la crescita dei salari», secondo Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments. «L'inflazione persistente è il rischio maggiore che potrebbe impedire alle banche centrali di tagliare i tassi. La scorsa settimana la pubblicazione dell'inflazione Pce core (Personal Consumption spending) degli Stati Uniti per febbraio ha mostrato una lettura del 2,8% su base annua invariata rispetto a gennaio e ancora al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed. Questa settimana i dati sull'inflazione dell'area dell'euro per il mese di marzo dovrebbero riportare un tasso di inflazione core intorno al 3%. Nella loro comunicazione i membri del Consiglio direttivo della Bce hanno chiarito che una crescita salariale particolarmente sostenuta potrebbe mantenere i tassi ai massimi livelli più a lungo».
Tuttavia, prosegue il Senior Economist di Generali Investments, «vediamo che l'inflazione dell'area dell'euro si sta ulteriormente allentando a causa della disinflazione in corso. La crescita dei salari negoziati, un parametro chiave per la Bce, è scesa dal picco dello scorso anno ed è destinata a moderarsi ulteriormente. Inoltre, l'anno scorso si è registrato un aumento significativo dei salari minimi, cosa che non avverrà quest'anno. Nonostante la possibilità di accordi di tariffa unica elevati, vediamo che le dinamiche salariali si stanno ulteriormente riducendo. L'inflazione dei servizi, che negli ultimi mesi si è mantenuta intorno al 4% su base annua, si ridurrà». Nel complesso, conclude Wolburg, «vediamo la Bce sulla buona strada per iniziare a tagliare i tassi entro giugno».
L’euro si limita a un +0,03% a 1,083 dollari in attesa di una mnaciata di dati macro. Alle 8 la bilancia commerciale a febbraio della Germania (precedente: 27,5 miliardi di euro; consenso: 26 miliardi) e la produzione industriale a febbraio (precedente: +1% mese su mese; consenso: +0,2% mese su mese).
Tra le materie prime, i prezzi del petrolio scendono bruscamente dopo che Israele ha ritirato i soldati nel sud della striscia di Gaza e si è impegnato in dialogo per una potenziale tregua con Hamas. Una potenziale de-escalation della guerra che porta il Wti a calare dell’1,33% a 85,75 dollari al barile e il Brebt dell’1,38% a 89,91 dollari al barile. Prese di profitto dopo che la settimana scorsa sono aumentati fino a massimi degli ultimi cinque mesi. L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e gli alleati (Opec+) ha ribadito che i tagli alla produzione rimarranno in vigore fino alla fine di giugno, mentre il principale produttore, la Russia, ha segnalato tagli alla produzione più ingenti.
Viceversa, i prezzi dell'oro hanno aggiornato un nuovo massimo storico. Il rally è proseguito anche se gli indicatori tecnici mostrano che il metallo giallo è in territorio di ipercomprato, uno scenario che di solito indica un potenziale di rialzo limitato. Ma il metallo giallo è balzato fino a 2.358 dollari l'oncia, in rialzo dello 0,55%, mentre il dollaro ha mostrato una reazione limitata al rapporto sui salari non agricoli di marzo negli Stati Uniti. Il rapporto, pubblicato venerdì scorso, ha mostrato che il mercato del lavoro statunitense è rimasto forte. Uno scenario del genere non dà alla Fed la spinta per iniziare a ridurre i tassi di interesse. Secondo lo strumento Fedwatch del CME, gli operatori hanno ridimensionato le scommesse su un taglio dei tassi da parte della Fed già a giugno. Ma il peggioramento delle preoccupazioni geopolitiche globali ha mantenuto viva la domanda di oro come bene rifugio. La guerra tra Russia e Ucraina continua a infuriare, con nuovi attacchi alla centrale nucleare di Zaporizhzhia che hanno provocato un certo allarme. Inoltre, è emerso che la banca centrale della Cina ha incrementato a marzo le sue riserve aurifere per il diciassettesimo mese consecutivo.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit dopo che Glass Lewis ha segnalato che la perdurante presenza in Russia espone la banca a rischi reputazionali e rende necessaria una disclosure puntuale e dettagliata agli azionisti dell'esposizione al paese. Il consulente in materia di governance ha anche preso di mira la proposta di aumento della retribuzione dell’ad Orcel, giudicando eccessivo l'incremento previsto per compensare il mutato metodo di calcolo del prezzo di conversione della componente in azioni.
Resta sorvegliata speciale Tim. In un'intervista a la Repubblica sabato, Umberto Paolucci, candidato alla presidenza di Tim nella lista presentata dall'azionista di minoranza Merlyn Partners in alternativa a quella del board uscente, spera di convincere Vivendi, primo azionista del colosso tlc, »a darci fiducia, per realizzare insieme e d'intesa con le istituzioni il progetto TValue». Inoltre, Paolucci ha detto che i termini dell'accordo da 22 miliardi di euro per la vendita della rete fissa di Tim a Kkr devono essere migliorati. Merlyn Partners ha, intanto, avviato assieme ad Alessandro Barnaba e Stefano Siragusa una sollecitazione di deleghe di voto per l'assemblea del 23 aprile. In una lettera agli azionisti di TIm Merlyn ha sottolineato che il piano presentato dal cda uscente non è finanziariamente sostenibile e potrebbe far scattare un aumento di capitale in caso di ritardi prolungati nel completamento della vendita della rete.
Invece, Poste Italiane ha avviato l'iter per redigere il prospetto informativo dell'offerta pubblica di vendita e chiederne l'approvazione a Consob in modo da poter accelerare i tempi del collocamento di azioni da parte del Tesoro (detiene il 29,26% e Cdp il 35%) se la buona performance dei listini azionari vista nel primo trimestre proseguirà.
Occhio poi a Moncler visto che Barclays ha alzato il target price da 60 a 67 euro e a Pirelli perché Jefferies ha riavviato la copertura dell’azione con un giudizio buy. Per il resto, si segnala che Unipol inizia l’opa totalitaria volontaria sulle azioni UnipolSai (termina il 26 aprile) e che inizia l’aumento di capitale di Yolo Group. Termina il 24 aprile. I diritti saranno negoziabili fino al 18 aprile.
(riproduzione riservata)