Ore 15:30 Wall Street apre cauta nel giorno della Fed
Ore 14:50 Futures Usa positivi in attesa della Fed
Il Ftse Mib lima i guadagni e chiude sotto i 34.000 punti, a quota 33.981, in rialzo dello 0,12%. Tra le blue chip spiccano i rally di Iveco (+10,7%) e Banco Bpm (+9%), seguiti da Interpump (+6%). In coda al listino chiudono invece Prysmian (-3,8%), Snam (-3,1%) e Intesa Sanpaolo (-3%). Lo spread Btp/Bund torna a 130 punti.
Tra i listini europei chiudono in rialzo Francoforte, la migliore in crescita dell’1,7%, e Parigi (+0,8%), mentre Londra termina le contrattazioni in calo dello 0,3%. Oltre Oceano Wall Street mantiene un andamento misto a due ore dall’apertura: il Dow Jones è in lieve calo mentre S&P 500 e Nasdaq guadagnano lo 0,6% e l’1,3% circa. Negli Stati Uniti si aspetta l’esito della riunione di novembre della Federal Reserve che, se rispetterà le attese del mercato, dovrebbe ufficializzare un taglio dei tassi di interesse di 25 punti.
All’apertura di Wall Street, l’S&P 500 e il Nasdaq partono in rialzo, guadagnando rispettivamente lo 0,4% e lo 0,7%, mentre il Dow Jones resta cauto a cavallo della parità. Negli Stati Uniti, che arrivano dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 5 novembre, è il giorno della Federal Reserve: il 7 novembre i banchieri centrali renderanno noto l’esito dell’ultima riunione, iniziata il 6 novembre, e il mercato si aspetta un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. Sarebbe la seconda sforbiciata dopo quella di 50 punti varata a settembre.
Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 34.111 punti, in rialzo dello 0,5%. A Piazza Affari la migliore è Banco Bpm, che guadagna il 9,8% all’indomani dell’annuncio dell’opa su Anima, seguita da Iveco (+9,4%). In coda al paniere delle blue chip Prysmian (-2,8%) e Snam (-2,5%). Spread a 131 punti.
Tra le borse europee corre Francoforte, in rialzo dell’1,8%, e anche Parigi scambia sopra la parità (+0,7%). Più cauta invece Londra.
Con i futures di Wall street che restano in rialzo, il sentiment delle borse europee è positivo, anche se sotto i massimi di giornata tranne che per Francoforte (+1,54%). A Milano l’indice Ftse Mib si accontenta di un +0,24% a 34.022 punti alle 14:50, a dispetto della corsa delle banche, di Iveco, di Stm e di Moncler. Lo spread Btp/Bund sale a quota 133,46 punti base a causa della crisi di governo in Germania e il rendimento del Btp 10 anni si porta al 3,8% in attesa dell’esito, scontato (taglio dei tassi di interesse di 25 punti base), della riunione della Fed. Mentre l’euro flette dell’1% a 1,079 dollari dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Unitisi si sono attestate a quota 221.000 unità, in aumento di 3.000 rispetto al dato della settimana precedente.
Incertezza è la parola chiave, Donald Trump è tornato, questa volta avvantaggiato dall’esperienza del primo mandato, corroborato dal Senato a maggioranza repubblicana e si saprà a breve se avrà dalla sua anche la Camera dei Rappresentanti: la posta in gioco è altissima, comprende i rapporti con l’Europa e la Nato, il coinvolgimento nelle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, i rapporti con la Russia di Putin, con la Cina e con Taiwan, avverte Carlo Benetti, Market Specialist di Gam (Italia) Sgr. «Che il baricentro politico, demografico ed economico del mondo si sia spostato verso il Pacifico è un fatto consolidato. La novità è che lo stesso Occidente si sta allontanando dai suoi valori politici ed economici fondativi, le tentazioni autoritarie di Trump e i tratti plutocratici della campagna elettorale ne sono un segnale evidente», dice l’esperto.
I mercati, per loro natura agnostici, non tengono conto delle promesse sulla deportazione degli immigrati illegali, del linguaggio suprematista, delle offese alle élite liberal. «Sono altre le promesse che vengono prese al valore facciale: i nuovi tagli alle tasse, la deregolamentazione, lo sguardo benevolo alle fonti energetiche fossili e quello meno benevolo alle iniziative ambientali. Nelle valutazioni c’è inoltre il contributo che con molta probabilità verrà portato dal grande elettore Elon Musk», aggiunge Benetti secondo il quale l’incertezza si riflette nei movimenti del mercato obbligazionario dove gli investitori chiedono un premio più alto.
«Il deficit e il debito federali sono stati il convitato di pietra della campagna elettorale, i due candidati non ne hanno parlato e i tagli delle tasse promessi da Trump non sono certo di sollievo per i livelli record raggiunti. Il rendimento del Treasury sale al 4,4%, la curva si è irripidita, è aumentato il break-even delle obbligazioni legate all’inflazione. È aumentato il premio a termine, la versione obbligazionaria del premio al rischio, alimentato dall’incertezza, dai timori sulla liquidità del mercato, dalle future emissioni monstre, dal cambiamento delle aspettative a breve termine della Federal Reserve», precisa Benetti. Dopo il taglio di cinquanta punti base a settembre, e il probabile taglio nella riunione di oggi, 7 novembre, «non è detto che il ciclo di allentamento prosegua in modo lineare; la Fed, già alle prese con un’economia in buone condizioni, si potrebbe trovare costretta a fare i conti con politiche fiscali potenzialmente inflazionistiche e, forse, con minacce alla sua indipendenza. Le probabilità che ci sia un taglio di venticinque punti base nella riunione di dicembre sono scese a 68% dall’85% di pochi giorni fa», conclude l’esperto.
Le borse europee, tranne Londra, restano ben intonate (+1,39% il Dax, +0,58% il Cac40, -0,11% il Ftse100 e +0,36% a 34.036 punti il Ftse Mib alle 13:35, nonostante il duo Banco Bpm +9,3% e Anima +10,17% si confermi in rally insieme alle altre banche e a Iveco +7,58%) con i futures statunitensi che anticipano un avvio positivo di Wall Street ancora sull’onda della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali. Mentre in campo valutario la sterlina sale nei confronti dell’euro che vale 0,8318 (-0,7%) dopo che la Banca centrale inglese ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base al 4,75%. Solo un membro avrebbe preferito mantenerli al 5%. La BoE ha osservato che si sono registrati continui progressi nella disinflazione, in particolare con l'attenuarsi dei precedenti shock esterni, anche se le pressioni inflazionistiche interne si stanno risolvendo più lentamente. Quindi, per la banca centrale rimane appropriato un approccio graduale sui tassi.
Le borse europee si confermano positive, anche il Ftse Mib in rialzo dello 0,37% a 34.066 punti. Nessuna sorpresa dalle vendite al dettaglio nell'area euro, cresciute dello 0,5% mese su mese a settembre, dopo il dato di agosto rivisto a +1,1%, secondo i dati Eurostat. Il dato è in linea con il consenso degli economisti. Su base annua, sono aumentate dello 2,9% dopo il precedente rialzo del 2,4%. Sul listino milanese continua a correre il duo Banco Bpm (+9,57%) e Anima (+9,91%) dopo l’opa lanciata sulla società di risparmio gestito dalla banca di Piazza Meda.
Bene anche gli altri titoli finanziari, Interpump (+4,15%), Stellantis (+2,83%), Stm (+2,29%), che ha sottoscritto un accordo della durata di 21 anni con BKH Solar, un'entità costituita congiuntamente da Engie e Conextone Energy, azienda in rapida crescita attiva nello sviluppo di energia solare in Malesia. L’intesa faciliterà la fornitura di circa 50 GWh di energia rinnovabile all'anno prodotti da un nuovo parco solare a Bukit Kayu Hitam (Kedah, Malesia). Più defilata Leonardo (+0,56%) dopo che il governo ha chiesto all'Unione Europea di garantire l'emissione di obbligazioni, necessarie per la spesa destinata alla difesa, mentre fatica a raggiungere l'obiettivo Nato di una spesa pari almeno al 2% del pil entro il 2028. Il neo eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha insistito affinché i membri della Nato rispettassero questo obiettivo di spesa militare. Ma è improbabile che Roma riesca a soddisfare in tempo il requisito di spesa, vincolata a un debito che quest'anno dovrebbe raggiungere il 135,8% del pil.
I mercati azionari europei salgono (+1,21% il Dax, +0,59% il Cac40, +0,14% il Ftse100 e +0,95% a 34.263 punti il Ftse Mib alle 10:45 con la corsa di Banco Bpm, +9,8%, dopo l’opa su Anima, +9,57%, seguita dalle altre banche e da Diasorin, +4,6%) con i futures statunitensi positivi (+0,15% quello sul Dow Jones e +0,17% quello sull’S&P500) all’indomani della vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa. L’euro resta in netto ribasso dell’1,41% a 1,075 dollari. Le imprese della zona euro hanno previsto che il loro fatturato continuerà a crescere nel trimestre in corso, ma i margini rimarranno sotto pressione poiché la crescita dei salari supera l'aumento dei prezzi di vendita, secondo il sondaggio trimestrale condotto dalla Bce. Le imprese hanno stimato un aumento dei prezzi di vendita del 3% nei prossimi 12 mesi, mentre i salari sono visti in crescita del 3,5%.
Lo spread Btp/Bund sale a quota 131,59 punti base in attesa dell’esito della riunione della Fed e della BoE. Nel frattempo, come previsto, la Riksbank, la Banca centrale svedese, ha deciso di ridurre i tassi di interesse di 50 punti base al 2,75%. Se le prospettive per l'inflazione e l'attività economica rimarranno invariate, il costo del denaro potrebbe essere tagliato nuovamente nella prossima riunione di politica monetaria di dicembre e nella prima metà del 2025, in linea con quanto comunicato a settembre. Invece, la Banca centrale norvegese ha mantenuto i tassi al 4,5%, livello che ha contribuito a raffreddare l'economia del Paese e a contenere l'inflazione.
Borse europee quasi tutte positive in avvio di seduta. Francoforte segna un +0,60%, Parigi un -0,08%, Londra un +0,19% e Milano un +0,84% a 34.225 punti con lo spread Btp/Bund in calo a 130,49 punti base (132 punti base il 6 novembre, record da circa un mese). Generosa l'offerta sul primario: da Francia e Spagna la proposta complessiva è di poco inferiore ai 18 miliardi. Parigi propone fino a 12,5 miliardi degli Oat 2034, 2035, 2044 e 2055, mentre Madrid mette sul piatto fino a 4,5 miliardi dei Bonos 2030 e 2054 oltre massimi 750 milioni del titolo 2033. In serata a mercato chiuso arriveranno dal ministero dell'Economia i dettagli dell'asta di Bot a 12 mesi in agenda martedì prossimo.
L’euro continua a scendere dell’1,27% a 1,076 dollari. In Francia sono diminuiti leggermente gli occupati nel terzo trimestre del 2024. Secondo la stima preliminare dell'Istituto di Statistica nazionale francese, il mercato del lavoro è stimato in calo dello 0,1% (-25.000 posti di lavoro), rispetto al -0,1% del trimestre precedente (-28.500) e al +0% stimato dagli economisti. L'occupazione nel settore privato è stata inferiore dello 0,3% rispetto al picco precedente di marzo 2024 (ovvero -53.500 posti di lavoro), ma allo stesso livello dell'anno precedente (ovvero -4.900 posti di lavoro).
Gli investitori stanno valutando le implicazioni della vittoria elettorale di Donald Trump, con scenari di un controllo repubblicano di Camera e Senato. «Per ora il principale vincitore del Trump Trade è il bitcoin, salito di oltre il 6% su nuovi massimi di tutti i tempi. Bene anche le mid-small cap: Russel 2000 +5,4%, indice delle banche regionali +12%. Nella precedente amministrazione Trump avevano sovraperformato il mercato», osserva Fabrizio Barini di Integrae sim. «La certezza del risultato elettorale rappresenta un elemento positivo per il mercato Usa, soprattutto in un contesto di posizionamento difensivo osservato nelle ultime settimane. Ulteriore supporto proviene dal calo dell’indice Vix, sceso già sotto quota 20 (-20% in una seduta), e dalle prospettive di acquisti sistematici da parte dei fondi. Gli strategist statunitensi vedono, inoltre, nella stagionalità di fine anno un fattore favorevole, poiché novembre è storicamente uno dei migliori mesi per i flussi azionari, specialmente negli anni elettorali».
Sul listino milanese Bper sale del 2,56% a 5,85 euro dopo aver chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile netto consolidato ordinario pari a 1,11 miliardi circa, in crescita del 2,2%, mentre ammonta a quasi 1,14 miliardi l'utile netto di pertinenza della capogruppo (+4,6%), dopo aver spesato nel primo semestre 109,6 milioni relativi ai contributi ai fondi sistemici. La banca ha aggiornato la propria guidance per l'esercizio 2024 per quanto riguarda il Cet1 ratio, portandolo a circa il 15% rispetto alle indicazioni mostrate alla presentazione del piano industriale (oltre il 14,5%).
Invece, Iveco Group (+1% a 9,31 euro) ha confermato le stime per l'anno dopo aver archiviato il terzo trimestre con una contrazione di ricavi e redditività, segnalando però che prezzi migliori e una diligente gestione dei costi hanno controbilanciato l'impatto previsto sui volumi in alcuni dei settori in cui operiamo. Nel dettaglio, i ricavi consolidati sono scesi a 3,446 miliardi di euro rispetto a 3,710 miliardi nel terzo trimestre 2023, mentre i ricavi netti delle attività industriali sono scesi a 3,355 miliardi da 3,623 miliardi, con i migliori prezzi che hanno parzialmente compensato i minori volumi nelle divisioni Truck e Powertrain. L’utile netto adjusted è salito di 10 milioni di euro rispetto al terzo trimestre a quota 106 milioni.
Conti anche per Snam, in calo dello 0,35% a 4,315 euro. L’utility ha archiviato i primi nove mesi dell'anno con une ebitda adjusted pari a 2,09 miliardi (+12,2%), trainato dalla crescita dei ricavi regolati, e in parte assorbito dal minor contributo dei business della transizione energetica, e con un utile netto adjusted di gruppo a 996 milioni (+5,7%). I ricavi sono, invece, scesi a 2,65 miliardi (-7,4%). Utile in calo, viceversa, per Tenaris nel terzo trimestre a 459 milioni di dollari, -16% rispetto ai 547 milioni dello stesso periodo del 2023. Anche le vendite sono scese del 10% a 2,9 miliardi, influenzate dai prezzi più bassi nelle Americhe e dalla domanda più bassa negli Stati Uniti, in Messico e in Arabia Saudita, nonché dalle spedizioni inferiori di tubi in Argentina.
Anche la più piccola Landi Renzo flette dello 0,39% a 0,155 euro dopo aver realizzato nei primi 9 mesi del 2024 una perdita netta consolidata di 27,3 milioni di euro, in miglioramento rispetto a quella di 28,6 milioni al 30 settembre 2023, dopo aver registrato ricavi consolidati per 197,7 milioni, in calo dai 221,1 milioni dello stesso periodo del 2023, con ebitda adjusted negativo per 1,7 milioni (positivo per 4,6 milioni al 30/9/23) e con il dato reported negativo per 5,9 milioni (-1,1 milioni al 30/9/23). I risultati confermano un esercizio 2024 in flessione rispetto all'esercizio precedente.
Trimestrali a parte, spicca il +8% a 6,81 euro di Banco Bpm che ha lanciato un’opa volontaria sulla totalità delle azioni di Anima Holding (+9,5% a 6,3 euro) al prezzo di 6,2 euro per azione con un premio dell’8,5% sulla chiusura di mercoledì 6 novembre e del 25% sul valore medio del titolo degli ultimi 6 mesi. L’offerta è stata presentata da Banco Bpm Vita, la fabbrica assicurativa di piazza Meda.
Le borse europee sono attese in rialzo in avvio di seduta (+0,46% il future sull’Eurostoxx50) con Donald Trump che ha vinto le elezioni ed è ufficialmente il 47° presidente degli Stati Uniti. «Riteniamo che la vittoria dei repubblicani sia positiva per le azioni, con il settore dell’energia tradizionale, della difesa, manifatturiero e finanziario in testa; negativa per i bond, per un possibile aumento dei rendimenti a causa dell’aumento del debito pubblico dovuto a possibili tagli fiscali e incentivi a settori strategici», sottolinea Antonio Tognoli di cfo Sim. E ancora, «negativa per il commercio internazionale, viste le possibili politiche protezionistiche con gli inevitabili impatti sulle catene di approvvigionamento; negativa per la transizione energetica, visto che più volte Trump si è dichiarato negazionista circa il cambiamento climatico, positiva (o negativa, dipende dai punti di vista), per l’atteso rafforzamento del dollaro», aggiunge Tognoli.
Ci sono due forze contrapposte che agiscono sul dollaro (l’euro vale 1,076 dollari e perde l’1,33%). La prima: l’aumento dei rendimenti sui bond tende a rendere appetibili i titoli del Tesoro per gli investitori che chiedono dollari, spiega Tognoli. La seconda: «il rafforzamento del dollaro non crediamo sia voluto dalla nuova amministrazione, visto che il rilancio della manifattura (make America great again) dovrà necessariamente passare da un aumento dell’export». Intanto, a poche ore dalla vittoria di Trump negli Stati Uniti, in Europa il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha rimosso il ministro delle Finanze, Christian Lindner, del Partito liberal democratico, aprendo la strada a elezioni anticipate. Il crollo della coalizione di governo apre una profonda crisi nella prima economia del blocco.
Quanto alla Fed nella riunione odierna dovrebbe ridurre i tassi di ulteriori 25 punti base e poi forse fermarsi nel meeting del 18 dicembre. In serata, alle 20 italiane, il verdetto, alle 20:30 la conferenza stampa del presidente, Jerome Powell. Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca la banca centrale Usa avrà probabilmente un approccio più cauto sui tagli dei tassi, visto che le politiche annunciate dal leader repubblicano potrebbero fermare, se non invertire, il rallentamento dell'inflazione. Ricca di spunti la mattinata per diversi istituti centrali europei: la prima a pronunciarsi sarà alle 9:30 la Banca di Svezia, che stando alle attese dovrebbe decidere un allentamento dei tassi da mezzo punto al 2,75% allo scopo di rilanciare l'economia. Alle 10 è il turno dell'istituto centrale norvegese che dovrebbe, invece, confermare il costo del denaro al 4,50%, livello record dal 2008. Si termina alle 13 con la Banca d'Inghilterra che dovrebbe tagliare i tassi di un quarto di punto al 4,75%.
A livello di dati, in Germania è diminuita più delle attese la produzione industriale a settembre. Infatti, ha evidenziato un calo mensile del 2,5% dopo il +2,6% di agosto. Le stime degli economisti erano per un calo dell’1,1%. Mentre la bilancia commerciale tedesca a settembre è risultata pari a 17 miliardi di euro, in calo rispetto al precedente dato di 22,5 miliardi (la previsione era 20,8 miliardi). Alle 9 è in agenda la produzione industriale a settembre della Francia (precedente: -0,1% anno su anno), alle 11 le vendite al dettaglio a settembre dell’Eurozona (precedente: +0,2% mese su mese) e alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: -12.000 unità a 216.000).
Tra le materie prime, i prezzi del petrolio salgono solo leggermente dopo il sell-off innescato dalle elezioni presidenziali statunitensi, in quanto i rischi per l'approvvigionamento di petrolio derivanti da una presidenza Trump e dall'uragano che si sta abbattendo sulla Costa del Golfo hanno superato il rafforzamento del dollaro statunitense e l'aumento delle scorte degli Stati Uniti di 2,1 milioni di barili a 427,7 milioni di barili nella settimana terminata il 1° novembre, rispetto alle aspettative di un +1,1 milioni di barili. I futures del greggio Brent si apprezzano 0,15% a 75,03 dollari al barile. «I timori che la presidenza Trump possa reimporre la sua politica di sanzioni al petrolio iraniano e venezuelano e l'avvicinarsi dell’uragano Rafael (circa il 17% della produzione di greggio, ovvero 304.418 barili al giorno nel Golfo del Messico, è stata chiusa, ndr) hanno più che compensato l'impatto post-elettorale di un dollaro statunitense più forte e di scorte statunitensi più alte del previsto», ha spiegato Tony Sycamore, analista di IG.
L'elezione di Trump ha inizialmente innescato un sell-off che ha fatto scendere i prezzi del petrolio di oltre 2 dollari, mentre il dollaro americano è salito al livello più alto da settembre del 2022. «Storicamente, le politiche di Trump sono state favorevoli alle imprese, il che probabilmente sostiene la crescita economica generale e aumenta la domanda di carburante. Tuttavia, qualsiasi interferenza nelle politiche di allentamento della Fed potrebbe portare a ulteriori sfide per il mercato petrolifero», ha avvertito Priyanka Sachdeva, analista di Phillip Nova. Il rialzo dei prezzi dell’oro nero potrebbe essere limitato nel breve e medio termine, dato che l'Opec dovrebbe aumentare la capacità di offerta a gennaio, mentre i trend storici non suggeriscono che le sanzioni impediranno a India e Cina di continuare ad acquistare petrolio dalla Russia o dall'Iran, ha detto Sachdeva. Al contrario, il prezzo dell'oro scende dello 0,18% a 2.671 dollari l’oncia, estendendo le forti perdite (-3%) della sessione precedente in scia al rally del dollaro e degli asset di rischio e alle prese di profitto, dopo aver toccato un nuovo massimo storico nel periodo precedente le elezioni. Tuttavia, nonostante le recenti perdite, l'oro ha conservato gran parte dei suoi guadagni dell'ultimo mese. Si prevede, inoltre, che nel corso del suo mandato Trump attuerà politiche più inflazionistiche, che probabilmente sosterranno i tassi di interesse e faranno pressione sugli asset non remunerativi come l'oro.
Sul listino milanese attenzione a Bper che ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile netto consolidato ordinario pari a 1,11 miliardi circa, in crescita del 2,2%, mentre ammonta a quasi 1,14 miliardi l'utile netto di pertinenza della capogruppo (+4,6%), dopo aver spesato nel primo semestre 109,6 milioni relativi ai contributi ai fondi sistemici. La banca ha aggiornato la propria guidance per l'esercizio 2024 per quanto riguarda il Cet1 ratio, portandolo a circa il 15% rispetto alle indicazioni mostrate alla presentazione del piano industriale (oltre il 14,5%).
Invece, Iveco Group ha confermato le stime per l'anno dopo aver archiviato il terzo trimestre con una contrazione di ricavi e redditività, segnalando però che prezzi migliori e una diligente gestione dei costi hanno controbilanciato l'impatto previsto sui volumi in alcuni dei settori in cui operiamo. Nel dettaglio, i ricavi consolidati sono scesi a 3,446 miliardi di euro rispetto a 3,710 miliardi nel terzo trimestre 2023, mentre i ricavi netti delle attività industriali sono scesi a 3,355 miliardi da 3,623 miliardi, con i migliori prezzi che hanno parzialmente compensato i minori volumi nelle divisioni Truck e Powertrain. L’utile netto adjusted è salito di 10 milioni di euro rispetto al terzo trimestre a quota 106 milioni.
Conti anche per Snam che ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con une ebitda adjusted pari a 2,09 miliardi (+12,2%), trainato dalla crescita dei ricavi regolati, e in parte assorbito dal minor contributo dei business della transizione energetica, e con un utile netto adjusted di gruppo a 996 milioni (+5,7%). I ricavi sono, invece, scesi a 2,65 miliardi (-7,4%). Utile in calo, viceversa, per Tenaris nel terzo trimestre a 459 milioni di dollari, -16% rispetto ai 547 milioni dello stesso periodo del 2023. Anche le vendite sono scese del 10% a 2,9 miliardi, influenzate dai prezzi più bassi nelle Americhe e dalla domanda più bassa negli Stati Uniti, in Messico e in Arabia Saudita, nonché dalle spedizioni inferiori di tubi in Argentina.
Mentre la più piccola Landi Renzo ha realizzato nei primi 9 mesi del 2024 una perdita netta consolidata di 27,3 milioni di euro, in miglioramento rispetto a quella di 28,6 milioni al 30 settembre 2023, dopo aver registrato ricavi consolidati per 197,7 milioni, in calo dai 221,1 milioni dello stesso periodo del 2023, con ebitda adjusted negativo per 1,7 milioni (positivo per 4,6 milioni al 30/9/23) e con il dato reported negativo per 5,9 milioni (-1,1 milioni al 30/9/23). I risultati confermano un esercizio 2024 in flessione rispetto all'esercizio precedente.
Trimestrali a parte, è da monitorare Banco Bpm che ha lanciato un’opa volontaria sulla totalità delle azioni di Anima Holding al prezzo di 6,2 euro per azione con un premio dell’8,5% sulla chiusura di mercoledì 6 novembre e del 25% sul valore medio del titolo degli ultimi 6 mesi. L’offerta è stata presentata da Banco Bpm Vita, la fabbrica assicurativa di piazza Meda.
(riproduzione riservata)