Il Ftse Mib chiude a 38.519 punti, in rialzo del 2,1%. Vola Buzzi, che termina le contrattazioni con un boom del 16% grazie al progetto di un fondo infrastrutturale in Germania. Completano il podio Unicredit (+7,4%) e Campari (+7%). Chiudono il listino gli energetici con Snam (-4,5%), Terna (-4,3%) e Hera (-4,1%). Scende lo spread Btp/Bund che nel corso della giornata è sceso brevemente sotto i 100 punti, a quota 99 sulla piattaforma Mts.
Bene anche gli altri listini europei. Il migliore è il Dax di Francoforte che guadagna il 3,5%. In rosso Wall Street dopo dati macro in parte deludenti. In particolare, il dato sull’occupazione è meno brillante del previsto.
Wall Street apre cauta con il Dow Jones e l’S&P 500 poco mossi, mentre il Nasdaq è in rialzo dello 0,1% alle 15:30. I dati macro di giornata restituiscono un numero di nuovi posti di lavoro nel settore privato pari a 77 mila unità, al di sotto delle attese degli analisti. All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib si presenta tonico, in crescita del 2,1% a quota 38.514 punti.
Tra le blue chip corre Buzzi, che guadagna il 14% spinto dall’ipotesi di un maxi fondo per le infrastrutture in Germania. Bene anche Unicredit (+6,3%), Iveco (+6,2%) e Stm (+6%). In coda il titoli del settore energetico, che nei giorni passati avevano resistito al sell-off che ha colpito gli industriali: Snam (-3,9%), Hera (-3,5%), Terna (-3,5%), Italgas (-3,4%). Positive anche le altre borse europee, la migliore è Francoforte che segna un +3,2%.
I listini hanno recuperato quasi tutte le perdite della vigilia con il settore auto europeo che sale del 3,2% alle 15 (Stoxx settoriale; +5,5% Stellantis, +4,5% Brembo e +2,19% Pirelli, stona solo Ferrari con un -1,4% a Milano) dopo che l’Unione Europea ha presentato il piano per il rilancio del comparto. Il settore vale il 7% del pil dell’Ue e dà lavoro a 40 milioni di persone in via diretta e indiretta. Il piano al momento non prevede risorse fresche, ma assicura fino a 50 miliardi con InvestEu per le tecnologie e le mobilità pulite. Altri 1,8 miliardi arriveranno dal fondo per l’innovazione per le batterie, che si aggiungono ai 3 miliardi già stanziati. Ancora 1 miliardo è previsto da Horizon Europe per i veicoli automatizzati, mentre 570 milioni saranno stanziati per l’infrastruttura e i punti di ricarica. L’indice Ftse Mib cresce del 2% a 38.511 punti, lo spread Btp/Bund sale a 112,8 punti e l’euro a 1,073 dollari (+2,42%) in attesa dei dati macro Usa.
Con i futures statunitensi positivi (+0,32% quello sul Dow Jones e +0,42% quello sull’S&P500), Milano consolida il rialzo (+2,54% a 38.696 punti l’indice Ftse Mib alle 13:30 grazie al rally di Buzzi, +13,3%, e di tre banche in particolare, tutte in rialzo del 6% circa: Mps, Bper e Popolare di Sondrio.
L’euro balza a 1,07 dollari (+2,11%). Nella settimana al 28 febbraio l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è salito del 20,4% dopo il ribasso precedente dell'1,2%. Alle 15:15 sono attesi i dati Adp sul settore privato che dovrebbero mostrare a febbraio un ridimensionamento a 140.000 unità rispetto alle 183.000 di gennaio. Al contrario, i numeri sugli occupati non agricoli che il governo Usa renderà noti venerdì dovrebbero fotografare per il mese scorso un miglioramento a 160.000 dopo i 143.000 nuovi posti del mese precedente, quando il risultato si rivelò al di sotto delle attese.
Un'eventuale lettura dei dati Adp inferiore al consenso, segnala Reuters, è destinata a rinfocolare ulteriormente le attese di nuovi tagli dei tassi da parte della Fed nel corso dell'anno. I mercati sono passati a prezzare 77 punti base di allentamento da qui a dicembre dai meno di 50 scontati una settimana fa. Le probabilità di una riduzione da un quarto di punto percentuale al Fomc di aprile sono salite oltre il 50% dal 26%.
Le borse europee accelerano al rialzo, tranne Londra che rimane un po’ indietro (+0,42% alle 12:35). A Milano l’indice Ftse Mib sale del 2,26% a 38.590 punti con Buzzi super star (+12%) grazie al fondo per le infrastrutture in Germania da 500 miliardi di euro, recuperando quasi tutte le perdite del 4 marzo (-3,4%) in scia alla doccia fredda dei dazi Usa. Ma ora sembra che Donald Trump voglia scendere a compromessi. Così rimbalzano con forza anche Stellantis, Stm, Prysmian, Campari e tra le banche soprattutto Unicredit.
I dati Istat sulle vendite al dettaglio di gennaio: -0,4% su mese e +0,9% su anno sono allarmanti. «Iniziamo l'anno nel peggiore dei modi, con una caduta congiunturale delle vendite, sia alimentari che non, sia in valore che in volume. Insomma, peggio di così non si può. Non si salva nessuno», ha sottolineato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. «Unica magra consolazione è che, a differenza del passato, gli italiani almeno non hanno ridotto il cibo acquistato e mangiano come lo scorso anno. Come dire, a gennaio hanno perlomeno sospeso la dieta forzata», ha concluso.
Lo spread Btp/Bund si attesta a 110,4 punti base con il rendimento del Btp 10 anni che vola al 3,7% (al 2,69% quello del Bund decennale). L’ammontare del nuovo Bund tedesco a 30 anni collocato stamani via sindacato è stato fissato a 6 miliardi, compreso un miliardo sottoscritto dai lead manager. Gli ordini complessivi hanno superato quota 36 miliardi e il rendimento del titolo è stato fissato a 3,25 punti base sul Bund 15 agosto 2054. La cedola è pari al 2,9%.
Si rafforza il recupero dell’indice Ftse Mib (+2% a 38.491 punti alle 10:35 con Buzzi che sale del 9%, Stm e Prysmian che guadagnano il 6% circa, seguite da Iveco e Campari; male Abitare In, -5,7%, indagata per la violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti nell’operazione che ha portato all'arresto di Giovanni Oggioni).
Lo spread Btp/Bund scende a 101 punti base. L’Istat ha rilevato nel quarto trimestre del 2024 una crescita del pil italiano dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,6% in termini tendenziali, in lieve rialzo rispetto alla stima preliminare (0,0%, 0,5%, rispettivamente). «La leggera ripresa di fine anno determina per il 2025 una crescita acquisita dello 0,1%», ha precisato l’Istat. Si ricorda che l’economia italiana è cresciuta solo dello 0,7% nel 2024, mancando il target del governo pari all'1%.
Invece, in Eurozona l'indice Pmi composito è rimasto fermo a 50,2 a gennaio. La lettura è in linea con la stima preliminare e supera di poco la soglia di 50 che separa la contrazione dalla crescita. Quanto al Pmi del settore dei servizi è calato a 50,6 da 51,3. Le pressioni inflazionistiche nei servizi, attentamente monitorate dalla Bce, sono rimaste elevate. L'indice dei prezzi è salito a 54,7 da 53,9, al ritmo più rapido degli ultimi 10 mesi. Infine, l’Eurocoin, l'indice di Banca d'Italia che fornisce una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell'area dell'euro, si è collocato a febbraio su un livello prossimo a quello del mese precedente a 0,43 da 0,39 di gennaio.
Le borse europee rimbalzano in avvio di seduta grazie ai possibili compromessi sui dazi Usa e alla riforma che la Germania si appresta ad approvare per rafforzare la difesa e le infrastrutture. Il Dax avanza del 2,31%, il Cac40 dell’1,41%, il Ftse100 dello 0,29% e il Ftse Mib dell’1,14% a 38.167 punti. A sostenere i mercati azionari europei è anche la notizia che i conservatori di Friedrich Merz e i socialdemocratici (Spd), in trattative per formare una coalizione di governo, hanno concordato la creazione di un fondo speciale per le infrastrutture da 500 miliardi di euro in dieci anni e si preparano ad allentare il freno al debito sulle spese per la difesa.
La riforma, che sarà presentata in parlamento la prossima settimana, è una storica inversione di tendenza rispetto alle regole di indebitamento imposte dopo la crisi finanziaria globale del 2008. La notizia fa volare l'euro sui massimi da novembre 2024 a 1,066 (+1,75%), poiché gli investitori scommettono che l’aumento della spesa stimolerà l’economia europea, e mette al contempo sotto pressione il Bund in scia alla prospettiva che la spesa aggiuntiva sia finanziata con maggiori emissioni di titoli di Stato. Mentre Bruxelles ha indicato il 4 marzo la possibilità di un nuovo prestito congiunto dell'Unione Europea nell'ambito di un pacchetto di proposte che potrebbero mobilitare 800 miliardi di euro per finanziare il riarmo nel blocco. Nel frattempo, in Francia la produzione industriale a gennaio ha registrato su base mensile un calo dello 0,6% rispetto al precedente -0,5% (la previsione degli economisti era per un +0,5%).
In questo quadro, lo spread Btp/Bund si attesta a 101 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,69% e quello del Bund al 2,69%, il balzo più rilevante dall’inizio del 2023. In ogni caso i rendimenti tedeschi rimangono i più bassi tra gli Stati dell’area euro, riflettendo anni di rigore fiscale che hanno lasciato il Paese con un debito limitato.
Sul listino milanese recuperano terreno i titoli del settore automotive, quindi Stellantis (+3,43%), Pirelli (+2%), Iveco (+3,68%) e Brembo (+2,05%), il 4 marzo particolarmente penalizzati dai dazi di Trump. I produttori di auto hanno lanciato l'allarme: faranno aumentare i prezzi dei veicoli di almeno il 25%. Con il fondo speciale per le infrastrutture da 500 miliardi in Germania, Buzzi, esposta al Paese, ma anche a un’eventuale ricostruzione in Ucraina, in caso di pace, schizza del 6,71% a 45,18 euro.
È poi arrivato il via libera di Banca d'Italia all’offerta pubblica di acquisto promossa da Banco Bpm (+2,4% a 9,60 euro) Vita su Anima Holding (+0,22% a 6,945 euro). Il nulla osta è «senza prescrizioni, condizioni o limitazioni». Quindi, la condizione di efficacia all’offerta si considera avverata.
Restando nel comparto bancario, Aurelia, società del gruppo Gavio che aderisce al patto di consultazione tra i soci di Mediobanca (+1,79% a 17,10 euro), ha acquistato il 4 marzo 25.000 azioni della banca al prezzo medio di 16,76 euro. In più, ha venduto ulteriori opzioni put con scadenza al 21 marzo 2025, con sottostante 125.000 azioni al prezzo medio di 0,281 euro, e opzioni put con scadenza al 17 aprile 2025 con sottostante 250.000 azioni al prezzo medio di 0,459 euro.
In rialzo (+0,78% a 0,2575 euro) anche Tim che riunisce il cda sul bilancio 2024 (i dati preliminari sono già stati comunicati a febbraio). Li ha pubblicati il 4 marzo Campari (+0,51% a 5,87 euro), evidenziando un ebitda rettificato 2024 pari a 733 milioni di euro. Il 2025 sarà un anno di transizione dopo aver registrato un calo del 2,5% dell'ebit adjusted a livello organico, nella prima serie di risultati approvati sotto il nuovo ad, Simon Hunt. Post conti, Barclays ha tagliato il target price sul titolo da 7,8 a 7,6 euro (rating equal weight). Lo stesso broker è intervenuto su Nexi (+1,71% a 5,108 euro), abbassando il target price da 5,1 a 4,9 euro (rating underweight).
Invece, Inwit (+0,66% a 9,93 euro) ha previsto un nuovo piano di buyback da 400 milioni di euro entro 12 mesi e ha proposto il pagamento di un dividendo straordinario di 0,2147 euro per azione, pari a circa 200 milioni di euro a novembre 2025.
Inoltre, Tenaris (+1% a 17,11 euro) ha annunciato di aver completato il programma di riacquisto di azioni proprie fino a 700 milioni di dollari. Il produttore di tubi in acciaio ha riacquistato 36.862.132 azioni ordinarie, pari al 3,17% del capitale sociale, a partire dall'11 novembre 2024, per un corrispettivo complessivo di 668,2 milioni di euro (700 milioni di dollari). Tenaris ha dichiarato di avere l'intenzione di annullare le azioni riacquistate a tempo debito.
Non scemano le vendite, viceversa, su Maire (-1,40% a 8,48 euro), il giusto valore per quotare la controllata Nextchem, a capo della business unit Sustainable technology solutions, è intorno a 2 miliardi di euro, secondo il ceo, Alessandro Bernini. Quanto ai dazi di Trump, per il ceo di Maire, «stante la geografia dei dazi sul nostro business ha effetti zero. Non cambia la nostra strategia».
Infine, si segnala che a mercato chiuso è previsto l’annuncio della revisione trimestrale degli indici di Piazza Affari che sarà effettiva dal 24 marzo. Nell’indice delle blue chip, il Ftse Mib, non sono previsti cambiamenti, mentre nel mid cap dovrebbero entrare Txt e-solutions (+2,15%) e Rcs (+1%) al post di Safilo (+2,28%) e Tinexta (+1,85%).
Le borse europee sono viste rimbalzare in avvio di seduta (future sull’Eutostoxx50 +1,63%) dopo il martedì nero grazie alla speranza che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, possa arrivare a un compromesso sui dazi pesanti imposti su Messico, Canada e Cina il 4 marzo (è stata applicata una tariffa del 25% sui beni canadesi e messicani, mentre quella sui prodotti cinesi è aumentata al 20%). I future sugli indici azionari statunitensi salgono: +0,52% quello sul Dow Jones e +0,65% quello sull’S&P500.
Queste misure hanno provocato rapide reazioni di ritorsione: il Canada ha annunciato l'immediata imposizione di tariffe al 25% sulle importazioni statunitensi per un valore di 30 miliardi di dollari canadesi, mentre la Cina ha imposto tariffe al 15% sulle importazioni agricole dagli Stati Uniti, tra cui pollo e grano, e al 10% su prodotti come soia e carne di maiale. Inoltre, Pechino ha previsto misure fiscali, tra cui un deficit di bilancio più elevato e l’emissione di obbligazioni speciali per 1,3 trilioni di yuan.
In un'intervista a Fox Business, il segretario al commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, ha indicato che il presidente Trump potrebbe essere aperto a negoziati per risolvere le crescenti dispute commerciali: «cercherà una soluzione» con Messico e Canada. «Il risultato probabilmente sarà da qualche parte nel mezzo», ha aggiunto. Questa possibilità di dialogo porta un certo ottimismo sui mercati. Mentre nel suo discorso al Congresso americano sullo stato dell'Unione il numero uno della Casa Bianca ha detto di aver ricevuto un'importante lettera da Volodymyr Zelensky, nella quale si dice pronto a sedersi al tavolo della pace e a firmare l'accordo sui minerali. Al contempo, ha precisato, «abbiamo ricevuto forti segnali» dalla Russia: «sono pronti per la pace».
I prezzi del petrolio scendono per la terza sessione consecutiva poiché i piani dei principali produttori di aumentare l’offerta ad aprile si sono combinati con le preoccupazioni che le tariffe statunitensi su Canada, Messico e Cina possano rallentare la crescita economica e ridurre la domanda di carburante. Il future sul Brent cala dello 0,34% a 70,80 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,84% a 67,69 dollari al barile. «Le sfavorevoli dinamiche di domanda e offerta hanno creato una doppia sfida, con le incertezze sulle tariffe che pongono rischi al ribasso per la crescita globale e, di conseguenza, per la domanda di petrolio», ha affermato Yeap Jun Rong, strategist di IG. «L’Opec+ continua sulla strada dell’aumento della produzione ad aprile, mentre l’ottimismo su una possibile risoluzione del conflitto tra Ucraina e Russia aumenta le possibilità di un ritorno delle forniture russe sul mercato», ha aggiunto Yeap.
L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e i suoi alleati, tra cui la Russia, il gruppo noto come Opec+, ha deciso lunedì di aumentare la produzione per la prima volta dal 2022 di 138.000 barili al giorno a partire da aprile, il primo passo di una serie di incrementi mensili pianificati per annullare i tagli di quasi 6 milioni di barili al giorno, pari a circa il 6% della domanda globale. Gli economisti vedono la guerra commerciale come una ricetta per meno posti di lavoro, crescita più lenta e prezzi più alti, il che potrebbe ridurre la domanda di greggio. L’amministrazione Trump ha anche annunciato la fine della licenza concessa dal governo degli Stati Uniti al produttore di petrolio Chevron dal 2022 per operare in Venezuela ed esportare il suo petrolio. Questa decisione mette a rischio 200.000 barili al giorno di approvvigionamento, secondo Ing. «Ciò costringerà le raffinerie statunitensi a cercare alternative di greggio pesante proprio mentre altri fornitori, come Canada e Messico, affrontano le tariffe», ha precisato Ing. Nel frattempo, le scorte di greggio statunitensi sono diminuite di 1,46 milioni di barili nella settimana terminata il 28 febbraio, secondo fonti di mercato citate dall’American Petroleum Institute.
Gli investitori ora attendono i dati governativi sulle scorte oil statunitensi, previsti per le 16:30. Prima, alle 08:45, arriva la produzione industriale a gennaio della Francia (precedente: -0,4% mese su mese), alle 10 il Pmi composito a febbraio finale dell’Eurozona (preliminare: 50,2 punti) e il Pmi servizi a febbraio finale (preliminare: 50,7 punti). Alla stessa ora il pil del quarto trimestre del 2024 finale dell’Italia (preliminare: invariato trimestre su trimestre, +0,5% anno su anno). Alle 11 tocca ai prezzi alla produzione a gennaio sempre dell’Eurozona (precedente: invariati anno su anno) e le vendite al dettaglio a gennaio dell’Italia (precedente: +0,6% anno su anno). Dagli Stati Uniti, invece, alle 13 arriva l’indice settimanale richieste mutui (precedente: -1,2%), alle 15:15 la stima Adp a febbraio (precedente: +183.000 unità), alle 15:45 il Pmi servizi di febbraio finale (preliminare: 49,7 punti) e alle 16 gli ordini delle imprese a gennaio (precedente: -0,9% mese su mese) e l’Ism servizi a febbraio (precedente: 52,8 punti). Per chiudere alle 20 con il Beige Book della Fed. In attesa, l’euro sale dell’1,37% a 1,062 dollari.
Sul listino milanese ancora attenzione ai titoli del settore automotive, quindi a Stellantis, Pirelli, Iveco e Brembo, il 4 marzo particolarmente penalizzati dai dazi di Trump. I produttori di auto hanno lanciato l'allarme: faranno aumentare i prezzi dei veicoli di almeno il 25%.
È poi arrivato il via libera di Banca d'Italia all’offerta pubblica di acquisto promossa da Banco Bpm Vita su Anima Holding. Il nulla osta è «senza prescrizioni, condizioni o limitazioni». Quindi, la condizione di efficacia all’offerta si considera avverata.
Restando nel comparto bancario, Aurelia, società del gruppo Gavio che aderisce al patto di consultazione tra i soci di Mediobanca, ha acquistato il 4 marzo 25.000 azioni della banca al prezzo medio di 16,76 euro. In più, ha venduto ulteriori opzioni put con scadenza al 21 marzo 2025, con sottostante 125.000 azioni al prezzo medio di 0,281 euro, e opzioni put con scadenza al 17 aprile 2025 con sottostante 250.000 azioni al prezzo medio di 0,459 euro.
Da monitorare anche Tim che riunisce il cda sul bilancio 2024 (i dati preliminari sono già stati comunicati a febbraio). Li ha pubblicati il 4 marzo Campari, evidenziando un ebitda rettificato 2024 pari a 733 milioni di euro. Il 2025 sarà un anno di transizione dopo aver registrato un calo del 2,5% dell'ebit adjusted a livello organico, nella prima serie di risultati approvati sotto il nuovo ad, Simon Hunt. Post conti, Barclays ha tagliato il target price sul titolo da 7,8 a 7,6 euro (rating equal weight). Lo stesso broker è intervenuto su Nexi, abbassando il target price da 5,1 a 4,9 euro (rating underweight).
Invece, Inwit ha previsto un nuovo piano di buyback da 400 milioni di euro entro 12 mesi e ha proposto il pagamento di un dividendo straordinario di 0,2147 euro per azione, pari a circa 200 milioni di euro a novembre 2025.
Inoltre, Tenaris ha annunciato di aver completato il programma di riacquisto di azioni proprie fino a 700 milioni di dollari. Il produttore di tubi in acciaio ha riacquistato 36.862.132 azioni ordinarie, pari al 3,17% del capitale sociale, a partire dall'11 novembre 2024, per un corrispettivo complessivo di 668,2 milioni di euro (700 milioni di dollari). Tenaris ha dichiarato di avere l'intenzione di annullare le azioni riacquistate a tempo debito.
Quanto a Maire, il giusto valore per quotare la controllata Nextchem, a capo della business unit Sustainable technology solutions, è intorno a 2 miliardi di euro., secondo il ceo, Alessandro Bernini. Quanto ai dazi di Trump, per il ceo di Maire, «stante la geografia dei dazi sul nostro business ha effetti zero. Non cambia la nostra strategia».
Infine, si segnala che a mercato chiuso è previsto l’annuncio della revisione trimestrale degli indici di Piazza Affari che sarà effettiva dal 24 marzo. Nell’indice delle blue chip, il Ftse Mib, non sono previsti cambiamenti, mentre nel mid cap dovrebbero entrare Txt e-solutions e Rcs al post di Safilo e Tinexta. (riproduzione riservata)