Giornata di vendite sulle borse europee con Piazza Affari che lascia a terra l’1,3% a 34 mila punti, seguita da Francoforte in calo dell’1,2% e Parigi dell’1,11% mentre Londra scivola dello 0,85%. Direzione completamente opposta quella di Wall Street, dove il Dow Jones sale dello 0,9%, l’S&P dell’1,2% e il Nasdaq dell’1,4%. Stabile sul valutario l’euro contro il dollaro a 1,084, mentre in campo obbligazionario lo spread tra Btp e Bund risale a 139 punti.
A Milano poche le blue chip in positivo. In controtendenza Eni (+1,04%). Il cda del gruppo ha deliberato di sottoporre all'assemblea degli azionisti del 15 maggio un nuovo programma di buyback per un periodo fino alla fine di aprile 2025; l'ammontare da 1,1 miliardo di euro potrà essere incrementato, fino a un massimo complessivo di 3,5 mld. Nella delibera si è inclusa la proposta per la realizzazione del piano di azionariato diffuso per i dipendenti (Pad). In salita anche Leonardo Spa (+0,82%), Iveco (+0,18%) e Ferrari (+0,1%). Vendite su tutte le altre blue chip. Male le banche: B.Mps -3,13%, Banco Bpm -1,14%, Pop Sondrio -2,15%, Bper -1,08%, Intesa Sanpaolo -1,65%, Mediobanca -0,83%, Unicredit -1,55%. Focus anche su A2A (-2,03%) che ha rafforzato i piani di welfare con il progetto A2A Life Caring, un piano a supporto della genitorialità dei dipendenti che prevede investimenti per 120 milioni di euro al 2035.
Seduta da archiviare per le borse europee contagiate dalla direzione che potrebbe prendere la politica monetaria negli Stati Uniti. Non aiutano intanto le tensioni geopolitiche. A spaventate sono state le dichiarazioni da falco del presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, che sono tornate a mettere in discussione i tempi del previsto tagli dei tassi di interesse. Così in Europa il Ftse Mib di Piazza Affari perde l’1,5%, Francoforte l’1,3%, Parigi l’1,3%, Londra lo 0,8%. Dall’altra parte dell’oceano apre in cauto rialzo Wall Street (-+,12% il Dow Jones, +0,4% l’S&P 500 e +0,45% il Nasdaq). Sul fronte macroeconomico, l’economia statunitense ha creato più posti di lavoro del previsto il mese scorso, segnalando che il mercato del lavoro rimane robusto. A marzo, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del Lavoro, sono stati creati 303 mila posti, il massimo in 10 mesi, rispetto ai 270 mila di febbraio e alle aspettative del mercato di 200 mila. Le retribuzioni orarie medie sono cresciute dello 0,3% su base mensile, come da attese, rispetto allo 0,2% rivisto di gennaio. Il tasso di disoccupazione, nel frattempo, è sceso al 3,8% dal 3,9% del mese precedente, rimanendo al di sotto del 4% per 26 mesi consecutivi, il periodo più lungo dalla fine degli anni ‘60.
Nonostante i futures di Wall Street positivi (+0,28% quello sul Dow Jones e +0,30% quello sull’S&P500), i mercati azionari europei restano in forte ribasso a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente (l’oro si è risvegliato: +0,12% a 2.311 dollari l’oncia). Il Dax perde l’1,41%, il Cac40 l’1,41%, il Ftse100 lo 0,95% e il Ftse Mib l’1,71% a 33.864 punti alle 13:40 con tutte le banche sotto pressione, in particolare Mps e Intesa Sanpaolo che arretrano di oltre il 3%. Sale solo Eni (+0,94%). Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione nella quale ha chiesto che Israele sia ritenuto responsabile di eventuali crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nella Striscia di Gaza. A votare a favore sono stati 28 Paesi, mentre 13 si sono astenuti e sei hanno votato contro la risoluzione. Mentre gli Stati Uniti hanno accolto con favore gli ultimi impegni di Israele per consentire l'ingresso di maggiori aiuti umanitari a Gaza. In attesa dei dati sul mercao del lavoro Usa, l’euro recupera sul dollaro quota 1,083 anche se le vendite al dettaglio dell'Eurozona sono scese dello 0,5% a livello mensile a febbraio. Su base annua, sono diminuite dello 0,7%. La lettura ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano un +0,3% anno su anno. Lo spread Btp/Bund resta oltre 140 a 141,2 punti base.
I mercati azionari europei accelerano al ribasso (Dax -1,47%, Cac40 -1,49%, Ftse100 -1,05% e Ftse Mib -1,68% a 33.875 punti alle 11 con tutte le banche sotto pressione insieme a Stellantis, -2,02%, Iveco, -2,5%, e Generali -1,77%) con il conflitto mediorientale che ha subito un'ulteriore escalation dopo l'attacco israeliano al consolato iraniano di Damasco e gli Emirati Arabi Uniti che hanno annunciato la sospensione di tutti i rapporti diplomatici con Israele. Inoltre, gli attacchi ucraini ai siti di raffinazione russi sono proseguiti e i prezzi del petrolio salgono (Brent +0,14% a 90,78 dollari al barile), mentre quelli dell'oro rimangono relativamente invariati a 2.307 dollari l’oncia (-0,04%).
«La traiettoria al rialzo dei prezzi dell'oro negli ultimi due mesi può essere attribuita all'accresciuta instabilità geopolitica e alle previsioni di tagli dei tassi della Federal Reserve nella prima metà dell'anno. Alla luce di questi fattori, la pubblicazione odierna dei dati sull'occupazione negli Stati Uniti ha un peso significativo, in quanto potrebbe affermare la recente posizione da falco della Fed, a favore di un aumento sostenuto dei tassi, oppure alterare questa traiettoria, riaccendendo le aspettative di un primo taglio dei tassi a giugno», sottolinea Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Quest’interazione si ripercuoterà sull'andamento del dollaro e di conseguenza sull'oro, data la loro relazione inversamente correlata. Un solido rapporto sull'occupazione che convalidi la forza dell'economia americana potrebbe attenuare la spinta al rialzo dei prezzi dell'oro. Al contrario, un dato poco brillante sull'occupazione, che indichi un calo nella creazione di nuovi posti di lavoro, potrebbe indebolire il biglietto verde e fornire uno sfondo favorevole al prezzo dell'oro». Lo spread Btp/Bund sale a 142 punti base.
L’escalation delle tensioni in Medio Oriente fa cadere le borse europee in apertura. Francoforte flette dell’1,12%, Parigi dell’1,24%, Londra dello 0,93% e Milano dell’1,31% a 34.004 punti. A pesare è anche la possibilità che non ci siano tagli dei tassi in Usa (il rendimento del Treasury Usa sale al 4,3%), cosa che ha fatto cadere Wall Street il 4 aprile (futures sul Dow Jones +0,16% e sull’S&P500 +0,22%). I commenti del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo cui il Paese farà del male a «chiunque ci danneggi o abbia intenzione di danneggiarci», hanno alimentato i timori di un allargamento del conflitto. Israele si sta preparando alla possibilità di una rappresaglia per il presunto attacco aereo israeliano di lunedì all'ambasciata iraniana. Di riflesso, i prezzi del petrolio continuano a salire (Brent +0,54% a 91,14 dollari al barile) per le possibili ulteriori interruzioni dell'approvvigionamento di greggio.
In campo valutario, l’euro cede lo 0,04% a 1,083 dopo che a febbraio gli ordini all'industria tedeschi sono aumentati meno del previsto: +0,2% rispetto al mese precedente. Gli economisti avevano stimato un incremento dello 0,8%. In questo quadro, lo spread Btp/Bund riparte da 142,11 punti base con il rendimento del Btp decennale al 3,72%. Questa sera a mercati chiusi il Tesoro rende noti i dettagli dell'asta di Bot a 12 mesi in agenda per mercoledì 10 marzo. Secondo Unicredit Research l'offerta sarà di 7,5 miliardi.
Sul listino milanese tra le blue chip si salvano dalle vendite solo Hera (+0,25% a 3,186 euro) ed Eni (+1,11% a 15,51 euro) che proporrà all'assemblea degli azionisti del 15 maggio l'adozione di un piano di azionariato diffuso per i dipendenti. inoltre, lancerà quest'anno un nuovo piano di buyback da 1,1 miliardi di euro che potrà essere incrementato fino a 3,5 miliardi. Il cda ha anche deliberato la possibile emissione di uno o più bond da collocare presso investitori istituzionali, fino a 5 miliardi di euro, o del valore equivalente in altra valuta entro il 31 marzo 2026. Infine, secondo MF-Milano Finanza, Eni ha incassato lo scorso anno circa 895 milioni di dollari di dividendi dalla joint venture Azule Energy, nata ad agosto 2022 dall'unione dei business locali di Eni e Bp nell'oil & gas in Angola.
Pesanti le banche, soprattutto Banco Bpm (-2% a 6,2 euro). Tra gli assicurativi, Generali perde lo 0,95% a 22,94 euro anche se Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 24,40 euro, invece Barclays ha alzato il prezzo obiettivo a 20,5 euro. Tra gli industriali, Stellantis è il peggiore con un -2,14%. Ancora vendite su Tim (-1,88% a 0,2242 euro) che ha ottenuto un finanziamento ponte da 1,5 miliardi di euro.
Nel lusso, focus su Tod’s (stabile sul prezzo dell’opa a 43 euro) dopo che il fondo L Catterton ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per il lancio dell'offerta volontaria totalitaria. Invece, Cdp potrebbe valutare l'acquisizione di una quota di Rai Way (-0,39% a 5,05 euro) se si presenteranno le condizioni, come ha detto l'ad, Dario Scannapieco. Quanto alla Juventus (-0,21% a 2,11 euro), dopo l'offerta in borsa dei diritti inoptati, l'aumento di capitale da 200 milioni si è chiuso con l'integrale sottoscrizione delle nuove azioni.
Infine, sale dell’1,46% a 10,45 euro Intred che ha perfezionato il closing dell’acquisizione del 100% del capitale sociale di Connecting Italia annunciata lo scorso 29 gennaio. Del corrispettivo previsto di 3,60 milioni per acquisire il 100% dell’asset, Intred ha corrisposto 3,25 milioni, cifra che sarà oggetto di successivo aggiustamento sulla base della posizione finanziaria netta calcolata alla data del 4 aprile 2024. Nel 2023 Connecting Italia ha generato ricavi pari a 2,8 milioni e una posizione finanziaria netta positiva per 0,2 milioni.
Si preannuncia un venerdì nero per le borse europee. A causa dei timori di un allargamento del conflitto in Medio Oriente, con tutti gli occhi puntati su Israele e Iran, e della possibilità che non ci siano tagli dei tassi in Usa, cosa che ha fatto cadere Wall Street, il future sull’Eurostoxx50 perde l’1,35%. Gli Stati Uniti sono «molto preoccupati», ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, per le minacce di ritorsioni da parte dell'Iran contro Israele dopo l'attacco israeliano contro una struttura diplomatica iraniana a Damasco e della possibilità di un conflitto su vasta scala. «In effetti, una delle cose di cui hanno parlato il primo ministro israeliano e il presidente Joe Biden è stata proprio questa», ha aggiunto.
Mentre il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha detto che potrebbe non essere necessario alcun taglio dei tassi nel 2024: «se continuiamo a vedere l'inflazione muoversi lateralmente, allora mi chiedo se sia necessario fare quei tagli dei tassi", ha affermato Kashkari durante un'intervista a Pensions & Investments. «C'è molto slancio nell'economia in questo momento». Se l'inflazione continuasse a essere più forte di quanto sperato, ha previsto che la Fed manterrà il suo tasso di riferimento nell'attuale intervallo 5,25%-5,50% per un periodo di tempo più lungo. Se ciò non dovesse funzionare, ulteriori aumenti dei tassi non sono «fuori discussione, ma non sono nemmeno uno scenario probabile alla luce di ciò che sappiamo in questo momento», ha concluso Kashkari.
Viaggiano in territorio positivo i futures sugli indici statunitensi (+0,11% quello sul Dow Jones e +0,21% quello sull’S&P500). Le azioni statunitensi hanno, comunque, chiuso il primo trimestre del 2024 in modo forte: l'S&P 500 ha registrato un aumento del 10,2%, superando per la prima volta i 5.200 punti a marzo. «L'inizio dell'anno è stato eccezionale e ha proseguito il rally di fine 2023, portando così a un aumento cumulativo del 22,5% nei due trimestri consecutivi. Dal 1950, quando l'S&P 500 ha registrato aumenti in trimestri consecutivi con un avanzo combinato superiore al 20%, le azioni sono salite nei successivi 12 mesi nel 77,3% dei casi, con un rendimento medio del 9,8%», osserva Antonio Tognoli di Cfo Sim.
L’euro perde lo 0,09% a 1,082 dollari in attesa di una manciata di dati macro, comunque importanti, soprattutto lato Usa. Alle 8 gli ordini del settore manifatturiero a febbraio della Germania (precedente: -11,3% mese su mese), alle 11 le vendite al dettaglio a febbraio dell’Eurozona (precedente: +0,1% mese su mese) e alle 14:30 i non farm payroll a marzo (precedente: +275.000), il tasso disoccupazione a marzo (precedente: 3,9%) e la retribuzione media oraria sempre a marzo degli Stati Uniti (precedente: +4,3% anno su anno). Pubblicato il 4 aprile, il Pmi composito di marzo dell’Europa è risultato maggiore delle attese e finalmente oltre la soglia che indica recessione, fissata a 50 punti (50,3 punti contro 49,9 atteso e 49,2 a febbraio). Meglio delle attese anche il Pmi servizi (51,5 punti, 50,2 a febbraio). Sul fronte Usa si segnalano le maggiori richieste settimanali di sussidi di disoccupazione rispetto alle attese (221 mila contro 213 mila) e rispetto alla scorsa settimana (212 mila).
Per quanto riguarda, poi, le materie prime, i prezzi del petrolio sono sui massimi degli ultimi cinque mesi (Wti +0,24% a 86,80 dollari al barile e Brent +0,44% a 91,06 dollari al barile) e si avvicinano verso la settimana migliore degli ultimi due mesi (tra il +4,5% e il +5%), a causa dei timori di una guerra tra Israele e l’Iran. Se così fosse, ci sarebbero ulteriori interruzioni dell'approvvigionamento di petrolio dopo che il principale produttore, la Russia, ha tagliato la produzione e dopo che l’Opec+ ha mantenuto l'attuale ritmo di tagli alla produzione. Invece, gli appelli statunitensi per un cessate il fuoco a Gaza sono rimasti inascoltati. Mentre sul fronte della domanda, il miglioramento dei dati macroeconomici della Cina, principale importatore, ha reso gli operatori più ottimisti circa l'aumento delle importazioni di petrolio nel Paese quest'anno.
Sul listino milanese attenzione a Eni che proporrà all'assemblea degli azionisti del 15 maggio l'adozione di un piano di azionariato diffuso per i dipendenti. inoltre, lancerà quest'anno un nuovo piano di buyback da 1,1 miliardi di euro che potrà essere incrementato fino a 3,5 miliardi. Il cda ha anche deliberato la possibile emissione di uno o più bond da collocare presso investitori istituzionali, fino a 5 miliardi di euro, o del valore equivalente in altra valuta entro il 31 marzo 2026. Infine, secondo MF-Milano Finanza, Eni ha incassato lo scorso anno circa 895 milioni di dollari di dividendi dalla joint venture Azule Energy, nata ad agosto 2022 dall'unione dei business locali di Eni e Bp nell'oil & gas in Angola. Tra gli assicurativi, occhio a Generali: Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 24,40 euro, invece Barclays ha alzato il prezzo obiettivo a 20,5 euro.
Nel lusso, focus su Tod’s dopo che il fondo L Catterton ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per il lancio dell'offerta volontaria totalitaria. Invece, Cdp potrebbe valutare l'acquisizione di una quota di Rai Way se si presenteranno le condizioni, come ha detto l'ad, Dario Scannapieco. Quanto alla Juventus, dopo l'offerta in borsa dei diritti inoptati, l'aumento di capitale da 200 milioni si è chiuso con l'integrale sottoscrizione delle nuove azioni.
Infine, Intred ha perfezionato il closing dell’acquisizione del 100% del capitale sociale di Connecting Italia annunciata lo scorso 29 gennaio. Del corrispettivo previsto di 3,60 milioni per acquisire il 100% dell’asset, Intred ha corrisposto 3,25 milioni, cifra che sarà oggetto di successivo aggiustamento sulla base della posizione finanziaria netta calcolata alla data del 4 aprile 2024. Nel 2023 Connecting Italia ha generato ricavi pari a 2,8 milioni e una posizione finanziaria netta positiva per 0,2 milioni. (riproduzione riservata)