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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude la seduta invariato. In cima Tim e Fineco. Male Mps e Saipem
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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude la seduta invariato. In cima Tim e Fineco. Male Mps e Saipem

04 settembre 2023, 07:13 Ultimo aggiornamento: 18:32

I mercati azionari del Vecchio Continente chiudono in leggero rosso con Wall Street chiusa per festività. A Piazza Affari salgono Tim e Fineco, male le banche e Saipem. L’euro torna sotto quota 1,08 dollari. Spread su a 170 punti | Ftse Mib future: spunti operativi per lunedì 4 settembre | Il calendario macro di oggi | «Ora più privatizzazioni per modernizzare l’Italia». Intervista al vice premier Antonio Tajani

Dopo un avvio sopra la parità il Ftse Mib termina la seduta piatto. Alle 17:30 Piazza Affari chiude a 28.647 punti, invariato, con il controvalore degli scambi pari a 1,37 miliardi, in calo dai 2,996 miliardi di venerdì 1 settembre. La stessa sorte tocca anche agli altri listini europei: con Wall Street chiusa il Dax cede lo 0,1%, il Cac 40 lo 0,25% e il Ftse 100 lo 0,2%. Il peggiore è l’Ibex 35, che perde lo 0,3%.

Sul listino milanese i più in difficoltà sono i titoli delle banche: Mps segna il -3,7% dopo lo scontro in maggioranza sui tempi della cessione della quota in mano pubblica (circa il 64%), mentre Banco Bpm perde l’1,25%. Soffre pure Saipem, che cede il 2,3% % in scia alla diluzione del numero di azioni in circolazione dopo l’emissione nei giorni scorsi di obbligazioni equity linked. Infine Prysmian segna il -1,2%.

Il migliore titolo di giornata invece è Tim (+3,5%), galvanizzato dalle nuove indiscrezioni sui contatti sempre più stretti tra il Mef e Kkr in vista della presentazione dell’offerta congiunta sulla rete unica. Seguono da Finecobank (+2,1%), Pirelli e Cnh (+0,9% entrambi). Lo spread Btp-Bund chiude in rialzo a 170 punti, mentre l’euro resta sotto quota 1,08 dollari.

Ore 16:00. Il Ftse Mib riduce i guadagni. Christine Lagarde (Bce) fa mea culpa: abbiamo sottovalutato l’inflazione

Piazza Affari riduce i guadagni. Alle 16:00 il Ftse Mib sale dello 0,25% guidato da Tim (+3,84%). Dietro la tlc si piazzano Finecobank (+2,55%), Campari (+1,3%) e Stm (+0,8%). Il titolo peggiore invece è Mps (-3,16%), seguito da Saipem (-1,76%), Banco Bpm (-1,42%) e Bper Banca (-0,54%). Anche le altre borse europee proseguono la seduta sopra la parità, ma restano deboli: il Dax, il Cac 40 e il Ftse 100 salgono dello 0,1%. Unica eccezione, l’Ibex 35, che cede lo 0,2%. Le parole della presidente della Banca Centrale Europea sgonfiano gli indici del Vecchio Continente. 

Christine Lagarde dichiara che la Bce riuscirà a riportare tempestivamente l’inflazione al 2%. Aggiunge inoltre che sarà cruciale mantenere saldamente ancorate le aspettative sui prezzi. Lagarde comunque fa mea culpa e riconosce che, «come altre banche centrali, abbiamo sottovalutato sia la dinamica dell’inflazione sia la sua persistenza. Tuttavia, abbiamo apportato modifiche al nostro processo di previsione per affrontare questi problemi. Sebbene l’inflazione sia in calo, è probabile che una comunicazione efficace rimanga di fondamentale importanza anche dopo la fine dell’attuale picco inflazionistico». Dopo le parole di Lagarde l’euro torna sotto quota 1,08 a 1,789 dollari, mentre lo spread tra Btp e Bund decennali sale a 170 punti.

Ore 14:15. Il Ftse Mib consolida sopra 28.700 con Tim e Fineco. L’euro rivede quota 1,08 dollari

I mercati azionari del Vecchio Continente si mantengono in territorio positivo. Con Wall Street chiusa per festività, il Dax avanza dello 0,32%, il Cac40 dello 0,29%, il Ftse100 dello 0,37% e il Ftse Mib dello 0,40% a 28.765 punti alle 14:15, sostenuto da Tim (+3,26%) e FinecoBank (+2,15%), viceversa sono deboli le banche, Poste Italiane e Saipem. L’euro accelera al rialzo dello 0,36% a 1,08 dollari anche se il Pil della Svizzera è rimasto stagnante nel secondo trimestre del 2023. Secondo i dati rivisti al rialzo, la crescita si è fermata allo zero rispetto al trimestre precedente, dopo essere salita dello 0,9% nei primi tre mesi del 2023. Invece, in Turchia l'inflazione ha raggiunto il 58,9% su base annua ad agosto, il livello più alto dalla fine del 2022. L'aumento dei prezzi al consumo, alimentato dal deprezzamento della lira turca, si è attestato al 9,1% su un mese.

Ore 11:40 Il morale degli investitori della zona euro peggiora a settembre per colpa della Germania, ma gli indici europei continuano a salire

I mercati azionari europei viaggiano in territorio positivo anche senza la bussola di Wall Street, chiusa per festività. Il Dax sale dello 0,60%, il Cac40 dello 0,76%, il Ftse100 dello 0,68% e il Ftse Mib dello 0,76% a 28.867 punti, grazie allo sprint di Banca Mediolanum, Fineco e Tim, anche se il morale degli investitori nella zona euro è calato più del previsto a causa della debolezza economica della Germania.

L'indice Sentix per la zona euro è sceso a -21,5 punti a settembre da -18,9 ad agosto, al di sotto della stima di -20 di un sondaggio Reuters tra gli analisti. «La situazione in Germania rimane particolarmente precaria. Qui stiamo misurando la situazione più debole da luglio 2020, quando l'economia è stata rallentata dal primo lockdown contro il coronavirus», ha detto l'amministratore delegato di Sentix, Manfred Huebner. «La Germania pesa anche sull'economia dell'intera zona euro. Il punto critico verso una recessione globale è meno lontano di quanto si possa pensare». Lo spread Btp/Bund resta intorno a quota 169 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 4,25% e l’euro si conferma in rialzo sul dollaro. Tra le materie prime, invece, il prezzo del gas scende del 3,47% a 34,38 euro a MWh e quello del Brent è stabile a 88,62 dollari al barile.

Ore 10:20 L’export della Germania cala a luglio, il Dax resta in rialzo. Spread Btp/Bund a 169

Restano in rialzo le Borse europee, anche Francoforte (+0,53%) nonostante il calo dell’export a luglio. La bilancia commerciale della Germania, in termini destagionalizzati, ha registrato a luglio un surplus di 15,9 miliardi di euro. Più nel dettaglio, le esportazioni tedesche sono calate dello 0,9% a livello mensile a 130,4 miliardi di euro. Viceversa, le importazioni sono aumentate dell'1,4% a livello congiunturale a 114,5 miliardi di euro. «Con il calo delle vendite al dettaglio della scorsa settimana e i deludenti dati sulle esportazioni di oggi, il terzo trimestre dell'economia tedesca è iniziato su basi molto deboli, il che suggerisce che il rischio per la Germania di scivolare nuovamente nella contrazione rimane elevato», avvertono gli esperti di Ing citati dall’agenzia MF Newswires. Dopo questo dato, l’euro sale dello 0,34% a 1,079 dollari. Mentre lo spread Btp/Bund staziona a quota 169 punti base. Anche l’indice Ftse Mib prosegue la seduta in crescita (+0,78% a 28.873 punti) con Banca Mediolanum, FinecoBank, Leonardo, Moncler, Pirelli, Tim, Stm e Unicredit tutte in rialzo di oltre un punto percentuale.

Ore 09:05 Il Ftse Mib sale con le banche e Tim. Spread a 169 in attesa di Christine Lagarde

Le borse europee salgono in avvio di seduta (+0,3% il Dax, +0,56% il Cac40, +0,58% il Ftse100 e +0,61% a 28.826 punti il Ftse Mib), in scia a quelle cinesi che hanno beneficiato di un nuovo pacchetto di stimolo per alleggerire la crisi immobiliare, orfane di Wall Street, chiusa per festività. Il mese di settembre sarà molto importante per capire la direzione dei listini nell’ultima parte dell’anno. Il 14 settembre si riunirà la Bce e il 20 settembre la Fed per decidere sui tassi di interesse. «Scontato (la probabilità sfiora il 100%) che Jerome Powell si prenderà una pausa, più incerta la situazione in Europa dove la recessione si fa sempre più concreta ma l’inflazione scende troppo lentamente», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Con un gap di 100 punti base tra le due politiche monetarie, possibile quindi che Christine Lagarde (previsto un intervento alle 15:30, ndr) si lasci prendere la mano e alzi i tassi di 25 punti. Si spera per l’ultima volta». In attesa, lo spread Btp/Bund sale a 169 punti base e il rendimento del Btp 10 anni al 4,23%. Stamani la Francia offre in asta 300-700 milioni di Btf 27/9/2023, 1,8-2,2 miliardi di Btf 6/12/2023, 1,3-1,8 miliardi di Btf 7/2/2024 e 1,6-2 miliardi di Btf 7/8/2024. Invece, la Germania, Tesoro offre 2 miliardi di Bubill 13/12/2023 e 3 miliardi di Bubill 19/6/2024.

Con l’autunno ricomincia la sfida tra cedole e dividendi

I primi otto mesi dell’anno sono stati tra i migliori della storia per le principali borse mondiali e Piazza Affari si è messa in luce posizionandosi nei primi tre posti per performance. «Il passo indietro di agosto non ha messo in discussione il trend rialzista di fondo anche se i più recenti dati macroeconomici iniziano a mostrare concreti segnali di recessione», spiega Barini. Ma in attesa del cambio di stagione le principali società quotate hanno messo abbastanza fieno in cascina, chiudendo i primi sei mesi dell’anno con risultati record. «Per questo la prospettiva di un’altra generosa stagione di dividendi non è ancora al momento messa in discussione. Nello stesso tempo, la politica dei tassi “più alti più a lungo” messa in campo da Fed e Bce continua a mantenere le cedole della maggior parte dei titoli di Stato, soprattutto sulle poco rischiose brevi scadenze, su livelli attraenti», continua l’esperto di Integrae Sim. Gli operatori hanno quasi l’imbarazzo della scelta tra azionario e obbligazionario per estrarre dal portafoglio rendimenti positivi dopo un lungo periodo di tassi reali negativi. «Anche al netto dell’impatto fiscale, che lo ricordiamo nel caso dei dividendi è più del doppio rispetto alle cedole dei titoli di Stato, il rendimento offerto dalle azioni sfiora la doppia cifra, anche se con un profilo di rischio molto più elevato. Intesa Sanpaolo, ad esempio», cita Barini, «nell’ipotesi in cui le stime di profitto degli analisti per l’anno in corso vengano confermate, ai prezzi attuali, offre un rendimento superiore all’8% sulla cedola di prossima distribuzione. E come accade oramai da diversi anni, diverse blue chip anticiperanno parte dei coupon tra il mese di settembre e dicembre: ad esempio Eni, STMicroelectronics, Banca Mediolanum, Intesa Sanpaolo, Porte Italiane, e Terna».

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A Milano bene le banche, Tim ed Enel

Sul listino milanese spicca il +1,46% a 0,2987 euro di Tim. L’ingresso del Mef nella partita per Netco può accelerare gli investimenti per la realizzazione della rete di fibra ottica e per la connettività in Italia, «una necessità per rendere il nostro paese più competitivo e nel contempo salvaguardare i livelli occupazionali», ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, a margine del Forum Ambrosetti, a Cernobbio. Quanto alla possibilità di affiancare al Mef altri soci, Urso non lo ha escluso: «Ovviamente auspichiamo una compagine sempre più significativa e forte.

Tra le banche, invece, Mps spunta un +0,95% a 2,55 euro perché l’uscita del Tesoro sembra più vicina. «Sul Monte dei Paschi di Siena si deve procedere con la privatizzazione, lo Stato non deve fare il banchiere. Prima si fa e meglio è, ma le proposte devono venire dal ministro Giorgetti. Mi pare che sia una scelta che va nella giusta direzione», ha dichiarato Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, a margine del Forum Ambrosetti, a Cernobbio. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha però precisato: «risolveremo senza farci dettare i tempi da nessuno e tanto meno dalla fretta per quanto riguarda il sistema bancario».

Più defilato Banco Bpm (+0,32% a 4,38 euro) che ha dichiarato di non essere interessato a operazioni di M&A e ha ribadito la strategia stand alone, già più volte comunicata e che sarà il presupposto del piano industriale di fine anno. Giovedì scorso Giorgetti non ha escluso la possibilità di nuove privatizzazioni di aziende partecipate dallo Stato. Oltre al 64% di Mps lo stato detiene a attualmente quote in società quotate come Enav (53,28%). Enel (23,59%), Eni (4,34%, oltre al 25,76% attraverso Cdp), Leonardo (30,20%), Poste Italiane (29,26% oltre al 35% attraverso Cdp).

Intanto, Enel (+0,65% a 6,19 euro) ha confermato di voler installare entro il 2024 1.700 megawatt di batterie per lo stoccaggio di energia. Lo ha sottolineato Nicola Lanzetta, direttore Italia del gruppo Enel, a Cernobbio per il Forum Ambrosetti. «Noi abbiamo l'impegno di installare, entro il 2024, 1.700 megawatt di batterie. Stiamo andando avanti e siamo in piano», ha detto, spiegando che «già oggi c'è qualche centinaio di megawatt in esercizio, per cui sono numeri importanti, ma contiamo di raggiungere» i 1.700 MW «anche perché c'è un impegno nei confronti del capacity market: se uno vince le aste, le deve realizzare». Le installazioni sono partite, ma come ogni apparato industriale, c'è un periodo di costruzione, «la grandissima parte è già in costruzione, l'esercizio poi deve avvenire nel 2024-2025», ha puntualizzato Lanzetta.

Invece, Eni (+0,37% a 14,59 euro) e i suoi partner sono intenzionati a iniettare nuovi investimenti in Egitto nei prossimi quattro anni, per un valore di 7,7 miliardi di dollari, frutto dell’impegno dell’azienda energetica italiana di potenziare i suoi progetti di successo in Egitto, secondo quanto ha riferito la presidenza egiziana dopo un incontro al Cairo tra l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e il ministro del petrolio, Tarek El-Molla. (riproduzione riservata)

Ore 07:50 Europa attesa in rialzo. Wall Street chiusa per il Labor Day

Le borse europee sono attese in leggero rialzo (+0,35% il future sull’Eurostoxx50) con Wall Street chiusa per il Labor Day. L’euro sale dello 0,21% a 1,078 dollari in attesa di due soli dati macro: la bilancia commerciale della Germania (precedente: 18,7 miliardi di euro) e l'indice Sentix, barometro del morale degli investitori della zona euro. La mediana delle attese raccolte da Reuters scommette su un lieve deterioramento a -19,7 rispetto a -18,9 di agosto. Si tratta del primo indicatore sul mese di settembre, dopo il quadro scoraggiante dipinto dai Pmi di agosto. 

Digerita la prima lettura dell'inflazione della zona euro di agosto, nella seduta di venerdì si sono vistosamente ridotte le scommesse di un rialzo dei tassi da parte della Bce nel consiglio di settembre, scontate intorno al 20% rispetto al 60% del giorno prima. Utili in questo senso gli spunti che potrebbero giungere dall'intervento alle 15:30 della presidente Bce, Christine Lagarde, e di alcuni consiglieri del board della Bce a partire dal primo pomeriggio.

Dati macro che traghettano verso la riunione della Bce del 14 settembre

«La settimana non è particolarmente densa di dati quella che precede il meeting della Bce, fissato per il 14 settembre», afferma Antonio Tognoli di Cfso Sim. Sono attesi alle 10:00 di domani, 5 settembre, il Pmi composito e l’indice dei direttori degli acquisti di agosto dell’Europa (stima 47 punti contro 48,6 di luglio e 48,3 punti contro 50,9 di luglio rispettivamente). Alle 11:30 parlerà Wuermeling, membro della Buba che dovrebbe meglio precisare l’andamento dell’economia tedesca. Mercoledì alle 8:00 è la volta della variazione alle fabbriche della Germania di luglio, prevista in flessione al -5% (7% a giugno).

Giorgetti: manovra prudente

Venerdì scorso la seconda lettura del Pil italiano del secondo trimestre del 2023 è stata peggiorativa rispetto al dato preliminare del 31 luglio (-0,4% contro -0,3%) e porta l’incremento in ragione d’anno a +0,4% dal +0,6%. Nonostante la frenata, il ministro Giorgetti ha detto da Cernobbio che l'esecutivo pensa di mantenere le previsioni di crescita dell'1% quest'anno anche se «è evidente che le variabili esterne sono mutate», ribadendo il concetto di una manovra prudente. Secondo una fonte, però, l'esecutivo sta iniziando a fare i conti con l'ipotesi che il rapporto deficit/Pil possa superare il target del 4,5% con il costo del Superbonus che si sta avvicinando ai 100 miliardi.

Dati sul mercato del lavoro Usa apparentemente contrastanti

Dati Usa del lavoro, invece, apparentemente contrastanti. Il dato degli occupati di agosto è risultato in crescita a 187mila (170mila stimato e 157mila a luglio), mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto al 3,8% dal 3,5% atteso e di luglio. «L’apparente contraddizione dipende dal fatto che il dato sulla disoccupazione misura la percentuale dei disoccupati sulla forza lavoro totale, che nel mese precedente hanno cercato attivamente un'occupazione», spiega Tognioli. «È possibile, infatti, che coloro i quali hanno cercato attivamente lavoro siano diminuiti a parità di disoccupati. Questo, tra l’altro, si inserisce nella diminuzione secolare della partecipazione al lavoro che ovviamente non c’entra con coloro i quali hanno trovato un’occupazione», precisa l’esperto di Cfo Sim, citando anche il Pmi manifatturiere di agosto più elevato delle stime (47,9 punti contro 47 atteso), ma inferiore al dato di luglio, par a 49 punti. «Se gran parte dei dati economici Usa sta evolvendo verso un rallentamento, il mercato del lavoro rimane molto forte e come sappiamo è l’ultimo a segnalare il rallentamento», conclude Tognoli.

Oro in rialzo oltre 1971 dollari l’oncia

Tra le materi prime, il prezzo del petrolio Wti è poco mosso a 85,58 dollari al barile (+0,04%) come quello del Brent a 88,51 dollari al barile (-0,05%). Meglio l’oro, in rialzo dello 0,21% a 1.971 dollari l’oncia.

A Milano attenzione a Mps, Banco Bpm, Enel ed Eni

Sul listino milanese attenzione a Mps perché l’uscita del Tesoro sembra più vicina. «Sul Monte dei Paschi di Siena si deve procedere con la privatizzazione, lo Stato non deve fare il banchiere. Prima si fa e meglio è, ma le proposte devono venire dal ministro Giorgetti. Mi pare che sia una scelta che va nella giusta direzione», ha dichiarato Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, a margine del Forum Ambrosetti, a Cernobbio. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha però precisato: «risolveremo senza farci dettare i tempi da nessuno e tanto meno dalla fretta per quanto riguarda il sistema bancario».

Banco Bpm ha dichiarato di non essere interessato a operazioni di M&A e ha ribadito la strategia stand alone, già più volte comunicata e che sarà il presupposto del piano industriale di fine anno. Giovedì scorso Giorgetti, non ha escluso la possibilità di nuove privatizzazioni di aziende partecipate dallo Stato. Oltre al 64% di Mps lo stato detiene a attualmente quote in società quotate come Enav (53,28%). Enel (23,59%), Eni (4,34%, oltre al 25,76% attraverso Cdp), Leonardo (30,20%), Poste Italiane (29,26% oltre al 35% attraverso Cdp).

Intanto, Enel ha confermato di voler installare entro il 2024 1.700 megawatt di batterie per lo stoccaggio di energia. Lo ha sottolineato Nicola Lanzetta, direttore Italia del gruppo Enel, a Cernobbio per il Forum Ambrosetti. «Noi abbiamo l'impegno di installare, entro il 2024, 1.700 megawatt di batterie. Stiamo andando avanti e siamo in piano», ha detto, spiegando che «già oggi c'è qualche centinaio di megawatt in esercizio, per cui sono numeri importanti, ma contiamo di raggiungere» i 1.700 MW «anche perché c'è un impegno nei confronti del capacity market: se uno vince le aste, le deve realizzare». Le installazioni sono partite, ma come ogni apparato industriale, c'è un periodo di costruzione, «la grandissima parte è già in costruzione, l'esercizio poi deve avvenire nel 2024-2025», ha puntualizzato Lanzetta.

Invece, Eni e i suoi partner sono intenzionati a iniettare nuovi investimenti in Egitto nei prossimi quattro anni, per un valore di 7,7 miliardi di dollari, frutto dell’impegno dell’azienda energetica italiana di potenziare i suoi progetti di successo in Egitto, secondo quanto ha riferito la presidenza egiziana dopo un incontro al Cairo tra l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e il ministro del petrolio, Tarek El-Molla. (riproduzione riservata)



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