Il Ftse Mib chiude a 37.736 punti, lasciando sul terreno il 3,4% in una giornata di sell-off generalizzato sui mercati. Il timore dei dazi introdotti dagli Stati Uniti, ufficialmente in vigore dal 4 marzo verso le merci provenienti da Messico e Canada, abbattono i titoli industriali. A Milano la peggiore è Stellantis (-10,2%) che tocca i minimi dalla quotazione post-fusione, seguita da Stm (-8,4%), Iveco (-7,7%) e Pirelli (-6%). Si salvano Inwit (+2,1% nel giorno del cda per i conti 2024) e i titoli del comparto energetico. In crescita lo spread Btp/Bund che sale a 114 punti.
Finiscono in rosso anche le altre borse europee. Francoforte cede il 3,3%, Parigi l’1,9% e Madrid il 2,7%. Male anche Wall Street: a due ore dall’apertura tutti e tre gli indici principali cedono oltre l’1%.
«Durante la sua prima riunione di gabinetto alla Casa Bianca, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti imporranno presto dazi del 25% sui prodotti europei, replicando la politica commerciale adottata con Canada e Messico», commenta Alberto Tocchio, head of Global Equites and Thematics di Kairos Partners sgr. «Le auto europee, in particolare quelle tedesche, sembrano il primo obiettivo, con possibili conseguenze anche per l’Italia. Il protezionismo statunitense avrà un impatto significativo su diversi settori, dall’agroindustria al farmaceutico, ma resta il dubbio sulla sostenibilità di una guerra commerciale simultanea con Unione Europea, Messico, Cina e Canada».
Anche Wall Street apre negativa in una seduta fin qui nera per i principali listini azionari, depressi dall’entrata in vigore dei dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a Canada e Messico. Alle 15:30 il Dow Jones perde il 0,7%, lo S&P 500 l’1% e il Nasdaq l’1,1%. Sul listino tecnologico, in particolare, l’indice scambia sotto il 10% rispetto ai massimi.
Il Ftse Mib continua a perdere terreno e, a due ore dalla fine delle contrattazioni, viaggia a 37.785 punti, in calo del 3,3%. Affondano i titoli industriali con Stellantis, maglia nera, che perde il 9,2%, Iveco il 7,7% e Stm il 6,1%. Controcorrente Inwit, in rialzo del 3% nel giorno dei conti 2024, e le società del settore energetico: Snam (+2%), Terna (+1,6%), Italgas (+0,5%). Spread Btp/Bund in aumento a 113 punti.
Con i futures statunitensi che accelerano al ribasso (-0,29% quello sul Dow Jones e -0,52% quello sull’S&P500 alle 15:05), a Milano l’indice Ftse Mib perde il 3% a 37.885 punti, trascinato dai forti cali dei titoli industriali per la paura dei dazi Usa, Stellantis (-8,5%) e Stm (-6,3%) in primis, e delle banche. Reggono le più difensive utilities e Inwit (+3,2%), quest’ultima in attesa della pubblicazione dei conti 2024. L’euro balza dell’1,98% a 1,054 dollari. Le vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi nella settimana al 1° marzo sono salite del 6,6% a livello annuale, secondo il Redbook Research Index. Le vendite erano cresciute del 6,2% anno9 su anno nella settimana precedente.
Seduta da dimenticare per Milano con l’indice Ftse Mib in picchiata del 2,8% a 38.010 punti alle 13:15 per i timori di un’escalation della guerra dei dazi. In netta difficoltà sul listino milanese i titoli industriali come Stellantis (-7,54%), Stm (-4,7%), Pirelli (-5%), Iveco (-5,5%), ma anche le banche e Tim (-3,39%). Tra i titoli minori Maire lascia sul terreno il 17,3% dopo i conti 2’24 e la presentazione del nuovo piano industriale 2025-2034, anno in cui il gruppo stima ricavi per oltre 11 miliardi di euro e un ebitda superiore a 1,1 miliardi, con un margine al 10%, grazie al crescente contributo delle tecnologie e dei progetti integrati ad alto valore aggiunto.
Lo spread Btp/Bund è fermo a 112,4 punti base. Secondo S&P il fabbisogno di finanziamento a lungo termine dei Paesi sovrani raggiungerà quota 12.300 miliardi di dollari nel 2025, proseguendo il costante aumento degli ultimi anni, alimentato dagli elevati disavanzi fiscali e dalle pressioni sulla spesa, anche per la difesa. Per quanto riguarda i Paesi europei con economie avanzate, la stima di S&P è che le emissioni rimangano stabili attorno al 3% del pil per un totale di 1,85 trilioni di dollari (1,87 trilioni un anno fa). Mentre l'indebitamento lordo è destinato a superare 1 trilione di quest'anno per la quarta volta dal 2020, invariato rispetto al massimo storico dell'anno scorso.
Ancora pesanti vendite sulle borse europee (Dax -1,96%, Cac40 -1,43%, Ftse100 -0,32% e Ftse Mib -2,69% a 38.016 punti, valore dello scorso 17 febbraio, alle 11:35 con le banche, Stellantis, Stm e Pirelli tra i titoli più venduti) dopo che sono entrati in vigore i dazi Usa del 25% sulle importazioni da Messico e Canada, insieme al raddoppio di quelli sulle merci cinesi al 20%, un'azione voluta dall'amministrazione Trump che potrebbe mettere a repentaglio quasi 2.200 miliardi di dollari annui in scambi commerciali. In risposta dal 4 marzo la Cina ha sospeso le qualifiche per l'importazione di soia da tre esportatori statunitensi (Chs, Louis Dreyfus Company Grains Merchandising ed Egt) e ha bloccato le importazioni di legname statunitense.
I futures statunitensi sono in leggero calo (-0,13%), l’euro continua a rafforzarsi nei confronti del dollaro, vale 1,050 (+1,63%), e il rendimento del Treasury Usa 10 anni cala al 4,16%, al 3,51% quello del Btp 10 anni. Nella settimana della Bce in Eurozona il tasso di disoccupazione è risultato stabile al 6,2% a gennaio con 10 milioni 655 mila disoccupati totali, 42 mila in meno rispetto a dicembre e 547 mila in meno su base annua. Nonostante la debolezza dell'economia, la disoccupazione in Europa si conferma così ai minimi storici.
L’indice Ftse Mib accelera al ribasso a causa delle tensioni commerciali, in linea con gli altri indici europei, e segna un calo dell’1,64% a 38.427 punti. Sell-off sulle banche, Eni, Saipem, Stm, Stellantis, Ferrari, Iveco, Pirelli. L’euro sfonda il muro di 1,05 e si porta a quota 1,0522 dollari (+1,78%). Lo spread Btp/Bund sale a 113 punti base con l’aumento delle spese per la difesa e la relativa necessità di debito.
Lato macro, in Italia a gennaio 2025, rispetto al mese precedente, la crescita degli occupati si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. L'aumento dell'occupazione: +0,6%, pari a +145mila unità, riguarda gli uomini e le donne, i dipendenti e gli autonomi, tutte le classi d'età ad eccezione dei 35-49enni tra i quali il numero di occupati è diminuito. Il tasso di occupazione è salito al 62,8% (+0,4 punti). Mentre il calo delle persone in cerca di lavoro (-0,6%, pari a -9mila unità) interessa gli uomini e tutte le classi d'età, con l'eccezione dei 25-34enni per i quali il numero di disoccupati è cresciuto; tra le donne il valore è rimasto stabile. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% (-0,1 punti), quello giovanile al 18,7% (-0,3 punti).
Borse europee in netto calo in avvio di seduta a causa dell’escalation della guerra commerciale. Il Dax perde l’1,06%, il Cac40 l’1,08%, il Ftse100 lo 0,55% e il Ftse Mib lo 0,98% a 38.685 punti.
Lo spread Btp/Bund sale a quota 112,28 punti base mentre potrebbe concretizzarsi l'emissione sindacata di un nuovo benchmark con scadenza giugno 2042 per cui il Belgio ha dato mandato il 3 marzo a un pool di banche. Inoltre, mentre il mercato si aspetta un nuovo trentennale tedesco, scrive Ifr, la Germania offre 4,5 miliardi nella riapertura del Bobl aprile 2030, in un clima di grande incertezza riguardo all'aumento delle spese per la difesa e alla relativa necessità di debito. Invece, Madrid colloca fino a 6,5 miliardi di titoli brevi.
Sul listino milanese Banco Bpm perde lo 0,43% a 9,706 euro dopo che l'ad di Unicredit (-1,48% a 51,2 euro), Andrea Orcel, ha incontrato il capo di gabinetto della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lunedì pomeriggio. Sempre nel pomeriggio si è tenuta a Palazzo Chigi la prima riunione del comitato tecnico golden power sull'offerta per il Banco.
Leonardo sale ancora del 2,55% a 45,92 euro dopo aver chiuso la seduta del 3 marzo in rialzo del 16,1% con il nuovo governo in Germania che avrebbe allo studio l'istituzione di due maxi fondi speciali per la difesa e le infrastrutture, rispettivamente, da 400 e 500 miliardi di euro.
Invece, a febbraio Stellantis, in flessione del 3,88% a 11,85 euro, ha registrato un calo delle immatricolazioni di auto in Italia del 14,7% su anno, a fronte del -6,3% totalizzato dal mercato. Mentre la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha detto che l'esecutivo Ue presenterà questo mese una proposta per consentire alle case automobilistiche europee di poter avere un margine di tempo di tre anni, anziché uno, per raggiungere gli obiettivi di emissione di Co2, che rimangono invariati. Intanto Citi ha tagliato il target price sul titolo da 13 a 12 euro (rating neutral). Mentre su Prysmian (-0,89% a 55,68 euro) è intervenuta Jefferies tagliando il target price da 80 a 75 euro (rating buy) e su Moncler (-0,70% a 65,28 euro) Hsbc, alzando il target price da 73 a 77 euro (buy).
Sotto pressione anche Tim (-1,33% a 0,2664 euro) perché Vivendi ha presentato appello contro la sentenza del Tribunale civile di Milano che lo scorso gennaio ha bocciato il ricorso del gruppo francese contro la decisione del cda del colosso tlc di cedere la rete fissa senza passare per l'assemblea dei soci. Vendite anche su Stm (-3,22% a 23,015 euro) ed Eni (-3,16% a 13,41 euro).
E se è stato perfezionato l'accordo, raggiunto a fine luglio, per il passaggio degli asset di stoccaggio del gas di Edison (-0,27% a 1,845 euro l’azione rnc) a Snam (+1,65% a 4,67 euro) per un valore di 565 milioni di euro, Maire (-3,97% a 9,55 euro) ha ceduto una quota di circa l'8% della controllata Nextchem ad Azzurra Capital per 110 milioni di euro. È anche in programma il cda sul bilancio e il Capital Markets Day.
Riuniscono il cda sui conti 2024 anche Campari (+0,14% a 5,77 euro), Inwit (+2,43% a 9,9 euro) e Anima Holding (+0,14% a 6,94 euro, preliminari pubblicati il 5 febbraio). Li ha pubblicati prima dell’apertura Lottomatica (+0,84% a 16,79 euro). Ha chiuso l’esercizio 2024 con ricavi oltre i 2 miliardi di euro (2,019 miliardi) e un utile pari a 103,8 milioni, in crescita rispetto ai 73,8 milioni del 2023. L'utile netto rettificato si è attestato a 254,26 milioni. Risultati che permettono al cda di proporre la distribuzione di un dividendo da 30 centesimi per azione, per un monte complessivo di 75,5 milioni di euro. Il board chiederà all'assemblea l'autorizzazione al programma di acquisto di azioni proprie fino al 10% del capitale sociale nei prossimi 18 mesi.
Borse europee attese in netto calo (-1,19% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta dopo che sono entrati in vigore i dazi Usa del 25% sulle importazioni da Messico e Canada, insieme al raddoppio di quelli sulle merci cinesi al 20%, un'azione voluta dall'amministrazione Trump che potrebbe mettere a repentaglio quasi 2.200 miliardi di dollari annui in scambi commerciali.
Pechino ha risposto annunciando tariffe aggiuntive del 10%-15% su alcune importazioni statunitensi a partire dal 10 marzo e una serie di nuove restrizioni alle esportazioni. Canada e Messico, che da tre decenni godevano di relazioni commerciali praticamente esenti da dazi con gli Stati Uniti, si sono detti pronti a reagire immediatamente contro il loro alleato di lunga data. A preoccupare gli investitori, che continuano a domandarsi se e quando i dazi Usa colpiranno direttamente l'Europa, sono le ricadute sull'economia statunitense.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,52% con lo spread con il Bund a 111,78 punti base. I mercati temono la necessità di un forte indebitamento europeo per finanziare l'incremento delle spese militari dopo che la Casa Bianca ha sospeso gli aiuti militari a Kiev in seguito al confronto/scontro tra Donald Trump e Volodymir Zelenskiy della scorsa settimana. C’è anche molta attesa per la riunione della Bce di giovedì, dopo che i dati sull'inflazione nell'area dell'euro hanno rafforzato l'ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi. I mercati monetari prezzano un tasso sui depositi intorno all'1,88% a dicembre dall'1,97% della scorsa settimana, il che implica tre riduzioni da 25 punti base e una chance del 50% di una quarto taglio.
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L’euro sale dell’1,40% a 1,048 dollari, mentre rallenta la corsa del bitcoin (-9,44% a 83.667 dollari), balzato di oltre il 20% il 3 marzo dopo che Trump ha accennato alla possibilità di creare una nuova riserva strategica statunitense che includa diversi token. Gli investitori tornano a mostrarsi cauti in attesa di conoscere i dettagli del piano. Alle 10 verrà pubblicato il dato sul tasso di disoccupazione a gennaio in Italia (precedente: 6,2%), alle 11 quello dell’Eurozona (precedente: 6,3%), alle 14:55 l’indice settimanale Redbook degli Stati Uniti (precedente: +6,2% anno su anno).
I prezzi del petrolio scendono (Wti -0,78% a 67,84 dollari al barile e Brent -0,96% a 70,93 dollari al barile) dopo che l’Opec+ ha deciso di procedere con l'aumento della produzione di petrolio previsto per aprile, una mossa che fa seguito alle rinnovate pressioni di Trump sull'Organizzazione dei Paesi produttori di greggio e sull'Arabia Saudita per far scendere i prezzi. Si tratta del primo incremento dal 2022.
Sul listino milanese attenzione a Banco Bpm dopo che l'ad di Unicredit, Andrea Orcel, ha incontrato il capo di gabinetto della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lunedì pomeriggio. Sempre nel pomeriggio si è tenuta a Palazzo Chigi la prima riunione del comitato tecnico golden power sull'offerta per il Banco.
Da monitorare ancora Leonardo che ha chiuso la seduta del 3 marzo in rialzo del 16,1% con il nuovo governo in Germania che avrebbe allo studio l'istituzione di due maxi fondi speciali per la difesa e le infrastrutture, rispettivamente, da 400 e 500 miliardi di euro.
Invece, a febbraio Stellantis ha registrato un calo delle immatricolazioni di auto in Italia del 14,7% su anno, a fronte del -6,3% totalizzato dal mercato. Mentre la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha detto che l'esecutivo Ue presenterà questo mese una proposta per consentire alle case automobilistiche europee di poter avere un margine di tempo di tre anni, anziché uno, per raggiungere gli obiettivi di emissione di Co2, che rimangono invariati. Intanto Citi ha tagliato il target price sul titolo da 13 a 12 euro (rating neutral). Mentre su Prysmian è intervenuta Jefferies tagliando il target price da 80 a 75 euro (rating buy) e su Moncler Hsbc, alzando il target price da 73 a 77 euro (buy).
Focus anche su Tim perché Vivendi ha presentato appello contro la sentenza del Tribunale civile di Milano che lo scorso gennaio ha bocciato il ricorso del gruppo francese contro la decisione del cda del colosso tlc di cedere la rete fissa senza passare per l'assemblea dei soci.
E se è stato perfezionato l'accordo, raggiunto a fine luglio, per il passaggio degli asset di stoccaggio del gas di Edison a Snam per un valore di 565 milioni di euro, Maire ha ceduto una quota di circa l'8% della controllata Nextchem ad Azzurra Capital per 110 milioni di euro. È anche in programma il cda sul bilancio e il Capital Markets Day.
Riuniscono il cda sui conti 2024 anche Campari, Inwit e Anima Holding (preliminari pubblicati il 5 febbraio). Li ha pubblicati prima dell’apertura Lottomatica. Ha chiuso l’esercizio 2024 con ricavi oltre i 2 miliardi di euro (2,019 miliardi) e un utile pari a 103,8 milioni, in crescita rispetto ai 73,8 milioni del 2023. L'utile netto rettificato si è attestato a 254,26 milioni. Risultati che permettono al cda di proporre la distribuzione di un dividendo da 30 centesimi per azione, per un monte complessivo di 75,5 milioni di euro. Il board chiederà all'assemblea l'autorizzazione al programma di acquisto di azioni proprie fino al 10% del capitale sociale nei prossimi 18 mesi. (riproduzione riservata)