A Milano il Ftse Mib chiude a 50.038, in ribasso dell’1,1%. I peggiori titoli di giornata si confermano Stellantis (-4%), Amplifon (-3,2%) e Leonardo (-2,8%). male anche Nexi (-2,5%). Diasorin (+2,2%) invece si aggiudica la medaglia d’oro, sebbene durante la seduta stesse brillando ancora di più, quando cresceva del 5%. Buona seduta anche per Terna (+1,7%), Lottomatica (+1,6%) ed Eni (+1,3%).
Lo spread Btp-Bund sale a 75 punti base alle 17:30.
In rosso anche le altre borse europee. Francoforte la più pesante (-1,25%), seguita da Parigi (-0,7%) e Londra (-0,4%).
Alle 15:30 il Ftse Mib continua a viaggiare in rosso, perdendo lo 0,5%.
I titoli più pesanti sul listino milanese sono Stellantis (-4,2%), Leonardo (-2,5%), Azimut (-2,1%) e Amplifon (-2,5%).
Ottima la seduta di Diasorin, che guadagna il 5%. Bene anche Lottomatica (+1,7%), Terna (+1,6%) ed Eni (+1,3%).
Dopo una prima parte di giornata all’insegna della stabilità, lo spread Btp-Bund sale a 74 punti base. In rosso anche gli altri listini europei. Da segnalare lo scivolone di Francoforte che perde l’1%.
Wall Street apre con il Dow Jones in flessione dello 0,45%. L’S&P 500 perde lo 0,1% mentre il Nasdaq viaggia piatto.
Per quanto riguarda il petrolio, il Wti è in lieve discesa a 95 dollari al barile e il Brent poco sopra 97 dollari.
I futures Usa si confermano in rosso (-0,28% quello sul Dow Jones alle 14:20), il dollaro si rafforza (l’euro vale 1,16, -0,18%) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,49% dopo i dati macro americani. L'occupazione nel settore privato negli Stati Uniti è cresciuta superando le attese degli economisti. Secondo il rapporto redatto da Adp, l'agenzia che si occupa di preparare oltre 26 milioni di buste paga in Usa, a maggio sono stati creati 122.000 posti di lavoro rispetto al mese precedente, quando ne erano stati aggiunti 105.000, dato rivisto da quello iniziale a 109.000. Gli esperti si aspettavano +110.000.
Mentre sono scese ancora le domande di mutui negli Stati Uniti: -2,5% nella settimana al 29 maggio dopo il -8,5% registrato in quella precedente. I tassi sui mutui trentennali sono calati al 6,57% dal 6,65% precedente. I mercati monetari si aspettano che la Fed mantenga i tassi di interesse invariati per il resto dell'anno.
L’indice Ftse Mib perde lo 0,45% a 50.351 punti con tutte le banche sotto pressione, seguite da Buzzi, Leonardo e Stellantis che perdono oltre il 2%. Invece, lo spread Btp/Bund è stabile a quota 72,8 punti base. La Commissione Europea ha confermato che la procedura per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia rimane «in sospeso», ritenendo che Roma abbia adottato misure efficaci nonostante la spesa netta nel 2025 abbia superato i limiti raccomandati dal Consiglio. È quanto emerge dalle raccomandazioni arrivate all'Italia nel quadro del Pacchetto di primavera del semestre europeo.
Non scemano le vendite sulle borse europee (Dax -0,99%, Cac40 -0,3%, Ftse100 -0,32% e Ftse Mib -0,39% a 50.382 punti alle 13 con Eni, Terna, Snam, Prysmian e Lottomatica che viaggiano contro corrente rispetto al mercato) anche se il presidente statunitense, Donald Trump, ha comunicato che l'Iran ha accettato di non dotarsi di armi nucleari e che l'Ayatollah iraniano è coinvolto nei negoziati con gli Stati Uniti.
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi statunitensi contro una petroliera iraniana nello Stretto di Hormuz e una torre di telecomunicazioni sull'isola di Qeshm, affermando che tali azioni violano un'intesa sul cessate il fuoco e il diritto internazionale. Teheran ha fatto sapere che si riserva il diritto all'autodifesa e di voler ricorrere a tutti i mezzi disponibili per rispondere.
Così i prezzi del petrolio restano in deciso rialzo (future sul Brent +2,40% a 98,30 dollari al barile). Il dollaro si rafforza con l’euro, che vale 1,1615 (-0,13%), in attesa del dato sui nuovi occupati Adp di maggio negli Stati Uniti. Lo spread Btp/Bund è stabile a 72,9 punti base.
Con i futures Usa in calo (-0,09% quello il future sull’S&P500) e i prezzi del petrolio in rialzo del 3% mentre in Medio Oriente continuano le ostilità e i colloqui tra Teheran e Washington non danno grandi risultati, i mercati azionari europei restano in rosso (Francoforte -0,98%, Parigi -0,3%, Londra -0,24% e Milano -0,31% a 50.421 punti alle 11:50: banche, Leonardo, Stellantis e Ferrari i titoli più venduti, di segno opposto Eni, Italgas, Stm e Lottomatica).
L'Iran ha lanciato missili balistici verso il Kuwait e il Bahrein, mentre le forze Usa hanno colpito l'isola iraniana di Qeshm. L'avvertimento dell'Agenzia internazionale per l'energia, secondo cui le scorte petrolifere globali potrebbero raggiungere livelli critici prima del picco della domanda estiva qualora si dovesse continuare a sfruttarle al ritmo attuale, ha contribuito ad alimentare il sentiment rialzista. I dati sulle scorte di greggio negli Stati Uniti saranno pubblicati alle 16:30.
Per Anthony Willis, Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments, i mercati petroliferi stanno scontando una riduzione delle interruzioni dell'offerta, ma i futures sul petrolio indicano che permane un certo premio al rischio geopolitico con i contratti di dicembre 2026 intorno agli 85 dollari al barile e i contratti di dicembre 2027 più vicini ai 77. Il Brent è comunque sceso di circa l’11% la scorsa settimana e di quasi il 19% nel mese di maggio,
«I mercati azionari, sostenuti da utili solidi e dal continuo entusiasmo attorno agli investimenti legati all’AI, sembrano scontare uno scenario in cui le turbolenze si rivelano gestibili e l’attività economica rimane relativamente stabile. Allo stesso tempo, tuttavia, i prezzi del petrolio sono ancora ben al di sopra dei livelli che molti investitori si aspettavano all’inizio dell’anno, quando le aspettative di un’offerta ampia puntavano a un range di negoziazione più basso. Inoltre, rimangono in atto anche problemi strutturali di lungo termine, tra cui le continue sfide della transizione energetica e un sollievo solo parziale dalle recenti riduzioni delle scorte», precisa Willis. «Se i negoziati dovessero arrestarsi o non riuscire a produrre un risultato più duraturo nei prossimi mesi, le preoccupazioni sull’offerta potrebbero riemergere e reintrodurre pressioni sui mercati energetici».
Nel frattempo, i prezzi alla produzione dell'Eurozona sono aumentati dello 0,6% su base mensile ad aprile, dopo un rialzo del 3,4% a marzo, secondo i dati Eurostat. Gli economisti avevano previsto un incremento dello 0,4% mese su mese. Su base annua, i prezzi alla produzione sono saliti del 4,9%, contro la crescita del 2% precedente e la previsione degli esperti del 4,8%.
I mercati azionari europei restano in calo (Dax -0,7%, Cac40 -0,37%, Ftse100 -0,35% e Ftse Mib -0,42% a 50.366 punti alle 10:25 con tutte le banche sotto pressione, in particolare Mps -1% e Unicredit -0,9%, e nel settore auto Stellantis perde il 2,2% e Ferrari l’1,2%) dopo che l’attività economica del settore privato dell'Eurozona ha registrato il calo più netto da 18 mesi, con una contrazione mensile consecutiva per la prima volta dalla fine del 2024. A pesare sui livelli di produzione è stata l'ennesima contrazione della domanda di merci e servizi dell'Eurozona, con i mercati di esportazione in netta frenata: i nuovi ordini esteri sono infatti crollati al tasso più rapido da cinque mesi.
Segnali di indebolimento si sono osservati anche nel mercato del lavoro, con maggiori perdite di posti. Sui prezzi, quelli di acquisto sono cresciuti ancora di più, continuando a toccare record dalla fine del 2022. Il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è accelerato per il terzo mese consecutivo.
Di conseguenza, il Pmi composito dell'Eurozona è sceso dai 48,8 punti di aprile ai 48,5 di maggio. La contrazione è dovuta soprattutto alle due maggiori economie del blocco della moneta unica, Germania e Francia. L'Italia e la Spagna hanno registrato un'espansione dell'attività del settore privato.
Dopo il dato l’euro cade dello 0,15% a 1,1516 dollari, mentre lo spread Btp/Bund è fermo a 72 punti base. Con l’inflazione nell'area euro al 3,2% si sono rafforzate le attese di un inasprimento monetario da parte della Bce di un quarto di punto percentuale, scontato ormai quasi pienamente per la riunione dell'11 giugno. A seguire si scommette su un ulteriore incremento entro dicembre, senza escludere l'eventualità di una terza mossa.
Le ostilità in Medio Oriente sono riprese e le borse europee flettono (Dax -0,7%, Cac40 -0,41%, Ftse100 piatto e Ftse Mib -0,46% a 50.346 punti) in avvio di seduta. Secondo l'esercito statunitense attacchi missilistici iraniani sono stati sventati in Bahrein, Kuwait ed altri obiettivi regionali, mentre la diplomazia mostra scarsi progressi. Una fonte vicina al team negoziale iraniano ha riferito a Mehr News che Teheran non ha ancora risposto a una proposta di intesa finale e che le discussioni interne sul testo sono ancora in corso, mentre il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto che le trattative proseguono senza interruzioni.
Di riflesso i prezzi del petrolio si infiammano per il terzo giorno consecutivo (il future sul Brent spunta un +2% a 97,98 dollari il barile). Lo spread Btp/Bund sale a quota 72,3 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,74%. I rendimenti dei titoli di Stato dell’area euro sono scesi il 2 giugno, invertendo parzialmente l’impennata di lunedì, con il riemergere delle speranze di un accordo, nonostante il persistere di un'ampia incertezza e il surriscaldamento dell'inflazione nell'area euro al 3,2%. I mercati si aspettano un incremento dei tassi di interesse da parte della Bce di un quarto di punto percentuale al meeting dell'11 giugno.
Sul listino milanese Unicredit che ritiene di aver conseguito l’obiettivo fissato all’avvio dell'offerta su Commerzbank, ovvero il superamento della soglia del 30%, dopo che sono state finora conferite all’ops azioni pari al 7,6% del capitale della banca tedesca, passa di mano a 74,04 euro (-1,19%). Questo, in combinazione con la partecipazione diretta (26,8%), porta la partecipazione complessiva al 34,4%, che sale ulteriormente al 37,6% includendo gli strumenti a regolamento fisico (3,2%). Se poi si considera il 13,2% di strumenti regolati per cassa, la partecipazione aggregata supera il 50%.
«A nostro avviso, la probabilità di un aumento del prezzo dell’offerta di 36 euro per azione appare ora sempre più remota in questa fase», ha commentato Citi. «Al contrario, sembra aumentare il rischio che Unicredit debba consolidare Commerzbank nei propri bilanci, sulla base della definizione di «controllo» adottata dalla Bce. Questo scenario potrebbe a sua volta ostacolare il programma di riacquisto di azioni proprie da 4,75 miliardi di euro previsto da Unicredit, anche se riteniamo che la società cercherà di individuare soluzioni per mitigare tale eventualità».
Restando nel comparto bancario la società di private equity JC Flowers ha raggiunto un accordo per l'acquisizione della divisione francese di Banca Monte dei Paschi di Siena (-0,98% a 9 euro).
Invece il produttore di chip Stm ha chiuso la seduta del 2 giugno in rialzo di oltre 15% sui livelli che non vedeva dal 2000 dopo aver raddoppiato le attese di ricavi da data center per il 2026 e il 2027. Il 3 giugno storna dell’1,16% a 67,47 euro. Sotto pressione ma nel settore della difesa Leonardo (-1,41% a 51,6 euro) e Avio (-2,51% a 37,31 euro).
Stabile a quota 9.57 euro Enel che ha incontrato il 26 maggio il regolatore dell'energia elettrica del Brasile per discutere delle preoccupazioni sulla concessione della società nel Paese. Lo ha riportato Reuters, citando i verbali della riunione e una dichiarazione della società. Enel ha chiesto l'incontro con l'obiettivo di evitare la potenziale revoca della concessione. E ha offerto all'Aneel, l'agenzia nazionale per l'energia elettrica, un adeguamento della condotta o un potenziale aumento degli investimenti in Brasile.
Infine, si segnala che Lane, controllata americana del gruppo Webuild (+1,6% a 2,40 euro), si è aggiudicata in joint venture con Brayman Construction Corporation un contratto da 1 miliardo di dollari in Pennsylvania. La commessa è relativa alla realizzazione a Pittsburgh del primo grande tunnel del sistema regionale dell'Allegheny County Sanitary Authority (Alcosan), circa 8 chilometri di gallerie idrauliche profonde, con pozzi verticali e infrastrutture in superficie collegate. Lane ha una quota del 50% nella jv.
Borse europee attese in leggero calo (-0,16% il future sull’Eurostoxx50) dopo che è partita la rappresaglia dell’Iran con missili e droni contro il Kuwait e il Bahre. Le forze armate locali e Usa sono al lavoro per intercettarli, mentre la diplomazia tra Washington e Teheran ha fatto pochi progressi. Le forze statunitensi hanno anche lanciato un missile contro una nave che tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del blocco americano dello Stretto di Hormuz, mettendo fuori uso l'imbarcazione dopo che ha ignorato ripetuti avvertimenti.
Di riflesso i prezzi del petrolio salgono per il terzo giorno consecutivo e il dollaro è sul punto di superare la barriera dei 160 yen, mentre nel Golfo sono divampate nuove ostilità dopo che i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran si sono arenati. Il future sul greggio Brent sale dell'1,21% a 97,17 dollari al barile. David Solomon, ceo di Goldman Sachs, ha previsti che il comportamento dei consumatori cambierà nella seconda metà del 2026 se l'inflazione aumenterà, alimentata dall'aumento dei prezzi del petrolio.
Ad aprile l'inflazione negli Stati Uniti ha registrato la crescita più elevata degli ultimi tre anni, trainata dall'aumento dei prezzi dell'energia derivante dalla guerra in Iran, il che rafforza l'opinione degli economisti secondo cui la Fed manterrà i tassi di interesse invariati fino a ben oltre l'inizio del prossimo anno. Intanto il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,46% e il dollaro tocca i 159,87 yen con gli operatori che iniziano a temere un potenziale intervento giapponese intorno a questo livello. Il future sull'S&P 500 è invariato.
Le criptovalute crollano, appesantite dalle vendite da parte di Strategy, grande detentore di bitcoin, e dalle voci secondo cui alcuni investitori stanno vendendo per liberare liquidità in vista della quotazione di SpaceX (prevede di raccogliere 75 miliardi di dollari con l’ipo) della prossima settimana. Il bitcoin ha perso quasi il 10% in tre sessioni e il 3 giugno ha toccato il minimo degli ultimi due mesi a 66.123 dollari. Al momento perde il 4,6% a 66.969 dollari.
Lato macro, alle 10 escono l’indice Pmi servizi e il Pmi composito finale a maggio dell’Eurozona di cui alle 11 sono previsti anche i prezzi alla produzione di aprile. Invece, dagli Stati Uniti alle 13 arriva l’indice settimanale richieste mutui, alle 14:15 i nuovi occupati Adp di maggio, alle 15:45 il Pmi Servizi finale di maggio, alle 16 gli ordini industriali di aprile e l’indice Ism non manifatturiero di maggio, alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio per chiudere alle 20 con la pubblicazione del Beige Book.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit che ritiene di aver conseguito l’obiettivo fissato all’avvio dell'offerta su Commerzbank, ovvero il superamento della soglia del 30%, dopo che sono state finora conferite all’ops azioni pari al 7,6% del capitale della banca tedesca. Questo, in combinazione con la partecipazione diretta (26,8%), porta la partecipazione complessiva al 34,4%, che sale ulteriormente al 37,6% includendo gli strumenti a regolamento fisico (3,2%). Se poi si considera il 13,2% di strumenti regolati per cassa, la partecipazione aggregata supera il 50%.
«A nostro avviso, la probabilità di un aumento del prezzo dell’offerta di 36 euro per azione appare ora sempre più remota in questa fase», ha commentato Citi. «Al contrario, sembra aumentare il rischio che Unicredit debba consolidare Commerzbank nei propri bilanci, sulla base della definizione di «controllo» adottata dalla Bce. Questo scenario potrebbe a sua volta ostacolare il programma di riacquisto di azioni proprie da 4,75 miliardi di euro previsto da Unicredit, anche se riteniamo che la società cercherà di individuare soluzioni per mitigare tale eventualità».
Restando nel comparto bancario la società di private equity JC Flowers ha raggiunto un accordo per l'acquisizione della divisione francese di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Invece il produttore di chip Stm ha chiuso la seduta del 2 giugno in rialzo di oltre 15% sui livelli che non vedeva dal 2000 dopo aver raddoppiato le attese di ricavi da data center per il 2026 e il 2027.
Infine si segnala che Lane, controllata americana del gruppo Webuild, si è aggiudicata in joint venture con Brayman Construction Corporation un contratto da 1 miliardo di dollari in Pennsylvania. La commessa è relativa alla realizzazione a Pittsburgh del primo grande tunnel del sistema regionale dell'Allegheny County Sanitary Authority (Alcosan), circa 8 chilometri di gallerie idrauliche profonde, con pozzi verticali e infrastrutture in superficie collegate. Lane ha una quota del 50% nella jv.
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