Le borse europee chiudono le negoziazioni di mercoledì 3 agosto in rialzo (+1,03% il Dax, +0,97% il Ca40, +0,54% il Ftse100 e +1,01% a 22.576 punti il Ftse Mib). Nel primo pomeriggio l'Opec+ ha raggiunto l'accordo su un aumento nella produzione giornaliera di petrolio per 100 mila barili a settembre. Intanto, lo spread Btp/Bund ha chiuso la giornata in discesa a 216 punti base.
Il viaggio di Nancy Pelosi, speaker della Camera degli Stati Uniti, non ha agitato soltanto i mercati: il direttore del dipartimento di controllo degli armamenti del ministero degli Esteri cinese, Fu Cong, ha dichiarato in un'intervista all'agenzia russa Tass che "queste azioni statunitensi porteranno a gravi conseguenze".
Alla chiusura delle borse europee entrambi i listini di riferimento del greggio perdevano terreno: il Brent trattava al ribasso del 2,4% a 98 dollari al barile, mentre il Wti americano è scambiato a 92 dollari, in calo del 2,5%. Nel primo pomeriggio l'Opec+ ha raggiunto l'accordo per aumentare la produzione giornaliera di greggio di soli 100 mila barili a settembre. Una mossa ritenuta saggia dal capo economista di mercato di Spartan Capital, Peter Cardillo, secondo cui "l'azione intrapresa dall'Opec probabilmente stabilizzerà i prezzi del petrolio intorno ai livelli attuali già nel breve termine". Altri hanno ritenuto la decisione un fallimento dei mesi di diplomazia del presidente Usa Joe Biden: per Federico Vetrella, market strategist di Ig Italia, gli interessi politici hanno avuto la meglio su quelli di mercato. Applicando la teoria economica, ha sottolineato l'esperto, per ridurre i prezzi del greggio e le pressioni inflazionistiche sarebbe necessario aumentare la produzione. "Al contrario, le decisioni adottate potrebbero prolungare l'incertezza economica sullo scenario globale e diminuiranno sicuramente le chance delle banche centrali di riportare l'inflazione attorno al target del 2% anno su anno nel medio termine", ha commentato Vetrella.
Tornando nel Vecchio continente, sul fronte macro si segnalano l'indice Pmi composito dell'Eurozona che, nella lettura finale di luglio, si è attestato a 49,9 punti dai 52 di giugno, toccando così il minimo da 17 mesi. Il dato supera di poco quello preliminare e il consenso, pari a 49,4 punti. L'indice finale relativo al settore dei servizi è invece sceso a 51,2 punti rispetto ai 53 del mese precedente. Le vendite al dettaglio nell'Eurozona invece sono calate dell'1,2% su base mensile e del 3,7% a livello annuale a giugno. La lettura congiunturale ha deluso nettamente il consenso degli economisti, che si aspettavano un dato invariato.
Infine, sul paniere principale milanese in ascesa Tim, in scia alla revisione della guidance. Tra le altre blue chip bene anche Banca Mediolanum che ha accelerato dopo la pubblicazione dei conti, e Ferrari, che ha risentito degli incrementi del target price da parte degli analisti all'indomani dei risultati. In rally, infine, Tod's dopo l'annuncio dell'Opa, finalizzata al delisting, da parte di Diego Della Valle a 40 euro per azione. (riproduzione riservata)