Borse europee in calo all'avvio della seduta di metà settimana. Sotto la parità il Ftse Mib a -0,10 %( 22.357 punti), seguito dal Dax a -0,11%, il Cac 40 a -0,18%, il Ftse 100 a -0,19% e l'Aex a -0,22%. Gli ultimi commenti da falco del presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, hanno lasciato titubanti gli investitori statunitensi. L'economista ha ribadito martedì 23 l'impegno della banca centrale a tenere sotto controllo l'inflazione attraverso l'inasprimento della politica monetaria e ha affermato che il suo più grande timore è che la persistenza delle pressioni sui prezzi sia sottovalutata. Sale dunque l'attesa degli operatori di mercato per il simposio di Jackson Hole, che partirà domani, giovedì 25, e vedrà nell'intervento del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, di venerdì il suo punto cruciale.
Alla vigilia i mercati d'oltreoceano hanno faticato a trovare una direzione, chiudendo poi in calo per la terza seduta consecutiva (-0,47% il Dow Jones). In Asia l'azionario è stato sotto pressione alla luce delle nuove restrizioni per contenere il Covid in Cina. Il Nikkei a Tokyo ha segnato un -0,5%.
Il 24 dell'anno scorso l'Ucraina festeggiava i trent'anni di indipendenza. Al compleanno del Paese si aggiunge la ricorrenza dei primi sei mesi di guerra contro la Russia. Nei giorni scorsi il presidente Volodymyr Zelensky ha invitato i suoi cittadini a non abbassare la guardia, temendo un attacco "particolarmente terribile, particolarmente violento" da parte delle forze del Cremlino. Intanto, in giornata gli Stati Uniti annunceranno l'invio di 3 miliardi di dollari in armi. Il sostegno al Paese in guerra arriva anche dal Vecchio continente, dove il cancelliere tedesco, Olaf Scholz ha finalizzato un piano per inviare nuove armi e munizioni per circa 500 milioni di euro. Nelle prossime settimane la Germania fornirà altre munizioni, dispositivi anti-drone e veicoli blindati di recupero come parte di un nuovo pacchetto. Ad oggi la prima economia europea si è impegnata a rifornire 700 milioni di euro in equipaggiamenti all'Ucraina, secondo l'Istituto di Kiel per l'economia mondiale.
A Piazza Affari solidi i titoli del settore oil, la cui performance di ieri ha permesso al Ftse Mib di chiudere in controtendenza rispetto ai listini europei. Tenaris in cima al listino guadagna il 2,54% a 14,33 euro. Sale Eni (+0,24% a 12,4 euro) sulla scia della scoperta di gas di inizio settimana con il pozzo Cronos-1, nel Blocco 6 al largo di Cipro. Il blocco è operato da Eni Cyprus con una quota del 50%, mentre TotalEnergies è partner con il restante 50%. Le stime indicano circa 2,5 trilioni di piedi cubi di gas in posto, con un significativo potenziale aggiuntivo che verrà valutato con un ulteriore pozzo esplorativo.
Campari perde lo 0,15% all'apertura delle negoziazioni, nonostante l'annuncio dell'acquisto da Catalyst Spirits di una partecipazione iniziale del 15% di Howler Head Kentucky Straight Bourbon Whiskey al gusto naturale di banana, prima tappa di un percorso che la porterà al controllo totale nel medio termine, e i diritti esclusivi per la distribuzione globale del brand. Come si legge in una nota, il gruppo ha pagato 15 milioni di dollari in contanti per la quota iniziale, riservandosi la possibilità di acquisire il 100% di Howler Head attraverso opzioni call, sulla base del raggiungimento dei risultati futuri del brand, che potranno essere esercitate a partire dal 2025.
L'attenzione resta focalizzata anche su Tim, che apre in calo dello 0,67% dopo il mini ribalzo di martedì 23 dal suo minimo storico. Al Meeting di Rimini l'amministratore delegato di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, il cui gruppo è socio forte di Tim, ha difeso il progetto di separazione della rete, aprendo anche alla possibile proprietà pubblica dell'infrastruttura. " Telecom Italia è una grandissima azienda, che ha le proprie sfide, ma è fondamentale avere il giusto contesto e la rete unica fa parte di questo contesto. È il giusto passo da fare, ci sono voluti molti anni ma credo che in questo momento possiamo essere a un punto di svolta".
Sul listino principale, sale dell'1,20% la Juventus dopo il crollo di martedì. A penalizzare il titolo del club bianconero, che fa parte della galassia Exor, erano state le indiscrezioni della stampa britannica secondo le quali la società correrebbe il rischio di multe.
Il prezzo dell'oro torna in calo (-0,12% a 1.759 dollari l'oncia) dopo aver toccano il minimo degli ultimi tre mesi a inizio settimana, indebolito dalla forza del dollaro. Nel frattempo, i prezzi del petrolio trattano in ribasso dimenticando i guadagni della vigilia. A far salire i prezzi del greggio nella giornata del 23 agosto erano state le parole del ministro dell'energia dell'Arabia Saudita che l'Opec+ potrebbe tagliare la produzione per correggere un recente calo del prezzo del greggio. Secondo quanto riferito a Reuters da alcune fonti però, "i potenziali tagli alla produzione dell'Opec+ potrebbero non essere imminenti e probabilmente coincideranno con il ritorno dell'Iran sui mercati petroliferi se dovesse concludersi un accordo nucleare con l'occidente". Il Brent tratta sulla parità sopra la soglia dei 100 dollari al barile mentre il Wti guadagna lo 0,12% a 94 dollari.
A far respirare i listini stato il prezzo del gas, che martedì 23 ha arrestato la corsa in Europa. Dopo tre sedute consecutive chiuse aggiornando i massimi storici, il contratto di riferimento sulla piattaforma Ttf di Amsterdam ha iniziato la giornata in calo del 5% a 260 euro al megawattora. All'apertura dei mercati i futures della materia prima guadagnavano lo 0,4% a 270 euro al megawattora.(riproduzione riservata)