Il titolo Sogefi strappa a Piazza Affari un +7,4% a 2 euro all’indomani della buona trimestrale e delle rassicurazioni sull'impatto dei dazi Usa. Inoltre l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2024 e la distribuzione di un dividendo di 0,15 euro per azione, in pagamento il 14 maggio, e nominato il cda che rimarrà in carica fino all'approvazione del bilancio 2027. Monica Mondardini è stata confermata presidente esecutivo.
La società del gruppo Cir, produttrice di componenti per auto, ha chiuso i primi tre mesi del 2025 con ricavi pari a 256 milioni di euro (-2,7%), un ebitda stabile a 33,8 milioni con un margine del 13,2% (+0,4 punti percentuali), un ebit di 15,1 milioni (14,6 milioni nello stesso periodo del 2024) e un utile netto delle attività in continuità in aumento a 9,8 milioni (da 5,6 milioni) grazie anche a minori oneri finanziari.
A livello geografico, i contributi di Cina e America del Sud sono migliorati, rispettivamente, del 19,6% e del 5,6% anno su anno, mentre i ricavi in Nord America sono rimasti stabili e il contributo dell’Europa è diminuito del 9%. Il free cash flow si è attestato a 11,2 milioni e l'indebitamento ante Ifrs 16 è sceso a 0,8 milioni (9,5 milioni a fine 2024).
In relazione ai dazi al 25% introdotti dall'amministrazione Trump, Sogefi ha stimato che il 70% dei ricavi da componenti esportate in Usa sia relativo a prodotti Usmca (Stati Uniti, Messico, Canada) compliant e quindi, in base alle attuali previsioni, non soggette a dazi. Nel breve, ritiene che non siano prevedibili impatti diretti significativi derivanti dai nuovi dazi Usa. Però l’azienda rimane esposta ai rischi indiretti: se, infatti, i dazi introdotti dovessero permanere, sono da attendersi volumi più deboli e un'accresciuta pressione sui costi di produzione, soprattutto nell’area Usmca, nei mesi a venire. A questo Equita aggiunge la probabile richiesta di condivisione dei maggiori costi da parte di qualche cliente.
Anche perché il mercato automobilistico globale resta caratterizzato da un’elevata incertezza a causa dell’attuale attuazione dei dazi commerciali. S&P Global ha previsto un calo dell’1,7% della produzione automobilistica globale nel 2025, con forti contrazioni in Europa (-5,1%) e nell’area Nafta (-9,3%) e una lieve crescita in Cina. Sogefi ha, comunque, confermato la guidance precedentemente fornita per l’intero esercizio 2025, prevedendo un calo dei ricavi di mid single digit e un margine ebit stabile o in lieve crescita anno su anno, escludendo l’impatto di componenti straordinarie.
I risultati del primo trimestre del 2025 sono stati in linea con le stime di Banca Akros a livello di ricavi ed ebitda, mentre ebit e utile netto sono risultati del 25% superiori rispetto alle sue previsioni. «Riteniamo i risultati ampiamente in linea con le nostre stime e la guidance confermata è già incorporata nelle nostre previsioni», afferma la banca d’affari. «In attesa di valutare meglio il possibile impatto indiretto futuro dei dazi sul settore automobilistico, confermiamo il nostro rating buy e il target price a 2,40 euro».
Più cauta Equita che ha ribadito il rating hold e il target price a 2,25 euro, pur apprezzando l’utile netto superiore alle attese anche le tasse più basse
(tax-rate 21% vs 35%). La Sim vede i ricavi scendere a 971 milioni (975 milioni la stima di Banca Akros) a fine 2025 (1,022 miliardi nel 2024) e l’utile netto salire a 25,4 milioni (33 milioni Banca Akros) dai 19,7 milioni dell’esercizio precedente. (riproduzione riservata)