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In aumento del 23% le strutture turistico-ricettive all'asta in Italia negli ultimi sei mesi: le procedure che riguardano alberghi, bed& breakfast, motel e campeggi sono state infatti 194 a fronte delle 158 di luglio. È quanto emerge dal rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro studi Sogeea. Poco meno di un quarto degli immobili oggetto dell'analisi si trova nelle isole maggiori, dunque le più colpite dalla crisi: 26 in Sardegna, la regione italiana con più strutture all'incanto, e 19 in Sicilia. In mezzo la Toscana (24), mentre a seguire si trovano Piemonte (18), Umbria (15), Campania (14), Lazio (14), Liguria (9), Trentino-Alto Adige (9) e Abruzzo (8). Fuori classifica solo la Valle d'Aosta, che non ha procedure in corso. A livello di province, invece, Perugia stacca tutti con 14 strutture in vendita; seguono Grosseto (10), Trento (9), Palermo (8), Salerno (8), Rimini e Roma (7). «Il settore turistico è in netta controtendenza rispetto al residenziale», spiega Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e docente di Urbanistica alla Sapienza di Roma. «Se per le case le vendite all'incanto risultano in calo del 6,7%, nel caso delle strutture ricettive siamo di fronte a un balzo del 25%. Per le famiglie italiane gli orizzonti sembrano quindi schiarirsi, mentre per chi fa impresa il quadro resta difficile, anche per colpa delle difficoltà di accesso al credito. A soffrire sono soprattutto le aziende medio-piccole: quasi il 60% delle aste riguarda strutture nella fascia di prezzo fino al milione di euro».