Nonostante lo shutdown negli Stati Uniti, la guerra commerciale con la Cina e l’instabilità politica in Francia, la volatilità sul mercato obbligazionario ha continuato a ridursi, creando dei paradossi sul mercato dei bond.
L’indice Move, il quale misura la volatilità delle obbligazioni americane, ha toccato il suo minimo degli ultimi quattro anni a 65,75. Questo è uno dei tanti paradossi che si osservano, ma può essere spiegato, secondo Geoffroy Lenoir, co-cio of Mutual Funds di Ofi Invest AM.
A seguito dell’ultimo meeting della Fed, il rendimento dei decennali Usa si è ridotto al 4,10%, di appena 5 punti base, dopo il rimbalzo seguito al taglio dei tassi di interesse di 25 punti base «e questo perché era un evento ampiamente scontato. Va detto, però, che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ammesso che non è stata un decisione unanime e che non è sicuro che ci sarà un ulteriore taglio a dicembre», precisa Lenoir.
Invece, per quanto riguarda il fronte geopolitico, le tensioni tra Stati Uniti e Pechino sono montate a causa delle terre rare, con Pechino che ha imposto restrizioni sulle esportazioni e Washington che ha risposto minacciando aumenti dei dazi. Tuttavia, il clima è tornato a distendersi nelle ultime settimane, con l’incontro tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump.
In campo europeo, invece, la Bce ha confermato che i suoi tassi di riferimento erano su livelli appropriati. I bund tedeschi hanno concluso il mese di ottobre al 2,64% e, nonostante il downgrade ad A+ di S&P, anche il rendimento degli Oat francesi è sceso al 3,42%. Inoltre, lo spread tra i due titoli si è ridotto alla ripresa delle discussioni parlamentari e persino la crescita parigina, nota Lenoir, si è dimostrata sorprendentemente solida, segnando un +0,5% nel terzo trimestre.
Pertanto, ci si trova di fronte a un altro paradosso: le prospettive economiche e l’incertezza sulle finanze pubbliche francesi sono in aumento, ma i rendimenti e la crescita stanno tenendo. Come è possibile? «Secondo noi, sebbene il giudizio delle agenzie di rating sia inequivocabile, la Francia sta beneficiando del comportamento più virtuoso dei suoi vicini», afferma Lenoir.
Infatti, il rally dei Btp italiani continua, con il loro rendimento che è sceso al 3,4%, trainato da dinamiche politiche più stabili e da afflussi sostenuti, che hanno portato a una contrazione di 14 punti base. «L'Italia, infatti, riteniamo sia la campionessa d'Europa quest'anno, con il valore dei suoi titoli in rialzo del 3,56% da inizio anno (in base all'indice Ice BofA Italy Govt) contro lo 0,87% della Francia», osserva il co-cio of Mutual Funds di Ofi Invest AM.
In Germania la situazione è diversa. Sebbene permangano dubbi sulla sua reale capacità di attuare i piani di stimolo annunciati, il governo ha presentato un bilancio ambizioso con una previsione di deficit del 3,25% nel 2025 e del 4,75% nel 2026.
Il terzo e ultimo paradosso lo si osserva sul mercato del credito high yield, dove i rendimenti offerti interessanti convivono con spread elevati. «Il mercato oggi preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno, senza dubbio influenzato dal fatto che le sottoscrizioni sono state più consistenti da inizio anno e dai solidi risultati del terzo trimestre», prosegue Lenoir.
Bisogna, però, tenere presente la natura particolare del segmento ad alto rendimento «dove, un po’ come si fa per il colesterolo, è fondamentale fare una distinzione tra quello buono e cattivo: l'high yield «buono» è costituito da emittenti con rating BB/B+, le cui performance da inizio anno variano tra il 4,9% per il primo e il 5,5% per il secondo», sottolinea l’esperto.
Il rischio di rifinanziamento di questi emittenti è slittato di alcuni anni e la loro situazione finanziaria è piuttosto solida. L'high yield «cattivo», invece, costituito da emittenti con rating CCC è in calo di oltre il 3% da inizio anno, dopo una performance molto deludente a ottobre. Questi emittenti», conclude Lenoir, «sono considerati troppo instabili per qualsiasi rifinanziamento e il rischio di ristrutturazione del debito è già stato scontato». (riproduzione riservata)