Dopo JpMorgan, Wells Fargo e Citigroup, anche le performance di Bank of America, Goldman Sachs e Morgan Stanley mostrano la resilienza del sistema bancario americano, nonostante il clima di tensione sul fronte macroeconomico e geopolitico. Con un minimo comune denominatore: anche in questo caso, è il trading di titoli ad aver un posto di primo piano nelle trimestrali.
Bank of America ha chiuso il secondo trimestre del 2025 con un utile netto di 7,1 miliardi di dollari, in aumento di circa il 3% rispetto ai 6,9 miliardi riportati nello stesso periodo dello scorso anno.
L’utile per azione (eps) è risultato pari a 0,89 dollari, contro gli 0,83 del 2024, mentre il fatturato ha visto un incremento del 4% raggiungendo 26,5 miliardi di dollari, in scia a maggiori proventi da interessi, crescita delle vendite e dei guadagni di trading, nonché delle commissioni di asset management.
I proventi netti da interesse, in particolare, si sono attestati a 14,7 miliardi di dollari, in aumento del 7% rispetto al secondo trimestre del 2024, con «il riprezzamento degli asset a tasso fisso, l’aumento del net interest income correlato all’attività dei mercati globali e la crescita di depositi e prestiti, che sono stati parzialmente compensati dall’impatto del calo dei tassi di interesse» spiega la banca.
In luce anche il fatturato derivante dal trading di titoli a reddito fisso, valute e materie prime che è aumentato del 19%, toccando i 3,25 miliardi di dollari nei tre mesi. I ricavi del trading azionario sono cresciuti invece del 10% a 2,1 miliardi di dollari.
«Abbiamo registrato un altro trimestre solido, con un utile per azione in crescita del 7% rispetto all’anno scorso», ha commentato l’amministratore delegato Brian Moynihan, aggiungendo che «i consumatori hanno mantenuto una buona resilienza, con una spesa e una qualità degli asset solide, e i tassi di utilizzo dei mutuatari commerciali sono aumentati. Inoltre, abbiamo registrato un buon slancio nei nostri mercati. Finora quest’anno, abbiamo fornito più capitale alle nostre attività e restituito il 40% di capitale in più agli azionisti nel primo semestre di quest’anno rispetto all’anno scorso».
Bank of America ha restituito 7,3 miliardi di dollari agli azionisti (2 miliardi tramite dividendi su azioni ordinarie e 5,3 miliardi tramite riacquisti di azioni) e intende aumentare il dividendo trimestrale dell’8% a partire dal terzo trimestre del 2025.
Dal punto di vista degli analisti, l’istituto di credito statunitense ha riportato una performance tra luci e ombre nel secondo trimestre: se da un lato l’utile netto ha battuto le attese, dall’altra il fatturato ha deluso le previsioni. Gli analisti contattati da Lse avevano stimato un eps di 0,86 centesimi e un fatturato di 26,72 miliardi.
Il colosso finanziario statunitense archivia il secondo trimestre del 2025 con risultati oltre le attese, trainati da un incremento dei ricavi derivanti dal trading azionario, contabilizzando un utile netto di 3,72 miliardi di dollari nei tre mesi conclusi a giugno, in aumento del 22% rispetto ai 3,04 miliardi riportati nello stesso periodo dello scorso anno.
L’utile per azione (eps) si è attestato a 10,91 dollari, battendo i 9,53 dollari attesi dagli analisti contattati da FactSet, mentre il fatturato totale ha raggiunto 14,58 miliardi di dollari, con un balzo del 15% su base annua. Anche in questo caso il dato ha sorpreso positivamente il consenso, che aveva stimato ricavi per 13,47 miliardi.
La banca ha riferito che la performance riflette ricavi netti significativamente più elevati nella divisione global banking & markets, parzialmente compensati da ricavi netti leggermente inferiori nell’asset & wealth management. In particolare, il fatturato generato dal trading di titoli a reddito fisso, valute e materie prime ha visto un aumento del 9% a 3,47 miliardi di dollari, mentre i ricavi derivanti dal trading azionario sono volati a 4,3 miliardi di dollari, con un’impennata del 36% rispetto al secondo trimestre del 2024, grazie a un aumento significativo dei proventi netti nell'intermediazione azionaria e nel finanziamento azionario. In discesa, invece, le entrate da Asset & Wealth Management, ferme a 3,78 miliardi di dollari, con una flessione del 3%.
«I nostri solidi risultati trimestrali riflettono i solidi livelli di attività dei clienti in tutte le nostre attività, le nostre posizioni di franchising differenziate e il talento e l’impegno del nostro personale», ha commentato il presidente e ceo di Goldman Sachs, David Solomon. «In questo momento, l’economia e i mercati stanno generalmente rispondendo positivamente all'evoluzione del contesto politico. Tuttavia, poiché gli sviluppi raramente si evolvono in modo lineare, rimaniamo molto concentrati sulla gestione del rischio. Grazie alle decisioni strategiche e agli investimenti che abbiamo effettuato, continuiamo a credere che la società sia ben posizionata per garantire risultati ai nostri azionisti».
Morgan Stanley ha archiviato il secondo trimestre con un incremento di utili e fatturato superiori alle previsioni, traendo slancio, come Bank of America e Goldman Sachs, dalle entrate del trading di titoli.
Il bilancio segna un utile netto di pertinenza dei soci pari a 3,5 miliardi di dollari, che si confronta con 3,1 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile per azione (eps) è contestualmente salito a 2,13 dollari, rispetto a 1,82 dollari registrati un anno prima. I ricavi si attestano a 16,79 miliardi, dai 15 miliardi nel secondo trimestre 2024, e a fronte di una previsione di mercato di 16,07 miliardi.
A trainare i risultati è la divisione institutional services, con il trading di azioni che generato entrate per 3,72 miliardi contro 3,01 miliardi nel secondo trimestre del 2024 e il trading di titoli a reddito fisso, che ha registrato introiti per 2,18 miliardi rispetto a 1,99 miliardi dello scorso anno. L’investment banking segna invece una frenata con ricavi per 1,54 miliardi a fronte di 1,61 miliardi nel secondo trimestre 2024, mentre nella gestione patrimoniale Morgan Stanley ha visto salire i ricavi a 7,76 miliardi da 6,79 miliardi.
Ted Pick, ceo di Morgan Stanley, ha osservato che la banca ha messo a segno «sei trimestri sequenziali di utili costanti che riflettono livelli più elevati di performance in diversi contesti di mercato». In particolare, «il ramo Institutional Securities ha registrato forza ed equilibrio tra le attività e le aree geografiche. Il wealth management continua a dare risultati, aggiungendo 59 miliardi di dollari di nuove attività nette e 43 miliardi di dollari di flussi basati su commissioni. Il patrimonio totale dei clienti di Wealth e Investment Management ha raggiunto gli 8.200 miliardi di dollari», ha precisato il manager.
La banca ha infine annunciato un incremento del dividendo trimestrale a 1 dollaro per azione, che sarà messo in pagamento il 15 agosto. (riproduzione riservata)