Bnp Paribas ha annunciato un nuovo buyback e migliorato l’obiettivo di Cet1, mentre il ceo, Jean-Laurent Bonnafé, sta cercando di invertire il recente calo del prezzo dell’azione alla borsa di Parigi (-19,4% negli ultimi tre mesi).
La più grande banca francese avvierà entro la fine del mese di novembre un programma di riacquisto di azioni proprie da 1,15 miliardi di euro dopo aver ricevuto il via libera da parte della Bce. Inoltre, ha intenzione di raggiungere un Cet1, indicatore chiave della solidità patrimoniale di una banca, al 13% entro il 2027 (12,5% precedente), un anno prima del previsto.
Di riflesso, il titolo Bnp Paribas a Parigi è balzato nella seduta del 20 novembre del 4,40% a 70 euro perché le misure prese hanno rassicurato gli investitori dopo la recente sentenza negli Stati Uniti che ha alimentato i timori di una transazione legale costosa.
Infatti, lo scorso 20 ottobre il Tribunale federale di Manhattan ha ritenuto la banca responsabile di aver «facilitato» il genocidio compiuto dal regime sudanese tra la fine degli anni ’90 e il 2011, fornendo servizi finanziari che hanno permesso al governo di Omar al-Bashir di aggirare le sanzioni statunitensi. La giuria ha riconosciuto un risarcimento di 20,5 milioni di dollari a tre ex profughi sudanesi vittime delle atrocità commesse dal regime. Bnp Paribas farà ricorso.
«Il nostro obiettivo è migliorare ulteriormente il profilo di redditività, pur rimanendo attenti ai nostri azionisti attraverso una politica di distribuzione disciplinata e interessante», ha dichiarato l’ad Bonnafé. L’istituto di credito punta anche ad accelerare la cessione di attività non core, ma non ha precisato quali.
Bnp Paribas ha anche fissato un obiettivo di cost income al 61% per il prossimo anno e al 58% nel 2028, mentre ha confermato un Rote del 13% entro il 2028, precisando che pubblicherà le previsioni fino al 2028 insieme ai risultati del 2025 a febbraio. Un piano di medio termine, che coprirà il periodo 2027-2030, sarà presentato all’inizio del 2027.
«Il Cet1 al 13% rappresenta un margine di sicurezza significativo rispetto al requisito Srep del 10,5% e allinea la banca alla rivale Societe Generale e ad altri istituti europei», ha commentato Citi. È altrettanto importante la conferma dell’obiettivo di Rote al 13% per il 2028, nonostante un livello di capitale più elevato. «Dei 210 punti base di miglioramento del Rote rispetto al 2024, due terzi derivano da iniziative strategiche già in corso», precisa Citi.
Apprezzato anche l’avvio del buyback a novembre, in linea con le aspettative del consenso, ma prima del previsto, e con quanto fatto da Societe Generale all’inizio di questa settimana. «Si tratta di passi strategici sensati e, pur rimanendo le preoccupazioni sul contenzioso negli Stati Uniti, il titolo appare troppo a sconto a questi prezzi: tratta solo a 0,7 volte il multiplo prezzo/book value tangibile. Per cui confermiamo il rating buy e il target price a 92 euro», ha concluso Citi.
Più cauta Ubs con un rating neutral e un target price a 77,40 euro: «tra le banche europee oggi Bnp Paribas mostra il secondo costo del capitale implicito più elevato al 15,1%, con solo Raiffeisen più in alto al 20,9%. La valutazione del titolo e l’approvazione del buyback da parte della Bce, dato il rischio di contenziosi legati al Sudan, sono i principali fattori positivi alla base della reazione del mercato, secondo noi, considerando che il consenso non è lontano dai target annunciati: buyback a 1,1 miliardi e cost/income nel 2026 e nel 2028 al 61% e al 58%, rispettivamente». (riproduzione riservata)