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Bmw riscrive il futuro di Alpina: 5,2 metri di eleganza e un V8 pensato per viaggiare velocissimo

Presentata a Villa d’Este, la Bmw Vision Alpina inaugura una nuova era per il marchio di Buchloe. V8, lusso discreto e design raffinato reinterpretano la filosofia di Burkard Bovensiepen: prestazioni elevate e comfort assoluto 

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La potenza smette di essere ruggito quando incontra l’eleganza. E pochi luoghi raccontano questa trasformazione meglio di Villa d’Este, dove Bmw Group ha scelto di svelare la Vision Bmw Alpina: la prima concept car della nuova era del marchio di Buchloe, diventato un brand esclusivo all’interno della casa bavarese nel 2026.

Pierfrancesco Favino al Concorso di Eleganza Villa d’Este con la concept Vision Bmw Alpina.
Pierfrancesco Favino al Concorso di Eleganza Villa d’Este con la concept Vision Bmw Alpina.

Più che il debutto di un modello, è l’apertura di un capitolo inedito nell’alto di gamma internazionale: uno spazio rimasto per anni senza un interprete preciso, sospeso tra l’energia dinamica di Bmw e l’aristocratica compostezza di Rolls-Royce, un’altro gioiello della casa tedesca.

Per capire l’essenza di questa operazione bisogna però tornare al 1961, quando Burkard Bovensiepen, figlio di un costruttore di macchine per scrivere, fondò a Buchloe Alpina, quella che sarebbe diventata una delle «anomalie» più colte dell’automobile europea. Inizialmente come tuner Bmw, ovvero specialista nel trasformare modelli di serie in versioni più reattive e raffinate, Bovensiepen non era interessato alla brutalità meccanica né all’ostentazione.

Bmw Alpina 3.0 CSL da competizione
Bmw Alpina 3.0 CSL da competizione

La sua idea era quasi aristocratica: performance altissime, ma utilizzabili ogni giorno, con comfort, raffinatezza e discrezione. Così mentre il mondo inseguiva la prestazione come gesto muscolare, lui intuì qualcosa di radicalmente diverso: un guidatore comodo è un guidatore più veloce. Nelle gare endurance, mentre altri alleggerivano all’ossessione, Bovensiepen aggiungeva imbottitura ai sedili per preservare lucidità e concentrazione.

La calandra doppia con retroilluminazione ispirata alla prima luce delle Alpi
La calandra doppia con retroilluminazione ispirata alla prima luce delle Alpi

È proprio questo principio a guidare la nuova era di Bmw Alpina. Maximilian Missoni, responsabile del design della classe medio-alta di Bmw, oltre che del progetto Bmw Alpina, preferisce parlare di «second read luxury»: un lusso di seconda lettura che non cerca la gratificazione immediata, ma si lascia scoprire gradualmente. «Nella Vision Bmw Alpina distilliamo ogni elemento del marchio alla sua essenza e lo applichiamo in modo profondamente moderno e sofisticato», spiega Missoni. «Ogni dettaglio riflette sostanza: nell’ingegnerizzazione, nei materiali e nella storia che racconta». Questa interazione tra purezza e ricchezza definisce il nostro approccio».

Maximilian Missoni responsabile del progetto Bmw Alpina (secondo da destra), racconta la Vision Bmw Alpina ad Adrian van Hooydonk (primo da sinistra), responsabile design di Bmw Group.
Maximilian Missoni responsabile del progetto Bmw Alpina (secondo da destra), racconta la Vision Bmw Alpina ad Adrian van Hooydonk (primo da sinistra), responsabile design di Bmw Group.

Non si tratta, quindi, di apporre un semplicemente un badge su una vettura opulenta, ma di tradurre i racconti del passato nel design di domani. La Vision Bmw Alpina misura 5,2 metri, anche se evita accuratamente la teatralità. Una presenza importante, mai aggressiva. Il frontale recupera il celebre «shark nose» della Alpina B7 degli anni Settanta, mentre la calandra doppia Bmw viene reinterpretata come una scultura tridimensionale protesa in avanti.

Bmw riscrive il futuro di Alpina: 5,2 metri di eleganza e un V8 pensato per viaggiare velocissimo

Le superfici interne, percorse da un motivo grafico quasi invisibile, si accendono solo quando l’auto è attiva, mentre la retroilluminazione è di un bianco caldo ispirato alla prima luce sulle Alpi Bavaresi. «Le dichiarazioni che fa sono sottili e si rivelano solo a un’osservazione più attenta», osserva Missoni. L’intera vettura è costruita attorno a quella che i designer chiamano «linea della velocità»: una direttrice inclinata di sei gradi che nasce dal frontale, percorre la carrozzeria e dipinge l’intera composizione.

Gli iconici cerchi multiraggio da 22 e 23 pollici.
Gli iconici cerchi multiraggio da 22 e 23 pollici.

Anche gli iconici cerchi multiraggio, firma Alpina fin dal 1971, riaffiorano in una lettura contemporanea da 22 e 23 pollici. Ma il dettaglio più interessante è forse il metodo. «Nel lusso è facile cadere nella trappola di aggiungere cromature ovunque. Noi facciamo l’opposto», Missoni sceglie la via della sottrazione.

Bmw riscrive il futuro di Alpina: 5,2 metri di eleganza e un V8 pensato per viaggiare velocissimo

Il cromo compare solo dove serve, quasi nascosto, in omaggio alla Bmw 507 del 1956, dove il metallo lucido era riservato al profilo interno della calandra. Anche le storiche deco-lines sulla fiancata cambiano natura e diventano segni integrati nella carrozzeria, verniciati sotto il trasparente. Un esercizio di precisione che richiede cultura del dettaglio e, savoir faire.

La linea del retro con lo scarico a quattro terminali.
La linea del retro con lo scarico a quattro terminali.

Sotto il cofano un V8 che scalpita con misura. Missoni parla di «fluid power: una potenza fluida, pensata per il grande viaggio, non per il colpo di teatro». Anche qui la semantica conta. La modalità dinamica non si chiama Sport, ma Speed. Perché l’idea non è l’aggressività, ma la capacità di coprire distanze immense ad alta velocità con compostezza assoluta. La modalità di default resta Comfort+, coerentemente con il dogma originario di Buchloe.

L'abitacolo con Panoramic iDrive.
L'abitacolo con Panoramic iDrive.

L’abitacolo segue la stessa logica. Un salotto privato fatto di pelle pieno fiore proveniente dalla regione alpina, metalli lavorati con precisione quasi orologiera, dietro, un meccanismo auto-estendibile rivela bicchieri in cristallo illuminati, trattenuti da magneti invisibili. Un dettaglio che avrebbe potuto facilmente scivolare nell’eccesso e che invece mantiene misura. Il primo modello di serie del marchio, ispirato alla Bmw 7 Series ma inconfondibilmente Bmw Alpina, debutterà il prossimo anno.

La calandra doppia con retroilluminazione ispirata alla prima luce delle Alpi
La calandra doppia con retroilluminazione ispirata alla prima luce delle Alpi

Sebbene i volumi stimati di circa 2.000 auto all’anno siano destinati a salire, l’esclusività rimarrà garantita. Le vetture, pur nascendo su base Bmw, saranno completate con materiali di livello superiore all’interno di specifiche officine Alpina e distribuite attraverso una rete selezionatissima. «Innovare senza perdere il contatto con l’eredità è la sfida più difficile» conclude Missoni. Un motto che è inevitabilmente anche la sintesi migliore di questa operazione. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 12/06/2026 07:00
Ultimo aggiornamento: 12/06/2026 07:00
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