Calano i profitti di Bmw. La casa automobilistica tedesca ha chiuso il 2024 con un forte calo degli utili, registrando una flessione del 37% rispetto all’anno precedente a 7,68 miliardi di euro, un valore significativamente inferiore ai risultati degli anni precedenti. Un dato negativo che rispecchia le difficoltà che il settore automotive sta attraversando a livello globale, con particolare riferimento al mercato cinese, principale area di vendita del marchio.
La Cina rappresenta da anni il primo mercato per Bmw, ma nel 2024 le vendite del gruppo nel Paese asiatico sono diminuite del 13,4%, incidendo in maniera determinante sui risultati economici. A questo si aggiunge l’effetto dei dazi commerciali e delle incertezze legate alle politiche protezionistiche, che hanno contribuito a creare un contesto sfavorevole per le esportazioni dell'azienda.
Il calo delle vendite in Cina è stato aggravato dai problemi tecnici che hanno interessato alcuni modelli. Un difetto nei sistemi frenanti, forniti da Continental, ha infatti costretto Bmw a richiamare circa 1,5 milioni di veicoli, con inevitabili ripercussioni sulle consegne e sui ricavi del terzo trimestre.
La contrazione dei profitti ha portato anche a un peggioramento del margine operativo nel comparto automobilistico, che si è attestato al 6,3% rispetto al 9,8% del 2023. Questo risultato rientra comunque nelle previsioni riviste del gruppo, che già a settembre aveva indicato un target compreso tra il 6% e il 7%, riducendo le stime precedenti che oscillavano tra l’8% e il 10%.
I ricavi annuali sono scesi dell’8,4%, fermandosi a 142,38 miliardi di euro, mentre le consegne globali di auto sono calate del 4% a 2,45 milioni di unità. Unico dato positivo è la crescita delle vendite di veicoli elettrici, che hanno raggiunto quota 426.536 unità, con un incremento del 13,5% rispetto al 2023, rappresentando così il 17% delle vendite totali.
In seguito alla flessione degli utili, Bmw ha deciso di ridurre il dividendo annuale per il 2024, che passa da 6 a 4,3 euro per azione ordinaria e da 6,02 a 4,32 euro per le azioni privilegiate. Il payout è però aumentato al 36,7%, rispetto al 33,7% del 2023, per mantenere un ritorno adeguato agli azionisti.
Guardando al 2025, il management di Bmw prevede un andamento degli utili in linea con quello del 2024, in un contesto che rimane incerto a causa delle tensioni geopolitiche e dei potenziali nuovi dazi da parte degli Stati Uniti. Tuttavia, la casa automobilistica conta su una ripresa della domanda e su un’espansione dell’offerta di veicoli elettrici per migliorare la propria posizione competitiva.
La guerra commerciale fra Usa, Ue e Cina potrebbe costare a Bmw fino a 1 miliardo di euro nel 2025. A dirlo è il ceo Oliver Zipse intervistato da Bloomberg Tv. «Non credo che tutte le tariffe dureranno a lungo, ma alcune potrebbero durare restare per più tempo». Bmw è colpita dai dazi Usa per le auto prodotte in Messico a San Louis Potosi, che sono stati sospesi solo per i gruppi che aderiscono all'accordo Usmca, e dai dazi Ue sulle auto elettriche prodotte in Cina.
A seguito della pubblicazione dei risultati, il titolo Bmw ha aperto in flessione in borsa, registrando un calo del 2,8% a Francoforte nella mattina del 14 marzo. Questo riflette la preoccupazione degli investitori per il rallentamento di tutto il settore auto tedesco, che ha visto anche Volkswagen e Mercedes-Benz riportare una riduzione degli utili nel 2024, rispettivamente del 31% e del 28%.
Il contesto macroeconomico rimane complesso per l’intera industria automobilistica, tra inflazione, costi energetici in aumento e crescente concorrenza dei marchi cinesi nel settore dell’elettrico. Bmw, come altri produttori premium, è chiamata ad accelerare la propria strategia su innovazione tecnologica e gestione attenta dei costi per difendere la propria redditività. (riproduzione riservata)