Un 2025 da record per Bluserena Hotels & Resorts, che continua ad aggiornare i massimi dopo che il 2024 era stato l’anno migliore di sempre e con un 2026 che si prospetta ancora in crescita, anche grazie al nuovo modello di vacanza inclusive Made in Italy lanciato a dicembre e al «grosso aumento del mercato straniero». È quanto ha spiegato in un’intervista concessa a MF-Newswires Marcello Cicalò, ceo del gruppo attivo nel settore del turismo con 13 hotel e resort in Sardegna, Puglia, Sicilia, Calabria, Abruzzo e in Piemonte nel comprensorio sciistico della Vialattea. Nel corso del 2025 Bluserena ha superato 1.200.000 presenze.
Domanda. Dopo un 2024 record come si è chiuso il 2025 e come è iniziato il 2026?
Risposta. Il 2025 si è chiuso molto bene, abbiamo aggiornato nuovamente i massimi. Abbiamo generato un fatturato indotto aggregato di oltre 225 milioni di euro, frutto dei ricavi diretti generati dall’indotto nei territori in cui operano le strutture e dal fatturato indiretto, in aumento rispetto agli oltre 210 milioni di euro del 2024. La marginalità, che per noi è in area 35-40%, è leggermente migliorata per la crescita della tariffa media. Siamo poi partiti con la campagna estiva 2026 presentando le nostre nuove formule di soggiorno e stiamo registrando un trend in forte aumento, a doppia cifra e oltre il trend di mercato.
D. Quali sono i principali driver di crescita delle prenotazioni?
R. Sono tre i fattori principali: abbiamo rivoluzionato le nostre formule, rendendole molto chiare, abbiamo fatto alcuni cambiamenti comunicativi e c’è stato un grosso aumento del mercato straniero. A dicembre abbiamo presentato il nuovo modello di vacanza Inclusive Made in Italy, con tre nuove formule di soggiorno - soft-inclusive, all-inclusive e ultra-inclusive. Al momento il modello all inclusive rappresenta il 15-16% delle prenotazioni e il nostro obiettivo è arrivare al 20%.
D. Qual è la ripartizione geografica della vostra clientela e quali sono i vostri obiettivi al riguardo?
R. Nel 2024 la nostra clientela era per il 90% italiana e per il 10% straniera, in particolare europea, con prevalenza di Gran Bretagna, Germania, Francia ed est Europa. Nel 2025 siamo passati a un 84% di italiani e un 16% di stranieri e l’obiettivo è stabilizzarci nell’arco dei prossimi 3-4 anni su un 30% di stranieri. Per le prenotazioni 2026 finora abbiamo 28 nazionalità presenti. Al momento l’extra Europa non è una priorità, ma molto dipende anche dall'evoluzione della frequenza delle tratte aeree in prossimità dei nostri hotel e resort. Quanto invece alla stagionalità, nel 2022 era di 124 giorni, nel 2025 è stata di 138 giorni e puntiamo ad allungarla a 150 giorni per il 2027.
D. Qual è il vostro piano di investimenti per il 2026? Pensate a delle acquisizioni?
R. Il nostro obiettivo ora è il mantenimento di quanto fatto, quindi gli investimenti saranno nell’ordine di qualche milione di euro. In questa fase non guardiamo ad acquisizioni. Il tema di creare un brand nuovo con un posizionamento più alto è sempre sui radar, magari acquisendo strutture nuove, ma al momento non c’è nulla in programma.
D. La borsa rappresenta un’opzione?
R. No, la quotazione non è un’opzione che consideriamo. Abbiamo nel capitale un fondo (lo spagnolo Azora, ndr) e quello della borsa non è mai stato un argomento trattato. (riproduzione riservata)