Bitcoin in picchiata per buona parte della giornata anche se poi riuscire a rialzare la testa. Nella seduta odierna la criptovaluta è scesa sotto quota 90.000 dollari, registrando il valore minimo dal 22 aprile. A causa di queste perdite diffuse, il bitcoin, che aveva raggiunto il picco massimo a inizio ottobre, superando i 126.000 dollari, è ora lievemente in calo da inizio anno.
Al contempo, gli investitori continuano a cedere le loro partecipazioni tecnologiche legate all'AI. L'indice Nasdaq 100, fortemente orientato al settore tecnologico, ha registrato un calo del 4% a novembre, seguendo il trend al ribasso delle criptovalute. Mike O'Rourke, chief strategist di Jones Trading, afferma che la correlazione tra il bitcoin e la vendita massiccia di titoli tecnologici di questa settimana «è innegabile».
André Dragosch, head of research di Bitwise per l'Europa, ritiene che «i timori di un picco ciclico» del bitcoin «siano eccessivi. La crescita della liquidità globale continua ad ampliarsi grazie agli aggressivi tagli dei tassi da parte delle principali banche centrali, un fattore che tende ad anticipare di circa 6-9 mesi sia il ciclo economico globale sia l'appetito per il rischio associato a bitcoin. Inoltre, il deficit di offerta indotto dall'halving ha perso centralità rispetto alla domanda istituzionale proveniente da società di tesoreria internazionali e dagli Etp, motivo per cui l'andamento della performance di questo ciclo difficilmente ricalcherà quello dei cicli precedenti».
«A ciò si aggiunge che le valutazioni di bitcoin non hanno mostrato eccessi in questa fase e non abbiamo ancora osservato un vero e proprio blow-off top; al contrario, le attuali metriche indicano una sottovalutazione dell'asset». Per questo l'esperto continua «a considerare l'attuale contesto di mercato come un'opportunità per aumentare, e non ridurre, l'esposizione a bitcoin e agli altri principali cryptoasset. A nostro avviso, il ribasso in corso appare più come una correzione all'interno di un mercato rialzista che come l'inizio di una fase ribassista strutturale».
Per Thomas Perfumo, global economist di Kraken il quadro complessivo non risulta caratterizzato da evidenti rischi sistemici. Nei prossimi mesi, spiega l'esperto, l'attenzione si concentrerà sull'evoluzione dei dati macroeconomici riguardanti il mercato del lavoro, l'inflazione, i tassi di interesse e la liquidità. «Avranno un ruolo importante anche i progressi legislativi e regolatori negli Stati Uniti e le relative reazioni a livello globale, così come l'andamento di Ibit e Mstr e i posizionamenti nel mercato delle opzioni», continua l'esperto.
Inoltre, sarà importante monitorare «eventuali cambiamenti nel regime di volatilità e indicatori come la dominance della capitalizzazione del bitcoin, oltre ai nuovi trend emergenti come la crescita dei titoli tokenizzati e l'evoluzione della tokenomics di Uniswap, che potrebbe stimolare altri progetti consolidati a introdurre cambiamenti strategici di lungo periodo, favorendo lo sviluppo dell'intero settore». (riproduzione riservata)