Il bitcoin e le altre valute digitali sono «un’asset class riconosciuta», e come tali vanno trattate. Così Bjørn Sibbern, responsabile globale degli exchange di Six Group (la società che gestisce le borse di Zurigo e Madrid) ha parlato ai microfoni del Financial Times, annunciando al giornale britannico la volontà della borsa elvetica di creare al suo interno un exchange di criptovalute: una mossa che lancerebbe il guanto di sfida alle borse di cripto come Binance e Coinbase, che attualmente si spartiscono la gran parte del mercato, anche nel Vecchio continente.
Nel dettaglio, il gruppo svizzero starebbe valutando di sfruttare la sua reputazione a livello globale (quest’anno le sue borse hanno ospitato le due maxi-ipo di Puig in Spagna, da 3 miliardi di euro, e di Galderma a Zurigo da 2 miliardi di franchi) e le leggi svizzere in materia di cripto come testa di ponte per i grandi investitori tradizionali, sempre più interessati al trading di asset digitali. Six Group, ha aggiunto Sibbern, sta valutando la creazione «di una piattaforma in cui possiamo aiutare a facilitare il trading, che si tratti di criptovalute spot o di derivati».
La Svizzera è diventata nel corso del tempo uno dei Paesi più favorevoli alle divise digitali in Europa: sono infatti state promulgate specifiche leggi sulla negoziazione e la custodia di asset e sulla classificazione dei diversi tipi di token. «Stiamo valutando altri modi per espanderci in Europa e, come parte di ciò, stiamo anche valutando se le cripto dovrebbero farne parte», ha evidenziato Sibbern, aggiungendo che, almeno in un primo momento, l’exchange sarebbe disponibile solo per investitori istituzionali, quindi per i gestori, i fondi e le banche.
La recente approvazione degli Etf spot su bitcoin ed ethereum (che hanno le cripto come sottostante) da parte della Sec americana ha stimolato un boom di investimenti retail e istituzionali in asset digitali, facendo decollare il prezzo del bitcoin fino al record storico di 72.000 dollari (oggi, mercoledì 18 settembre 2024, è intorno a 59.500).
Six, dal canto suo, ha una società di derivati cripto chiamata AsiaNext con sede a Singapore, frutto di una joint venture con il gruppo giapponese Sbi. «Stiamo valutando se fare qualcosa di simile in Europa», ha spiegato Sibbern al FT. Il gruppo elvetico gestisce inoltre un exchange digitale separato, dove dal 2018 sono quotate alcune obbligazioni digitali come quella di Ubs e quella della città di Lugano. Il nuovo exchange potrebbe essere un’evoluzione di questo concetto. (riproduzione riservata)