Bill Ackman lancia un duro avvertimento: gli Stati Uniti si stanno avviando verso un «inverno nucleare economico autoinflitto» a causa della politica dei dazi del presidente Donald Trump. E attacca il segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick, di conflitto di interessi nella vicenda dei dazi.
Il fondatore di Pershing Square Capital Management, con un patrimonio personale netto stimato in 9,3 miliardi nel 2024 da parte di Bloomberg, ha avvisato domenica 6 aprile che «imponendo dazi pesanti e sproporzionati sia ai Paesi alleati che a quelli rivali, e di fatto avviando una guerra commerciale globale, stiamo distruggendo la fiducia nella nostra nazione come partner affidabile nel commercio internazionale».
Il miliardario Usa si è espresso in un post su X (ex Twitter). L’investitore, che aveva pubblicamente sostenuto Trump durante la campagna elettorale, ha preso nettamente le distanze dalle recenti misure. I dazi, firmati mercoledì, prevedono una tariffa minima del 10% su tutte le importazioni, coinvolgendo oltre 180 Paesi. La Cina è il Paese più colpito, con tariffe cumulative che raggiungono il 54% da inizio dell’anno. Pechino ha reagito immediatamente, imponendo dazi del 34% su tutti i beni statunitensi e chiudendo sulle terre rare.
I mercati hanno reagito con forza: gli indici azionari statunitensi hanno chiuso la settimana con un calo del 9,08%, secondo i dati FactSet, per paura di una recessione globale dietro l’angolo. JP Morgan ha alzato la probabilità di una recessione mondiale dal 40% al 60% entro fine anno.
Ackman ha sottolineato che «il business si basa sulla fiducia» e che Trump sta perdendo la fiducia dei leader economici a livello globale. Le conseguenze potrebbero essere gravi, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione americana, già sotto forte pressione economica. «Non è questo ciò per cui abbiamo votato», ha scritto.
Secondo il gestore, il presidente dovrebbe considerare una pausa negoziale per rivedere eventuali accordi commerciali ritenuti iniqui. «In alternativa – ha concluso – ci stiamo dirigendo verso un inverno economico autoinflitto, e sarà il caso di prepararci».
In un altro post, Ackman ha attaccato anche il Segretario al Commercio Howard Lutnick, sostenendo che il suo coinvolgimento in una società (è il ceo di Cantor Fitzgerald, che controlla BGC Group), fortemente esposta ai titoli obbligazionari rappresenti un grave conflitto di interessi. «Trae profitto quando l’economia americana va in crisi», ha commentato.
Nel frattempo, Lutnick ha dichiarato alla CBS che l’amministrazione Trump non intende fare marcia indietro sulla linea dura dei dazi, nemmeno di fronte alla correzione violenta dei mercati.
Poche ore dopo, sempre su X, si corregge su Lutnick: «Non è stato giusto da parte mia scagliarmi contro Howard Lutnick. Non credo che stia perseguendo il suo interesse personale. Sono certo che stia facendo del suo meglio per il Paese mentre rappresenta il Presidente come Segretario al Commercio. Non è un lavoro facile e non sappiamo come è stato fatta la salsiccia. Sono solo frustrato nel vedere quello che ritengo essere un grave errore politico verificarsi dopo che il nostro Paese e il Presidente hanno fatto enormi progressi economici che ora sono a rischio a causa delle tariffe. Mi piacerebbe essere smentito e vedere questo approccio alle tariffe e/o la loro risoluzione essere enormemente vantaggioso per il nostro Paese e l'economia globale».
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