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Big oil, ecco chi comprare e chi no dopo le trimestrali
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Big oil, ecco chi comprare e chi no dopo le trimestrali

di Ester Corvi
10 novembre 2022, 08:30 Ultimo aggiornamento: 16:35

Dopo un terzo trimestre molto forte per la maggior parte delle major petrolifere, gli analisti di Rbc Capital Markets hanno rivisto prezzi obiettivo e rating

Nel terzo trimestre la maggioranza delle major petrolifere ha battuto le stime sugli utili, grazie alla combinazione di guadagni nel downstream e risultati di trading eccezionali per molti. Da inizio anno il settore ha registrato una performance migliore del mercato europeo del 35% e di quello statunitense (indice S&P500) dell'85%. Ecco i titoli selezionati dagli specialisti di Rbc Capital Markets.

1) BP. Rating positivo (outperform) per il titolo che capitalizza 101,5 miliardi di dollari. Rispetto al prezzo attuale di 481 pence, il target price è stato aumentato a 600 pence, che implica un rialzo potenziale del 25%. I risultati del terzo trimestre hanno evidenziato un utile superiore alle attese, grazie ai risultati eccezionali nel trading di gas. BP ha apportato modifiche alla guidance e aumentato gli investimenti. L'ammontare del buyback è sceso invece a 2,5 miliardi di dollari, a causa della costruzione del capitale circolante.

2) Shell. Rating positivo (outperform) per il titolo che capitalizza 200,1 miliardi di dollari. Rispetto al prezzo attuale di 2.447 pence, il target price è 3.200 pence, che implica un rialzo potenziale del 31%. Gli utili trimestrali hanno battuto il consenso, con forti risultati a monte che compensano la debolezza di IG. La previsione sugli investimenti di capitale è stata mantenuta per l'anno 23-27 miliardi di dollari. L'ammontare del buyback dovrebbe  essere di 4 miliardi di dollari nel quarto trimestre, con un aumento stimato del dividendo per azione del 15%.

3) Eni. Il target price è 14 euro, in linea con la quotazione attuale. Nel terzo trimestre l'utile ha battuto le attese, grazie il al trading di gas, con Eni che ha beneficiato degli spread sui prezzi del gas in Europa. Guidance invariata in uno scenario macro leggermente inferiore. Nessuna modifica agli investimenti, piccole variazioni alla guidance a livello di divisioni. Attraente il rendimento della cedola 2022 e 2023, pari rispettivamente al 6,4% e al 6,5%.

4) Repsol. Rating neutrale (sector perform) per il titolo che capitalizza 20 miliardi di euro. Rispetto al prezzo attuale di 13,95 euro, il target price è 17 euro, che implica un rialzo potenziale del 22%. Utile nel terzo trimestre in linea con il consenso, con un forte premio al margine di raffinazione compensato dalla debolezza dei prodotti chimici. Margini di raffinazione di ottobre indicati in media pari a 20 dollari al barile.Repsol ha rinnovato il sui piano di buyback con 36 milioni di azioni da acquistare a novembre/dicembre.

5) Galp.  Rating positivo (outperform) per il titolo che capitalizza 8,7 miliardi di euro. Rispetto al prezzo attuale di 10,53 euro, il target price è  13,5 euro, che implica un rialzo potenziale del 28%. Nel terzo trimestre ebitda ed ebit sono stati inferiori alle aspettative del mercato, mentre l'utile netto le ha battute. Generazione di cassa debole, ma influenzata da una serie di voci "una tantum". Nessuna modifica alla remunerazione degli azionisti e scarsa visibilità sulla successione dell'amministratore delegato.

6) TotalEnergies. Rating neutrale (sector perform) per il titolo che capitalizza 145,8 miliardi di euro. Rispetto al prezzo attuale di 56,28 euro, il target price è 65 euro, che implica un rialzo potenziale del 15%. Nel terzo trimestre ha registrato utili superiore al consenso, con il driver chiave che è stato il forte trading di GNL (gas liquefatto). La produzione del 4° risentirà del riavvio dell'impianto a Kashagan. Il piano di buyback è stato mantenuto a 2 miliardi di dollari.

7) ExxonMobil. Rating positivo (outperform) per il titolo che capitalizza 456,3 miliardi di dollari. Rispetto al prezzo attuale di 110,81 dollari, il target price è 125 dollari, che implica un rialzo potenziale del 13%. Nel terzo trimestre ha evidenziato risultati forti, trainati dal trading di petrolio e gas, nonché da effetti temporali positivi. Nessuna modifica sostanziale alle linee guida su riacquisti di azioni e rendimenti per gli azionisti. E' stato incrementato il dividendo.



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