Bialetti Industrie verso il delisting dalla Borsa Italiana. Il veicolo creato ad hoc Nuo Octagon, società di diritto italiano detenuta per il 50% dalla lussemburghese Nuo Capital (fondo di private equity controllato dalla famiglia cinese Pao-Cheng) e per l’altro 50% dalla holding Jakyval, ha sottoscritto due contratti per l'acquisto di 121.607.985 azioni, pari al 78,567% del capitale, dell’azienda dell’omino con i baffi, specializzata nella produzione di macchine per il caffè.
Più nel dettaglio, il primo accordo riguarda la cessione da parte delle società che fanno capo al presidente di Bialetti, Francesco Ranzoni, di azioni pari al 59% del capitale per 47,3 milioni di euro. Il secondo è relativo al 19,56% del capitale che viene ceduto da Sculptor Ristretto Investment per 5,73 milioni. Il closing è atteso entro giugno (Bialetti è stata assistita da Lazard in qualità di advisor finanziario e Nuo da Vitale&Co in qualità di debt advisor)
In seguito, Nuo sarà tenuto a promuovere un'offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle azioni di Bialetti a un prezzo non inferiore a 0,467 euro per azione. Di riflesso a Piazza Affari l’azione si è adeguata ed è volata in chiusura del +61,29% a 0,45 euro. Il valore economico del vendor loan stimato dall'acquirente è non inferiore a 13,3 milioni che corrisponde a un valore implicito dell'acquisto delle partecipazioni in Bialetti non inferiore a 42,634 milioni.
In seguito alla chiusura dell’opa, l’acquirente intende perseguire il delisting da Euronext Milan. L’azione della storica azienda fondata nel 1919 ha debuttato in borsa il 27 luglio 2007, giorno in cui ha raggiunto il massimo storico a 2,298 euro. Da questo livello è sempre scesa fino a un minimo storico a 0,095 euro (28 ottobre 2020).
La compravendita si inserisce nell’ambito di una più ampia operazione legata al rifinanziamento dell’indebitamento di Bialetti oggetto dell’accordo di ristrutturazione del debito. In particolare, ci sarà un finanziamento junior di importo massimo pari a 30 milioni che sarà concesso da parte di illimity Bank e Amco Asset Management e un finanziamento senior da 45 milioni che sarà concesso da Banco Bpm insieme a Bper e Banca Ifis. Previsto, infine, un contributo di equity da parte di Nuo Octagon per almeno 49,5 milioni con una riduzione significativa dell’indebitamento. Per quanto riguarda la governance, anche con la nuova proprietà Egidio Cozzi rimarrà ceo di Bialetti.
Nuo Capital fa capo al 46 enne magnate di Hong Kong Stephen Cheng. È la holding d’investimento fondata nel settembre 2016 da World-Wide Investment Company Limited, uno dei più antichi family office asiatici che fa riferimento alle famiglie Pao/Cheng assieme a Tommaso Paoli, ex manager di Intesa Sanpaolo.
Nuo è l’acronimo di New Understanding Opportunities e nel 2017 ha rilevato, assieme a Cassa depositi e prestiti, una quota di minoranza in Elite Spa, rispettivamente, del 10% e del 15%. Si tratta del programma di Borsa Italiana (Euronext Group) che raccoglie le pmi non quotate per farle crescere sotto il profilo industriale e finanziario e, se interessate, per portarle in quotazione. In passato, Nuo Capital ha investito in marchi italiani di design come Artemest e Sozzi Arredamenti e del vino come Terra Moretti Distribuzione e Tannico. (riproduzione riservata)