Titolo Bialetti in rally a Piazza Affari (+9,09% a 0,264 euro in chiusura). A seguito di una richiesta della Consob, la società dell’omino con i baffi specializzata nella produzione di macchine per il caffè ha annunciato di aver avviato trattative esclusive con la società di diritto lussemburghese Nuo Capital, family office della famiglia di Stephen Chang, miliardario di Hong Kong, per la cessione di una partecipazione di controllo della società.
La richiesta della Consob segue le indiscrezioni del 30 marzo de Il Messaggero secondo cui il delisting di Bialetti è imminente, in quanto Nuo Capital e Jakyval, società lussemburghese riconducibile alla famiglia Guerrand Hermes, sarebbero interessate ad acquistare ciascuna il 49,5% della società con l'1% che resterebbe in mano all'attuale management. L’azione della storica azienda fondata nel 1919 ha debuttato in borsa il 27 luglio 2007, giorno in cui ha raggiunto il massimo storico a 2,298 euro. Da questo livello è sempre scesa fino a un minimo storico a 0,095 euro (28 ottobre 2020).
Il prezzo riportato da Il Messaggero per la quota di maggioranza, 170 milioni di euro (130 milioni equity e 40 debito), per un’azienda che fattura 150 milioni e ha due poli produttivi in Italia e in Turchia, per Bialetti è «fuorviante e non rappresentativo della struttura ipotizzata dell'operazione». L’attuale capitalizzazione di mercato si ferma a 37,5 milioni.
L'operazione, ha spiegato la stessa società nel comunicato, è volta a realizzare la «dismissione Bialetti», già annunciata al mercato nei mesi scorsi e prevista dal nuovo accordo di ristrutturazione. In caso di perfezionamento, l’azienda rimborserà parte del suo indebitamento finanziario, mentre la parte residua sarà oggetto di rifinanziamento. L'acquirente, inoltre, provvederà al rafforzamento patrimoniale della società.
Seppur in fase avanzata, i negoziati sono ancora in corso e riguardano diversi aspetti, anche rilevanti, dell'operazione, oltre al prezzo della vendita anche l'ammontare del rafforzamento patrimoniale. Comunque, al 30 marzo, nessun accordo vincolante è stato ancora raggiunto e/o sottoscritto con Nuo e/o altri investitori, né alcuna delibera in tal senso è stata assunta dal cda di Bialetti. (riproduzione riservata)