Promosso dagli analisti l'accordo di bancassicurazione siglato da Generali con Banca March, istituto focalizzato principalmente sugli investimenti e sulla gestione dei conti individuali in Spagna. "L'accordo prevede la distribuzione di prodotti del ramo P&C e vita", hanno evidenziato gli analisti di Intesa Sanpaolo che sul titolo (hanno un target price a 17 euro e un rating add, rammentando che Generali è solita utilizzare gli accordi di bancassicurazione per rafforzare il proprio posizionamento sui mercati esteri e "potrà affermare ulteriormente la propria posizione in Spagna, dove ha già un accordo con Cajamar".
Secondo le anticipazioni di MF-Milano Finanza, "l'accordo include la distribuzione di assicurazioni per automobile, casa, infortunio e rischio vita, e rafforzerà la digitalizzazione dell'offerta assicurativa di Banca March, grazie alla capacità commerciale dei gestori e alle basi tecnologiche della banca, con i clienti dell'istituto che avranno accesso alle polizze sia attraverso i canali digitali sia nelle 146 filiali della banca". I termini dell'accordo non sono stati rivelati. Al 2019 la Spagna pesava per il 7% del totale premi danni di Generali e il 2% di quelli vita.
Per gli analisti di Berenberg (target price a 19,50 euro e rating buy confermati), Generali punta a essere il nuovo "Steady Eddie" dell'assicurazione, rendendosi prevedibile in tutto ciò che fa, dalla pubblicazione degli utili ai dividendi, così come in materia di affari. Generali sta facendo buoni progressi in diversi settori, soprattutto per ciò che concerne la solidità del bilancio, il dividendo e la strategia di business adottata. "Pensiamo che, a seguito di questo progresso, Generali continuerà la sua graduale rivalutazione, aiutata forse da una più generale rivalutazione delle azioni italiane in seguito alla nomina di Mario Draghi come nuovo primo ministro", hanno previsto.
Il vantaggio di risultati prevedibili, hanno spiegato, si traduce in un rating più alto, così come è stato per altri nomi illustri del settore assicurativo: Allianz ha praticato tale politica dal 2009, Zurich l'ha adottata dal cambiamento del management nel 2015 e la stessa Generali ne è stata un esempio concreto da quando il nuovo ceo si è insediato alla guida della compagnia a marzo 2016. "Anche se riteniamo che la riorganizzazione del management del 27 gennaio scorso sia stata una notevole sorpresa, sotto tutti gli altri aspetti Generali è ora relativamente prevedibile", sottolineano gli analisti di Berenberg.
Berenberg ha, comunque, ridotto la stima di utile operativo 2020 della compagnia triestina da 5,3 miliardi a 5,1 miliardi di euro, vale a dire poco sotto i 5,2 miliardi di euro del 2019. La rettifica ha avuto luogo soprattutto a causa del business vita, dove Berenberg prevede un ritorno più basso dagli investimenti a causa di svalutazioni su azioni e minori ricavi dalle locazioni immobiliari. Tuttavia, gli analisti ritengono che la qualità dei risultati 2020 sia ancora alta e prevedono un Combined ratio del 90,2% e un Solvency II del 214% (il più alto in assoluto).
In particolar modo, l'istituto tedesco evidenzia tre catalizzatori positivi per il gruppo Generali. In primo luogo, la potenziale offerta per Aviva Polonia. Bloomberg ha reso noto che il termine ultimo sarà il prossimo il 26 febbraio e che gli offerenti in una posizione di vantaggio sono Allianz, Generali e NN Group. La valutazione di 1,5-2 miliardi si colloca perfettamente all'interno del restante budget di 2,5-3 miliardi di Generali e, secondo le stime di Berenberg, ne diluirebbe il rapporto di solvibilità a un ancora forte 201%.
Inoltre, un altro catalizzatore è rappresentato dal dividendo (conti 2020 in uscita il prossimo 11 marzo). "Crediamo che il regolatore approverà un dividendo di 0,96 euro ad azione, più l'inclusione del dividendo non pagato di 0,46 dell'esercizio 2019. Generali prevede una distribuzione cumulativa del dividendo 2019-2021 di 4,5 miliardi di euro, pari a 0,96-1,06 euro all'anno tra il 2019-2021. Infine, pensiamo di poter assistere a un ritorno alla crescita dei ricavi e prevediamo premi lordi flat nel 2020 a fronte di un aumento del 3% nel 2021 e del 4% nel 2022", aggiungono gli analisti di berenber.
A oggi, secondo le stime di Berenberg, Generali tratta a un prezzo pari a 1,0 volte il rapporto utili/net asset value tangibile al 2022, con un rendimento del dividendo per l'esercizio 2020 del 10%, di cui il 6,1% è ricorrente. Il titolo Generali, quotato a Piazza Affari, scambia attualmente in ribasso dello 0,76% a 15,63 euro. (riproduzione riservata)