Con le valutazioni sui mercati azionari giunte a livelli mai visti prima e con il recente aumento nei tassi di interesse, gli investitori si stanno interrogando su quello che sarà il destino del mercato azionario globale nei prossimi mesi, man mano che ci si avvicina sempre di più alle trimestrali e dopo i primi tre mesi da record del 2021. “Negli ultimi mesi, abbiamo sostenuto l’ipotesi di una forte ripresa economica dal secondo trimestre del 2021 in poi, ripresa che dovrebbe sostenere l’aumento dei rendimenti obbligazionari e dei tassi di inflazione.
Per quanto riguarda i mercati azionari, ci aspettiamo che la ripresa economica sia accompagnata da un forte rimbalzo negli utili, il quale sosterrà l'aumento dei prezzi delle azioni”, sottolineano da Berenberg. “I nostri economisti”, proseguono dalla banca d’affari tedesca, “prevedono che i rendimenti obbligazionari a fine 2021 saranno del 2,5% negli Stati Uniti, dello 0,1% in Germania e dell'1,5% nel Regno Unito, e si aspettano valori ancora più elevati per il 2022 e il 2023”.
A tal proposito, secondo Berenberg, i settori che sembrano ben posizionati per beneficiare di rendimenti obbligazionari più elevati sono quello dell'automotive, dei consumi di base, dei prodotti chimici, bancario ed energetico, mentre potrebbero faticare di più i titoli prettamente difensivi e quelli che fungono da proxy del mercato obbligazionario. “Nonostante i forti guadagni, manteniamo un orientamento pro-ciclico e pro-value, con i settori di quest'ultim comparto che sembrano i meglio posizionati per beneficiare dell'aumento dei rendimenti obbligazionari e della ripresa economica”, evidenziano da Berenberg.
Gli analisti si aspettano che le economie avanzate registrino una crescita significativa del Pil proprio a partire dal secondo trimestre del 2021, trainata da politiche monetarie e fiscali di sostegno e dai tassi di risparmio eccessivi. Gli economisti di Berenberg prevedono, infatti, un tasso di crescita del Pil per il 2021 e per il 2022 del 6,5% e del 4,5% negli Stati Uniti, del 4,1% e del 4,7% nella zona euro, del 6,2% e del 5,7% nel Regno Unito e del 4,8% e del 2,0% in Giappone, livelli di crescita "mai visti prima".
Alla luce di queste riflessioni, è chiaro che “gli investitori devono trovare il modo di coprire il rischio di un rendimento obbligazionario più elevato nei loro portafogli. Ci concentriamo sulle macro-correlazioni ai rendimenti obbligazionari e sulle aspettative di inflazione, oltre che sui fondamentali societari e sulla dinamica degli utili. In tutte le aree geografiche analizzate, i settori dell'automotive, a parte negli Usa, delle risorse di base, dei prodotti chimici, delle banche e dell’energia hanno un ottimo puntaggio”, argomentano gli startegist.
Tra i nomi presi in esame da Berenberg ed identificati come quelli su cui puntare figurano Abf, Asahi Kasei, Bank of America, Barclays, Bp, Compass, General Motors, Panasonic, St. James’s Place e Yamaha, mentre tra i titoli da evitare vi sono Cranswick, Leg Immobilien, Mondelez, Nippon Prologis Reit, Osaka Gas e Procter. (riproduzione riservata)