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Piaceri

Benvenuti all’Oasyhotel, dove il lusso è senza fronzoli ma anche senza compromessi. E soprattutto fa bene alla natura

Con solo 18 lodge per una capienza massima di 40 persone, l’Oasy è un nuovo format di turismo inclusivo e conservativo, dove convivono arte e attività agricola, ricerca scientifica e ospitalità

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la rete c’è, il wi-fi prende bene e nessuno all’Oasyhotel si sogna di requisire come in The White Lotus cellulari e portatili all’arrivo. Semplicemente chi soggiorna qui non ha interesse a usarli. Una disconnessione in perfetta sintonia col contesto di lusso senza fronzoli, ma anche senza compromessi, di questa struttura a cinque stelle nascosta nella parte più incontaminata dell’Appennino toscano.

Uno dei 18 lodge che compongono l’Oasyhotel a Piteglio.
Uno dei 18 lodge che compongono l’Oasyhotel a Piteglio.

L’Oasyhotel è un’oasi nel senso letterale del termine di riserva naturale, ma anche di luogo protetto che offre sollievo e ristoro nello spazio e nel tempo. Qui, nell’entroterra pistoiese, c’è un posto magico dove non è l’uomo a incontrare la natura ma viceversa: 1.200 ettari di verde abbracciano gli ospiti per riportarli in una dimensione di benessere semplice quanto fondamentale. Qui, «dove la montagna diventa altipiano», come dice Andrea Romei, ceo di Dynamo The Good Company, parlando di Oasyhotel si cede per forza al lirismo, come nel corto A Portrait of a Gesture, che racconta questa nuova esperienza di outdoor lifestyle dove l’orizzonte si allarga e tutto scorre al ritmo della natura. Persino la linea d’abbigliamento, ispirata alla vita del camp e diventata un must per i viaggiatori contemporanei.

Andrea Romei, ceo di Dynamo The Good Company con Giovanni Cecchi (a sinistra), brand manager and business development della società.
Andrea Romei, ceo di Dynamo The Good Company con Giovanni Cecchi (a sinistra), brand manager and business development della società.

«Sono capi comodi, fatti con materiali performanti che resistono ad acqua e vento, come le giacche. Riconoscibili per loro taglio iconico e lo stile funzionale, sono sempre più presenti nei guardaroba di chi viaggia con consapevolezza e ricerca il comfort senza rinunciare all’eleganza». Si trova anche in hotel perché, dice, «spesso gli ospiti non si aspettano che qui faccia fresco anche in estate».

Lusso senza fronzoli e senza compromessi

Il Lago San Vito con l'annesa piscina all'interno del 1.200 ettari di verde e foresta.
Il Lago San Vito con l'annesa piscina all'interno del 1.200 ettari di verde e foresta.

Inaugurato l’anno scorso, questa è la prima stagione a pieni giri per l’Oasyhotel. Premiato dal National Geographic, come uno dei migliori eco-resort del mondo. Un’esperienza di viaggio diretta a chi ama vivere in contatto con la natura e viaggiare fuori dai sentieri più battuti. Ma non chiamatelo turismo sostenibile, qui siamo a uno step ulteriore in cui l’ospitalità di lusso diventa una forma di sostegno e cura alla cornice che lo ospita. Qui tutto vive in un sistema integrato di buone pratiche all’interno dell’Oasi Dynamo, una riserva naturale recuperata nel 2006, che oggi è un modello di gestione naturalistica e responsabilità sociale.

L'Oasy ospita i campi di ricerca scientifica e formazione gestiti con Wwf, università e scuole.
L'Oasy ospita i campi di ricerca scientifica e formazione gestiti con Wwf, università e scuole.

L’Oasy è una realtà complessa, spiega Romei, dove convivono quattro diversi universi: i campi di ricerca scientifica e di formazione allestiti con Wwf, università e scuole; l’attività agricola; la fondazione Oca, Oasy Contemporary Art and Architecture, aperta tre anni fa e arricchita ora da un nuovo percorso ad anello di 3 chilometri per ammirare le opere site specific. E naturalmente l’Oasyhotel.

La nuova frontiera del turismo inclusivo e conservativo

L’idea per l’albergo è stata concepita a fine 2019 e lo stop del settore con il distanziamento sociale sono stati un’opportunità per elaborare il concetto e impostarlo così com’è oggi. Un luogo che si pone sullo stesso sentiero virtuoso delle strutture ospitate all’interno dei grandi parchi africani e americani, realtà che contribuiscono alla salvaguardia del patrimonio naturalistico delle aree dove sorgono.

Una vista dall'alto dell'Oasyhotel nel cuore dell'Appenino pistoiese.
Una vista dall'alto dell'Oasyhotel nel cuore dell'Appenino pistoiese.

La struttura è volutamente piccola, formata da solo 18 lodge per una capienza massima di 40 persone. E l’utenza è, come si può immaginare, soprattutto straniera, inglesi e americani, mentre gli italiani arrivano in aprile o in ottobre per ammirare il foliage che qui è uno spettacolo.

Che cosa di fa all’Oasyhotel

Giulia Santalmasi, responsabile progetti di ricerca, attività educative e conservazione.
Giulia Santalmasi, responsabile progetti di ricerca, attività educative e conservazione.

Tra le attività più amate dagli ospiti ci sono le escursioni nella foresta o al lago San Vito, lo yoga nel verde, le passeggiate a cavallo o sotto le stelle organizzate con l’osservatorio astronomico, ma anche esperienze pratiche come fare ricotta e formaggi o imparare i segreti dell’apicoltura che incantano i bambini.

Federico Galligani, general manager  di Oasyhotel.
Federico Galligani, general manager di Oasyhotel.

Ma la magia funziona a tutte le età grazie alla gestione impeccabile di Federico Galligani, maturata con la sua decennale esperienza nel mondo dell’haute hôtellerie e con il suo giovane e appassionato team formato ad hoc, perché come ogni progetto nell’universo Dynamo nasce dalla filosofia di mettere al centro le persone. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 18/07/2025 00:00
Ultimo aggiornamento: 18/07/2025 00:00
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