Benvenuta Scram 411, la tuttofare di Royal Enfield
Il nome della moto svela già la cilindrata, la stessa dell’Himalayan, con la quale condivide il motore monocilindrico raffreddato ad aria, con una potenza massima di 24,3 CV a 6.500 giri e una coppia massima di 32 Nm a 4.000-4.500 giri
Flat-track, scrambler, off-road, adventure, crossover, enduro, modern classic. Guardate la foto, leggete, se volete, questo articolo e poi decidete liberamente in quale categoria inserire la Scram 411, nuova nata di Royal Enfield. Come sempre, la casa anglo-indiana, forte della sua storia e dei volumi di vendita in tutto il mondo, sceglie una via personalissima per interpretare i filoni che stanno raccogliendo i maggiori successi sul mercato europeo. Così prende l’Himalayan, piccola (411 cc) ma sostanziosa adventure tourer presentata nel 2016, la rende ancora più leggera ed essenziale ed ecco la Scram 411. Royal Enfield la definisce una ADV crossover. A noi piace considerarla l’erede, (molto più) moderna e aggiornata, della Bullet Trials 500, ora non più importata in Italia, a sua volta ispirata a un modello che vinse diverse volte, negli anni ’50, gli International Six Days Trials, una delle più prestigiose gare di enduro. Ma torniamo alla Scram 411. Il nome svela già la cilindrata, la stessa dell’Himalayan, con la quale condivide il motore monocilindrico raffreddato ad aria, con una potenza massima di 24,3 CV a 6.500 giri e una coppia massima di 32 Nm a 4.000-4.500 giri. Anche l’estetica della Scram non si discosta troppo da quella della sorella, ma gli interventi l’hanno resa più grintosa, moderna, adatta a un utilizzo urbano senza disdegnare il fuoristrada leggero. Via, quindi, il parabrezza e altre sovrastrutture, così la bilancia si ferma a 185 kg, 5 in meno della Himalayan. La ruota anteriore passa da 21 a 19 pollici per guadagnare agilità e maneggevolezza su strada. Il serbatoio da 15 litri accoglie bene le ginocchia del pilota e due cover con colori a contrasto simulano le tabelle portanumero, mentre i fianchetti laterali sotto la sella richiamano il design delle moto anni ’70. A proposito della sella, a due piani, l’altezza da terra a 795 mm garantisce a tutti la possibilità di toccare con i piedi nelle manovre e nelle soste. Il quadro strumenti è digitale/analogico, senza perdere il look classico, e offre le informazioni essenziali. Di serie, però, il sistema di navigazione Royal Enfield Tripper. Il nostro test si è svolto tra città, percorsi collinari e percorsi sterrati. In tutte queste situazioni, la Scram 411 si è trovata a suo agio: facile, maneggevole, comoda, stabile e sicura. Davvero difficile pretendere di più. Su strada, tra le curve, la coppia, non esuberante ma vivace, consente di lasciare stare il cambio, comunque preciso. Le vibrazioni sono minime, la sella comoda e accogliente, anche in due. Fuoristrada, la ridotta altezza da terra e il peso contenuto aiutano anche i meno esperti, se il fondo non è troppo tormentato. I difetti: il freno anteriore con poco mordente e - peccato davvero veniale - i fianchetti laterali leggermente sporgenti nella guida in piedi. Particolarmente accattivanti e d’impatto le varianti cromatiche della Royal Enfield Scram 411: Graphite Yellow, Graphite Red e Graphite Blue a 5.250 euro chiavi in mano. Per le livree White Flame e Silver Spirit, con il serbatoio bicolore, occorrono 200 euro in più.
Native Content