Bending Spoons prepara il terreno per la quotazione al Nasdaq, ormai sempre più vicina. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da alcuni documenti consultati, il colosso tecnologico italiano guidato dal ceo e co-founder Luca Ferrari ha varato una serie di operazioni per ottimizzare la struttura del capitale sociale e ha già fatto approvare agli azionisti in un’assemblea svoltasi il 23 aprile un nuovo statuto che entrerà in vigore solo con lo sbarco al Nasdaq.
I soci di Bending Spoons hanno dato il via libera alla revoca degli aumenti di capitale a titolo gratuito legati ai piani di incentivazione dedicati ai dipendenti e hanno approvato la moltiplicazione per 10 del numero di azioni. È stato varato un aumento di capitale a titolo gratuito che, per i 12,1 milioni nominali richiesti, verrà coperto dalle riserve in pancia alla società. La mossa, ha illustrato Ferrari agli azionisti, è legata a doppio filo alla quotazione al Nasdaq in lavorazione, perché in questo modo verranno facilitate «le prossime operazioni sul capitale sociale, portando il prezzo per azione a un valore (in termini unitari) più basso».
Un primo riscontro lo si vede nell’aumento di capitale da 40 milioni di euro ancora aperto e che, come aveva rivelato il 9 aprile MF-Milano Finanza, è stato lanciato poche settimane fa: il prezzo per azione cala da 76,32 euro a 7,632 euro. Immaginando un ulteriore aumento della valutazione con lo sbarco al Nasdaq, si capisce come la mossa sia pensata per facilitare gli scambi del titolo.
I soci hanno anche già dato il via libera a un nuovo statuto, che tuttavia entrerà in vigore solamente con l’ipo. Tecnicamente sarà valido a partire dalla data di efficacia del documento di registrazione (che dovrà essere depositato alla Sec per quotarsi) e decadrà se non verranno avviate le negoziazioni entro 60 giorni da quella data. Il nuovo statuto semplifica la struttura del capitale con solo due categorie di azioni: le A, appartenenti ai founder, e le ordinarie. I quattro fondatori - Ferrari, Luca Querella, Francesco Patarnello e Matteo Danieli - mantengono cinque voti per ogni azione A, un meccanismo introdotto lo scorso settembre per blindare il controllo della società come aveva rivelato questo giornale.
Nel caso uno dei founder scenda sotto i 75 milioni di azioni A, le sue quote verranno convertite in ordinarie con un diritto di voto in rapporto 1 a 1. Da segnalare che nel nuovo statuto mancano per ora capitale sociale e numero d’azioni in circolazione, visto che è ancora da definire l’aumento di capitale dedicato all’ipo.
Nel nuovo statuto è anche stato allargato l’oggetto sociale. Se nella carta attualmente in vigore si fa riferimento principalmente a sviluppo o acquisizione di software, nel nuovo documento si allarga lo spettro parlando anche di hardware, di «altri prodotti e servizi» sia fisici sia digitali - come piattaforme digitali e marketplace, siti di e-commerce e servizi di integrazione di sistemi e di consulenza -, e di «diritti di proprietà intellettuale e industriale».
Da segnalare che il cda potrà essere più snello, con un numero di amministratori tra 5 e 11 membri (ora è tra 5 e 15), e che una lista per il rinnovo del board potrà essere presentata solo da soci che abbiano almeno il 5% di Bending Spoons. Previsto infine il passaggio dal sistema dualistico al monistico. (riproduzione riservata)