Ha un nome il nuovo azionista di minoranza di Bending Spoons. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il soggetto che alla fine dello scorso anno ha sottoscritto la quasi totalità dell’aumento di capitale da 42 milioni di euro rivelato da questo giornale a novembre è Highland Europe, società di venture capital londinese con una base anche a Ginevra, specializzata nel sostenere la crescita di realtà europee attive nel mondo It.
A fronte di un investimento di circa 40 milioni, Highland Europe è entrato come socio di minoranza rilevante con circa l’1,3% di un gruppo ormai valutato 2,9 miliardi (22,37 euro per azione) e si affianca al parterre di investitori che ha da tempo puntato su Bending Spoons: gli italiani Nb Renaissance, Startip (controllata da Tamburi Investment Partners) e Nuo Capital (al 50% di Exor e di Wwicl, family office di Hong Kong), oltre agli internazionali Baillie Gifford, Cox Enterprises, e Durable Capital Partners. La quota in mano a Highland Europe garantisce circa l’1,8% dei diritti totali di voto.
Secondo quanto ricostruito da questo giornale, il link diretto tra Bending Spoons e Highland Europe si sarebbe creato con l’acquisizione di WeTransfer da parte del gruppo italiano realizzata a fine luglio scorso. La società di venture capital britannica, infatti, era stata tra le prime realtà a sostenere la piattaforma olandese di condivisione di file nel 2015.
Ma l’ingresso del fondo britannico non sarebbe l’unico assestamento nell’azionariato di Bending Spoons. Sempre secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Baillie Gifford avrebbe infatti arrotondato la sua posizione nella piattaforma tecnologica italiana, aggiungendo al proprio portafoglio altre 3 milioni di azioni (pari a circa il 2% di Bending Spoons) e portandosi così intorno al 6% del capitale e a circa l’8% dei diritti di voto. In questo modo Baillie Gifford sarebbe diventato il primo investitore in Bending Spoons.
Contestualmente i quattro fondatori del colosso italiano avrebbero limato leggermente le rispettive quote. In base a quanto ricostruito, Francesco Patarnello, Luca Ferrari e Matteo Danieli avrebbero così ridotto di circa 300 mila titoli ciascuno i rispettivi pacchetti azionari, mentre la quota in mano a Luca Querella si sarebbe alleggerita di circa 650 mila azioni. Nel complesso, quindi, avrebbero ridotto il loro peso in Bending Spoons di circa l’1,2% del capitale, scendendo intorno al 48% del gruppo pur detenendo ancora circa il 66% dei diritti di voto.
Infine alcuni piccoli azionisti senza diritto di voto avrebbero valorizzato parte dei loro pacchetti. Tra questi la Red Circle Investments controllata da Renzo Rosso e la Zedef srl che fa capo a Fedez: hanno venduto rispettivamente 230 mila e 40 mila azioni. (riproduzione riservata)