Quanto ancora può crescere una ex startup italiana arrivata a valere 2,5 miliardi di dollari e che basa la sua fortuna su un mercato iper-competitivo e in perenne trasformazione come quello delle applicazioni e basato principalmente negli Stati Uniti?
Le previsioni finanziarie realizzate dallo stesso board di Bending Spoons e contenute in documenti esclusivi visionati da Milano Finanza testimoniano come le ambizioni siano ancora molto forti. Una prima conferma è arrivata qualche settimana fa, con l’annuncio dell’ennesima acquisizione – in questo caso StreamYard – per una cifra che questo giornale ha rivelato essere intorno ai 150 milioni.
Come anticipato da MF-Milano Finanza il 16 febbraio, il gruppo guidato dal ceo Luca Ferrari ha dato il via a un riassetto societario che ha previsto la creazione di Bending Spoons Operations, controllata al 100% da Bending Spoons Holdings, a sua volta posseduta totalmente dalla capogruppo. L’operazione prevedeva il trasferimento di un ramo d’azienda che comprende, di fatto, tutte le attività operative di Bending Spoons a Operations.
In base a quanto risulta a questo giornale, il passaggio è stato effettuato a fine aprile, con il ramo d’azienda che è risultato essere la sottoscrizione in natura di un aumento di capitale di Operations da 100 mila euro con sovrapprezzo di 114,6 milioni.
Nel processo il board guidato da Ferrari ha dato mandato di effettuare una perizia per valutare il ramo d’azienda, dalle cui carte emerge un piano finanziario per il quinquennio 2024-2028 ambizioso approvato dallo stesso cda. I ricavi, che nel 2023 si sono attestati intorno a 393 milioni di dollari, sono previsti in forte espansione già dal 2024 (circa 580 milioni), per poi salire con un tasso di crescita ponderato del 2,3% fino a 640 milioni. Una previsione che lo stesso perito giudica prudenziale visto che le tendenze di mercato «giustificherebbero un tasso di crescita superiore a quanto stimato dal management».
La crescita del fatturato non implicherà una riduzione dei profitti: il margine ebitda adjusted lieviterà dal 48,6% del 2023 (pari a 191 milioni) al 53,5% del 2028 grazie al maggior assorbimento dei costi fissi e alla riduzione delle commissioni dal 30% al 15% pagate a Apple quando un utente rimane fedele all’applicazione per oltre un anno. Il board di Bending Spoons prevede anche un raddoppio dell’utile: dagli 80 milioni del 2023 ai 167 milioni del 2028.
Dal punto di vista patrimoniale la società parte da una base solida e prevede un futuro roseo. A fine 2023 la posizione finanziaria netta (pfn) era negativa per 206 milioni, con cassa di 177 milioni e debiti finanziari per poco meno di 385 milioni. In base alle stime del piano quinquennale la svolta è attesa nel 2025, quando la pfn dovrebbe diventare positiva per 119 milioni grazie a debiti quasi dimezzati (204 milioni) per poi salire addirittura a un miliardo nel 2028 con debiti praticamente assenti (soli 4 milioni).
Certo, le previsioni includono capex che – ad eccezione del 2024, in cui sono previsti investimenti per 214 milioni, tra cui StreamYard – sono stabili intorno ai 40 milioni. Cifre descritte come adeguate per mantenere la competitività aziendale grazie anche l’acquisto di ulteriori app, ma che di fatto escludono maxi-operazioni con target da 800 milioni come potrebbe essere Vimeo.
Tuttavia è evidente come le proiezioni di generazione di cassa e la previsione di diventare una società senza debiti con la conformazione attuale lascino ampi margini di manovra. E la capacità di raccogliere equity è ancora forte, come testimonia il recente round da 155 milioni che ha proiettato la valutazione della società oltre 2,5 miliardi e ha visto Durable Capital Partners aggiungersi al parterre di investitori formato da Baillie Gifford, Cox Enterprises, NB Renaissance, Nuo Capital e Startip.
Non a caso Bending Spoons identifica come una delle principali attività del gruppo quella della ricerca e acquisizione di prodotti digitali, con uno scouting molto approfondito. Nel 2023 Bending Spoons ha considerato circa mille aziende digitali, monitorandone circa 280 e definendo una short list di 5 realtà potenzialmente interessanti. Delle oltre 40 acquisizioni effettuate negli ultimi dieci anni, viene spiegato, solamente l’1% del capitale investito ha comportato una perdita.
In attesa di capire se arriverà altro shopping, il business di Bending Spoons è ben definito. I mercati di riferimento sono due: i prodotti digitali dedicati alla creatività (pari al 73% del fatturato) grazie a Remini (editing fotografico) e Splice (editing video) e quelli della produttività personale (25% del fatturato) con Evernote. Il 94% del fatturato deriva da abbonamenti, con forti caratterizzazioni sia dal punto di vista geografico sia da quello tecnologico.
Il mercato di riferimento è quello degli Stati Uniti da cui arriva il 57% del fatturato e che si stacca nettamente da quello europeo (17% dei ricavi). Forte lo sbilanciamento anche verso i prodotti Apple: ben il 71% dei ricavi arriva dall’App store della Mela, mentre da Android deriva solo il 9% del fatturato. (riproduzione riservata)