L’ultimo round di aumento di capitale da 155 milioni di dollari ha proiettato la valutazione di Bending Spoons oltre quota 2,5 miliardi di dollari. Come annunciato al closing dell’operazione, due settimane fa, dallo stesso gruppo attivo nello sviluppo di app, all’interno della compagine è entrato un nuovo azionista importante, Durable Capital Partners, che si è aggiunto al parterre di investitori principali esistenti formato da Baillie Gifford, Cox Enterprises, NB Renaissance, Nuo Capital (al 50% di Exor e di Wwicl, family office di Honk Kong) e Startip, controllata da Tamburi Investment Partners.
Secondo quanto risulta dai documenti e da fonti consultate da MF – Milano Finanza, tutti i grandi investitori avrebbero scelto di partecipare al round per non diluirsi e continuare a sostenere la società milanese co-fondata nel 2013 dal ceo Luca Ferrari. La maxi-valorizzazione di Bending Spoons si è tradotta in un prezzo di oltre 400 dollari per ognuna delle 382 mila nuove azioni emesse.
Il fondo americano Durable Capital è il soggetto che avrebbe investito maggiormente nell’ambito di quest’ultimo aumento di capitale: oltre 55 milioni di dollari. Una cifra che porterebbe Durable tra i soci significativi con il 2% nel capitale della società.
Fondato nel 2019, Durable Capital continua nel solco di quanto già fatto dal suo fondatore Henry Ellenbogen, che nei 18 anni precedenti di esperienza a T. Rowe Price ha guidato diversi round in ambito tecnologico tra cui i giganti Twitter e Workday.
A fianco del nuovo investitore hanno investito tutti i big già presenti nel capitale. Tra questi, chi controlla la fetta più grande di Bending Spoons è NB Renaissance, che dopo l’ultimo round nel quale avrebbe investito più di 20 milioni di dollari continuerebbe a detenere tra il 5 e il 6% del capitale.
Lo stesso importo sarebbe stato investito dalla britannica Baillie Gifford, che tramite tre diversi veicoli in cui ha distribuito l’investimento in Bending Spoons controllerebbe ora circa il 3,5% del colosso delle applicazioni.
Il secondo investimento più rilevante nell’ultimo round sarebbe quello di Cox Enterprises (tramite il veicolo Cox Investments Holdings): con oltre 47 milioni di dollari avrebbe arrotondato la propria quota oltre il 4% del capitale.
Più limitati, invece, gli apporti di Startip e Nuo. Sia il veicolo di Giovanni Tamburi sia quello creato in tandem da Exor e Wwicl avrebbero messo sul piatto poco meno di 5 milioni di dollari a testa, ritoccando così leggermente verso il basso intorno al 3% ciascuno le rispettive quote. Complessivamente il parterre di investitori principali, che possiedono azioni di categoria B e C (con diritto di voto), è aumentato intorno al 20% del capitale e non molto lontano dal 30% dei diritti di voto.
I fondi raccolti, come spiegato dalla stessa società, serviranno a Bending Spoons per sostenere nuove acquisizioni. Il gruppo sta proseguendo nel suo percorso di crescita con successo, come mostra l’iper valutazione, e punta a potenziare la propria struttura.
Come rivelato lo scorso 16 febbraio da MF-Milano Finanza, Bending Spoons ha avviato a fine gennaio un processo di riorganizzazione societaria per massimizzare le possibilità di raccogliere debito. La società ha scelto di trasferire il suo business in due nuove realtà, ovvero Bending Spoons Holding e Bending Spoons Operations. Quest’ultima deterrà tutte le partecipazioni che il gruppo ha in varie società, mentre a monte le azioni della Operations saranno controllate da Bending Spoons Holding, a sua volta detenuta al 100% di Bending Spoons spa. (riproduzione riservata)