skin track
Bce verso una pausa sui tassi ma i mercati vedono un altro taglio quest’anno
Analisi Leggi dopo

Bce verso una pausa sui tassi ma i mercati vedono un altro taglio quest’anno

22 luglio 2025, 21:30 Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2025, 12:43

Dazi ed euro forte sotto la lente Bce nel consiglio direttivo del 24 luglio. Unicredit vede un tasso finale all’1,75%, BofA e Barclays all’1,5%

La Bce con ogni probabilità resterà ferma il 24 luglio sui tassi, mantenendo un approccio con decisioni «riunione per riunione», anche se non sono esclusi altri tagli quest’anno. I mercati monetari scontano un’altra sforbiciata entro dicembre, con probabilità al 50% che arrivi già a settembre.

Dopo otto riduzioni dei tassi, scesi al 2% dal 4% di giugno 2024, il consiglio direttivo dovrebbe attendere l’evoluzione delle negoziazioni sui dazi Usa. Il dibattito tra falchi e colombe potrebbe riaccendersi a settembre.

Un rischio in particolare riguarda l’apprezzamento dell’euro, che ieri era attorno a 1,175 dollari, circa il 13% in più rispetto a inizio anno e il 3% oltre le attese di Francoforte.

Il rafforzamento della moneta unica ha un effetto al ribasso su crescita e inflazione: la Bce rischia così che il carovita dell’Eurozona, atteso l’anno prossimo all’1,6%, scenda ulteriormente allontanandosi dall’obiettivo del 2%.

La discussione nella Bce

Il vicepresidente Bce Luis De Guindos ha detto nei giorni scorsi che un cambio fino a 1,20 dollari non è problematico, ma oltre questa soglia lo scenario potrebbe diventare «molto più complicato».

Isabel Schnabel, falco del comitato esecutivo, ha però sottolineato che «l’asticella per un ulteriore taglio dei tassi è molto alta». Gli altri banchieri centrali sono stati più prudenti. Il francese François Villeroy de Galhau, il finlandese Olli Rehn, il portoghese Mario Centeno e persino il falco belga Pierre Wunsch, hanno evidenziato che i rischi sull’inflazione sono soprattutto al ribasso.

Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha rilevato all’assemblea Abi che «un marcato calo della domanda di prodotti europei da parte degli Stati Uniti e il riorientamento delle merci cinesi sui nostri mercati eserciterebbero pressioni al ribasso sui prezzi». Tuttavia il governatore di Bankitalia ha anche ricordato che «in scenari estremi l’inasprimento delle barriere doganali potrebbe frammentare le filiere produttive globali, aumentando i costi di produzione e alimentando l’inflazione».

Per Panetta «se i rischi al ribasso sulla crescita dovessero rafforzare le tendenze disinflazionistiche, sarà opportuno proseguire nell’allentamento monetario». In tal senso saranno importanti le nuove proiezioni macroeconomiche Bce che saranno pubblicate a settembre: è questo un altro motivo per cui i banchieri centrali preferiscono per il momento rinviare le decisioni sui tassi.

Nella precedente riunione di giugno, la presidente Bce Christine Lagarde aveva osservato che «i tassi sono in una buona posizione per affrontare l’incertezza» aprendo la strada a una possibile pausa il 24 luglio.

Le attese degli analisti

Unicredit ha sottolineato che «la reazione dei mercati alla lettera inviata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’Unione Europea è stata moderata, il che sembra riflettere le aspettative secondo cui i dazi sui prodotti Ue saranno sostanzialmente inferiori al 30%». Di conseguenza «la Bce può permettersi di attendere l’esito dei negoziati commerciali, dato che gli indicatori relativi al clima di fiducia, all’attività economica e al mercato del lavoro nell’area dell’euro hanno tenuto abbastanza bene».

Unicredit vede un altro taglio dello 0,25% a settembre, fino al livello finale dell’1,75%. Bofa e Barclays si attendono una riduzione dei tassi anche a dicembre: in questo caso i tassi scenderebbero a fine anno all’1,5%.

La crescita dell’Eurozona intanto potrebbe rallentare nel secondo semestre, prima di riprendersi l’anno prossimo. Citi ha osservato che nel primo semestre l’effetto dei dazi è stato positivo, a causa dell’anticipo dell’attività in vista delle tariffe, ma le politiche Usa dovrebbero frenare l’economia nel resto dell’anno.

Il Bank Lending Survey della Bce ha mostrato un forte aumento della domanda di mutui per la casa, mentre la richiesta di prestiti da parte delle imprese è rimasta debole. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza