La Bce lascia i tassi invariati al 2%. La valutazione aggiornata della banca centrale conferma che l’inflazione «dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine», mentre l’economia «continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale».
Secondo la Bce «il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita».
Al tempo stesso, «le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale».
Il consiglio direttivo ha confermato che nei prossimi mesi seguirà un approccio guidato dai dati con decisioni adottate riunione per riunione.
La Bce ha lasciato i tassi al 2% per la quinta riunione consecutiva. L’ultimo taglio è stato a giugno.
La presidente Bce Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del consiglio direttivo, ha detto che nella discussione è stato affrontato il tema del cambio euro/dollaro: «Abbiamo osservato che il dollaro è calato in modo rilevante sull’euro da marzo 2025. Ma l’impatto è stato incorporato nello scenario previsionale di base della Bce». Lagarde ha aggiunto che il biglietto verde «dall’estate 2025 fluttua in un range» che è «perfettamente in linea con la media complessiva da quando esiste l’euro».
La presidente Bce ha ribadito che la banca centrale è «in una buona posizione», così come lo è l’inflazione nonostante il dato di gennaio (1,7%) sotto il target del 2%. Il valore, ha detto, è stato influenzato dal calo dei prezzi dell’energia. «Non possiamo essere condizionati da un singolo dato sull’inflazione», ha detto Lagarde sottolineando che la politica monetaria resterà «agile». I rischi su crescita e inflazione sono «nel complesso equilibrati», quindi non orientati né al ribasso né al rialzo.
Lagarde ha detto che la Bce ha preparato una «checklist» per i leader europei, per la riunione straordinaria sulla competitività della prossima settimana, nella quale sono elencate raccomandazioni per aumentare la crescita, con richieste di interventi su Unione di risparmi e investimenti, euro digitale, mercato unico europeo, autonomia strategica europea, semplificazione delle normative, eurobond e rafforzamento del quadro istituzionale.
Rispondendo a una domanda, Lagarde ha anche detto di conoscere il nuovo presidente Fed Kevin Warsh «dai tempi della crisi finanziaria quando ero ministro delle Finanze. La sua nomina è benvenuta».
La crescita del pil nell’Eurozona è stata dello 0,3% nel quarto trimestre dell’anno scorso, lievemente sopra le attese. L’inflazione è scesa all’1,7% a gennaio, sotto l’obiettivo di medio termine del 2%, mentre quella core (al netto di energia e cibo) è calata al 2,2%.
Le ultime proiezioni elaborate dagli esperti dell’Eurosistema (pubblicate nella precedente riunione di dicembre) indicano un’inflazione complessiva pari in media all’1,9% nel 2026, all’1,8% nel 2027 e al 2% nel 2028.
L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,2% nel 2026, all’1,9% nel 2027 e al 2,0% nel 2028.
La crescita economica invece si collocherebbe all’1,2% nel 2026 e all’1,4% nel 2027, livello sul quale dovrebbe mantenersi nel 2028. (riproduzione riservata)