Uno stress sui mercati farebbe emergere i pericoli legati alle interconnessioni tra banche e hedge fund, con la possibilità di causare effetti a catena e rendere il sistema finanziario più vulnerabile alle turbolenze. Lo ha evidenziato la Bce anticipando un articolo del rapporto di stabilità finanziaria.
La banca centrale ha analizzato i rischi sistemici dovuti ai legami tra le banche dell’area euro e le shadow bank, oggi note come società Nbfi (Non-Bank Financial Intermediation), una categoria che include fondi, hedge fund e assicurazioni.
I pericoli sono dovuti agli intrecci (spesso poco trasparenti) tra esposizioni bancarie e Nbfi. Le banche ricevono da società Nbfi passività a breve termine sotto forma di depositi, pronti contro termine e titoli di debito.
Queste passività finanziano il 15% degli attivi degli istituti di credito, ma possono svanire con rapidità, soprattutto se una shadow bank deve ritirare liquidità a causa di richieste di rimborso o margin call. Perciò questa fonte di finanziamento per le banche è più volatile rispetto ai conti correnti di famiglie e imprese.
Nello stesso tempo la relazione tra banche e Nbfi opera in senso inverso poiché gli istituti hanno titoli di debito (per 650 miliardi di euro) e derivati di shadow banks. Inoltre le banche concedono credito a Nbfi con strategie di investimento a leva.
Tra questi operatori ci sono hedge fund (con sede soprattutto al di fuori dell’area euro), fondi immobiliari e prestatori non bancari. Le esposizioni verso queste società a leva ammontano a 432 miliardi di euro, pari a un quarto del totale verso Nbfi.
Le turbolenze di mercato potrebbero indurre le banche a ridurre in modo prociclico i prestiti alle Nbfi, costringendole a liquidare posizioni e innescando vendite forzate.
Il 10% dell’attivo bancario è esposto a Nbfi, ma la percentuale è più alta in Germania, Francia, Paesi Bassi e Irlanda. Le banche maggiori e quelle d’investimento inoltre hanno un ruolo cruciale come intermediari nei mercati dei pronti contro termine e dei derivati, dove interagiscono soprattutto con Nbfi a leva.
Le esposizioni degli istituti di credito verso shadow bank sono in media contenute, ma molto concentrate in pochi gruppi. In particolare le interconnessioni sono significative per le banche di importanza sistemica globale (G-Sib) dell’area euro che «svolgono un ruolo centrale nell’intermediazione finanziaria e trasformano le passività a breve termine ricevute dalle Nbfi in crediti concessi ad altre Nbfi», ha sottolineato la Bce. «Sebbene l’entità dei rischi sistemici per la stabilità finanziaria derivanti da shock che colpiscono singole Nbfi sembri contenuta, la distribuzione delle esposizioni è fortemente concentrata», ha osservato l’analisi.
Dal punto di vista delle banche, «il piccolo gruppo di G-Sib dell’area euro svolge un ruolo fondamentale ed è difficile da sostituire», di conseguenza secondo Francoforte «la capacità di assorbimento delle perdite di queste G-Sib è essenziale per mantenere la regolare erogazione di servizi finanziari in periodi di stress».
Una criticità ulteriore riguarda la disponibilità di dati: non sono note informazioni rilevanti sui bilanci di Nbfi potenzialmente a leva ma con sede al di fuori dell’Ue, come quelli di private equity, fondi di credito privato e hedge fund non europei. (riproduzione riservata)