L’inflazione nell’Eurozona è «destinata a tornare all’obiettivo del 2% nel medio termine nel corso di quest’anno», anche se «maggiori frizioni nel commercio internazionale renderebbero le prospettive di inflazione dell’area euro più incerte». Lo ha detto la presidente Bce Christine Lagarde nell’intervento alla plenaria del Parlamento europeo, con riferimento implicito ai dazi del presidente Usa Donald Trump.
La Bce non ha precisato se l’effetto delle misure Usa sarebbe al rialzo o al ribasso sull’inflazione. Ci sono molte variabili in grado di cambiare lo scenario. In ogni caso, però, l’andamento del carovita sarebbe più difficile da prevedere. Nel complesso la disinflazione resta «ben avviata» secondo Lagarde che però ha avvisato: dopo Covid e guerra in Ucraina «la frequenza degli shock probabilmente resterà alta».
L’inflazione nell’Eurozona è stata del 2,5% a gennaio, «perlopiù in linea con le proiezioni», ha detto Lagarde. «La crescita dei salari si sta moderando come previsto, anche se rimane elevata, mentre i profitti stanno parzialmente compensando l’impatto degli aumenti salariali sull’inflazione».
Per quanto riguarda il pil, la presidente Bce ha sottolineato che è cresciuto «in modo modesto» nel 2024 nell’Eurozona. Inoltre la fiducia dei consumatori è «fragile» e, nonostante l’aumento dei redditi reali, «le famiglie esitano a spendere di più».
Tuttavia per Lagarde «le condizioni per una ripresa permangono». Secondo la Bce il mercato del lavoro solido e i redditi più alti dovrebbero rafforzare la fiducia dei consumatori e consentire un aumento della spesa. Il credito più accessibile dovrebbe stimolare consumi e investimenti. Inoltre le esportazioni dovrebbero sostenere la ripresa grazie all’aumento della domanda globale, anche se questo è «subordinato agli sviluppi delle politiche commerciali internazionali».
I mercati prevedono altri tre-quattro tagli dei tassi quest’anno. Lagarde ha confermato comunque l’approccio «dipendente dai dati» con decisioni «riunione per riunione».
La presidente Bce ha osservato che «l’Europa deve trovare un delicato equilibrio tra il raggiungimento dell’autonomia strategica e il mantenimento dell’apertura all’economia globale». Sui pagamenti, ambito nel quale l’Europa è «vulnerabile» per il predominio di operatori esteri, Lagarde ha evidenziato il ruolo dell’euro digitale, anche come «piattaforma per l’innovazione privata», in particolare delle banche.
Sempre in tema di dazi, il vicepresidente Luis de Guindos ha sottolineato che «la politica dell’amministrazione Usa crea enorme incertezza» ma «è molto importante evitare una guerra commerciale che porterebbe a un calo dell’attività economica globale con danni per tutti». (riproduzione riservata)