L’inflazione cala nell’Eurozona a ritmo sostenuto e ora anche la presidente Bce Christine Lagarde sembra più cauta sui prossimi aumenti dei tassi, a causa soprattutto dei segnali di frenata del credito. Ormai appare certo un nuovo rialzo di 25 punti base a giugno, ma ieri i mercati per la prima volta hanno iniziato a dubitare di un ulteriore aumento a luglio. Anche l’economia sta rallentando in alcuni Paesi, in primis in Germania, già entrata in recessione tecnica.
L’inflazione nell’Eurozona è scesa dal 7% di aprile al 6,1% di maggio, un valore più basso di quanto ipotizzato nei giorni scorsi dagli economisti. È un dato significativo perché non era così basso da febbraio 2022, prima cioè della guerra in Ucraina. Dopo aver toccato un picco del 10,6% a ottobre, il carovita sta perdendo forza. Il calo è dovuto soprattutto alla forte discesa dei prezzi dell’energia. Il costo del cibo è ancora in forte aumento (+12,5%), con un’accelerazione però inferiore a quella del mese precedente (+13,5%).
Negli ultimi dati è arrivato un segnale importante anche dall’inflazione core, al netto cioè di energia e cibo. La componente è scesa oltre le aspettative, passando dal 5,6% al 5,3%. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha sottolineato nelle Considerazioni Finali che l’inflazione di fondo dovrebbe scendere nei prossimi mesi, seguendo l’andamento di quella complessiva. L’aumento dei prezzi dei servizi è sceso da +5,2 a +5%.
Per il momento comunque l’inflazione core resta su valori elevati. Il calo di maggio è stato condizionato anche da un prezzo ridotto sui trasporti pubblici in Germania grazie al sostegno pubblico. In estate i dati core potrebbero restare su livelli alti. Perciò è di fatto impossibile che la Bce rinunci a una nuova stretta a giugno.
Ieri Lagarde ha ribadito che «c’è ancora strada da percorrere» sui tassi e «non c’è una chiara evidenza che sia stato raggiunto il picco sull’inflazione core». La componente di fondo è importante, secondo la presidente, perché in un contesto incerto «non sarebbe saggio condizionare le misure esclusivamente su proiezioni a medio termine». Le nuove previsioni saranno pubblicate dopo la riunione del 15 giugno.
In ogni caso Lagarde si è mostrata più cauta che in passato: «Finora i rialzi si sono trasmessi con forza ai tassi bancari», ha sottolineato. I tassi medi alle imprese nell’Eurozona sono arrivati al 4,2%, cioè al livello più alto da gennaio 2009, con un incremento di 267 punti base rispetto a un anno fa. Da novembre inoltre i flussi mensili di prestiti alle aziende sono stati in media negativi. Inoltre secondo l’ultima Bank Lending Survey della Bce l’inasprimento degli standard di credito ha raggiunto il livello più alto dalla crisi del debito sovrano nel 2011.
I rialzi dei tassi, ha osservato Lagarde, «si stanno già ripercuotendo con forza sulle condizioni di prestito delle banche. E sappiamo che, dopo aver aumentato così tanto e così velocemente, un notevole inasprimento deve ancora manifestarsi». Il riferimento è all’effetto delle manovre già decise che si farà sentire in modo pieno nei prossimi mesi. Perciò secondo la presidente Bce «occorre valutare attentamente la forza della trasmissione della politica monetaria alle condizioni di finanziamento, all’economia e all’inflazione».
Per spiegare l’attuale fase della Bce, Lagarde ha usato la metafora dell’aereo che sale fino alla quota di volo: «All’inizio, l’aereo deve salire in modo ripido e accelerare rapidamente. Ma man mano che si avvicina alla quota di destinazione può ridurre l’accelerazione e mantenere la velocità esistente. L’aereo deve salire abbastanza per raggiungere la destinazione, ma non così tanto da superarla». Ora «ci stiamo avvicinando alla quota di volo, e questo significa che dobbiamo salire più gradualmente, utilizzando la velocità che abbiamo già accumulato alle spalle».
In modo analogo la Bce, dopo un rialzo molto forte dei tassi da luglio, ha allentato la stretta a maggio con un rialzo di 25 punti base, invece che di 50. Dai verbali pubblicati ieri è emerso che la riduzione del ritmo è stata accettata da alcuni membri del consiglio direttivo in cambio di una chiara indicazione di nuovi aumenti dei tassi. Ma soltanto i prossimi dati economici potranno dire quanti ne serviranno. (riproduzione riservata)