Mantenere i tassi di interesse al loro attuale livello elevato più a lungo, piuttosto che alzarli ulteriormente e rischiare di dover invertire la rotta. È la linea sostenuta dal membro del consiglio esecutivo della Banca Centrale Europea, nonché il prossimo governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che ha così rimarcato il suo approccio prudente sul percorso di politica monetaria di Francoforte.
Secondo il membro del board «la persistenza nel mantenere alti i tassi consentirebbe alla Bce di portare l’inflazione al suo obiettivo del 2% senza danneggiare inutilmente l’economia o mettere a repentaglio la stabilità finanziaria». Puntare sul mantenimento di tassi elevati «può essere particolarmente utile nella situazione attuale, in cui i tassi sono sul livello necessario per garantire la stabilità dei prezzi nel medio termine, il rischio di un disancoraggio delle aspettative di inflazione è basso mentre i rischi di inflazione sono bilanciati e l’attività economica è debole», ha spiegato Panetta in occasione di un webinar organizzato dall’Università Bocconi di Milano.
In un momento come questo, inoltre, il futuro governatore evidenzia quanto sia «diventato più complesso calibrare la politica monetaria» visto anche che «il passato inasprimento monetario deve ancora essere percepito in pieno».
Una posizione come quella descritta dal membro del boad Bce, che si basa per lo più sulla persistenza dei livelli dei tassi, offre secondo Panetta «maggiori possibilità di adeguare in modo flessibile la politica monetaria alla luce dei dati in arrivo, pur non lasciando spazio a dubbi alla lotta» di Francoforte «contro l’inflazione». Sulla possibilità di altri rialzi dei tassi a settembre Panetta, così come la presidente Christine Lagarde scorsa settimana, non si è sbilanciato, sottolineando che «è presto per dirlo». «La strada è stretta tra inflazione e crescita. Ma l’obiettivo di riportare il caro prezzi al 2% sarà centrato», ha continuato Panetta.
«È possibile che la trasmissione della nostra politica monetaria possa essere persino più forte di quanto indicano le proiezioni dello staff Bce», ha poi avvertito Panetta, «il rapido aumento dei tassi di interesse e la rapida contrazione del nostro bilancio», ha aggiunto, «possono portare a effetti più forti sulle condizioni monetarie e creditizie, e infine sull'economia e sull'inflazione. In aggiunta la stretta della politica monetaria è amplificata dalle misure analoghe prese a livello internazionale».
In queste circostanze, ha concluso Panetta, «la nostra politica monetaria disinflazionistica può essere condotta combinando diversi approcci. Un approccio, quello che riguarda il livello dei tassi, comporta un aumento rispetto a dove si trova attualmente il tasso ufficiale, con il rischio di dover poi tagliare prima e più velocemente, come implicito nelle aspettative degli investitori sul futuro andamento dei tassi di interesse. Un altro approccio, l’approccio della persistenza, sostiene invece di fornire lo stesso grado di restrizione complessiva evitando alti e bassi, vale a dire mantenendo i tassi ufficiali al livello prevalente per un periodo prolungato». (riproduzione riservata)