La Bce velocizza le approvazioni per le cartolarizzazioni delle banche con «significativo trasferimento del rischio» (Srt in inglese), riducendo la tempistica fino a dieci giorni lavorativi. In precedenza erano necessari in media tre mesi. È quanto emerso dopo il test sulle cartolarizzazioni condotto dalla Bce nel primo semestre 2025 (si veda sul tema MF-Milano Finanza del 27 febbraio).
«Mentre stiamo finalizzando la nuova procedura, spetta alle banche effettuare cartolarizzazioni sufficientemente semplici da garantirne un ampio utilizzo in futuro», ha rilevato ieri Sharon Donnery, membro del consiglio di Vigilanza della Bce, in un intervento sui lavori in corso a Francoforte per semplificare i processi di supervisione.
Le autorità di vigilanza sfrutteranno la standardizzazione dei prodotti e i modelli armonizzati. Per le cartolarizzazioni complesse, invece, la Bce continuerà le analisi dettagliate per verificare se è stato realizzato un trasferimento significativo del rischio. La revisione delle transazioni sarà accompagnata da controlli ex post. La Bce vuole capire chi si fa carico dei rischi e se i pericoli sono gestiti in modo adeguato.
In particolare, secondo quanto detto nei giorni scorsi dalla Vigilanza, «se le banche fornissero una leva finanziaria ai fondi di credito per investire nelle cartolarizzazioni, nel settore bancario potrebbero restare rilevanti rischi nascosti con una copertura patrimoniale inferiore. Questo solleva preoccupazioni prudenziali».
Le banche devono perciò identificare e mitigare i rischi legati all'interconnessione con gli investitori nel comparto. La Bce ritiene che le cartolarizzazioni possano avere un ruolo importante per l’economia europea perché possono indirizzare risorse per gli investimenti e distribuire i rischi nel sistema finanziario.
Quanto alle altre misure di semplificazione in corso da parte della Vigilanza Bce, Donnery ha indicato minori tempi per le decisioni «fit and proper» sui requisiti di idoneità dei manager (da 120 a 97 giorni in media), una riduzione del carico degli stress test per gli istituti, un approccio semplificato sui modelli interni e un maggiore focus sui rischi più rilevanti nelle ispezioni e nelle procedure Srep (quelle per la definizione dei requisiti di capitale).
Di conseguenza la Bce si aspetta un calo delle decisioni Srep da 700 nel 2021 a meno di 400 nel 2025, con lettere alle banche più semplici e brevi. Inoltre la valutazione Bce sul patrimonio degli istituti si concluderà a fine ottobre invece che a fine anno.
In parallelo andranno avanti anche i lavori della task force Bce guidata dal vicepresidente Luis De Guindos per la semplificazione delle regole bancarie (sul tema si veda Milano Finanza del 6 settembre). (riproduzione riservata)