La Bce spinge affinché le banche europee in futuro facciano più ricorso ai prestiti dall’Eurosistema, mentre la liquidità in eccesso nel settore finanziario si riduce a causa della scadenza di titoli nel portafoglio della banca centrale.
«Con la normalizzazione del bilancio dell’Eurosistema, l’ammontare aggregato della liquidità disponibile per le banche diminuirà nei prossimi anni», hanno sottolineato in un intervento la presidente della Vigilanza di Francoforte Claudia Buch e il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel. «La Bce, come autorità di politica monetaria e come supervisore, si aspetta che le banche considerino le operazioni di rifinanziamento come parte integrante della gestione quotidiana della liquidità».
Negli ultimi dieci anni le banche dell’area euro hanno operato in un contesto di abbondante liquidità fornita dalla Bce per ragioni di politica monetaria, in particolare attraverso gli acquisti di titoli del Quantitative Easing. Tuttavia, in seguito dell’aumento dell’inflazione per la pandemia e la guerra in Ucraina, la Bce ha invertito la rotta aumentando i tassi e iniziando a normalizzare il bilancio.
Così la liquidità in eccesso, che a novembre 2022 ha raggiunto il picco a 4.700 miliardi, è scesa oggi a 2.800 miliardi, soprattutto a causa della scadenza delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Tltro). Un’ulteriore discesa è prevista nei prossimi anni per la scadenza graduale dei titoli nel portafoglio della banca centrale.
«La liquidità in eccesso diminuisce, così alla fine non sarà più sufficiente a soddisfare la domanda del sistema bancario», hanno rilevato Buch e Schnabel, aggiungendo che è «difficile prevedere quando si verificherà il punto di svolta». La domanda del sistema è determinata da prelievi di contante degli individui, esigenze delle banche e regolamentazione prudenziale.
In questo contesto la Bce ha definito a marzo 2024 un nuovo framework operativo nel quale un ruolo centrale è legato alla domanda di liquidità delle banche. La Bce continuerà a fornire prestiti su richiesta e tra qualche anno dovrebbe tornare ad acquistare un portafoglio di titoli «strutturale».
Schnabel in passato ha più volte espresso la volontà di ridurre al minimo gli acquisti di titoli, massimizzando invece il ruolo delle richieste delle banche. Un portafoglio strutturale ridotto potrebbe però limitare la capacità delle banche di finanziare l’economia. Il membro del board Bce Piero Cipollone ha stimato che la contrazione del bilancio prevista quest’anno per 500 miliardi potrebbe abbassare il credito di 75 miliardi.
Inoltre gli istituti di credito potrebbero subire uno stigma dei mercati se chiederanno troppa liquidità alla Bce. Su questo punto Buch e Schnabel hanno assicurato che le richieste «non saranno un sintomo di stress» ma «routine». I due esponenti Bce hanno perciò chiesto alle banche di prepararsi al nuovo framework a livello operativo, informatico e di pianificazione, anche alla luce di «carenze» osservate nel settore. (riproduzione riservata)