Inflazione e crescita. Sono gli aspetti su cui si concentra la presidente della Bce, Christine Lagarde, all’inizio della conferenza stampa successiva al meeting del board di luglio in cui Francoforte ha optato per mantenere invariati i tassi al 3,75%. «Le pressioni interne sui prezzi restano alte, l’inflazione dei servizi è elevata ed è probabile che l’inflazione complessiva rimanga al di sopra dell’obiettivo fino a gran parte del prossimo anno», ha esordito Lagarde.
«Il Consiglio direttivo manterrà i tassi di riferimento su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario a conseguire questo fine» ha ribadito ancora una volta Lagarde. «Per determinare livello e durata adeguati della restrizione il Consiglio continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi».
Quanto ai prossimi passi, la numero uno del board Bce ha sottolineato che si aspetteranno ulteriori dati macro per definire cosa fare a settembre. «Tutti i membri hanno sostenuto la proposta del capo economista Lane» di mantenere fermi i tassi, mentre «la questione di cosa faremo a settembre è aperta e verrà decisa a seconda degli elementi», ha continuato Lagarde, ribadendo che Francoforte non è vincolata a un percorso predeterminato sui tassi di interesse.
«Mantenere i tassi di interesse costanti a luglio non è stata solo una decisione unanime. Piuttosto, vi è stato un consenso totale sul fatto che le decisioni dovessero essere prese di riunione in riunione, a seconda dei dati, e che nessun taglio dei tassi di interesse dovesse essere deciso in anticipo» ha aggiunto Lagarde.
Al di fuori dei confini della politica monetaria, la numero uno di Francoforte ha sottolineato che «la politica fiscale dovrebbe puntare a rendere l’economia più produttiva e più competitiva, e questo aiuterebbe la crescita potenziale e ridurrebbe la pressione dei prezzi». «Un’attuazione veloce ed efficace del Next Generation Eu», ha detto Lagarde, «i passi avanti verso l'unione dei mercati di capitali e il completamento dell'unione bancaria, oltre che il rafforzamento del mercato unico, sono fattori chiave che contribuirebbero all'innovazione e all'incremento degli investimenti nella transizione verde e digitale». (riproduzione riservato)